[Recensione] Pandemic Legacy

Scritto da Agzaroth.

In italiano ancora una
volta grazie ad Asterion, Pandemic Legacy riapre la parentesi Legacy
dopo l’esperimento riuscito col Risk.
! GAMER ADVISORY !
Questa recensione NON
contiene spoiler. Tutti gli esempi che farò sono di mia invenzione
per quanto pertinenti con i reali casi che possono accadere in
partita.
COS’E’ IL SISTEMA
LEGACY
E’ un sovrastruttura di
gioco che può essere applicata a moltissimi giochi esistenti, ma
quelli che vi si prestano di più sono quelli che è più facilmente
strutturare come una campagna, quindi con scenari consequenziale nei
quali l’esito dei precedenti influisca su i successivi.
Se fosse tutto qui, non
sarebbe nulla di nuovo, perché di giochi a campagna ce ne sono già.
Il sistema Legacy ha due caratteristiche fondamentali che lo rendono
unico:

1) Permanenza fisica
delle modifiche.
Le carte dei personaggi morti, in Legacy, non si
rimettono nella scatola: si strappano. Sul tabellone, se una città
viene distrutta, non ci si mette un segnalino ma un adesivo e sarà
distrutta per sempre. Se una carta ti dà un potenziamento, devi
scoprirlo grattandola tipo gratta-e-vinci. Lo scopo di questa
irreversibilità è dare più peso alle decisioni del giocatore,
mettendolo di fronte al fatto compiuto che a quel gioco lui ci
giocherà una volta sola nella sua vita e che tutte le decisioni che
prenderà saranno “ora e per sempre”. Questa sorta di
condizionamento psicologico (perchè dal lato gameplay non cambia
nulla) diventa ancora più rilevante grazie al punto due.

2) Spoiler. Quando
apri la scatola di Pandemic Legacy ti trovi un bel foglio di avviso
che ti intima di non aprire le finestrelle sui fogli Top Secret. Sono
una serie di cartoncini come i calendari dell’avvento. Dentro ogni
finestra ci sono adesivi con nuove regole, roba da appiccicare sulle
carte o sulle schede personaggio, ecc. Queste cose verranno fuori nel
corso della campagna, e nemmeno tutte, ma solo quelle che le tue
decisioni e le tue partite sbloccheranno. Allo stesso modo, il fondo
della scatola è diviso in 8 scomparti sigillati, ciascuno contenente
materiale aggiuntivo che, pure in questo caso, entrerà nella vostra
campagna solo dietro attivazione di determinati passaggi e scelte.
Infine il mazzo Legacy è un mazzo di carte che racconta la storia –
la vostra storia – con gli obiettivi per ogni partita e che va
guardato solo prima di ogni avventura e solo fino al punto indicato
da una bella carta “STOP”.

FUNZIONA?
Capite quindi che il
sistema si basa principalmente sulla costruzione di una campagna
irripetibile che renderà unica la vostra esperienza
.
Non che questo non abbia
risvolti negativi: intanto non sarà più possibile giocarne un’altra
con lo stesso gioco.
Ogni vostra decisione pesa di più perché fisicamente irreversibile, Non potete dire “se questa campagna va male, tanto ne facciamo un’altra”. No. Lo scopo del Legacy è mettervi davanti a scelte come quelle del mondo reale: una volta fatte, non si torna indietro.
Anche comprando un’altra scatola (e già questo
mi pare un bel risvolto negativo…), ormai saprete delle cose,
avrete scoperto degli spoiler che vi guasteranno inevitabilmente la
seconda esperienza.
Poi non potete farvelo
prestare da un amico per provarlo. Glielo rovinereste. Anche qui, per
provare occorre comprare.
Specularmente, una volta
terminata la campagna, non potrete rivendere la scatola: resterà lì,
morta sullo scaffale.
Potrete sempre giocare
qualche partita con la configurazione dell’ultimo scenario…ma
allora c’è il normale Pandemia, per questo.
Quindi queste cose vanno
tenute ben presenti quando cacciate di tasca i 50 euri.
Al di là di questo, il
sistema funziona. La modifica permanente, fisica, che altera per
sempre tabellone e carte si fa sentire più pesa rispetto alla
normale partita. O almeno per noi è stato così. É certamente una
componente irrazionale, perché se a un gioco – che so, Dungeon
Saga – faccio una campagna unica, anche in quel caso le decisioni
saranno irreversibili. Ma anche giocando più campagne, all’interno
della singola sono comunque irreversibili. Però la fisicità
evidentemente conta ed alterarla con qualche espediente (che paraltro posso dirvi sarebbe estremamente macchinoso) significherebbe non giocare a Legacy. Lo strappare una carta fa morire il personaggio
più di metterlo nella scatola. Appiccicare un adesivo “distrutta”
rende le macerie più fumanti di un semplice segnalino.

La questione degli
spoiler invece si inserisce proprio nel gameplay e fa da rafforzante per la precedente componente. Perché anche se le
modifiche fossero reversibili
, gli spoiler avrebbero comunque reso
irripetibile l’esperienza. Sapresti già cosa succede o cosa
succederebbe prendendo una determinata strada.
In definitiva l’impatto
del Legacy si basa su questo: fisicità e permanenza delle
alterazioni e irripetibilità della storia dovuta agli spoiler.
IL GIOCO
La prima partita è
Pandemia, più o meno, per cui se non lo conoscete vi andate a
leggere le regole qui che io non ho
voglia di riscriverle 🙂
Poi come prosegue la
campagna?
Intanto ogni scenario lo
potete tentare due volte, di cui la seconda con un aiutino. Questo
aiutino sono le carte Evento che si inseriscono, come in Pandemia,
nel mazzo giocatori e che favoriscono i nostri personaggi. Tutta la
campagna è strutturata in questo modo: quando vincete, il sistema vi
riduce gli aiuti, mentre quando perdete ve ne dà qualcuno in più.
Se perdete anche la seconda volta amen, andate avanti con le dovute
conseguenze e qualche aiuto aggiuntivo.
Giocherete dunque da un
minimo di 12 a un massimo di 24 volte. Diciamo 18 in media (l’autore stesso l’ha confermato), facciamo
15-16 che siamo tutti bravi. Il che, pensateci, non è male: a volte un
gioco lo si abbandona molto prima.
[spoiler?] Che succede
negli scenari successivi?
Facile:
alcune malattie saranno progressivamente più deboli, altre muteranno
diventando quasi invincibili, altre ancora cambieranno completamente
il loro comportamento. Nuovi personaggi si uniranno alla lotta, altri
ci lasceranno, volenti o nolenti. Nuovi segnalini entrano in gioco,
così come nuove regola da appiccicare al manuale, nuove opzioni e
possibilità. Andremo sulle tracce delle origini del male.
Arriveranno i rettiliani. Gli Acchiappafantasmi. I Cavalieri dello
Zodiaco. Un numero magico diverso per ogni gruppo di gioco (il nostro è stato 957). 😉
E
naturalmente scoprirete il finale…o i finali? 😮
Insomma,
sappiate che il gioco ha una sua evoluzione anche nella
narrazione della storia, oltre che nelle meccaniche e
questo è certamente molto positivo. [/spoiler?]
CONSIDERAZIONI
Non ero mica tanto
convinto, quando ho preso questo Legacy. Però ho pensato che, se
dovevo provarlo, nulla sarebbe stato meglio di un gioco che conoscevo
bene, in modo da fare un confronto efficace. E Pandemia, beh, lo conosco bene.
Soprattutto ero
consapevole dei difetti, che potete leggere nel paragrafo
“Funziona?”, difetti per me molto pesanti, perché col gruppo
siamo abituati a rivendere quasi tutto, perché non ci piace vedere i
giochi a prender polvere sullo scaffale e questo era destinato
inevitabilmente a quello.
Quindi partiva già un
po’ zoppo, questo Pandemic Legacy.
Poi apri la scatola e
inizi a gasarti. Vedi tutte quelle schede chiuse, gli scomparti
sigillati, il mazzo che non puoi sbirciare. Guardi le schede
personaggio, con lo spazio per le abilità acquisibili e per le
cicatrici, ovvero i segni, sia fisici che morali che vi porterete
appresso a seguito di un qualche shock nella campagna, come ad
esempio aver assistito al diffondersi improvviso di un focolaio
epidemico, con i suoi morti e il suo dolore. Guardi quel personaggio
e sai che devi andare lì, in quella città, rischiando, pur di
salvarla. Non ci sarà un’altra partita, non ci saranno altre
opportunità: la scheda è destinata ad essere strappata, in caso di
fallimento estremo.
Figuriamoci, noi che
imbustiamo tutto, a strappare una carta. Eppure va fatto. Volete
giocare a Legacy? Quelle carte vanno strappate. Gli adesivi
attaccati. Il pathos è inevitabilmente e irrazionalmente
più alto.
Non per tutti sarà così,
per noi lo è stato. Quando è venuto il momento del primo
strappo
, è stato per me un colpo al cuore, sul serio. La seconda
e la terza carta le ho offerte ai miei compari… che non ce l’hanno
fatta: uno l’ha solo piegata, l’altro messa via come una reliquia.
Uno ha proposto dei post-it, al posto di scrivere sulle schede o sul
manuale. Glielo abbiamo impedito, ma non siamo riusciti comunque a
farlo andare oltre la matita, mentre noi ci davamo dentro duro con la
penna.*

Parliamo un attimo anche
del sistema campagna, perché ha una particolarità. Vi ho
detto che ogni mese/scenario può essere rigiocato massimo una volta,
se si perde al primo tentativo: dopodiché si passa comunque al
successivo.
Gli autori avranno
giustamente pensato che, se paga un gioco che già è usa-e-getta per
definizione, almeno merito di fare tutta la campagna, comunque vada.
Al contempo non è simpatico giocare una campagna indebolendosi
progressivamente e languendo di scenario in scenario, perciò se
perdi, invece di una penalità, hai un bonus, ovvero più carte Aiuto
(sono preziose carte estemporanee con azioni speciali) da inserire
nel mazzo. Se invece vinci, il numero di queste carte viene ridotto
per la partita successiva.
Ma la cosa più
importante è che alla fine di ogni partita giocata – vinta o persa
non importa – puoi prendere 2 potenziamenti, pure questi di grande
aiuto. Capite quindi che vincendo di fila 11 scenari, si arriva
all’ultimo con 22 potenziamenti, mentre perdendoli tutti una volta se
ne avranno 44, ovvero il doppio. Questi sono i due casi estremi e
probabilmente i giocatori si piazzeranno a metà strada e ricordate
sempre che fare più partite significa comunque mettere più adesivi
“città distrutte” sul tabellone. Inoltre, a fine campagna…
É un sistema di
compensazione molto german, anche se gli autori lo giustificano in
qualche modo da ambientazione. Comunque funziona molto bene, tenendo
in piedi tutto il sistema sul filo di lana.

Si aggiungono via via
anche diverse regole, non sempre chiarissime, va detto:
potevano spendere qualche adesivo in più per fare degli esempi di
gioco. Anzi, a questo proposito mi preme rimarcarlo: spesso le nuove
cose sono introdotte veramente male, con spiegazioni sibilline che vi
costringono a chiarire i dubbi in tempo reale. Data la natura del
gioco, non è possibile leggersi le FAQ prima e un errore di
interpretazione ha ripercussioni più pesanti proprio perché
irreversibile. Quindi questa imprecisione è doppiamente
antipatica e mi sento di additarla come il difetto e la negligenza
più grossa di tutto il sistema
.
Inutile, infine, che io
qui disquisisca sulla bontà di Pandemia. É un ottimo collaborativo,
semplice nelle regole, difficile, vario. Uno dei miei preferiti.
Legacy lo prende e lo
trasforma, pur mantenendo sempre la stessa base di meccaniche, di
materiali, di semplicità, di feeling.
CONCLUSIONE
Consiglierei Legacy a chi
non ha mai giocato a Pandemia? In fondo sì. Giocherete lo stesso a
Pandemia, bene o male.
Lo consiglierei a chi ha
già, come me, Pandemia? Forse anche di più, perché giocherete più
consapevoli e noterete maggiormente il lavoro aggiunto con Legacy.

E in generale
consiglierei il sistema Legacy? Sì anche a questa domanda. Con le
avvertenze di cui sopra. Almeno una volta va provato e so che sono in
cantiere altri titoli. Se magari non vi piace il tema di Pandemia,
potete aspettare i nuovi giochi: è in arrivo un 4x marittimo e un
altro gioco di civilizzazione che parte dalla preistoria.
É consigliabile comprare
una seconda scatola e rigiocarlo? Mah, è un po’ come vedere un film
una seconda volta. Se il film è bello, lo riguardi comunque
volentieri, ma l’effetto sorpresa è svanito. Di sicuro non subito,
magari tra un anno…ma per allora chissà quanti altri giochi e
Legacy saranno usciti.
Legacy è un sistema
rivoluzionario? In fondo non inventa nulla di nuovo, anche se è
nuovo il modo di applicarlo ai giochi da tavolo. Di sicuro è una
gran furbata per chi vende. Io ci penserò due volte prima di
prenderne un altro (non è vero, se esce un altro tema che mi interessa, lo prendo sicuro).
Però oh, alla fine ci è piaciuto e ci siamo
divertiti tutti
.
Per farvi capire il livello di scimmia che ci ha preso, basti dire che due partite io e il mio socio Ale le abbiamo giocate al telefono: lui ha apparecchiato Pandemia a casa sua, io il Legacy da me e ce le siamo fatte così. Mi pare ci sia poco da aggiungere.
* devo
confessare: quando tutti sono andati via, mentre mettevo a posto, non
ho resistito ed ho riparato quella prima e unica carta strappata con
lo scotch…

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