Scritto da
LucaCiglione
Art Society è un gioco di aste e Set Collection a tema arte e quadri edito nel 2025 da Giochi Uniti. Questo gioco creato da Mitch Wallace ed illustrato da Veronica Grassi, Max Kosek, Angelica Regni, Sofia Rossi, Doris Shermadhi, Giacomo Vichi pensato per 2-4 giocatori dai 10 anni e ha una durata di circa 30-60 minuti.
“Riuscirai a creare la collezione d’arte più invidiata della città, o saranno i tuoi rivali a lasciare il segno nella storia dell’arte? Benvenuto in Art Society!“

COMPONENTI E MATERIALI
Art Society colpisce già dal primo sguardo grazie a una scatola quadrata 26×26 cm elegantissima e curata nei dettagli. La cover presenta dei fori in corrispondenza dei quadri, creando un raffinato effetto di profondità che richiama il tema del gioco e dà l’impressione di osservare una vera parete di galleria. All’interno, un organizer sagomato permette di tenere tutto perfettamente in ordine, con spazi dedicati per ogni componente.
Il contenuto include:
- 1 tabellone Museo
- 4 plance personali Galleria
- 4 set da 20 carte Offerta
- 4 segnalini prestigio (uno per ciascun tipo di dipinto)
- 4 gettoni bonus parete completa
- 1 martelletto da banditore (primo giocatore)
- 7 segnalini valore dipinto (da 3 a 9)
- 108 tessere arredo
- 116 tessere Dipinto, suddivise per genere e dimensione
- 4 carte Offerta iniziali e 4 dipinti iniziali
La vera meraviglia sono proprio i dipinti: ogni tessera rappresenta un quadro diverso, frutto del lavoro congiunto di sei illustratori che hanno realizzato opere originali e sorprendenti. Nessuna illustrazione sembra ripetitiva o riempitiva: ognuna esprime uno stile unico ma coerente con il tono elegante e ironico del gioco, dando l’impressione di sfogliare una piccola mostra d’arte contemporanea in miniatura. È questo tocco artistico, curato nei minimi dettagli, a rendere Art Society davvero particolare rispetto ad altri giochi simili.

COME SI GIOCA
In Art Society i giocatori interpretano collezionisti d’arte in competizione per creare la galleria più elegante, equilibrata e di tendenza. Ogni round si apre con un’asta: Il giocatore di turno interpreta il banditore e seleziona un numero di dipinti pari ai giocatori più uno, poi tutti scelgono segretamente una carta offerta. Una volta rivelate, in ordine di puntata ciascun giocatore sceglie un’opera e la colloca nella propria galleria seguendo le regole di piazzamento: ogni quadro deve toccare almeno un bordo di un altro già presente, non può essere ruotato e va posizionato all’interno della griglia. La carta offerta non finirà nel mazzo delle offerte e non potrà essere più giocata durante per la partita.
Allineare cornici dello stesso stile fa guadagnare preziose tessere Arredo Bonus, mentre accostare due dipinti dello stesso tipo (ritratto, paesaggio, natura morta o paesaggio) è considerato un Passo Falso che annullerà i punti di quelle opere a fine partita. Se un quadro non trova posto, si può affidarlo al maggiordomo, che può tenere un solo pezzo in attesa di tempi migliori e permettere di giocarlo in un turno successivo. Oppure in alternativa scambiarlo con uno della stessa tipologia del museo.
Il museo e il punteggio
Ogni round, il dipinto rimasto invenduto finisce al museo, facendo aumentare il prestigio di quel genere artistico: a fine partita, i quadri più “in voga” varranno più punti. Ma anche il modo in cui si riempie la parete influisce sul punteggio finale: i dipinti posizionati lungo la linea di vista centrale guadagnano bonus se appartengono al genere più prestigioso, mentre le aree scoperte negli angoli della parete fanno perdere punti. Il gioco si conclude quando un giocatore completa la propria galleria, ha due dipinti in eccesso o esaurisce le carte offerta: allora si calcola chi, tra i collezionisti, avrà davvero saputo coniugare gusto, opportunismo e senso estetico.


OPINIONI e DINAMICHE
Art Society è uno di quei titoli che riescono a prendere meccaniche già note – asta simultanea, piazzamento tessere, gestione dello spazio – e a fonderle in modo perfettamente coerente con il tema. L’asta non è solo un pretesto: è davvero un’asta per i quadri, con tutto il gusto di scegliere, rischiare e desiderare ciò che anche gli altri vogliono. Una volta ottenute le opere, il divertimento continua nel momento in cui si devono disporre sulla propria parete, cercando la disposizione più armonica e senza lasciare spazi vuoti, come un vero collezionista attento all’estetica.
La presenza del banditore, già presente in Totopoli può qui aggiungere la stessa dimensione di epicità. E’ lui a scegliere quali quadri mettere all’asta in quel turno e benché non ne conosca colore e cornici solo scegliendo forma e dimensione può indirizzare il round.
La gestione del museo aggiunge una dimensione strategica affascinante: i quadri non acquistati finiscono lì e aumentano il prestigio di quella categoria, mettendo ogni giocatore di fronte a un dilemma continuo, prendere ora un’opera di grande valore rischiando che altre vadano al museo affossandola, oppure lasciarla per farne crescere il peso futuro? Questa tensione sottile tra gusto, calcolo e opportunismo accompagna tutta la partita.
L’interazione diretta è moderata ma significativa: nella parte finale, lasciare un quadro enorme agli avversari può metterli in seria difficoltà di spazio, e le scelte si fanno più tattiche. Tuttavia, nel complesso, Art Society rimane un’esperienza rilassante, elegante e sorprendentemente divertente, capace di mettere tutti – esperti e neofiti – nella piacevole posizione di sentirsi, per un’ora, raffinati curatori d’arte.

IN QUANTI CI GIOCO
Art Society si gioca da 2 a 4 partecipanti, ma secondo me le dinamiche raggiungono il loro massimo con quattro giocatori. Ogni round ruota attorno alla fase principale delle aste segrete. Con quattro partecipanti, le aste diventano più imprevedibili e competitive, aumentando il brivido di anticipare le mosse degli avversari e decidere quali opere acquistare o lasciare al museo. Con meno giocatori, invece, è più semplice prevedere le scelte altrui: il gioco forse aumenta perfino a livello tattico, ma le interazioni diventano forse meno divertenti.
La durata della partita non risente particolarmente del numero di giocatori, poiché gran parte delle azioni si svolge simultaneamente. Quattro giocatori garantiscono quindi il miglior equilibrio tra tensione e gestione della propria galleria, anche se il gioco si mantiene scalabile e piacevole anche in configurazioni con un minor numero di partecipanti.

LE ETÀ PER GIOCARCI
Art Society viene spesso indicato come gioco per 10+, ma secondo me è più realistico un 8+. Già a partire da questa età i bambini riescono a comprendere le regole principali, a gestire le aste segrete e a collocare i quadri nella propria galleria rispettando vincoli e strategie di piazzamento.
La semplicità delle regole non significa assenza di profondità: le decisioni restano significative, ma sono presentate in modo chiaro e immediato, senza richiedere calcoli complessi o meccanismi troppo astratti. In questo modo, anche un giocatore di 8 anni può godersi il gioco e sviluppare le proprie capacità strategiche e di pianificazione, rendendo l’esperienza divertente e gratificante fin dall’inizio.
Funzioni Esecutive
Giocare richiede ai bambini e ai ragazzi di esercitare diverse funzioni esecutive: pianificazione (decidere dove collocare i quadri nella propria galleria), inibizione (resistere alla tentazione di prendere subito un dipinto che potrebbe penalizzarli), memoria di lavoro (tenere a mente quali opere sono già in gioco e quali sono rimaste disponibili), flessibilità cognitiva (adattare la strategia alle mosse degli avversari) e capacità di problem solving (trovare la disposizione ottimale dei quadri per massimizzare punti e bonus).

CONCLUSIONI
In conclusione, Art Society è un gioco che combina meccaniche solide e ben bilanciate con un’ambientazione coerente e immediatamente riconoscibile. Ogni fase di gioco, dalle aste segrete al piazzamento dei quadri, fino alla gestione del prestigio del museo, è pensata per immergere i giocatori nel ruolo di collezionisti d’arte, facendo emergere un equilibrio costante tra strategia, osservazione e intuito estetico. Il vero cuore dell’esperienza sono i quadri illustrati: tessera dopo tessera, ogni opera sorprende per stile, originalità e cura dei dettagli, regalando momenti di piacere visivo e stimolando la capacità di organizzare e armonizzare la propria galleria.
La bellezza di Art Society sta nella sua versatilità: offre soddisfazione sia a chi ama competere e massimizzare ogni mossa in un’asta tattica, sia a chi preferisce giocare più serenamente, concentrandosi sul piacere di costruire e ammirare la propria galleria personale. Ogni scelta ha peso e significato, e ogni galleria prende forma come una piccola esposizione d’arte unica, permettendo di vivere un’esperienza che è al tempo stesso estetica, strategica e profondamente appagante.
Ringraziamo Giochi Uniti per la copia Review.
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