scritto da
FΛB!O P.
Buona domenica a tutti!
Oggi inizia il Ramadan e siamo a metà Quaresima, giorni tradizionali di digiuno e astinenza, per cui poche pillole e nessuna a tema culinario 😜
Buona lettura!
Pillole
[Antonio-Figlio di Griffin] Not Alone • 2-7 giocatori • 10+ • 30-45′ • giocato in 7 • 50′ con spiegazione delle regole a cinque di noi che lo intavolavano per la prima volta

Tornato dopo tanti, troppi, venerdì in ludoteca, ho potuto sedermi a un tavolo di ben sette giocatori, con anche due ragazzi “nuovi” che sono venuti a trovarci da Matera e che erano a Salerno per ragioni di studio.
Il primo titolo che abbiamo intavolato è stato Not Alone spiegato da Mara e, soprattutto, da Loris che erano gli unici ad averlo già giocato e giocato più volte, tra l’altro.
Loris ha prima spiegato le regole e le abilità dei luoghi e poi giocato assumendo il ruolo dell’Alieno (con me e Mara a sbellicarci di risate mentre pensavamo a Fabio De Luigi che in un’edizione di Mai Dire Gol intonava spesso proprio “L’Alieno” con la voce sottile e stridula del Giordano che imitava).
L’obiettivo per noi esploratori del pianeta era quello di nasconderci nei luoghi disponibili giocando, coperte, le relative carte luogo, con l’Alieno alla nostra ricerca nella successiva fase di caccia.
Il gioco è un semi-collaborativo molto sbilanciato a favore del giocatore-creatura, ma restituisce una bella sensazione di difficile sfida con una buona dose di interattiva discussione al tavolo. Un gioco che in sette ha girato benissimo senza tempi morti o mortiferi. Una bella scoperta per tavoli con più di cinque giocatori. Non lo comprerei, ma lo rigiocherei volentieri e sempre in tanti.
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[Antonio-Figlio di Griffin] Joking Hazard: Enlarged Box • 3-10 giocatori • 18+ • 30-90′ • giocato in 8 • poco più di 90 minuti

Questo gioco, sempre spiegato e portato dalla coppia Loris-Mara mi ha ricordato tanto Coco Rido con le vignette al posto delle frasi da completare. È un party-game stracaciarone che fa della volgarità e delle situazioni nonsense il suo marchio di fabbrica.
Il giocatore di turno gira dalla pila comune una carta vignetta a cui abbina, a destra o a sinistra, una delle carte della propria mano, dovendo valutare (e premiare) poi una tra le carte proposte dagli altri giocatori per finire in modo divertente la storia della vignetta composta, così, da tre sole carte.
Il gioco con l’andare avanti dei turni diventa – e risulta – alquanto ripetitivo, però fa davvero il suo.
Se volete un titolo per tanti giocatori (adulti), scanzonato e che si presti a battute di ogni genere, questo, assieme al Coco Rido già citato, fa al caso vostro… ovviamente solo se avete persone disposte a divertirsi con temi ed espressioni “politicamente e dannatamente scorrette”.
[Antonio-Figlio di Griffin] Bonsai • 1-4 giocatori • 8+ • 40′ • giocato in 4 • 50′ compresa veloce spiegazione delle regole

Grazie a Tore (o a colui che è stato ribattezzato spiegaTore) sono riuscito a intavolare questo piazzamentino tessere che avevo acquistato poco dopo inizio anno. Il gioco è molto rilassante (non piatto!) e regala partite tranquille, senza colpi di interazione diretta o distruttiva. L’unico “sgarbo” che si può fare agli avversari è quello di sottrarre una carta più utile sul mercato centrale, che viene interessato da una delle due azioni disponibili, quella del MEDITARE; l’altra, il COLTIVARE, è quella che fa posizionare tessere, facendo crescere il nostro bonsai. A me, Tore e Mara è piaciuto molto per la sua semplicità, ad Antonello invece no, anche perché refrattario a giochi a tema bucolico. Tore ci ha dato la paga, con noi altri che abbiamo avuto più difficoltà a carburare e a capire come non bloccarci gli spazi per poter fare punti, grazie a obiettivi da reclamare in corso d’opera. Per gli obiettivi da reclamare, il tema, la linearità del proprio turno e la indicazione di sovrapporre le carte acquisite, mi ha ricordato moltissimo Kanagawa, un gioco che amo molto e che mi piace sempre giocare. Non sarà certo la “Cup of Tea” di giocatori assidui, ma davvero fa il suo se volete intavolare un gioco da 4, non banale, che resti sotto l’ora di durata.
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[F/\B!O P.] Studiosi a Sud del Tigri • 1-4 giocatori • 12+ • 60-90′ • giocato in 4 alla prima partita • 280 minuti con spiegazione

Il messaggio di MattiaPas recita: “La tua recensione di Studiosi a Sud del Tigri mi ha fatto voglia di prenderlo!” La mia replica: “L’ha scritta Pinco11, un altro Fabio del blog, ma posso organizzare una serata di prova prima di un acquisto alla cieca…” Detto fatto: individuiamo la data con il fornitissimo Orso e rastrelliamo Daniele sul sentiero che porta alla tana.
Durante il tuo turno, giochi una carta o riposi. Nel primo caso, scegli uno degli slot azione sulla tua plancia, ci giochi una carta e 1-2 dadi tra quelli pescati dal sacchetto, che determinano sia il valore sia il colore dell’azione (per alcune conta il valore, per altre il colore, per altre ancora entrambi). Dai colori primari si possono ottenere i colori secondari. Ogni dado può anche essere modificato da un massimo di due lavoratori per cambiarne il colore o per aumentarne il valore. Principalmente le azioni ti fanno assoldare più traduttori, aggiungere pergamene da tradurre, tradurle e salire sui diversi percorsi scientifici. Quando riposi, riscuoti le entrate (nuovi dadi o rendite dei percorsi) di tutte le carte giocate e svuoti la plancia. Il finale è attivato da un mazzetto che fa da timer e vince chi ha più punti.
Nonostante siamo tutti alla prima partita, gli allibratori danno Orso primo e io ultimo: si tratta solo di capire chi arriverà secondo tra Daniele e MattiaPas. Tanto per non provare azioni a caso, ma tracciare una pseudo-strategia, decido di puntare sulle tre cose che mi faranno sbloccare la carta azione aggiuntiva, ovvero interagire con un determinato traduttore, tradurre una pergamena nella torre verde e raggiungere la terza casella del tracciato viola. Col senno di poi, forse non avrei dovuto perseguirla così strenuamente, ma tenerla presente man mano che facevo altro. Sta di fatto che il mio traduttore dal sanscrito lo fileranno pochissime volte e lascerò il tracciato viola alla quarta casella per spostarmi su arancione e giallo, i quali eliminano dadi bianchi. Infatti averne nel sacchetto non è il massimo, però il gioco ti propone infingardamente in molti punti: “Ti va un oro/moneta/lavoratore? Dovrai solamente insaccare un dado bianco…” L’aver tradotto per primo, invece, mi mette in una buona posizione quando giriamo la prima delle quattro carte timer, tuttavia poco dopo verrò sorpassato da tutti. Orso e Daniele sono i più bravi a sfruttare l’interazione indiretta (leggasi: opportunità che si presentano) e il tempismo.
Come con la trilogia del Regno Occidentale, anche questa la affronto in disordine, non avendo ancora provato Viandanti. Ad ogni modo mi risulta che questo sia il titolo della Garphill più complesso finora. Le meccaniche non sono terribilmente difficili da capire, ma il peso è dato dal funzionamento dei dadi: è al contempo l’aspetto che preferisco e il più bruciacervello. La durata è però un pochino fuori dalla mia zona di conforto: lasciando stare le nostre 4 ore da niubbi, Pinco scrive che non si scende sotto i 150′ neanche dopo diverse partite… forse dovrei provare con una carta timer in meno?
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CONTENUTI AUDIO E VIDEO
Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo questa settimana ho caricato due video e nessuno di essi è un unboxing!
Nel primo vedrete un tutorial di SCOPE Panzer, di Juan A. Nácher, gioco da tavolo edito da Giochix. È completo di tutte le regole avanzate.
Nel secondo invece mi vedrete giocare ad Aquaris, il cui finanziamento finisce oggi alle 16:45 su Kickstarter, per cui affrettatevi se vi sembra nelle vostre corde.
Nel podcast la puntata gode della compagnia degli amici di MS Edizioni Enrico e Andrea. Ci svelano i dietro le quinte di MS e insieme a loro faremo il punto della situazione di questa realtà presente a 360° nel mercato ludico italiano!
ENIGMI E SALUTI
Il primo indovinasunto della storia l’ha riconosciuto Francesco: era Fuggi Fuggi, complimenti!
Come sempre io vi propongo un caleidoscopio: provo ancora una volta a complicarvi il riconoscimento, aumentando il numero di specchi e diminuendo i dettagli…

Giocate, risolvete e commentate. Alla prossima!
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