Fabio (Pinco11)
AUTOBAHN – PRIME IMPRESSIONI
Due anni fa, per gli astratti tipi della Alley Cat Games, esce Autobahn, un gestionale cinghialoso ideato dal dinamico duo Mangone – Lopiano (1-4 giocatori, 90-150, 14+, in seguito distribuito in edizione italiana dalla Cranio Creations), nel quale i partecipanti sono chiamati a sfidarsi nella più efficiente costruzione della rete autostradale tedesca. Curiosamente (considerando il mio penchant per il genere) non mi rimane attaccato subito alle mani, ma recentemente, complici alcune offerte, eccolo sul mio tavolo.
Il coefficiente di difficoltà apprezzato dagli utenti di BGG è di 3.82 su scala 5, che lo pone grosso modo alle stesse latitudini di Darwin’s Journey (titolo che vede coautore lo stesso Mangone).

AUTOBAHN IN POCO
La struttura di base del tutto è abbastanza lineare, in quanto al proprio turno il giocatore altro non fa se non giocare una delle carte colorate che ha in mano, svolgendo una delle cinque azioni disponibili (il colore indica in genere DOVE quell’azione sarà svolta, tenendo conto che a ciascuna delle principali autostrade in costruzione corrisponde appunto un colore). La carta giocata sarà impilata sul bordo in alto della scheda giocatore ed è previsto un limite al numero di carte attivabili per azione (migliorabile in corso di partita). Occasionalmente, invece di giocare una carta, si recuperano quelle giocate o si ottengono prestiti.
Le azioni consentono di costruire tratti di autostrada (che diverranno poi pubblici) e migliorarle, potendo così inviare propri fiduciari (meeple) nei consigli di amministrazione e si dovrà poi cercare di ‘promuoverli’ ai piani alti del sistema di potere, per ottenere grazie ad essi punti vittoria a fine partita. Sul contorno c’è anche l’idea di acquisire e trasportare verso l’estero merci chiave (pick and delivery), costruire stazioni di servizio e progredire nella ricerca.

COME SI PRESENTA AUTOBAHN
In realtà sotto questo aspetto devo dire che la componentistica è proprio ciò che a suo tempo mi aveva spinto a ‘passare’ di fronte ad un titolo che i nomi degli autori mi spingevano a prendere senza se e senza ma. Giocandolo non ho avuto che conferma dei miei timori, nel senso che, lasciando da parte i TIR in legno, veramente carini, per il resto abbiamo un tabellone multicolore a tinte slavate ed una manata di segnalini in cartone piccoli (quelli ‘consegna’ sono addirittura microscopici) e dotati di illustrazioni, se possibile, ancora più piccole. Le strade in cartone sono a loro volta ben poco attraenti ed i camion tendono a scivolarci sopra.
Giocandoci, comunque, riconoscono che basta fare un poco più di attenzione ed onestamente si riesce ad orientarsi senza soverchi problemi, però la valutazione sui materiali, per quanto poco normalmente possono contare per un vero appassionato del cinghiale, è bassina.
L’ambientazione è invece abbastanza azzeccata (con il tocco di classe della apertura della Germania dell’Est nella fase finale del gioco), anche se onestamente non è che avessi sempre sognato di costruire autostrade in Germania …

COME GIRA
Allora, la prima cosa che stupisce è come, partendo da un impianto di base molto lineare, si arrivi poi ad un cinghiale, con una spiegazione iniziale che si protrae in genere per 30-40 minuti buoni. In effetti ogni cosa porta con se delle particolarità e certi aspetti (vedi la gestione dei valori delle città o la distribuzione di denaro di fine fase, che richiede di valutare ogni singola autostrada) risultano un pelo complessi, per cui il coefficiente di difficoltà cresce rapidamente, nonostante le poche teoriche azioni di base disponibili.
Due sono, nel contempo, le anime di Autobahn, visto che da una parte c’è lo sforzo di costruzione delle reti autostradali, che vede i giocatori impegnati sul filo di confine tra collaborazione e necessità di soddisfare i propri obiettivi e dall’altra la parte di pick and delivery che deve caratterizzare la fase successiva della partita.
Sullo sfondo, poi, c’è il timer di fine match, non sempre del tutto controllabile (certe partite possono estendersi tantissimo, per tacita intesa dei presenti), ma determinante sull’esito.

SENSAZIONI
L’idea di partenza, di sole cinque azioni, ma con limite al massimo di ognuna di esse che cresce in corso di partita, è accattivante, così come lo è la crescita ‘tecnologica’ che fa incrementare gli esiti. Di per se è bella anche la presenza di un poco di deck building, grazie alle carte azione più potenti che possono essere acquistate, così come lo è quella di coniugare costruzione reti e raccogli & consegna. Tutti gli ingredienti, insomma, presi singolarmente sono validi e ti attraggono, come gamer, a provare Autobahn.
Il rischio finale, però, è duplice. Da una parte quella del ‘troppo’, come in un dolce dove ci metti cioccolato e crema e già che ci sei anche nutella e magari un tocco di miele. Dall’altra quella della difficoltà a controllare tutto, perchè in certe configurazioni la partita si trasforma in una lunga (ma lenta) corsa dove tutti massimizzano tutto e non ci si alza più dal tavolo, mentre in altre non fai in tempo a costruire i tuoi motori di punti, che la partita finisce e magari sono proprio gli effetti collaterali delle ultime mosse di qualcuno (che sposta omini nel suo interesse, ma che nel farlo muove anche i tuoi) che determinano l’esito finale.
Ci aggiungiamo una componentistica non all’altezza ed ecco spiegato il penalizzante 7.1 del quale Autobahn gode al momento su BGG.

CONCLUSIONI
Autobahn è un bel cinghialotto che nel motore ha due menti creative di casa nostra (Mangone e Lopiano). Strutturato e profondo, soffre di una componentistica rivedibile ed un pizzico di ‘pastosità’ al palato. Ha però tutto il necessario per rappresentare una valida sfida per amanti del gusto selvatico.
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