scritto da LucaCiglione ed *Ele*
Chi di voi sa con precisione cosa è una pagoda?
E sapevate che le pagode sono le principali costruzioni riferite al culto religioso nel buddismo?
Perchè vi parlo di pagode? Perché un altro nome che hanno è tajuto.
Tajuto è un gioco edito da GateOnGames, creato da Reiner Knizia e illustrato da Damien Colboc e Maxence Burgel.
È fruibile da 2 a 4 giocatori di almeno 10 anni per una durata compresa tra 45 minuti e un’ora.
LE REGOLE
Impersoniamo dei monaci buddisti, che competono tra loro per diventare quello con il maggior livello di spiritualità e divenire così il protettore del giardino delle pagode e dei pellegrini.
Al nostro turno potremo effettuare una tra le seguenti azioni:
- pescare dal sacchetto un elemento delle pagode (se possibile costruirlo, altrimenti tenerlo davanti a noi per il futuro);
- fare un’offerta, mettendo uno dei nostri cubetti offerta nella pagoda del colore corrispondente;
- comprare una carta.
Costruire le pagode ed effettuare offerte ci farà guadagnare punti meditazione, che sono la moneta del gioco e ci permetteranno di comprare le tessere.
La maggior parte delle tessere ci fornisce punti spiritualità (punti vittoria), ma potremo comprare anche azioni gratuite aggiuntive, tessere che ci faranno avere uno sconto sui futuri acquisti o che aumenteranno il valore delle nostre tessere spiritualità.
Tra le tessere che forniscono punti spiritualità ce ne sono alcune legate allo scommettere che una pagoda venga o meno costruita a fine partita.
Vi sono poi 10 obiettivi che possiamo perseguire durante la partita e che ci forniranno ulteriori punti vittoria.
Quando la quarta pagoda viene costruita, la partita termina immediatamente.
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| Fine Partita |
IMPRESSIONI
Come avete potuto leggere nelle regole, il gioco si presenta da una parte molto semplice, prevedendo una selezione tra tre semplici azioni, dall’altra mantiene una certa complessità nello scegliere come realizzare i punti vittoria, permettendoci diversi approcci e strategie.
La scorrevolezza e la durata sono certamente tra i punti di forza del gioco, che ha un bel “flow”, dovuto alla scelta limitata di azioni, che dovrebbe accontentare anche i pensatori seriali di professione. Ha, inoltre, una durata limitata, data dal dover costruire quattro pagode, che permette di rimanere sempre nella forbice di tempo dichiarata.
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| Setup iniziale |
La presenza di risorse limitate rende il gioco molto stretto e la competizione appassionante: i punti li facciamo, infatti, costruendo le pagode (che sono quelle otto) o facendo le offerte (e anche di quelle ne abbiamo sempre otto, una per colore).
Se a prima vista Tajuto strizza l’occhio ai giocatori casuali, grazie alla bellezza dei materiali, giocando si scopre che ha una certa profondità e che la partita necessita di una buona dose di pianificazione.
Scegliere, ad esempio, quando fare una determinata offerta può essere fondamentale: la anticipo facendo meno punti, ma potendo fare azioni aggiuntive immediatamente, oppure aspetto per massimizzare i punti dell’offerta su pagode più alte, rischiando magari che altri le occupino prima di me, lasciandomi con un palmo di naso?
Scelgo di acquistare una tessera pagoda che costa meno, ma potrebbe portarmi anche zero punti a fine partita, o investo di più per una tessera con rendita sicura?
Un’altro aspetto fondamentale è l’utilizzo delle carte che ci danno azioni bonus. Un loro corretto utilizzo ci può permettere di costruirci un piccolo motore, ma è necessario ponderare con attenzione la scelta, per non rischiare di avere un motore ottimo, ma inutilizzabile, in quanto la partita sta per finire.
Veniamo ora a un aspetto di cui ho letto spesso: il fattore alea. Peschiamo da un sacchetto: va tutto a fortuna?
Direi di no: questo aspetto in Tajuto, pur essendo presente, è davvero limitato. Dopo poco, siamo infatti in grado di riconoscere la grandezza dei pezzi e quindi il piano che stiamo toccando, lasciandoci come unica incognita il colore.
Scegliere di pescare un piano, magari più piccolo, che potrebbe essere sbagliato, è un rischio da ben calcolare: può darci qualche punto in più, ma anche lasciarci a bocca asciutta. Tuttavia, c’è un meccanismo compensativo: se ho un piano precedentemente pescato davanti a me lo posso costruire senza spendere azioni e questo limita ulteriormente la fortuna e aumenta il livello di pianificazione.
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| Tessera Azioni |
Nelle prime partite, così anche come dicevo nelle
prime impressioni di Lucca, mi è spesso capitato di arrivare alla fase finale con tutte le pagode allo stesso livello e quindi il fatto di terminare o meno la costruzione dipendeva unicamente dalla fortuna.
Facendo ulteriori partite, invece, mi son reso conto che anche questo aspetto può meglio esser gestito con l’opportuna strategia.
L’interazione tra i giocatori è assolutamente indiretta: possiamo al massimo bloccare le offerte altrui con le nostre, ma è molto importante fare attenzione a non agevolare gli avversari, offrendo loro combo di costruzione e facendo attenzione alle scommesse sulla costruzione delle pagode.
Se devo trovare un difetto, devo dire che i primi due turni difficilmente saranno diversi dal pescare piani dal sacchetto, visto che non abbiamo abbastanza punti per comprare e che improbabilmente investiremo con offerte che ci restituiscono un solo punto.
VERA DICE
È un gioco che trovo avvincente, ma che mi rilassa. Le cose da fare sono limitate e presenti fin dall’inizio sul tabellone, cosicché tutto è sempre a portata di sguardo e non sento troppa pressione nello scegliere cosa fare al mio turno.
Fin dalla prima partita mi è sembrato di poter vincere, anche se Luca ci aveva già giocato, e in effetti l’ho bastonato come al solito [1 punto non è bastonare – NdL].
Pescare e costruire le pagode dal sacchetto l’ho trovato una cosa molto simpatica e decisamente originale.
CONCLUSIONI
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| Le pagode |
Tajuto è un gioco che, nonostante strizzi l’occhio a qualsiasi giocatore, grazie a una presentazione sul tavolo fastosa, si pone – come livello – a uno step successivo rispetto al target dei casual gamer.
Necessita, infatti, di una buona dose di strategia e pianificazione a lungo termine fin dalle prime fasi di gioco, essendo il numero di turni abbastanza limitato.
I suoi punti di forza sono certamente la durata ben definita, l’originalità del gameplay (mio primo gioco da adulti basato sul tatto), la possibilità di fare punti in una pletora di diversi modi che permetteranno strategie sempre diverse e in ultimo quella di poter coinvolgere un’ampia platea di giocatori.
Nonostante i primi due o tre turni siano praticamente obbligati e che sia presente una certa alea, comunque limitata dal gameplay, rimane un gioco piacevole da intavolare e giocare e che mi ha lasciato sicuramente sensazione molto positive.
Le Impressioni di *Ele*

Ho avuto l’occasione di intavolare Tajuto insieme a Luca e Valerio ed ecco qui le mie primissime impressioni.
Knizia ci propone un nuovo titolo a orientamento family, questa volta siamo dei monaci buddisti in cerca della massima spiritualità, con un buon mix di sistema punti, un pizzico di rischio, di push your luck, ma sfoggiando anche orginalità.
Devo ammettere che ho trovato i primissimi round un po’ monotoni, dato che l’unica azione disponibile, non avendo punti, è quella di costruire le pagode, ma dopo questo piccolo intralcio la partita è entrata nel vivo e sono aumentate le opzioni a disposizione, poiché ogni pezzo di pagoda costruita dà una ricompensa maggiore, visto che più alto è il piano, più punti si ottengono.
Guadagnando punti meditazione si acquisiscono tessere che forniranno punti vittoria immediati, ma anche tessere bonus e azione, non manca neppure l’elemento di scommessa, su quali pagode verranno costruite più velocemente.
Ottenere azioni extra prima degli avversari consente di guadagnare punti preziosi non appena le pagode diventano allettanti e permette di raggiungere pure diversi obiettivi, che daranno a loro volta punti vittoria.
Ci sarà una piccola corsa per l’acquisizione delle tessere, dato che la prima tessera di ogni pila è più economica della successiva ed esiste una sola tessera di inaugurazione per ogni pagoda.
Sarà fondamentale riuscire a costruire un piccolo motorino e/o effettuare diverse combo per poter avere più azioni disponibili, anche perché durante il proprio turno si ha a disposizione un’azione gratuita a scelta, mentre le altre 2 sono a pagamento e i punti meditazioni sembrano sempre troppo pochi.
Riuscire a ottimizzarli, riconoscendo il giusto momento per effettuare l’azione più redditizia, sarà importante; ci chiederemo costantemente se agire nell’immediato, perdendo preziosi punti, oppure attendere e rinviare l’azione successivamente, con il rischio però di regalare un vantaggio agli avversari.
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| Il sacchetto delle pagode |
La pesca delle pagode lascia solo un’incognita: il colore. Per il resto i pezzi sono sufficientemente riconoscibili e nel caso si potrà conservare il pezzetto per costruirlo quando possibile.
Le tessere azione speciali e gli obiettivi che si usano durante le partite sono sempre gli stessi: avrei preferito più variabilità durante il setup, perché ho l’impressione che ne possa risentire a lungo andare la rigiocabilità, ma come detto all’inizio si tratta di una primissima impressione e l’aspetto va valutato più approfonditamente.
Come impostazione mi ha un po’ ricordato El Dorado, dato che il gioco è immediato e adatto a tutti, ma ha anche consistenza per soddisfare il giocatore più navigato che siede con giocatori occasionali. Si parte con la stessa dotazione iniziale, con lo scopo di migliorare in questo caso non il proprio mazzo, ma le proprie possibilità, che permetteranno di attivare combo utili, con un pizzico di rischio e azzardo nella costruzione delle pagode e nel determinare quale sarà costruita tra le prime, per ottenere punti vittoria.
In conclusione Tajuto balza subito agli occhi per la buona componentistica: le pagode sono grandi e di impatto, soprattutto a fine partita, quando sono interamente costruite, con un effetto finale davvero scenografico.
Ho trovato il gioco fluido e dinamico, visto che si gestiscono poche azioni, ma dove le scelte non sono sempre facili, poiché l’unica risorsa del gioco deve essere spesa in maniera ponderata.
La possibilità di conquistare punti vittoria (spiritualità) è molto variegata e fa sì che i giocatori possano intraprendere diverse strade per ottenerli, ma al tempo stesso dovranno anche sapersi adattare alle nuove situazioni che si verranno a creare.
La combinazione del rischio, della scommessa e il meccanismo di riconoscimento tattile delle pagode rendono il gameplay molto originale e, se piace il genere, saprà stuzzicare, ma va messo anche in conto che il meccanismo non è esente da alea e non avremo proprio tutto sotto il nostro controllo.
Ringraziamo l’editore per la copia recensore.