Fabio (Pinco11)
SHACKLETON BASE – PRIME IMPRESSIONI
In Shackleton Base, gestionalotto ideato dal duo Mangone – Lopiano (edito da Sorry We Are French, con edizione italiana di Ghenos Games – DV Games, per 1-4 giocatori, 60′-120′), siamo sulla Luna e più precisamente al polo sud di essa e siamo chiamati, quale responsabili di altrettante agenzie spaziali, nella costruzione di una base permanente (qui un’altra nostra review del gioco).
Ci confronteremo, nel farlo, con le esigenze di approvvigionamento di materiali e di astronauti, così come con le esigenze delle varie corporazioni con le quali ci interfacceremo.
Gestione risorse, lavoratori (di tre tipi diversi) ed azioni, con alcune spruzzate di maggioranze, sono le logiche sottese da questo titolo, mentre il livello di difficoltà è per utenti esperti, come conferma il 3.78/5 di peso medio avvertito dagli utenti di BGG (grosso modo sul livello del 3.90 di Darwin’s Journey).

GLI AUTORI DI SHACKLETON BASE
La coppia di ideatori è costituita dal noto duo Mangone – Lopiano, già impegnati in passato insieme in Autobahn, così come coautori anche di Baghdad: The City of Peace che dovrebbe essere in uscita intorno a questa Essen.
Singolarmente, poi, tra i successi del primo segnalo Newton, Darwin’s Journey e Expo 1906, oltre al recentissimo Stupor Mundi (che devo ancora provare) mentre per il secondo ricordo Calimala, Ragusa e Merv.
La loro produzione si inserisce normalmente nel campo dei gestionali, con meccaniche solide e ben oliate ed in particolare Darwin e Calimala ritengo siano due validissimi titoli da provare, se ancora non avete assaggiato nulla di loro produzione.

SHACKLETON BASE IN POCO
Al centro del tavolo troviamo un bel tabellone esagonato, destinato ad ospitare i maxi segnalini – base dei giocatori, così come i lavoratori (astronauti). Al suo fianco poi si collocano le schede delle tre corporazioni che si sceglie di utilizzare per la partita (nel manuale sono suggeriti alcuni abbinamenti di partenza).
All’inizio di ognuno dei tre macro turni ciascuno riceve una dotazione di risorse e di lavoratori (in tre colori), uno dei quali viene collocato in ciascun round, così da svolgere, a fine partita, un totale di 18 azioni.

Queste ultime possono consistere nel piazzare un omino sul bordo del tabellone, attivando così le aree esagonali già colonizzate (ottenendo risorse, crediti o bonus vari – il tutto con dei piccoli costi da pagare ove si attivino aree non colonizzate da noi), oppure in una apposita traccia, che permette di ottenere tre diversi tipi di effetti (soddisfa contratti, interagisci con le corporazioni, costruisci basi). Un sottogioco, poi, consente di prelevare astronauti da piazzare sulla propria scheda, negli spazi liberati dai segnalini base, ottenendo vari bonus o rendite.
Sullo sfondo c’è una certa competizione per le maggioranze e per soddisfare prontamente le richieste della varie multinazionali.
COME SI PRESENTA
Ad inizio partita la presentazione non è di quelle di colpisce esageratamente l’occhio, vista anche l’ambientazione spaziale, che tende al nero come colore dominante, ma gradualmente, con il riempirsi del tabellone, il tutto prende progressivamente colore, rendendo così, a partita in corso, una bell’impatto visivo.
I componenti, quindi, nel complesso, risultano classicamente adatti allo scopo, così come l’iconografia emerge come idonea. Qualche perplessità la solleva la dimensione delle risorse, sul piccolino ed in cartoncino (pur spesso), stesso materiale utilizzato per i segnalini delle basi.
Nota di merito, però, per la presenza delle utilissime scatoline in cartoncino, utili a raccogliere i materiali a fine partita ed a velocizzare il setup (oltre che ecologiche).
L’ambientazione, infine, è di quelle cosmetiche, ma una certa attenzione è stata riservata alla descrizione delle corporazioni con le quali ci si deve confrontare di partita in partita, con meccaniche che ricordano abbastanza i loro teorici obiettivi (portare turisti, scavare risorse, …).

COME GIRA SHACKLETON BASE
Siamo di fronte ad un cinghialino che a prima vista appariva poco più che una lepre, visto il manuale di una decina di pagine (per il multi giocatore). Già dalla spiegazione, però, emerge la complessità del tutto, diventando di turno in turno chiaro come dietro alle sole quattro ‘macroazioni‘ se ne celino in realtà numerose altre da comprendere ed inquadrare.
L’idea di fondo è infatti quella che si vada al proprio turno o a piazzare un omino sul tabellone o sulla tabella delle azioni (tre), ma questo si rivela alla fine solo una sorta di ‘punto di partenza’, dal quale si snodano poi diverse considerazioni da svolgere. Partendo, per esempio, dal piazzamento sul tabellone, si deve scegliere quale ‘riga’ di esagoni attivare ed a seconda del colore dell’omino (sono tre) si ottengono risultati diversi (risorse, soldi o bonus).

Passando poi alle azioni, anche qui ci sono diverse peculiarità, prima fra tutte quella che una di esse consente di attivare diverse ‘azioni societarie’, che portano a loro volta ramificazioni.
Ci aggiungiamo una spruzzatina di maggioranze e di controllo territorio ed ecco che quello che appariva di primo acchito come un titolino sbarazzino, si rivela un cinghialino a tutto tondo, giustificando il 3.78 di peso medio avvertito su BGG.
SENSAZIONI
I pregi principali stanno nella struttura lineare di base e nel fatto che partendo da poche scelte (quattro) si arrivi poi ad un ampio ventaglio di possibilità. Nel contempo abbiamo le schede della varie corporazioni, solo tre delle quali si utilizzano in ogni partita, per cui vi è anche una certa variabilità nel gameplay.
Si ha, poi, la chiara sensazione della presenza altrui al tavolo, grazie all’occupazione degli spazi con le proprie basi nella griglia esagonata ed ai piccoli bonus che da ciò derivano a fine turni.

Nel contempo le meccaniche proposte sono quelle tipiche dei gestionali moderni, con un buon mix tra l’uso di carte (i progetti che le corporazioni promuovono), la selezione azioni ed il piazzamento, il tutto con la presenza degli oramai classici omini multicolore che producono effetti diversi.
Sul lato opposto della medaglia ci può essere una relativa astrattezza di certe logiche (per quanto alcune compagnie siano ben tematizzate) ed una componentistica che per una volta sembra aver avuto una attenzione al contenimento dei costi.
Quanto alla scalabilità direi che la versione a 3 è consigliata per le partite di apprendimento e che quella a 4 può essere quella di maggior soddisfazione nella logica dei premi di maggioranza.

CONCLUSIONI
Shackleton Base è un valido gestionale frutto della fantasia creativa del premiato duo Lopiano – Mangone. Partendo da una struttura di base lineare, propone poi un ventaglio di alternative, che donano profondità al tutto. Sicuramente un titolo da valutare per gli appassionati del genere.
Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa.
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