SCOUT – RECENSIONE
Nel 2019 esce, in Giappone, il gioco del quale andiamo a parlare oggi, ovvero Scout, edito da Oink Games ed ideato da Kei Kajino (per 2-5 giocatori, 9+, 15′ a partita). Di lui null’altro, almeno io e la maggior parte di noi appassionati europei, sappiamo fino, grosso modo, al 2022, quando entra, a sorpresa, tra i nominati allo Spiel des Jahres. Essendo privo di una distribuzione di massa ed avendo un prezzo di cartellino leggermente più alto rispetto alla media dei giochi di carte (sopra ai venti euro), qui da noi comunque non ‘sfonda’ e non trova una localizzazione, ma mi resta in mente sino a quando, in questo periodo, non l’ho messo nel carrello della spesa.
Ora, fatte parecchie partite, devo ammettere che il gioco la sua attenzione la merita eccome, per cui eccomi a riscoprirlo per voi 😉

SCOUT IN POCO
Siamo di fronte ad un gioco di carte che appartiene alla classe dei c.d. ‘ladder climbing games‘, ossia dei titoli nei quali la sfida è quella di superare la combinazione di carte presente sul tavolo (coppie o scale) giocandone una più forte. Due sono però qui le peculiarità. La prima è quella che non è consentito riorganizzare le carte che si hanno in mano, quindi come si ricevono, rimangono (si può solo decidere, all’inizio, il ‘verso’ in cui tenerle). La seconda è che ogni carta ha due valori, uno in alto ed uno in basso. La cosa diventa importante quando si pesca una carta, in quanto si può decidere dove metterla in mano e da che lato girarla.
Il gameplay di Scout prevede che al proprio turno si possa O giocare una combo di carte più forte di quella sul tavolo (valori più alti di quelle giocate o più carte – uguali o scala – di quelle giocate) O prelevare una carta dalla combo presente sul tavolo (regalando così un gettone punto al proprietario). Es. una coppia di 2 è superata da una coppia di 3 o di 4 o da una scala di tre carte (in quanto le scale a parità di carte perdono rispetto alle carte uguali), così come una scala 3-4-5 è superata da un tris o da una scala 5-6-7. Se si gioca una combo, si prelevano le carte presenti sul tavolo e si tengono quali punti a fine partita.
Il round termina quando qualcuno finisce le proprie carte o quanto una combo non è superata da nessuno prima che sia nuovamente il turno di chi l’ha giocata (si calcolano qui i punti, prendendo penalità per ogni carta residua).
COME SI PRESENTA SCOUT
La teorica ambientazione prescelta, che in un certo modo dà il nome al gioco, è quella circense, in quanto siamo idealmente degli scopritori di talenti impegnati a mettere in scena uno spettacolo. Diciamo che però, aldilà di alcuni simpatici simbolini presenti sulle carte (che fungono da ‘seme’) e del ‘tendone’ sulla scatola, siamo nel campo del totalmente ‘cosmetico’, senza che nessuno di noi che ci abbiamo giocato abbia colto l’atmosfera tipica del mondo degli Orfei (una volta, a dire il vero, ci siamo messi a canticchiare la musichetta tipica, ma non penso che valga …).
Quanto a materiali di Scout le carte sono telatine, per cui di buona qualità, ed i colori ben distinguibili, con un lavoro che definirei ben fatto sotto questo aspetto. E’ altresì presente nella scatola una manciata di gettoni di cartone, che fungono da punti, i quali sono utili per evitare la necessità di usare la classica penna e foglio, ma hanno anche fatto lievitare il prezzo della scatola di quei 6-7 euro almeno che a mio modesto parere ne hanno un poco rallentato la diffusione. Ho infatti notizia di una versione ‘economica’ negli States (nella catena Target), che infatti sostituisce i gettoni con altre carte …

COME GIRA
In sintesi vi dico che Scout sulle nostre tavole ha letteralmente ‘sfondato’, rappresentando per diverse serate il ‘filler’ di fine serata preferito da tutti, senza se e senza ma. Se ci aggiungiamo che lo hanno gradito anche le gentili consorti per qualche giro ‘meno impegnativo’ direi che dovrei avere dato l’idea di come il gioco sia piaciuto, abbastanza senza riserve.
Le due ideuzze proposte (ordine fisso delle carte e doppio valore), applicate su di una base ultrafacile, consentono di avvicinarsi al gioco come ad un assoluto introduttivo, dando però soddisfazione a chi voglia impegnarsi e costruire le giuste ‘sequenze di giocate’. Fermo restando che, come in tutti i giochi di carte, il suo peso la fortuna nella pesca iniziale lo ha, in genere è assai premiata la capacità di ‘vedere’ tra le proprio carte di quali è necessario liberarsi per prime, per poter avere i giusti spazi per costruirsi delle belle combinazioni da giocare. A margine c’è poi anche un gettone ‘pesca e gioca’ fruibile una volta per round, che aggiunge un altro piccolo spazio di riflessione
SENSAZIONI
Attenzione: per quanto Scout sia semplice, la prima partita DEVE essere proposta in forma di tutorial, ossia investita per imparare bene i due concetti intorno ai quali gira. Il primo è che le carte sono fisse e non si possono riordinare e questo sarà capito abbastanza al volo. Il secondo è quello legato a come le combinazioni si superano. La cosa è spiegabile in poche parole (“una carta è superata da una carta più alta – una scala è superata da una scala più alta o composta da più carte – una coppia vince su una scala da due carte, un tris su una scala da tre carte e così via”), ma ho registrato che per un paio di partite i totali neofiti del ladder climbing fanno fatica a capire.
Da lì, una volta capito, tutto sta nell’elaborare tattiche di gioco ed ho riscontrato che la soddisfazione nel giocare cresce con lo svilupparsi di tale consapevolezza. Il bello è che non serve una vita di gioco per diventare bravi, ma si percepisce, partita dopo partita, come il giocare in modo consapevole dia chiari ritorni in termini di punteggio.

COME E’ STATO ACCOLTO E PARAMETRI VARI
Per far meglio comprendere come Scout non sia solo un mio ‘pallino’ personale, segnalo che il gioco gode al momento su BGG di un assai lusinghiero 7.8 di voto medio, punteggio strabiliante per il livello di difficoltà che propone, che è di 1.35, ossia vicino ad un Coloretto (1.28, ma solo 7.0 di voto medio).
Sulla scalabilità segnalo che è presente una versione per due, che è però abbastanza ‘posticcia’ (gira, ma le due righe di regole sono troppo sintetiche e serve più che altro per prendere dimestichezza col gioco) e che il meglio il gioco lo dà (my 2 cent) in 4.
CONCLUSIONE
Scout è un bel gioco di carte, incentrato sul cercare di liberarsi delle carte che si hanno in mano, giocandole in combinazioni crescenti. Le due o tre regolette extra lo hanno reso appassionante e di spessore il giusto, senza appesantirlo troppo, rendendolo così un ottimo candidato per i pomeriggi estivi o festivi nelle tavole di famiglia e non. Consigliato!
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