Mangia Preda Chiama

Mangia Preda Chiama

Ogni mattina in Africa, come sorge il sole, una gazzella si sveglia e sa che dovrà correre più del leone o verrà uccisa. Ogni mattina in Africa, come sorge il sole, un leone si sveglia e sa che dovrà correre più della gazzella o morirà di fame. Ogni mattina in Africa, come sorge il sole, non importa che tu sia leone o gazzella, l’importante è che cominci a correre…

Chiaramente non state per leggere l’analisi qualitativa di una nota bevanda isotonica e nemmeno il riassunto di un manuale per wellness manager, ma la recensione di Mangia Preda Chiama, la localizzazione di Prey Another Day, party game di Matthew Dunstan e Brett J. Gilbert, per 2-5 giocatori e partite della durata di 15-20 minuti, adatto a giocatori a partire dagli 8 anni d’età. Il progetto grafico è di Nele Brönner e dello stesso Brett J. Gilbert, pubblicato originariamente da Edition Spielwiese e portato in Italia da MS Edizioni che ringrazio per la copia di review concessa.

Mangia Preda Chiama è un “semplice” titolo di prese (trick tacking), che fa parte della linea di giochi di carte Good Little Games che utilizza le meccaniche della selezione simultanea delle azioni, la deduzione e il bluff in cui, calandoci (verbo usato non a caso) nei panni di un animale del bosco, dovremo utilizzare il nostro istinto, per capire se nella boscaglia, ci sono altri predatori in caccia di facili prede.

Come tutti sanno, i grandi predatori danno la caccia ai più piccoli, ma questi sono più agili e possono scappare facilmente, così in questo gioco ad ogni turno i giocatori possono scegliere tra i loro cinque animali a disposizione ricordando che quelli più forti possono cacciare prima, ma quelli più deboli daranno più punti.

I MATERIALI

In una scatola di dimensioni 13cm X 4cm X 18cm troviamo le 30 carte (120mm X 80mm): 5 carte riassuntive e 25 carte animale raffiguranti un orso, un lupo, una lince, un gufo e un topo in 5 copie identiche e una manciata di gettoni di cartone (25 segnalini cibo), oltre ad un pieghevole con il regolamento.

Le carte sono grandi e robuste e l’inserto in plastica all’interno della scatola aiuta a tenere tutto in ordine anche nel caso in cui si conservi il gioco in verticale.

Il regolamento è compatto, ma ben fatto e ricco di esempi forse un po’ difficile da leggere in alcuni punti a causa dei colori scelti (vedi più avanti). Non c’è altro da dire sui materiali vista la tipologia di gioco, mentre qualche parola in più va spesa sulla grafica che caratterizza in maniera molto decisa questo titolo.

Al di là delle illustrazioni, il cui stile può piacere o meno, quello che salta subito agli occhi sono i colori utilizzati: una palette che usa tinte fluo altamente in contrasto tra loro e che a tratti potrebbe risultare persino disturbante. Si dice che la scelta di queste tonalità “neon” a tratti lisergiche, è dovuta al fatto che gli animali protagonisti delle illustrazioni, sarebbero sotto l’effetto di alcuni funghi che hanno trovato nel sottobosco e che compaiono sparsi un po’ ovunque nella grafica del titolo.

Sta di fatto, che chiunque passi di fianco ad un tavolo in cui si sta giocando Mangia Preda Chiama, non potrà fare a meno di girare la testa per dare un’occhiata e quindi possiamo dire che la scelta grafica ha centrato senz’altro lo scopo.

COME SI GIOCA

Trattandosi di un gioco dal regolamento piuttosto semplice in questo paragrafo descrivo praticamente tutte le regole di Mangia Preda Chiama, in ogni caso suggerisco comunque di leggere il regolamento per avere un quadro completo ed esaustivo e per approfondire tutte le casistiche grazie agli esempi di gioco che potrete trovare in esso.

Ogni giocatore prende un set di carte composto dai 5 animali raffigurati nelle carte del gioco: orso, lupo, lince, gufo e topo. Le carte oltre all’illustrazione dell’animale riportano un numero progressivo dall’ 1 per l’orso fino al 5 per il topo.

Il gioco si svolge in più round ognuno composto da una a più “battute di caccia” ognuna composta da 3 fasi:

  1. Giocare un animale
  2. Chiamare gli animali
  3. Fine della caccia

Alla fine della terza fase verrà determinato se proseguire con una nuova caccia o se si inizierà un nuovo round, in quest’ultimo caso ogni giocatore riprende in mano tutte le carte giocate ripristinando la propria mano di cinque animali.

Vediamo ora più in dettaglio le tre fasi:

  1. Giocare un animale:
    ogni giocatore sceglie dalla propria mano una carta animale e la posiziona coperta di fronte a sé.
  2. Chiamare gli animali:
    seguendo l’ordine riportato sulla carta riassuntiva uno dei giocatori seduti al tavolo chiama gli animali partendo da quello con il numero più basso, ovvero l’orso (che ha il numero 1 raffigurato nella propria carta). A questo punto tutti i giocatori che hanno giocato l’animale appena chiamato devono rivelare la carta girandola a faccia in su. Se nessuno ha giocato l’animale chiamato, non succede nulla e si prosegue con l’animale successivo. Diversamente se un solo giocatore rivela l’animale chiamato questo potrà cominciare a cacciare e nominerà il numero dell’animale che vorrà cacciare scegliendo tra quelli con il numero più alto rispetto a quello raffigurato sulla propria carta. Come facilmente intuibile, l’orso può cacciare tutti gli altri animali, il lupo tutti tranne l’orso e via dicendo. A questo punto i giocatori che hanno giocato l’animale giocato dovranno rivelarlo e saranno eliminate dal round in corso.
    Se invece due o più giocatori hanno giocato l’animale chiamato, non sarà possibile cominciare la caccia; i giocatori lasciano la carta dell’animale giocato scoperta di fronte a loro e si prosegue a chiamare gli animali seguendo l’ordine numerico.
  3. Fine della caccia:
    alla fine di ogni caccia se sono sopravvissuti due o più giocatori e non sono state fatte già tre cacce, allora i giocatori sopravvissuti si preparano per una nuova caccia utilizzando le carte ancora nelle loro mani. Se invece è rimasto un solo sopravvissuto o se si è appena conclusa la terza caccia allora si procede a distribuire i segnalini cibo e si comincia un nuovo round.

I segnalini cibo vengono distribuiti solo al termine di un round e se è rimasto in vita un solo giocatore questo guadagna 2 segnalini cibo e tutti gli altri rimangono a bocca asciutta. Se invece si è giunti al termine della terza caccia e sono sopravvissuti 2 o più giocatori ognuno somma i numeri delle tre carte giocate e chi ha il punteggio più alto riceve 2 segnalini cibo (in caso di parità tutti i giocatori con il punteggio più alto ricevono i due segnalini cibo) mentre tutti gli altri ne ricevono 1.

Il primo giocatore che raggiunge 5, o più segnalini cibo, vince la partita.

IMPRESSIONI

Scrivere questo paragrafo non è stato facile, perché non è semplice descrivere a parole, quello che succede ad un tavolo di Mangia Preda Chiama.

Parlare delle meccaniche ha poco senso, questo titolo si basa su un sistema di prese di carte semplice tanto quanto quello di Rubamazzo, ma è in grado di farvi alzare dal tavolo con il desiderio di giocarlo ancora anche dopo decine e decine di round giocati.

Ma sei serio? Un gioco con cinque carte? Ognuno con le stesse identiche cinque carte? Senza abilità “pazze”, senza twist originali, senza combo? Gioco una carta coperta e poi la svelo quando viene chiamata? Se chiedevo al mio falegname con 10 euro faceva un gioco più interessante…

Io per primo mi sono meravigliato nel constatare come, a volte, un’idea semplice e lineare sia in grado di generare una serie di situazioni e frangenti incredibilmente coinvolgenti e divertenti. Basta impostare il primo turno e come per magia vi si aprirà un mondo. Quello che pensavate potesse essere un “giochino” troppo banale, o di cui non avevate compreso appieno il senso, si rivelerà in tutto il suo splendore.

Cercare di leggere le scelte altrui, non è mai stato così divertente e scoprire di avere sbagliato non è mai stato così appagante. Vi capiteranno situazioni surreali in cui anche le opzioni più ovvie verranno disattese perché qualcuno dei vostri avversari ha pensato di stupirvi con una scelta controintuitiva. Per non parlare di quando sarà il vostro turno cacciare e al momento di nominare l’animale che “siete sicuri” abbia giocato almeno un vostro avversario, scoprirete che nessuno ha fatto quella scelta.

Tutto questo scatenerà al tavolo un dibattito tra i giocatori su quale fosse stata la carta migliore da giocare, o perché quella precisa scelta ha favorito quel giocatore e continuerà anche dopo la fine della partita.

Nel titolo di MS Edizioni, la meccanica di deduzione è stata declinata in maniera molto originale secondo me: non siamo di fronte ad un enigma investigativo e nemmeno ad puzzle game tipo Criptid, per cui lo sforzo mentale da fare è perfettamente bilanciato tra un semplice calcolo delle probabilità e la capacità di interpretare le scelte degli avversari.

Fin qui tutto molto bello, ma ci sono lati negativi? Sicuramente la scalabilità non è quella riportata sulla scatola. Intendiamoci, tecnicamente è vero che Mangia Preda Chiama si può giocare anche in due, ma è divertente come un “mattone polacco minimalista di scrittore morto suicida giovanissimo”. In tre è già più godibile, ma la lettura delle scelte degli avversari è facilitata dal minor numero di opzioni possibili. Solamente in quattro o in cinque si raggiunge l’apice del divertimento.

Mangia Preda Chiama è un titolo che nella sua semplicità risulta molto originale e può essere proposto davvero a chiunque: grandi e piccini, esperti e novizi; ovviamente chi proprio non sopporta i giochi di deduzione e bluff non credo cambierà idea, ma sarebbe giusto dargli almeno una possibilità.

CONSIDERAZIONI FINALI

Mangia Preda Chiama è un gioco di prese di carte dai materiali ridotti all’osso, ma con una grafica originale e intrigante, che potrebbe non piacere a tutti allo stesso modo; di certo non vi lascerà indifferenti.

Le carte sono grandi e non presentano testo, per cui il gioco è completamente indipendente dalla lingua eccezion fatta per il regolamento, che benché sia scritto su un pieghevole ridotto all’osso e che riprende le tinte lisergiche della grafica delle carte, è sufficientemente esauriente.

Si tratta di uno di quei giochi difficili da descrivere a parole, ma il cui svolgimento risulta chiaro sin da subito una volta prese le carte in mano, per questo sarà possibile proporlo a chiunque, sia novizi, sia giocatori navigati e senza che quest’ultimi risultino avvantaggiati per la vittoria finale.

Il flusso di gioco è fluido e piuttosto veloce, anche se qualcuno potrebbe impiegare qualche secondo in più a cercare di decifrare le possibili scelte altrui, ma anche questo fa parte del meta-gioco che gli autori sono riusciti a creare attorno a un semplice mazzo di carte.

Le regole in sé sono davvero semplici, ma sono in grado di generare un’esperienza al tavolo davvero coinvolgente e divertente grazie alle dinamiche che si creano tra i giocatori. Tattica, strategia e profondità, qui vengono sostituite dal gioco psicologico e dalla meccanica deduttiva, che si esplica nel tentativo di capire quale carta giocheranno i nostri avversari e di trovare una contromossa vincente.

Leggere le intenzioni degli altri, cercare di stupirli con una scelta contro intuitiva, capire quando lasciare vincere una mano a un avversario, ricordarsi che predatori sono ancora rimasti in gioco, sono solo alcuni dei pensieri che vi assaliranno prima di giocare una carta e la bellezza di Mangia Preda Chiama è tutta qui.

In conclusione Mangia Preda Chiama è un filler in grado di soddisfare i palati più disparati che con poche e semplici regole crea dinamiche al tavolo che terranno incollati i giocatori per diverse manches e garantendo un divertimento che proseguirà oltre la fine della partita con discussioni sulle motivazioni delle scelte fatte. Credo che MS Edizioni abbia fatto davvero un gran colpo localizzandolo per l’Italia.

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