simarillon (Davide)
Piggy Piggy, oggi grazie ad Hasbro si parla di maialini. Il gioco è opera della creatività di Ken Gruhl, Jeremy Posner; ecco poi le informazioni generiche: da due a sei giocatori, a partire dai 7 anni, in partite di 15 minuti circa.
In poche parole … l’ingordigia vince!
I materiali
La scatola, bellissima, in plastica, riproduce un maialino con la bocca aperta e al cui interno troviamo:
- cinque maialini in plastica nei colori grigio, giallo, rosso, azzurro e rosa;
- Centootto carte, divise in Carte Cibo nei colori elencati sopra e con i maiali che mangiano una, due o tre dosi di cibo;
- e Carte Capre.
La grammatura delle carte è buona, le illustrazioni sono simpatiche (peccato che non ci siano crediti per il disegnatore) i maialini sono molto carini, ma il TOP è sicuramente la scatola nel suo formato particolare che vi permetterà di portarla ovunque e di farsi notare.
Il gioco… ovvero eccovi le regole
Al proprio turno i giocatori devono giocare le carte Cibo, tutte quelle possedute di un certo colore.
Sono le tipiche regole più semplici da spiegare con un esempio piuttosto che da scrivere e se si ha già una pila di quel colore semplicemente si aggiungeranno alla pila. Si possono poi giocare Carte Capra
Quando si sono giocate le Carte si rubano i maialini, ovvero se si ha la pila più grande di un certo colore si prende il relativo maialino. Qui arriva il twist davvero interessante del gioco, si pescano le carte per riportare la propria mano a cinque carte e se si ha un maialino del colore della carta pescata questa viene riposta davanti al giocatore e diventa un punto.
Vince il primo giocatore che raggiunge gli otto punti. Bellissima l’idea di un piccolo diagramma di flusso per spiegare il gioco e utile il QRCode con un video di spiegazione del gioco (oramai non siamo più capaci a leggere!)

Considerazioni Personali / Impressioni
Piggy Piggy funziona e funziona davvero bene. E’ un gioco che diverte e che nella sua semplicità presente diversi spunti interessanti e sa far divertire tutti, nongrandi da soli, nongrandi con gli adulti e adulti da soli. E’ un gioco che si può giocare, magari con un pizzico di consapevolezza in meno davvero a qualsiasi età e da qualsiasi tipo di giocatore. La scatola a maialino, poi, è quel ‘di più’ che lo fa essere anche accattivante agli occhi.
Interazione …
Nel gioco c’è tanta, tantissima interazione. Ovviamente la capra che va a togliere uno dei maiali agli avversari, per una interazione diretta ed anche un po’ cattivella, e poi l’interazione nel rubare i maialini a compagni di gioco/avversari. Per il tipo di gioco questa interazione è sicuramente più che adeguata e rende il gioco sempre vivo e veloce.

I Twist
Il primo twist è la Carta Capra che rompe un po’ il gioco, sicuramente interessante nell’uso ed è sempre auspicabile averla ed usarla, soprattutto nel caso in cui ci porti ad avere la fila più lunga di un certo tipo di cibo. Il secondo twist è proprio quello del rubare i maialini. Ma è il twist sul come si ottengono i punti quello che mi ha interessato di più e per cui metto una stelletta di eccellenza per Piggy Piggy. Infatti, le carte che si pescano per riportare la mano a cinque possono diventare punti, ma in questo caso la mano successiva si giocherà con un numero di carte inferiori, diventando un interessante meccanismo di riequilibro tra i giocatori.
Scalabilità
Il gioco funziona bene in tutte le configurazioni, probabilmente dai quattro giocatori in più rende meglio, ma funziona anche in due tre giocatori. Se devo esprimere l’unico piccolissimo dubbio è nel fatto di far vincere sempre con otto punti, che in due si raggiungono molto più in fretta che se si è in più giocatori, avendo facilmente due, tre o talvolta quattro maiali. Noi, infatti, se lo giochiamo in due arriviamo a dieci punti per la vittoria.

Cosa si impara in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e “non perdete mai la capacità di stupirsi tipica dei bambini. È troppo importante. È quella a spingerci ad andare avanti“, l’informatico statunitense Randy Pausch.
Ecco, quindi in elenco le cose che Letizia ha imparato (o ripassato) giocando a Piggy Piggy:
- l’interazione anche un po’ cattivella durante la partita;
- che i maialini sono molto simpatici e mangiano proprio di tutto;
- che le carte possono avere valori differenti anche quando sembrano uguali!
Le età giuste per giocarci
L’indicazione della scatola è 7+, direi che l’indicazione è sicuramente adeguata, ma credo che si possa anche osare (con buone probabilità di successo= e trasformarlo in un 6+. Allo stesso tempo non c’è un limite massimo per giocarlo, essendo un gioco sicuramente molto piacevole da giocare anche tra soli adulti al tavolo.
In Conclusione
Per Piggy Piggy mi sento di lasciare il bollino CONSIGLIATO DA NONSOLOGRANDI (sottolineando come il gioco funzioni bene anche come gateway e come gioco da giocare in famiglia tra le diverse generazioni), bollino di qualità che assegniamo ai migliori giochi usciti nell’anno. Il gioco è veloce, coinvolgente, semplice e divertente. Ha una confezione simpatica e appariscente e un costo più che adeguato. Ha sempre funzionato in tutte le partite e in tutte le configurazione e quindi, nel suo target, è un gioco super promosso.
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