Scritto guardando le stelle da
Battlemad
Ogni tanto Reiner Knizia pubblica in silenzio un gioco che ricorda all’intero hobby perché è un grande game designer: Cosmolancer, riedizione fantascientifica del suo gioiellino del 2002, Kingdoms, è un astratto vecchia scuola nascosto dietro una scatola colorata! Edito da Hasbro e presentato a Lucca Comics, accoglie da 2 a 4 giocatori, dai 9 anni in su, per una partita della durata di circa 45 minuti.
In Kingdoms costruivi regni medievali, in Cosmolancer sei un fotografo alla ricerca di fenomeni cosmici rari per ottenere fama e denaro. La meccanica è identica, ma si passa dal potere feudale alla meraviglia dell’universo: al posto dei draghi ci sono tempeste solari, al posto delle miniere cinture di asteroidi. Ogni tessera modifica righe e colonne come prima, ma l’atto di piazzarla ora sembra esplorativo più che aggressivo: è incredibile quanto possa fare un tema!

Contenuto e meccaniche
L’edizione Hasbro è sfacciatamente colorata: qualcuno può trovare la saturazione dei colori eccessiva, ma ha un grande impatto visivo. E funziona alla grande: simboli chiari, icone intuitive, tessere leggibili anche da lontano. La qualità dei componenti è buona e solida, le Fotocamere sono in legno e le tessere in cartone spesso. La chiarezza dell’insieme rende Cosmolancer facile da spiegare, proprio perché tutto sul tavolo è immediatamente leggibile.
La partita si articola in tre round. A turno, i giocatori piazzano una tessera oppure una delle loro fotocamere numerate da 1 a 4 su una griglia condivisa. Ogni tessera aggiunge o sottrae punti alle righe e colonne a cui appartiene e quando la griglia è piena si sommano i valori e si moltiplicano per il numero delle fotocamere. Sembra astratto, ma non lo è appieno: ogni piazzamento, tuo o dell’avversario, modifica contemporaneamente più punteggi e ogni decisione è prettamente strategica.

Interazione
I migliori giochi di Knizia creano problemi e dilemmi a sfondo matematico: non tiri dadi né peschi carte, ma giochi sulle attese e aspettative degli altri giocatori al tavolo. In Cosmolancer ogni turno è un dilemma: piazzi una tessera di alto valore troppo presto e inviti un altro giocatore a rovinarti lo scatto, aspetti troppo e qualcuno ti ruba lo spazio. Ogni round diventa un duello al rallentatore in cui i numeri, non le spade, fanno male.
E qui Cosmolancer supera di misura il suo predecessore. Kingdoms poteva sembrare cattivo, mentre Cosmolancer risulta divertente: se qualcuno piazza una “Rapimento Inopportuno” (vale -6) nella tua riga, non è tradimento: è goliardia (anche se un minimo ci si lamenterà!). Questo fa la differenza e apre il gioco a un pubblico più vasto: all’improvviso questo eurogame astratto non è più intimidatorio, ma accogliente.
Lo possono giocare le famiglie e le coppie, e anche i giocatori esperti potranno apprezzarne la precisione. La fortuna c’è, ma resta gestibile: anche una pescata sfavorevole può trasformarsi in un colpo geniale, con un minimo di astuzia.

Rigiocabilità
Il limite della rigiocabilità è la prevedibilità: dopo poche partite avrai visto tutte le tessere e interiorizzato tutte le possibili interazioni. Come Carcassonne o Kingdomino, però, Cosmolancer si basa sul senso di familiarità: non lo si gioca per la sorpresa, ma perché risulta interessante anche dopo l’ennesima partita. Sarà proprio la conoscenza approfondita di ogni meccanica l’elemento che farà venire voglia di giocarci più e più volte, tendando di migliorarci e di superare gli avversari.
Oltre al fatto, fondamentale per un prodotto del genere, di essere adatto anche a tutta la famiglia proprio grazie a questa riedizione: rispetto a Kingdoms, è un netto passo avanti in termini di leggibilità e ritmo. Il cambio di tema, la grafica più chiara e la fluidità generale lo rendono quasi una definitive edition di un design che meritava una seconda possibilità.

Considerazioni finali
Spiegare Cosmolancer richiede poco tempo: due minuti di regole, un turno di prova e si parte. La sua chiarezza lo rende perfetto per famiglie, ludoteche o serate informali. Anche chi teme gli eurogame complessi può entrarci subito e questa accessibilità non riduce la profondità strategica: la amplifica. Quando tutti capiscono le regole, ogni errore diventa fondamentale.
Le ritematizzazioni sono spesso operazioni di marketing. Cosmolancer non lo è. È una lettera d’amore a Knizia, ai giochi eleganti e all’idea che la semplicità non sia necessariamente un male. Trasformando un’economia medievale in una competizione spaziale, Hasbro non ha semplicemente rivenduto un classico: lo ha riformulato per una nuova generazione che necessita di colori e fantasia.
Per i neofiti, Cosmolancer è una porta d’ingresso perfetta nell’universo di Knizia; per i veterani, un promemoria del perché è uno dei migliori game designer al mondo!

Si ringrazia l’editore per la copia review
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