Expo 1906 – Prime impressioni

scritto da Sergio
Milano 1906. Siamo agli albori del secolo e nella città meneghina, in occasione dell’inaugurazione della galleria del Sempione, si apre l’Esposizione Internazionale dedicata ai trasporti in cui a fianco della consolidata tecnologia del vapore, cerca un proprio spazio la nuova scienza dell’elettricità.
A questo fervente clima post rivoluzione industriale, con l’affacciarsi al mondo di nuove tecnologie e scoperte e con la Grande Guerra ancora parecchio di là da venire, si sono ispirati i 2 autori di questo gioco, che hanno saggiamente sfruttato l’onda del successo della recente Expo meneghina per lanciarlo sul mercato.
Loro sono Remo Conzadori e Nestore Mangone e hanno edito questo gioco sotto il cappello della Gotha Games, casa editrice inglese nota soprattutto per “Race! Formula 90”.
I 2 aspetti topici di Expo 1906 si basano sui principi del puzzle game e gestione risorse. Detta più semplice, i giocatori rappresentano nazioni partecipanti all’Expo con lo scopo di presentare al mondo le migliori e più innovative invenzioni che andranno ricercate e sviluppate in appositi laboratori, utilizzando al meglio il poco spazio e le tecnologie disponibili. Quale tipo di energia prevarrà? Vapore o elettricità? Ed infine: riusciremo a dar vita alle più straordinarie invenzioni, primeggiando nella corsa per ottenere i brevetti nelle varie risorse che i nostri scienziati stanno utilizzando?
Lo vedremo! Comunque sia Expo ha un durata media di un’ora e mezza che diventano due senza problemi in caso di “pensatori”. Da uno a quattro giocatori. Non è un family!
I Componenti
Ma andiamo con ordine e vediamo da vicino i componenti, dando nel contempo un’occhiata alle meccaniche principali del gioco.
Cominciamo subito con un apprezzamento per il manuale: chiaro, preciso e funzionale. Le 10 pagine sono fitte, ma il gioco è spiegato veramente bene.
Il tabellone è diviso in 6 parti: percorso soldi, punti vittoria, l’accademia dove compreremo i progetti da realizzare e le tecnologie da utilizzare, la stazione dove arriveranno e saranno acquistabili le risorse necessarie per dar vita alle nostre invenzioni (i progetti), l’ufficio brevetti diviso a sua volte in 6 diversi percorsi di avanzamento (acciaio, rame, lavori manuali, automazione, scienza, metodologia empirica) alla fine dei quali il primo giocatore arrivato troverà un bonus per ottenere punti a fine partita e, per chiudere, la giuria che determina l’incedere della gara e decide l’energia che vincerà la tenzone. 
Il laboratorio: un rettangolo di 8×5 quadrati che il giocatore piazzerà davanti a sé e che rappresenta lo spazio in cui elaborerà e creerà i progetti, a suo tempo acquistati in accademia, disponendovi le risorse necessarie per la loro creazione.
Le tessere: sono tante e si dividono in
risorse: rappresentano acciaio, rame, lavori manuali, automazione, scienza, metodologia empirica, elettricità e vapore. Ogni tessera offre 2 tipi di risorse e occupa un solo spazio nel laboratorio.
progetti: dal dirigibile alla plastica passando per il triode. I progetti hanno 5 forme diverse, quelle del tetris per capirci. Ognuno mostra i simboli delle risorse necessarie per costruirlo ed i punti vittoria dati a fine partita.
Una volta acquistato, il progetto va successivamente inserito nel laboratorio: per completarlo sarà poi necessario affiancargli le risorse richieste, mettendole esattamente a contatto con la tessera progetto. Questa è la fase puzzle solving di Expo 1906: gestire lo spazio nel laboratorio nel modo più funzionale possibile evitando spazi vuoti che alla lunga danneggiano e basta.
tecnologie: sono tessere che occupano 4 spazi nel laboratorio e sono di 2 tipi: quelle che offrono sconti sulle risorse e quelle che implementano, migliorandone gli effetti, le azioni dei giocatori. Sono molto importanti ed utili, ma attenzione: rubano spazio ai progetti, per cui comprarne più di una può rappresentare un bel problema quando, verso fine partita, i quadrati disponibili si riducono e le cose da far sono ancora tante.
– giuria: sono di 2 tipi, vapore ed elettricità. Hanno 2 funzioni essenziali: scandiscono l’incedere del gioco, in quanto ad ogni round ne posizioneremo una presa a caso tra quelle disponibili e dopo 10 round la partita finisce; oltre a ciò stabiliscono quale energia (elettricità o vapore) sarà la vincitrice all’Expo (quella che a fine partita occuperà più spazi dei 12 disponibili). Ogni giocatore riceverà 2 punti aggiuntivi per ogni progetto completato con uso di quella energia.
– rifiuti: sono 5 ed occupano uno spazio del nostro laboratorio a inizio partita. Vanno solo rimossi.
Il round di gioco
Il round di gioco e dominato da 6 carte che giocheremo in sequenza una dopo l’altra a turno con una unica regola: Un giocatore non può giocare la stessa carta giocata da quello che l’ha preceduto.
Ad ogni carta corrisponde una determinata azione che potremo fare:
– Stazione: possiamo comprare fino a 3 risorse (a costo 1 la prima, 2 la seconda, 3 la terza)
– Accademia: al prezzo di 2 possiamo acquistare un progetto o una tecnologia
– Laboratorio: possiamo mettere o levare fino a 3 tessere massimo (progetto, risorse, tecnologie, spazzatura) dal nostro laboratorio
– Giornale: avanziamo i nostri brevetti di tre spazi in totale

– Grattacielo: prendiamo 4 soldi avanzando sul relativo tracciato

– Sala riunioni: non possiamo mai giocarla nel primo turno del round. Chi la gioca determina la fine del round ed ha la possibilità di fare 2 azioni a piacimento, tra cui la più importante è quella di scegliere la giuria per il turno successivo. È l’unico modo per influenzare la giuria verso i nostri progetti al fine di guadagnare i 2 punti suppletivi finali.
Alla fine del round si pesca una tessera giuria (se non l’ha già scelta chi ha chiuso il turno), si sostituiscono tutti i progetti sul tabellone che non prevedono l’energia della nuova tessera, si sostituiscono tutte le risorse ancora presenti nella stazione e ogni giocatore, infine, riprende in mano le sue carte.
Il final scoring
Fine partita:
– alla fine del decimo round o
– completati interamente i 6 percorsi dei brevetti o
– un giocatore costruisce il suo quinto progetto.
Conteggio punti finale:
1) ogni giocatore prende 2 punti per ogni progetto completato che utilizza la fonte energetica che ha la maggioranza in giuria;
2) 1 punto per ogni pedina su posizione 8 e 9 dei brevetti;
3) i punti dei bonus dati dai brevetti completati.
Questi si sommano ai punti fatti costruendo i progetti durante l’intera partita e vince chi, alla fine, è più avanti nel tracciato punti prestigio (o VP)
Considerazioni finali
Un gioco Expo 1906 che non lascia indifferenti, perché ben costruito e molto ben equilibrato. Diverse strategie per vincere, ma nessuna decisiva: costruire progetti è importante, certo, ma se non diamo un occhio ai brevetti ed alla giuria per massimizzare i punti delle nostre invenzioni sarà dura vincere.
Attenzione anche ai punti dati dai bonus dei brevetti, che a fine partita possono rimettere in corsa anche chi sembrava spacciato.
È un gioco dalla grande interazione: la corsa ai brevetti, appunto, che verso il fine partita diventa convulsa, l’accaparrarsi dei progetti migliori, la ricerca delle risorse che ci angustierà fino alla fine, le tecnologie da comprare per migliorare il nostro laboratorio (tutto in costante penuria di fondi) spingono i giocatori a una continua interazione. Considerando che a ogni round potremo fare una sola cosa (cioè la carta giocata fino al prossimo round non si riprende in mano), le decisioni saranno tante, continue e cambieranno anche nel corso dello stesso round, se solo il giocatore che ti precede ti ha bloccato giocando la carta che eri pronto a calare.
È qui che Expo 1906 mostra il lato cattivo (si fa per dire) ma anche intrigante. Pensate: avete una strategia pronta per fare un po’ di punti, dovete inserire le tessere risorsa che vi fanno concludere un progetto, sono lì pronte, ma il giocatore che vi precede vi gioca la carta laboratorio impedendovi di farlo e mandandovi su tutte le furie… vabbe’ ripiegate sulla carta grattacielo aspettando il prossimo giro. Solo che lo stesso Pierino perfido di prima decide di darvi il colpo di grazia giocando la Sala Riunioni e chiudendo il round…
Insomma è un gioco molto dinamico, in cui ci sono tante variabili che cambiano in continuazione: fare strategia di lungo periodo sì, ma saranno necessari continui cambiamenti se non stravolgimenti, perché tutto può cambiare nel giro di un round.
Altro pregio è la buona scalabilità e la versione per giocare in singolo con un buon meccanismo di Ghost Tokens che avanzano random sul percorso dei brevetti. Provato sia da solo che in 2 con buoni risultati.
Buoni i materiali e ben fatto il tabellone dove gli spazi sono organizzati al meglio: tutto insomma, comprese le carte, è funzionale allo svolgersi del gioco. Si nota la cura con cui il tutto è stato fatto e ideato allo scopo di agevolare il giocatore e rendere Expo 1906 assolutamente indipendente dalla lingua.
Qualche dubbio mi sorge invece sulla veste grafica che a mio parere, mi perdonino gli Autori, non rende merito al gioco. Queste cento sfumature di marrone, che dominano incontrastate, non le capisco! Quali saranno state le motivazioni di una tale decisione? Non nascondo che nel mio gruppo di gioco si è fatto fatica a mettere sul tavolo un gioco con questi colori così spenti. Poi, per carità, ognuno ha i suoi gusti e magari per altri questo non sarà mai un problema però…
Ultima considerazione: attenzione ai pensatori ed ai perfezionisti! Abbinare tessere ai progetti ottimizzando spazi e risorse non è immediato. Potrebbe portare qualche gamer a dilatare i propri tempi di gioco, cercando la combinazione migliore, a danno del downtime. Giocando in 4 questo potrebbe rappresentare un problema. Tenetelo presente!
Ok ho finito, anche perché a questo punto vi sarete fatti un idea di cosa sia Expo 1906 e sicuramente avrete capito che famigliole felici e neofiti potrebbero non trovarlo adatto alle proprie esigenze ludiche. Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
Buone giocate a tutti

Alcune delle immagini a corredo dell’articolo sono tratte dal sito dell’editore al quale spettano tutti i diritti. Le immagini sono riprodotte ritenendole gradita forma di presentazione del prodotto, ma saranno rimosse su semplice richiesta. —

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scritto da TeOoh! Il 2015 è stato l’anno della comparsa di Remo Conzadori nell’albo dei...

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