scritto da TeOoh!
Il 2015 è stato l’anno della comparsa di Remo Conzadori nell’albo dei game designers. Dopo aver sfornato Game of Crowns con la AEG, ha deciso di bissare creando un gioco a 4 mani con Nestore Mangone.
Non c’è quindi che da fargli i complimenti, un in bocca al lupo per i progetti futuri e, ovviamente, mettergli pressione perché non si fermi e continui a produrre nuovi giochi!
Dopo quindi aver già spolpato il gioco delle corone (e dei corvi), ho messo le mani anche su Expo 1906, gioco per 1-4 giocatori di Remo Conzadori e Nestore Mangone, durata 90 minuti ed edizioni Gotha Games.
La minutissima è: nel proprio turno il giocatore sceglierà una tra le 6 carte (uguali per tutti) a disposizione corrispondenti ad altrettante azioni. Tramite esse, recupererà soldi e li potrà investire in risorse, bonus o progetti. Il tutto sarà da piazzare poi in un laboratorio incastrando geometricamente tutto ciò per completare i propri progetti e convertirli così in punti vittoria. Una giuria assegnerà punti bonus per alcune tipologie di invenzioni al termine della partita e, successivamente a ciò, chi avrà più punti è dichiarato il vincitore.
Il gioco ha quindi una componente di acquisizione risorse con una discreta dinamica di bastoni_tra_le_ruote, ma che sfocia poi in un vero e proprio puzzle da risolvere per fare entrare tutti i pezzi nel proprio laboratorio. Lo spazio è poco e le forme degli oggetti decisamente fastidiose.
Per capire cosa intendo, chiaramente vi rinvio al filmato qua sotto.
Aggiungo queste considerazioni sulla scalabilità che ho omesso nel filmato. Così chi investe qualche minuto in più a leggere, ha qualche informazione in più.
In 2 giocatori si aggiunge una sorta di “fantasma” nella zona brevetti che tiene comunque interessante l’interazione su quell’area di gioco. Il timing diventa più cattivo, perché si può decidere di giocare una carta anche solo per impedire all’avversario di poterla giocare. Soddisfacente, ma forse un po’ troppo stretto, diventa più difficile a mio parere.
In 1 giocatore invece, si crea un vero e proprio avversario che però butta carte a caso. In quella modalità potrebbe essere un puzzle interessante, ma il non poter prevedere cosa farà il mio avversario alza troppo il livello tattico, dove invece spesso la pianificazione tra i turni successivi è determinante.
Insomma, promosso in pieno in 3-4; voto sufficiente per i 2 giocatori; rimandato in singolo.
Ci devo trovare qualcosa? La tensione del gioco si percepisce quando uno dei giocatori inizia a spingere per chiudere la partita, a quel punto ci si trova davvero con pochissimo tempo a disposizione e, dai primi turni in cui tutti giocano praticamente 4/5 carte a testa per round prima di una Meeting Room, è molto facile che gli ultimi arrivino giusto alla seconda. Questo porta a delle belle partite anche decisamente soddisfacenti quando avviene, ma, se nessuno al tavolo prende l’iniziativa, il gioco resta un pelo troppo “largo”. Tutti hanno tempo di raccogliere quel che cercano e non si percepisce quell’incompletezza che ti fa venire voglia di rigiocarci.
In sostanza è un gioco che mi ha convinto ed è piaciuto sempre a chi si è seduto al tavolo. Rimane certo un po’ freddo, poiché l’ambientazione non si sente molto, ma le dinamiche sono fresche e non ha praticamente tempi morti. Un buon titolo traghettante verso i cinghiali.
Vi lascio Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it e vi auguro buona visione!
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