scritto da
FΛB!O P.
Orion Duel è un gioco astratto con più condizioni di vittoria (3) che regole (2): questa cosa mi ha colpito e ho deciso di iniziare così la recensione, perché credo tratteggi bene la sua natura semplice, eppure interessante. Bravi Andrea Mainini e Alberto Branciari che l’hanno ideato. Matagot l’ha pubblicato nel 2023 e quest’anno ha unito le forze con Oliphante e Geronimo per un’edizione franco-italo-olandese (regolamento a parte, l’indipendenza dalla lingua è totale).
Si tratta di un gioco a informazione completa di piazzamento tessere su griglia esagonata per costruire reti. Affonda le sue radici nella storia dei giochi da tavolo (Hex del 1942, Twixt del 1962, Havannah del 1980), inserendo però delle trovate che lo rendono fresco e moderno. Per 2 giocatori, secondo la scatola è fruibile dai 12 anni e le partite durano 25 minuti, ma potrete constatare – continuando la lettura – che nella nostra esperienza questi numeri sono un tantino abbondanti…
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Ringrazio l’editore per la copia recensore.
Sarai in grado di attraversare il Cosmo e collegare le costellazioni attorno alle Nebulose di Orione?
Viaggia per esplorare le galassie, ma fai attenzione a non cadere nei buchi neri lungo il percorso. Pianifica bene le tue mosse perché ciascuna di esse può dare al tuo avversario l’opportunità di avvicinarsi alla vittoria!
IL GIOCO IN UNA FRASE
Al vostro turno, piazzate una delle vostre tessere in qualsiasi punto del tabellone senza sovrapposizioni oppure sovrapponendovi a galassie o buchi neri solo se il colore si collega ad altre tessere dello stesso colore già presenti: vincete la partita se create una catena del vostro colore che tocca le estremità opposte del tabellone o una catena del vostro colore che si sovrappone a quattro galassie o una catena del colore avversario che si sovrappone a tre buchi neri.

COMPONENTI
La scatola di Orion Duel (200×200×50mm) contiene 3 libretti delle regole (FR, NL, IT), 28 tessere (14 × giocatore), 1 tabellone esagonato rotondo, 7 gettoni buco nero e 8 gettoni galassia.
L’editore avrebbe potuto benissimo non ingaggiare un’illustratrice (Maxime Erceau) per un gioco astratto (nestorgames docet), tuttavia questa scelta è stata ripagata da dei materiali che, pur nella loro essenzialità, catturano l’attenzione. L’inserto è basico, anch’esso decorato, e tiene divisi nei tre scomparti i gettoni dai due set di 14 tessere. È tutto realizzato in cartone molto spesso.
Le tessere sono composte da 1 a 3 esagoni e sono simmetriche tra i due avversari. La colorazione varia in base ai giocatori: quelle dell’arancione sono principalmente arancioni con un solo esagono blu, e viceversa. Dei 14 pezzi, 2 sono composti esclusivamente dal proprio colore, 3 pezzi a due esagoni sono divisi a metà e i restanti 9 sono pezzi a tre esagoni (io li chiamo “piazze”, “rettilinei” e “curve”) con il proprio colore in maggioranza. Il regolamento è snello e fa il suo dovere con esempi chiarificatori.
Ho anche girato un video di unboxing:

COME SI GIOCA
Lasciandovi come sempre al regolamento (EN) per una lettura più approfondita, provo a darvi un’idea di come gira.
Distribuite le 14 tessere di ciascun giocatore. Per preparare il tabellone, posizionate galassie e buchi neri sulla griglia secondo una delle due configurazioni rapide oppure un giocatore piazza le galassie e l’altro i buchi neri. I gettoni dello stesso tipo devono essere distanti almeno 2 spazi e quelli di tipo diverso almeno 1 spazio.
Al vostro turno, potete piazzare una qualsiasi delle vostre tessere in qualunque punto libero (cioè vuoto) del tabellone. Non c’è alcun vincolo di collegamento. Tuttavia, c’è una seconda regola: quando volete posizionare una tessera in modo che si sovrapponga a una galassia o a un buco nero, l’esagono che si sovrappone a tale gettone deve connettersi ad almeno un altro esagono precedentemente posizionato dello stesso colore.
Potete vincere in 3 modi diversi: collegando 2 lati opposti del tabellone con una catena ininterrotta di esagoni del vostro colore; 4 galassie sempre con una catena ininterrotta di vostri esagoni; 3 buchi neri con una catena ininterrotta di esagoni del colore avversario.
La partita finisce immediatamente quando un giocatore raggiunge un numero maggiore di condizioni di vittoria rispetto al rivale; altrimenti si continua. Se tutte le tessere sono state piazzate e nessuno prevale, vince chi ha il risultato maggiore di gettoni galassia meno gettoni buco nero sugli esagoni del proprio colore (possono verificarsi pareggi). Chi (improbabile) non riesce a piazzare nessuna tessera perde all’istante.

ASTRATTOMETRO 
Nonostante l’impegno già sottolineato di casa editrice e artista, questo titolo è evidentemente un gioco astratto. Ha un bell’abitino, che gli evita di raggiungere il massimo della scala di valutazione, tuttavia l’ambientazione è interscambiabile e le meccaniche sono totalmente slegate da essa. Ma va bene così: sempre meglio di tessere monocrome e fiches da poker per galassie e buchi neri.
Orion Duel: 9/10

CONSIDERAZIONI
Se siete appassionati di giochi astratti o conoscete qualcuno che lo è e vi manca un regalo di Natale, potete smettere di cercate. Orion Duel è uno dei migliori giochi di connessione degli ultimi anni. È semplice e veloce, pur offrendo continue scelte su cui riflettere: in questa nebulosa c’è una quantità sorprendente di alternative e spazio per superare, aggirare, bloccare e insidiare in modo strategico. Tuttavia, le meccaniche non sono eccessivamente complicate e il ritmo si mantiene incalzante per tutta la durata della partita.
Grazie alle sue poche regole, è incredibilmente facile da spiegare e da giocare, soprattutto perché i piazzamenti sono molto liberi: non è obbligatorio cominciare in una posizione fissa, non è richiesto che i colori delle tessere corrispondano, non c’è nemmeno la restrizione di stare adiacenti a un’altra tessera. Potete piazzare ovunque, purché la griglia sia vuota. Se poi volete sovrapporre una galassia o un buco nero, quella è tutt’altra storia.
CONFRONTI
Confrontando Orion Duel con i giochi simili citati all’inizio, nei quali si cerca di attraversare un tabellone bloccando l’avversario, trasmettono una sensazione parecchio monocorde. I 3 distinti modi di vincere, più la necessità di utilizzare una serie di forme fisse nelle tessere da posizionare (che presentano quasi tutte un esagono del rivale), portano con sé una grande profondità di tattiche, sostanziali differenze rispetto agli altri titoli. Questo gioco ti costringe a guardare il tabellone da più prospettive: nonostante si svolga concretamente su un piano, è come se sconfinasse dalle due dimensioni.

I vostri “pezzi” non sono singoli dischetti che occupano una sola casella. Le tessere, che si estendono da uno a tre esagoni in diverse configurazioni, funzionano più che altro come strade che allargano la vostra rete: ecco perché le chiamo “piazze”, “rettilinei” e “curve”. La suddivisione di queste sagome rende il gioco molto interessante: a differenza di molti astratti in cui tutti i pezzi si comportano in maniera simile, qui le tipologie di forme sono contate. Ciò implica che spendere con leggerezza le tre tessere di un determinato formato vi limiterà sempre di più durante lo sviluppo della partita e potrebbe persino rivelarsi fatale.
STRATEGIA
Quindi, dopo pochissime sfide, quello che sembrava un giochino abbastanza lineare di collegamento lati si rivela in tutta la sua natura spietatamente strategica, a causa delle poche tessere e del fatto che con quasi ogni piazzamento in qualche modo si aiuta l’avversario. In effetti, tutti i vostri pezzi, tranne due, agiscono così: le uniche due tessere interamente del vostro colore (da uno e da due esagoni) sono dunque estremamente preziose… guai a sprecarle!
Ma Orion Duel è più furbo di così, perché allo stesso tempo non permette di connettere a un buco nero il colore del rivale, se non è già adiacente ad esso. Di conseguenza, per poterlo fare, o lo avete piazzato lì in un turno precedente (e lui non è riuscito a parare) o si è messo da solo in una posizione pericolosamente vicina. Dal lato opposto, se volete che il vostro colore si sovrapponga a una galassia, dovete avere già un vostro esagono a distanza 2 o meno.

Tuttavia, non è sufficiente conquistare galassie o appioppare buchi neri all’avversario: poiché soltanto un percorso ininterrotto conta per le condizioni di vittoria, dovete anche assicurarvi che i gettoni siano tutti collegati, il che vi costringerà a pianificare in anticipo, magari tenendo aperte più porte. Qui poi arriva una finezza che merita di essere evidenziata: se si ottengono più condizioni di vittoria contemporaneamente, la partita continua finché un giocatore non ne ha una in più.
ETÀ E DURATA
Nelle mie partite a Orion Duel, ho visto tutti i tipi di vittoria: galassie, buchi neri (le più rare) e collegamento dei bordi (le più comuni). Una volta è finita in parità, con il numero esatto di condizioni di vittoria e di punti vittoria. Un’altra volta Ambra (10 anni, alla faccia del 12+) mi ha incastrato: era in grado di vincere sia per la connessione che per le galassie, pertanto non ho avuto alcuna via di fuga. I tempi sono sempre rimasti in una forbice di 5-15 minuti.
Proprio per le tre condizioni, dovete prestare attenzione costante a cosa sta cercando di fare il rivale. L’interazione diventa aggressiva in particolare con i buchi neri, che ovviamente sono la modalità più gustosa di vincere, ovvero facendo perdere l’altro. Ciascuna mossa, volta a favorire i propri interessi, apre nel contempo nuove strade per l’avversario ed espone ineluttabilmente agli attacchi.
QUELLI BRAVI
Le mosse migliori avvantaggiano simultaneamente verso due criteri, ad esempio allungando il collegamento tra i bordi opposti della griglia e avvicinando un’ultima galassia determinante. Più l’abilità dei giocatori è simile e più è frequente arrivare a piazzare tutte le tessere per procedere perciò con il conteggio dei punti, il che porta a partite combattute e interessanti. Se perdete, è talmente corto e stuzzicante che viene subito voglia di rigiocarlo.

Il fattore fortuna sta a zero: sono tutte informazioni pubbliche, visibili sul tavolo. Dalle posizioni sulla griglia al livello di completamento dei criteri di vittoria, dal numero alla forma delle tessere: ognuno degli aspetti essenziali è sotto gli occhi dei contendenti in ogni momento. La dea bendata non interviene in alcun modo. Per questo motivo, Orion Duel è sicuramente un titolo che premia l’esperienza e chi è capace di pianificare a medio termine.
Il regolamento suggerisce di abbandonare i setup simmetrici dopo un paio di partite, in maniera tale da amplificare ulteriormente la rigiocabilità: le disposizioni più sfidanti sono quelle create dai giocatori e pure la preparazione può diventare strategica. I gettoni di galassie e buchi neri, che all’inizio potevano sembrare un’aggiunta, trasformano completamente gli scenari di partite consecutive, in quanto bloccano alcuni percorsi (non si può giocare su di essi, a meno che non si colleghi quel colore a una tessera esistente), e talvolta intrappolano il rivale (lasciandogli l’unica via per la vittoria attraverso un terzo buco nero, che vanificherebbe i suoi sforzi). Più giocate, più riflettete, più imparate a ostacolare l’avversario.
Lati negativi?
Quelli degli astratti da due (vedere qui).
Se non amate molto i giochi astratti combinatoriali, preferendo ambientazioni avvolgenti con alcuni fattori casuali per aggiungere tensione, emozioni e colpi di scena, non cambierete idea qui. Fermo restando questo, mia figlia di fatto non è una grande fan degli astratti, però è stata disposta a unirsi a me un buon numero di volte, sia per la piacevolezza dei componenti, sia per la stringatezza delle regole.
Più di qualcuno ha accusato Orion Duel di dare un vantaggio al primo giocatore, ma onestamente non è così. A parte il fatto che chi piazza le galassie può decidere di andare per primo o meno, analizzando oltre 5000 partite su BGA è stato rilevato uno scostamento inferiore all’1% tra le vittorie dei due giocatori.
Questo è il tipo di gioco in cui gli occhi stanno sul tabellone, le bocche chiuse, calcolando i piazzamenti delle tessere, ipotizzando gli sviluppi e inseguendo il modo migliore per posizionarle senza aiutare in concreto il rivale: non esattamente una festa sociale.

È DIVERTENTE PERDERE A QUESTO GIOCO?
Il senso di questo paragrafo lo potete leggere meglio qui, ma in sintesi mi chiedo: la sconfitta mi lascia la voglia di tornare nuovamente su Orion Duel?
- Sì, perché le partite sono corte e sarò sempre pronto a intavolarlo.
- Sì, perché proverò ogni volta qualcosa di diverso, per scelta o per costrizione di adattamento.
- Sì, perché grazie ai due colori è raro essere bloccati completamente: ci saranno battute d’arresto, però le mosse utili sono possibili fino alla fine.

MIA MOGLIE DICE COSE
«Incredibilmente un astratto che non mi ha mandato in palla come succede di solito. Pochissime regole, facili da capire e via, si gioca.
Una pacchia.
Gioco ben pensato, ben organizzato e molto molto carino. Il famoso motto “less is more” sembra nato per descrivere questa scatola.
Materiali di facile lettura, ma allo stesso tempo graficamente piacevoli. Ho molto apprezzato le tessere con il doppio colore. Un’idea originale, che regala vivacità alla partita.
Promosso sotto tutti i punti di vista, bravi autori e editore!»
Per tornare su seguite questo collegamento⤴.
Online si può giocare su Tabletopia, qui.

— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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