Fabio (Pinco11)
THE CREW IN POCO
All’interno della scatola troviamo un mazzo di carte da 40 (da 1 a 9 in 4 colori, + 4 carte – da 1 a 4) ed un secondo mazzo di ‘cartine’ (che riproduce le 36 carte ‘colorate’), oltre ad una manciata di gettoni ed un LIBRO regole che contiene la descrizione di 50 MISSIONI.
Si distribuiscono tutte le carte, si sceglie la missione, si leggono le cose ‘da fare’ e si parte. Al proprio turno, come tipico dei giochi ‘a prese’, ciascuno gioca una carta sul tavolo e chi segue deve giocarne una dello stesso colore (o quello che desidera, se non ne ha). Prende chi ha giocato la carta più alta del colore con il quale si è iniziato quel giro (o il jolly più alto).
L’idea innovativa del gioco, che come gameplay altrimenti sarebbe solo una nuova versione di un gioco classico tipo, appunto, il Tre Sette (o tressette) sta nel fatto che in ogni partita i giocatori dovranno cercare di realizzare, insieme, una condizione di vittoria, tipo “qualcuno deve vincere una mano giocando un UNO’, oppure ‘nessuno deve vincere una mano giocando un NOVE”. Tenete conto del fatto che ci sono 50 diverse missioni e che nel giocare NON si può parlare (al massimo ci sono un paio di aiutini sfruttabili).

COME SI PRESENTA
A vederlo sul tavolo, onestamente, non gli dai due lire. Abbiamo un mazzo di carte con illustrazioni di astronauti ed il dorso riproduce un pianeta scuro, per cui direi che l’origine teutonica del gioco è evidente.
L’ambientazione è vagamente fantascientifica ed onestamente i curatori del prodotto si sono sforzati molto per dare l’idea che giocando si stia portando avanti una missione esplorativa. Come questo abbia una attinenza con il concetto di giocare una mano di un simil Tre Sette mi sfugge, ma l’impegno è da premiare, anche se ovviamente non c’è grande attinenza tra meccaniche e storia di fondo (salvo alcuni passaggi in cui si parla di rottura delle trasmittenti e ciò impedisce ogni forma di comunicazione).
COME GIRA THE CREW
Provai per la prima volta il gioco ad Essen, dove The Crew comparve rapidamente tra i titoli ‘hot’ per i visitatori. Come spesso accade, ci buttammo a provarlo, ma ci fu presentato con superficialità da un dimostratore (per altro tedesco) curiosamente scettico, che ci disse che era una ‘versione più brutta del Bridge’ e ce lo fece giocare in due (versione assolutamente di ripiego) con una missione ultra facile. Non capimmo quindi le potenzialità del gioco e lo lasciammo lì, anche perché il libro delle missioni era in tedesco.
In seguito il gioco ebbe un successo crescente ed arrivò a vincere il KennerSpiel 2020, per cui sul nostro tavolo ci finì nuovamente. Ogni volta la resistenza da vincere era quella che ‘è un tressette’ e ci ho già giocato abbastanza da ragazzo.
Il tempo però ci ha detto che The Crew queste perplessità le ha vinte ed onestamente già solo l’idea di proporre una versione ‘cooperativa’ del tressette è una piccola genialata. Ci aggiungi che ci devi investire una quindicina di euro e che potresti portare al tavolo gente che al tressette classico non giocherebbe mai e già capisci perché è un titolo che a fine serata o al mare d’estate il suo perché lo ha sempre.

SENSAZIONI
Mentre scrivo il gioco (che ha goduto anche di un seguito, ossia la versione Deep Sea) gode di un bel 7.8 di voto medio , che ne fa il numero 11 nella classifica dei migliori giochi per famiglia su BGG. Il suo seguito è addirittura giunto a 8.1 ed è invece il PRIMO di tale sezione.
Vi ho reso l’idea di quanto sia stato apprezzato, nonostante i preconcetti di cui sopra?
Potrei approfondire e spiegare ancora i piccoli ‘trucchi’ che hanno inventato per insaporire il gioco, a partire dalle missioni (moltissime) che girano intorno al far prendere a ciascun giocatore (nelle mani che vincono) specifiche carte e come si possa sviluppare una conoscenza del gioco che consenta, assolutamente senza parlare, di capire grosso modo cosa abbiano in mano i propri compagni, solo sulla base di ciò che hanno preso come carte obiettivo e di come giocano.
Insomma, se vogliamo essere riduttivi (ma può essere utile per dare l’idea), è un pò come se giocassimo ad una sorta di tre sette, ma con l’obiettivo, che so, di far prendere tutti i ‘4’ ad un giocatore, SENZA che si possa parlare. E’ necessaria una certa coordinazione e si supera lo spirito competitivo che permea invece di solito il gioco. Se ci aggiungiamo che si sono davvero sbizzarriti nel predisporre i 50 obiettivi, di varietà ne avrete a sufficienza per tenervi occupati a lungo.

A CHI PIACE E A CHI NO?
A chi può non piacere, invece? Sicuramente a chi odia anche solo l’idea del tressette classico e dei giochi a prese e/o a chi cerca cose, nel campo dei giochi di carte, più light. Alternative? Se vi piace l’idea del cooperativo di carte, potreste magari provare un Hanabi …
Scalabilità? Lasciate da parte la versione a 2. Giocateci in 3 quando siete in pochi. 4 è il numero perfetto. 5 può andare …

CONCLUSIONI
The Crew è un gioco di carte cooperativo, con uno schema a ‘obiettivi’ da realizzare inserito sulla base di un gameplay da ‘tressette’. Non fatevi trarre in inganno dalla presentazione anonima e dategli una possibilità. Potreste odiarlo (troppo simile ai giochi tradizionale), ma potrebbe anche diventare (facilmente) uno dei vostri preferiti.
Segnalo che il gioco è disponibile anche nel negozio online Fantasia Store.
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