simarillon (Davide)
Kill Kim, party game di Yas!Games, che si inserisce nel filone inaugurato da Lupus in Tabula e vede partecipanti di eccezione quali The Resistance, Wherewolf, Secret Hitler, etc…
Al gioco si può giocare da cinque a dieci giocatori, a partire dai 12 anni, in partite di venti/trenta minuti circa, il gioco è stato ideato da Thibault Lorcy e Louis Roudaut, mentre le illustrazioni sono di Florence de Nazelle.
La cerchia dei fedelissimi del dittatore Kim si riunisce per complottare contro di lui e spodestarlo. Tuttavia, alcuni di loro potrebbero nascondere un segreto …
I Materiali
La scatola di Kill Kim contiene:
- dieci carte identità;
- dieci carte Top Secret;
- sessante carte Voto;
- venti Gettoni Prestigio;
- il marcatore Leader.
I materiali sono nella norma, la scatola compatta contiene tutti i materiali alloggiati comodamente le illustrazioni sulle carte identità sono molto caratterizzanti e con una forte personalità, nulla da eccepire per i materiali che sono adeguati allo scopo e perfettamente funzionali.
Il gioco … ovvero eccovi le regole
Ogni giocatore riceve un’identità segreta, che può essere quella di un cospiratore che vuole uccidere Kim, di un sabotatore che vuole far fallire il complotto, o di un agente segreto della CIA che vuole screditare tutti i presenti al complotto.
All’inizio del Turno i giocatori eleggono un Leader. I giocatori si possono candidare a questo ruolo a patto di non esserlo stato al turno precedente e di non essere stati screditati. I giocatori non candidati, in caso di più di un leader che si propone, tramite elezione palese scelgono il leader del turno (potendo anche astenersi).
Definito il leader ogni giocatore sceglierà una tra le due carte voto che ha in mano; a questo punto il leader sceglierà coperte tre tra queste carte e dopo averle mischiate le rivelerà a tutti i giocatori.
In caso di presenza di, almeno, una Carta VETO questa viene messa da parte, invalidando tutte le altre, eventuali, Carte Kill o Carte Veto. In caso di presenza di nessuna carta Veto, tutte le carte KILL eventualmente presenti vengono messe da parte. In caso di presenza della carta SCREDITATO il leader dovrà girare un gettone prestigio ad un giocatore a propria scelta, tra quelli da cui ha preso la carta. Se un giocatore ha entrambi i gettoni prestigio girati non potrà candidarsi a leader e partecipare alle votazioni.
Le condizioni di vittoria dipendono del numero di giocatore e per i Complottisti sono il raggiungere un determinato numero di Carte Kill, per i difensori di Kim un determinato numero di Carte Veto e per gli agenti della CIA avere un certo numero di giocatori screditati.
La firma di Davide … ovvero cosa si potrebbe imparare in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “”,.
Ecco, quindi in elenco le cose che si possono imparare a Kill Kim:
- il concetto di bluff;
- a giocare ad un gioco ad identità nascoste;
- a mettere in mostra le proprie capacità oratorie.
Considerazioni Personali / Impressioni
Kill Kim è un party game ad identità nascosta, che viene ambientato nella Corea di Kim e in cui i complottisti dovranno eliminare Kim, ma tra di loro ci sono infiltrati ancora fedeli e agenti delle CIA, tutti con obiettivi differenti.
E questi chi sono
Una delle parti più divertenti e peculiari, almeno alle primissime partite, e in linea con il Catalogo Editoriale di YasGames è individuare chi sono i personaggi disegnati nelle Carte Identità. Ho subito riconosciuto Dennis, il mitico Rodman, forse uno dei migliori rimbalzisti della NBA. Kim ha, da sempre, una grandissima passione per la pallacanestro e Rodman, che lo ha incontrato più volte aveva parlato di “Diplomazia del basket”, addirittura indicandosi come possibile candidato al Premio Nobel per la Pace da assegnargli di diritto nel caso in cui avesse fatto incontrare Obama e Kim per risolvere i problemi sotto la grande bandiera dei Chicago Bulls. Da appassionato di sport una parola la spendo per Myong-Guk, il portiere della nazionale coreana che visse l’incredibile vicenda a distanza del mondiale del 2010. L’ultima parola la spendiamo per Sol-Ju la contante e moglie del leader nordcoreano e per Yo-Jong sorella minore del leader e membro supplente dell’ufficio politico della Corea del Nord, nonché direttrice del dipartimento per l’agitazione e la propaganda del Partito del Lavoro di Corea.

Interazione e …
Kill Kim richiede i giocatori interazione con i compagni di gioco; si deve parlare (non tenere profili bassi, sempre un poco sospetti!), bluffare e convincere gli altri di essere un Cospiratore, d’altronde siamo tutti lì proprio per questo. Cospirare per uccidere Kim. All’inizio del gioco si parte dal presupposto che tutti siano dei Cospiratori, per questo chi è un Sostenitore dovrà cercare di sabotare gli altri senza essere troppo palese, anche se i sabotatori si conoscono e possono avviare quel gioco di sguardi che li può aiutare a portarli verso la vittoria.
Se tu il gioco per me?
Questa interazione così esasperata richiede un certo tipo di giocatore. In Kill Kim, quindi, la platea dei giocatori diventa davvero importante per far funzionare il gioco. Un giocatore che gioca male può molto facilmente rovinare il gioco a tutti e, al contempo, se non siete il tipo di giocatore giusto per il gioco al posto di regalarvi divertimento questo titolo potrebbe regalarvi frustrazione e disagio.
Leader!
Uno dei meccanismi più interessanti è quello del Leader, figura che viene votata, ad ogni turno, da tutti i giocatori seduti al tavolo. Il Leader ha un potere immenso, dal poter scegliere da chi pescare la carta giocata al redistribuire, secondo le proprie supposizioni, le carte per il turno successivo. La lotta per l’attribuzione del ruolo di leader è una fase molto interessante e può (dovrebbe? Deve)) aiutare i giocatori ad individuare i ruoli dei diversi cospiratori. Ed è proprio in questa fase che è necessaria un po’ di abilità oratoria e la capacità di bluffare e di saper leggere il bluff.
Sbilanciato
Abbiamo fatto davvero moltissime partite in, praticamente, tutte le configurazioni e l’incidenza di vittoria dei cospiratori è stata davvero bassissima, spesso (o quasi sempre) hanno vinto i difensori di Kim e qualche volta la CIA. Mi è sembrato che il mazzo sia un pochino squilibrato, con troppe carte VETO, rispetto a quello KILL, evidenza che si è avuta soprattutto nelle partite a cinque e a sei giocatori. Il meccanismo che la Carta VETO è vincente sempre fa sì che con un po’ di intesa i cospiratori possano abbastanza facilmente raggiungere le fatidiche quattro carte della vittoria.
Ruoli
Come in tutti i giochi di questa tipologia ci sono ruoli più semplici e altri più complessi da giocare. L’agente della CIA deve rimanere un po’ defilato per non farsi scoprire troppo presto. I cospiratori devono riconoscersi in fretta e i difensori di Kim devono lavorare in sinergia con sguardi ed intese senza farsi scoprire nelle prime fasi del gioco. Quello che mi è mancato un pochino è la differenziazione dei ruoli tra i diversi personaggi, magari si poteva pensare a una versione base del gioco e una avanzata con ruoli con specifiche abilità.
In Conclusione
Kill Kim si inserisce in un panorama particolarmente affollato dei giochi alla Lupus in Tabula. L’ambientazione irriverente, tipica dell’editore, e alcune piccole peculiarità del gioco lo fanno, comunque, distinguere e lo rendono un gioco piacevole da giocare, soprattutto dai sei giocatori in su.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it