Fabio (Pinco11)
TICKET TO RIDE LEGACY – LEGGENDE DEL VECCHIO WEST RECENSIONE (NO spoiler – immagini della PRIMA mappa)
Se vi capitasse di digitare “Ticket to Ride Legacy” su BGG, oltre a trovare le statistiche del gioco (2-5 giocatori, 20-90′, 10+), potreste rimanere facilmente stupiti sia dai tre nomi degli autori (Daviau, Leacock e Moon), che dal voto medio del quale il gioco gode al momento.
I tre nomi corrispondono all’autore della serie Pandemic Legacy, di Risk Legacy e via dicendo (Daviau), a quello dell’originale Pandemic (Leacock) ed all’ideatore (Moon) di una manata di titoli, nonchè vincitore di due Spiel des Jahres (con Elfenland ed appunto Ticket to Ride).
Il voto è un impressionante 8.8, che da solo vale attirare tutta la giusta attenzione su questo simpatico maxiscatolo (edizione italiana di Asmodee) da oltre 100 eurozzi di presso consigliato che rielabora in logica Legacy il famosissimo gateway Ticket to Ride.

LEGACY ?
Giusto due parole per chi non sapesse che si intende per ‘gioco legacy‘.
Questa categoria si riferisce a titoli che prevedono uno ‘sviluppo’ del gameplay e delle regole di partita in partita, con un impatto di solito permanente anche sui materiali di gioco, che vengono (con sommo orrore per i cultori della ‘conservazione’, imbustamento e preservazione ossessiva dei componenti) modificati definitivamente.
Per fare un esempio, potete pensare ad un tabellone sul quale alcuni territori sono definitivamente cancellati (o sui quali compaiono permanentemente nuove icone produzione, se si tratta di un Legacy pacifico), per dare atto di una esplosione che li ha distrutti o di una pandemia che ne ha ucciso gli abitanti o a carte che devono essere segnate con penna o tagliate per dare atto del loro predecente utilizzo e quindi dei loro nuovi e modificati poteri.
Qualche titolo di riferimento?
Ok, pensate a Pandemic Legacy, ma anche a Gloomhaven, King’s Dilemma, Risk Legacy o Charterstone.

TICKET TO RIDE LEGACY IN POCO
La prima metà del titolo richiama la serie Ticket to Ride, per cui le regole di base sono e restano quelle. In sintesi estrema, sfrondando dell’extra, al tuo turno scegli tra 1) pescare due carte (o un jolly), 2) restituire carte per piazzare trenini occupando una linea ; 3) pescare obiettivi. Si ripete fino a quando qualcuno non ha finito o quasi i suoi trenini e la mappa è simpaticamente piena di trenini colorati.
Per non fare quelli che gli amanti delle serie tv chiamano ‘spoiler‘ (ossia anticipazioni sul contenuto, del tipo ‘il film mi è piaciuto, peccato che 007 muore‘) non vado troppo nei dettagli, ma la parte legacy del gioco prevede che sia presente un mazzo di carte ‘storia’ che deve essere letta sia all’inizio che alla fine della partita, per dare atto delle modifiche che sono apportate alle regole ed ai materiali di gioco.
Nel complesso i diversi scenari da affrontare sono 12 e ciascuno di essi comporta potenzialmente l’inserimento di una nuova sezione del tabellone (che infatti inizia ‘piccolino’), di nuove regole (ci sono appositi adesivi da appiccicare sul manuale), di nuovi materiali, così come il ‘ritiro’ di altri. Varia spesso anche il numero dei trenini da utilizzare (da una ventina ad una cinquantina) e di conseguenza la durata delle partite, con le prime che si possono chiudere tra i 30 ed i 60′ e le ultime che possono passare il paio d’ore.

COME SI PRESENTA
Una parte dell’effetto ‘wow’ sta proprio nella imponenza della scatola, che è grande, massiccia e pesante, molto più di qualsiasi altra scatola della serie ed articolata in una serie di scomparti e scatoline. Tutto il materiale è rigosamente organizzato e non ‘rotola’ nel box e dà la chiara sensazione che tutto sia stato studiato nei dettagli e financo per stupire. Vi assicuro che una volta che avrete aperto la prima scatolina extra capirete cosa intendo.
Come materiali, quindi, siamo vicini ai top di gamma, con l’eccezione giusto delle versione deluxe che girano di questi tempi per alcuni titoli.
Come ambientazione degli sforzi sono stati compiuti, per cui in effetti i vari scenari (che ricordo essere 12) sono uniti dal filo conduttore di una storia e nel corso della partita si dipana in qualche modo una narrazione che coinvolge alcuni personaggi chiave. Un poco, quindi, l’atmosfera del vecchio west è resa, pur senza doverci calare nel contesto come accade, per esempio, in diverse escape room.

COME GIRA TICKET TO RIDE LEGACY?
Bene, direi. .. e come vi aspettavate che girasse, un 8.8 di voto medio?
Per non rovinarvi nulla devo rimanere criptico, ma la sostanza è quella che il gioco, alla sua radice, è un Ticket to Ride, con la sua costruzione reti, per cui se vi piaceva quell’idea, non farete fatica a farvi piacere anche questo titolo della serie.
Le novità ci sono ed incidono a volte su elementi più ‘cosmetici’, a volte sulla varietà (carte evento), a volte in modo un pelo più pesante, ma la natura di fondo non è mai snaturata.
I primi due o tre livelli scorrono veloci, ma poi, mano a mano che la mappa si allarga ed entrano le novità, il tutto diventa più suscettibile di riflessione e di cose da considerare ce ne possono essere davvero diverse. La sensazione, almeno nei quadri più avanzati, è similare a quella che si prova inserendo in un gioco base di successo diversi pacchetti di espansione (di quelli significativi) e di giocare, nelle ultime partite, con diverse di esse attive. L’unico effetto collaterale è quello che le ultime mappe sono piuttosto complesse, ma niente che vada oltre il ‘peso medio‘.
Il tempo di apparecchiamento e sparecchiamento aumentano ed è per quello che consiglio di diluire l’esperienza in più sedute, senza affrettarsi troppo nel cumulare (almeno nei quadri avanzati) più scenari, perché il suo tempo ognuno di essi lo merita.
Da ultimo avviso che il fatto che in ogni scenario la mappa si allarghi comporta anche insita la possibilità di recuperare per i piccoli ritardi di punteggio che si siano accumulati nei primi quadri, per cui non vi preoccupate troppo di come vanno le cose nella singola partita ..

FAQ e PARAMETRI VARI
Visto il desiderio di non fare spoiler, e di chiarire, però, i possibili dubbi o interrogativi che potreste avere, ho pensato di rispondere in anticipo alle domande più frequenti all’americana, prendendo come base quelle che ho ricevuto da alcuni amici.
D: Se mi sono stufato di giocare a Ticket to Ride mi potrà piacere?
R: Penso di si. Se ci hai giocato fino a stufarti vuol dire che ti piaceva, ma che oramai ti risultava ripetitivo. Qui troverai abbastanza varietà da goderti le tue 12 partite senza annoiarti.
D: Quando è finito lo devo buttare via?
R: Il gioco resta giocabile con la sua mappa finale, quindi lo puoi tenere. Non so però se avrai voglia di tenere occupato tutto quel posto per una versione alternativa del Ticket to Ride che già hai.
D: Lo posso rigiocare?
R: No, i componenti sono stati modificati
D: Posso ‘salvare i componenti’?
R: Non è lo spirito del legacy, ma se ti sforzi lo puoi fare. Su BGG un utente ha scritto una guida in oltre dieci comode pagine, in inglese, per salvare i componenti, ma rischia di diventare un lavoro e se proprio lo volete fare, lasciate che se occupi uno di voi per non stare mezz’ora fermi tra una sessione e l’altra.
ALTRE DOMANDE …
D: Lo posso rivendere alla fine?
R: Ni. Devi trovare qualcuno che abbia voglia, più che altro, di capire di che si tratta, quindi una volta finito varrà il 20-30% del prezzo iniziale.
D: Quanto dura?
R: Sono 12 partite. So di gente che gli ha dedicato un weekend furioso per finirlo, ma lo sconsiglierei (ti perdi il gusto, è come mangiare una torta gelato da un kilo in un giorno o mangiare una fetta di gelato due volte a settimana per un mese). L’ideale è dividersi il tutto in almeno 6-7 sessioni
D: Devono essere presenti sempre le solite persone tutte le partite?
R: No. E’ prevista la possibilità di saltarne alcune, per le quali l’assente riceverà a fine partita un punteggio prefissato con criteri che scoprirete a fine campagna.
D: 100 euro sono troppi?
R: Dipende dalle tue tasche e da come concepisci il tuo rapporto con i boardgame. Secondo me se spendi 60 euro su di un gioco che poi dai via dopo due partite alla fine ti è costato in proporzione molto di più di questo. Posso solo consigliare di evitare di ‘rovinare’ i componenti nelle prime 2-3 partite, quando è ancora facile ‘preservare il gioco’: se vi piace continuate e se proprio non vi piace, potete ancora darlo via semi – integro.

ULTERIORI INTERROGATIVI (MA QUANTO SIETE CURIOSI?)
D: E’ difficile?
R: la difficoltà percepita su BGG è di 2.53, che è una spanna più del 1.83 del capostipite, ma grosso modo siamo nel range di uno Stone Age (2.48), quindi roba più che fattibile anche per giocatori meno esperti. Il trucco è quello che i primi scenari sono sicuramente facili (intorno al 1.83 di base) e che si sale poi i quadro in quadro. Siate avvisati, comunque, di tenervi del tempo sia per il setup che per il fine partita, perchè di cose da fare ce ne sono sempre diverse (quindi NON sparecchiate in fretta e furia!!!)
D: Come scala?
R: In generale bene, come il predecessore, ma in quattro tutto è affollato ‘il giusto’, mentre in 2 si gioca bene, ma si avverte di meno il peso dell’altrui intralcio.

CONCLUSIONI
Ticket to Ride Legacy : Leggende del Vecchio West è una ottima implementazione Legacy del celeberrimo capostipite della serie. Propone sufficiente varietà sia per stupire i fan della serie, sia per spingere i giocatori a percorrere tutti i 12 scenari proposti. Lungo il giusto per valerne la pena, ma non troppo per rendere proibitivo il terminarlo a chi abbia un poco meno tempo. Le regole aggiuntive, a loro volta, complicano il gameplay, ma in modo graduale, per cui chi segue il filo da scenario a scenario non dovrebbe aver difficoltà eccessive. Resta alla fine un family, con l’aggiunta, qui, di un ‘plus’.
Sicuramente se non vi piacciono i costruzione reti o comunque non avete mai giocato con piacere il capostipite, questo non vi farà cambiare idea, ma se un poco avete sentito il fascino della serie, questo è un ottimo modo per tenere accesa per diverse sere la fiaccola dell’entusiasmo. Nell’insieme, quindi, più che promosso. Il principale dubbio, ovviamente, sta sul prezzo, relativamente elevato, per cui dovete avere un grado di certezza di giocarlo, ma se avete il gruppo giusto, può essere un vero ‘must’ (o lo avete, appunto, già giocato e state leggendo questa recensione solo per vedere se la penso come voi).
Ringrazio l’editore per la copia di review e ricordo che il Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
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