White Winston
Se vi dicessi “console war”, cosa vi viene in mente?
Oggi probabilmente pensiamo subito allo scontro tra Sony e Microsoft, con Nintendo che corre ormai da anni su binari paralleli. Ma a cavallo degli anni ’80-’90 andò in scena una guerra molto più serrata, a colpi di spot con Jovanotti e Jerry Calà. Esistono documentari e libri sull’argomento, molto più esaustivi di quanto potrei raccontare io. Questa volta però vorrei dedicare il mio angolo dei ricordi a un oggetto che in piena console war, azzerò la concorrenza, diventando una specie di must per qualsiasi bambino o adolescente dell’epoca: il Game Boy. Prendete un mattone grigio, infilateci dentro una croce nera, un paio di tasti tondi bordeaux, uno schermo “a cristalli liquidi”… e otterrete il design della console portatile più famosa e diffusa di tutti i tempi! Seppur pesante quanto un lingotto e colorato di grigio topo, aveva una caratteristica fondamentale e unica: era praticamente indistruttibile. Tolto lo schermo, era una specie di carro blindato del gaming, con i tasti forgiati nel fuoco e capaci di resistere a qualsiasi stress fisico (e psicologico!). Anche il comparto per le cartucce era un raccattapolvere fenomenale, eppure era niente che una buona soffiata (al pari delle cartucce del NES!) non potesse far tornare sempre perfettamente funzionante.
Io ne ho avuto uno e uno solo (il color non mi ha mai attirato… ero un tipo da B/N) ed è durato tipo 15 anni. Fino al giorno in cui me lo rubarono in vacanza, insieme alle 14 cartucce che lo seguivano come guardie del corpo. Ancora oggi, ogni volta che ci penso, piango. E auguro la diarrea cronica a quel maledetto figlio di buona donna che mi privò di cotanto splendore tecnologico. Mortacci sua.

REGICIDE
Regicide è un gioco cooperativo di Paul Abrahams, Luke Badger e Andy Richdale per 1-4 giocatori, durata 10-30 minuti, edito nel 2020 da Badgers from Mars e localizzato nel 2025 da Devir.
Questo il classico giochino di carte, scoperto da qualcuno in fiera a Essen, partito in sordina da vero underdog, che pian piano col passaparola ha conquistato l’intero mondo ludico, arrivando a essere tradotto in ben 8 lingue diverse.
L’ambientazione è praticamente inesistente (uccidere le guardie, le regine e i re e spodestare il reame) e le meccaniche si basano su numeri e semi, grazie a un semplice mazzo di carte da ramino.

GRAFICA E MATERIALI
Mettiamo subito le cose in chiaro: per giocare a Regicide basta un normale mazzo di carte da ramino (quello con i jolly e gli 8-9-10 in numeri oltre alle figure, per intenderci).
Detto questo, per il costo irrisorio che ha questa scatolina compatta, in realtà si arricchisce l’esperienza in maniera davvero importante, grazie a illustrazioni personalizzate per ogni carta del mazzo (anche le carte numerate hanno un’immagine che rimanda all’ambientazione fantasy) e alla plancetta, con le rotelle che aiutano a tener conto dei punti vita e attacco dei vari nemici da affrontare.
Grafica e materiali non fondamentali quindi, ma comunque molto gradevoli e utili.

REGOLAMENTO
Le regole sono davvero molto semplici. Ogni giocatore possiede un certo numero di carte (in base al numero dei giocanti) e al proprio turno dovrà in ordine:
- giocare una carta dalla mano;
- risolvere il potere speciale del seme della carta;
- infliggere danni al nemico di turno (fante, regina o re);
- scartare carte per difendersi dall’attacco nemico.
Si vince la partita quando si uccidono tutte le 12 figure del mazzo (fante 20 PV 10 ATK, regina 30 PV 15 ATK, re 40 PV 20 ATK) affrontandole una alla volta; si perde quando un giocatore non è in grado di difendersi dall’attacco di un nemico.
Il grosso delle regole è rappresentato dai 4 semi, che introducono 4 poteri speciali, fondamentali per gestire la partita. I cuori fanno rimescolare le carte scartate nel mazzo di pesca, i quadri fanno pescare nuove carte, i fiori raddoppiano i danni inflitti e i picche diminuiscono permanentemente l’attacco del nemico. Ci sono poi delle eccezioni, rappresentate dal fatto che ogni nemico disabilita un seme (il proprio), ogni asso può essere giocato in coppia con un’altra carta (sommando numeri e semi), numeri uguali possono essere giocati in coppia/tris/poker (sommando numeri e semi) e che i jolly rendono nuovamente attivo il seme disabilitato dal nemico e permettono di interrompere il proprio turno e passarlo a un giocatore qualsiasi.
Queste, dette in maniera speditiva, sono le regole del gioco ma, credetemi, sono più difficili a scriversi che ad assimilarle.

IMPRESSIONI
Mi risulta davvero incredibile ammettere che Regicide possiede diverse delle caratteristiche che, generalmente, non mi attirano per niente a pelle nei giochi da tavolo. In particolare: è un gioco cooperativo, ha meccaniche legate al mondo delle carte tradizionali (numeri e semi) ed è tutto sommato leggero e poco impegnativo (a prima vista…).
Ciò nonostante, Regicide non ha fatto fatica ad affermarsi come uno dei migliori giochi provati in fiera al Bologna Play 2025, tanto da meritare nuovamente il tavolo la sera stessa, mentre col mio gruppo aspettavamo gli hamburger in una trattoria appena fuori il polo fieristico.

“Ma White Winston, cosa spinge 4 gamer non amanti dei cooperativi a infognarsi in maniera così decisa in questo rapido giochino di carte?”
Cari i miei “hardcore gamerz”, Sicuramente gioca un ruolo fondamentale la difficoltà della sfida che il gioco propone. Vincere non è per niente facile, soprattutto se seguite alla lettere la regola che vieta quasi ogni forma di comunicazione (ad eccezione di quando giocate il jolly). Poter comunicare offre infatti un aiuto enorme, che vi consiglio di spendere magari nelle prime partite, per poi tentare la scalata muta successivamente.
Regicide poi fa della versatilità uno dei suoi principali punti di forza. Il gioco lo si può proporre davvero a chiunque e in qualsiasi configurazione di giocatori al tavolo, senza scalfirne l’efficacia.
Le caratteristiche che lo rendono così appetibile e divertente, tanto da inanellare partite una dietro l’altra, sono anche quelle che ne segnano i limiti. Come molti cooperativi, infatti, perde di appeal dopo aver vinto, perché viene meno quel senso di sfida che vi ha tenuti incollati precedentemente.

IL SOLITARIO
La sfida in solitario prevede l’utilizzo dei due jolly in maniera completamente diversa. Essi infatti serviranno per scartare la mano di carte e ripescarne una nuova e completa. Per il resto, le regole sono le stesse del gioco in più giocatori.
A prima vita può sembrare un sfida davvero ardua, ai limiti del possibile. Ebbene, sappiate che con un po’ di allenamento, esperienza, caparbietà e un pizzico di culo, è possibile anche arrivare alla vittoria! Nel mio caso ci sono riuscito dopo una decina di partite, utilizzando un solo jolly (la vittoria maggiore sarebbe senza jolly!).
Al pari di altri solitari rapidi che ho recensito in questa rubrica in passato (Per Northwood!, Grove, No Pasaran!, Maquis, etc.), Regicide è una bella sfida con sé stessi, rapida, asciutta, ma complessa quanto basta per tenervi impegnati per parecchie partite. Se poi avete sviluppato la capacità di memorizzare le carte passate in anni e anni di partite a briscola e tressette con i vostri nonni, beh… allora partirete anche con un bel vantaggio!

CONCLUSIONI
Regicide, secondo me, è un acquisto obbligatorio in vista della prossima estate. Buona produzione, costo irrisorio e giocabile con gamer (tipo filler da fine serata), amici, genitori, nonni e anche da soli, in partite che si susseguiranno con estrema fluidità, trainate dalla voglia di riuscire ad arrivare alla vittoria.
L’unico limite, che poi è comune a molti giochi del genere, può essere rappresentato dalla sfida che viene un po’ meno dopo essere arrivati alla vittoria. Ma per il costo che ha e per la sua estrema versatilità secondo me è davvero un must per ogni amante dei giochi da tavolo, ancor più se vi piacciono i cooperativi e/o i giochi con le carte.
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it