[Ieri Sera sui Nostri Tavoli] Inferno, Rise e altri 2! (+ caleidoscopio)

Buona domenica a tutti!

Ieri sera sui nostri tavoli abbiamo respirato zolfo, ci siamo sfamati con idee, abbiamo ammirato barriere naturali e ci siamo impegnati per la nostra gente.

Buona lettura!

Pillole

[White Winston] Inferno • 1-4 giocatori • 14+ • 45-120′ • giocato in 2 • 120 minuti con spiegazione delle regole

Ieri sera Inferno

Complice il tam-tam incessante sui social, questo sembra essere il gioco del momento. Grafica curatissima, ambientazione dal fascino unico, componentistica sopra la media ma… ci sarà dell’arrosto sotto tutto questo fumo? Ebbene, l’arrosto c’è.

Inferno è un peso medio, che fa della fluidità di gioco (pochissimo downtime), dell’interazione (indiretta ma forte) e dell’originalità dell’amalgama delle meccaniche, i suoi punti di forza.

Estremamente tattico, unisce alcuni elementi classici come il piazzamento lavoratori o i punteggi variabili di fine partita (aspetto che non si vede spesso ma che personalmente adoro), con la meccanica delle anime che discendono i gironi infernali che, tutto sommato, può dirsi abbastanza originale, oltre che ottimamente ambientata.

L’impressione è di essere davanti non a un capolavoro, ma a un gioco molto moderno, dal gusto interessante, senza esagerare con lo speziato.

Forse proprio il suo essere ibrido, né gioco facile, né cinghiale a tutto tondo, può esser considerato il suo punto debole…? Non lo so… intanto non vedo l’ora di riprovarlo, anche per capire come gira in 3-4 giocatori e… in solo, naturalmente!

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[White Winston] Inventions: Evolution of Ideas • 1-4 giocatori • 14+ • 60-150′ • giocato in 2 • 150 minuti con refresh delle regole

Ieri sera Inventions: Evolution of Ideas

“Stasera serata leggera… riproviamo Inventions?”

Con questa frase si è aperto il 2025, all’insegna di Lacerda e dei suoi rompicapi. Seconda partita all’ultima fatica dell’autore portoghese, che questa volta però sembra davvero aver passato ogni limite.

Questo gioco, oltre a costare un rene (non so quanto li paghino al mercato degli organi… forse non vi basta) e ad avere un’ambientazione evanescente (“e chi se ne frega! È un german!”

Vero… ma Lacerda è sempre stato celebre per ambientazioni molto curate, nonostante il genere), è davvero un polpettone di meccaniche (piazzamento lavoratori, maggioranze, tableau building, movimento su mappa, combo, tracciati, etc.) che assomiglia molto più a un compitino ormai da svolgere ogni anno per sfornare un titolo nuovo, che a un gioco organico vero e proprio.

Questo gioco è frustrante perché vi dà costantemente l’impressione che ciò che state facendo non è ottimale e che quello che preferireste fare non è disponibile. Faticoso, lungo, macchinosissimo, condito addirittura dalla gestione obbligatoria di un automa per adattarlo a 2 giocatori.

È davvero difficile che mi alzi dal tavolo ed esclami “che porcaio di gioco!”… ma questa volta non ho potuto farne a meno. Io non sono un amante di Lacerda… ma, avendoli giocati quasi tutti, credo che questo e Kanban siano i giochi più assurdamente complicati e astrusi della sua carriera.

E se il primo aveva dalla sua il tema, che guidava e che poteva piacere, qui sarete immersi nell’astrazione più totale, restituendo un’esperienza fredda, che assomiglia più a un lavoro che a un divertimento.

Oltretutto, questa seconda partita è stata anche peggio della prima, nonostante partissimo già col regolamento in testa. Bocciato senza appello. Da evitare come la peste.

[F/\B!O P.] Tidal Blades: Heroes of the Reef • 1-4 giocatori • 14+ • 60-90′ • giocato in 3 di cui 2 alla prima partita • 115 minuti con spiegazione

Ieri sera Tidal Blades: Heroes of the Reef

Ce l’abbiamo fatta!!! Nonostante un dicembre particolarmente minato di malattie, consegne lavorative da rispettare e preponderanti impegni familiari, Gourdo ed io siamo riusciti (il 30, quasi in extremis, ma con piano B per il 31 mattina) a rispettare l’impegno di trovarci a giocare una volta al mese. Inoltre, grazie alla magia delle festività, stasera si incrociano per la prima volta due dei nomi che appaiono più spesso nelle mie pillole: siamo nella tana di Orso, che ci propone un german, un germanican e un american. Complice il minutaggio, scegliamo la mezza via.

Il “tabellone” è composto da 5 isole distinte, con spazi per il piazzamento dei lavoratori, più un tracciato Campione separato. Ogni turno i giocatori muovono i loro personaggi ed eseguono azioni, lasciando dietro di sé un gettone, in modo che gli spazi restino bloccati per il resto del round. Poi prendono il bonus dell’isola e 4 su 5 offrono una di due azioni opzionali: completare una sfida o combattere un mostro. Queste faranno avanzare il personaggio nei quattro tratti (rondelle sulla plancia personale) di Concentrazione (quanti dadi tirare), Spirito (potenza delle carte Stunt), Resilienza (quanti dadi recuperare/migliorare a fine round) e Sinergia (quante carte personaggio tenere). Dopo 5 round il grosso dei punti si ottiene dalle sfide completate, dal livello di ciascuno dei tratti, dalla posizione sul tracciato Campione e dai mostri combattuti.

È solamente la seconda partita per Orso, per cui c’è la possibilità che vinca con poco margine [spoiler: non sarà così]. Lui gioca con Caiman, Gourdo con Dust e io con Axl. Il mio personaggio ha delle abilità utili e ai nuovi suggerisce di concentrarsi sui tratti di Spirito e Sinergia. I tabelloni a isole e le illustrazioni pazzesche un pochino mi distraggono, però l’iconografia è chiara. Partiamo cercando di affrontare le sfide più semplici con i dadi basici (bianchi), quelle che richiedono uno o due simboli obbligatori. La parte german di questo titolo meticcio sta proprio nel fatto che i dadi si possono migliorare dal livello 1 al 4: più si va su, più uno dei simboli aumenta, a scapito degli altri, che alla fine spariscono. I primi tre round ci servono sostanzialmente per creare una sorta di motore, formato dai livelli delle rondelle e dalla riserva di dadi. Il mio obiettivo segreto mi richiede 4 o 5 sfide Spirito, ma purtroppo per diversi turni al mercato o non ce ne sono o sono troppo difficili per i miei dadi. Ho più soddisfazioni sul fronte della Sinergia, dove mi godo veramente la crescita del mio personaggio (sconto nel miglioramento, più libertà nelle sfide, facce vuote come jolly). Pure Orso pesca delle abilità carine, mentre quelle di Gourdo sembrano più insignificanti. Per assurdo arrivo ad avere un paio di dadi di livello 4, però rimpiango il 3, che mi dava meno certezze a favore della varietà. L’unico a confrontarsi con i mostri è stato Gourdo, tuttavia la cosa non sembra aver ripagato. L’impressione finale è che i tentativi di mitigare la (s)fortuna della parte german su quella american non siano sufficienti per restituire un controllo adeguato. L’aspetto che ha ferito di più il mio divertimento probabilmente è stato il dover spesso eliminare uno dei miei dadi, faticosamente ottenuti e pompati. Forse era meglio farci offrire un Pampero ^_^

[Antonio-Figlio di Griffin] Rise • 2-4 giocatori • 12+ • 90′ • giocato in 2 • 120 minuti circa con lettura e comprensione del regolamento

Ieri sera Rise

Dopo un’appagante serata di capodanno al cinema per vedere il bellissimo (che straconsiglio) “La Guerra dei Rohirrim”, io e Antonello passiamo in associazione ludica per una partita notturna e bene augurante per il nuovo anno.

La scelta ricade sull’interessante Rise di cui avevo letto commenti positivi ma che non ero ancora riuscito mai a provare.

Il gioco è stato ai miei occhi interessante fino al primo round di gioco…a partita completa posso solo scriverne con un po’ di delusione.

Sia a me che ad Antonello ha lasciato abbastanza freddini, per la sua piattezza e per la sua poca attrattiva, sia in termini di sistema di gioco che di resa estetica al tavolo.

Purtroppo ci siamo trovati di fronte un gioco molto ripetitivo che non ci ha fatto venire voglia di una seconda partita.

Varie plance con dieci tracciati su cui avanzare (o indietreggiare) dopo aver prenotato azioni da specifiche carte estratte a ogni inizio round (per un totale di 12).

Le azioni, se bene incastrate e attivate, permettevano di fare più passi su diversi tracciati, dando vita, spesso, a piccoli effetti domino personali.

O non lo abbiamo capito (nonostante il nostro impegno alla prima partita) o semplicemente non appartiene alla schiera di quei titoli nelle nostre corde.

Potrebbe essere un entry-level per fare metabolizzare a neofiti scelta azioni e mini programmazione combo, dal mio punto di vista, niente di più.

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CONTENUTI AUDIO E VIDEO

Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo questa settimana un solo video di unboxing a opera di F/\B!O.

Nel video descrizione dei componenti con apertura della scatola di Rauf und runter, di Andreas Kuhnekath-Häbler, gioco da tavolo edito da Zoch Verlag.

Il podcast questa settimana torna a parlare “ammarecano” con i Best Of 2024 degli American.

ENIGMI E SALUTI

Alla fine è rimasto senza solutori l’indovinello “costruirò a occhi chiusi quello che mi serve“, che altro non nascondeva che il gioco Tajuto!

Vi lascio allora questa settimana nelle mani di F/\B!O, con una delle sue caleidoscopiche copertine da svelare:

Giocate, pensate, osservate bene, risolvete e commentate. Alla prossima puntata!

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