Avevo “puntato” questo titolo, sin da quando dV Games lo ha annunciato. Oggi finalmente vi porto la recensione di Bonsai titolo del trio tutto italiano composto da Rosaria Battiato, Massimo Borzì e Martino Chiacchiera, illustrato da Davood Moghaddami per 1-4 giocatori dai 10 anni in su, per partite della durata di 40 minuti, pubblicato anche in altri paesi dagli editori Broadway Toys LTD, Gém Klub Kft., Gigamic e KOSMOS.
In Bonsai ogni giocatore cerca di guadagnare il maggior numero di punti coltivando amorevolmente il proprio bonsai, sfruttando le meccaniche di piazzamento tessere e collezione set con un pizzico di draft di carte. La modalità solitario è stata ideata dagli stessi autori ma lo sviluppo di questa modalità e degli scenari è opera di Marta Ciaccasassi e Luca Appolloni e ne parlerò nel prosieguo della recensione. Ringrazio dV Games per la copia di review concessa.
I MATERIALI
Nella scatola di Bonsai troviamo:
1 tabellone,
156 tessere esagonali Bonsai,
47 carte Zen,
4 carte Riassuntive,
4 tessere iniziali Seishi,
4 tessere Vaso,
15 tessere Obiettivo,
1 blocchetto segnapunti,
oltre all’immancabile regolamento.
Il tabellone in realtà è una relativamente piccola striscia di cartone che costituisce il mercatino dove verranno posizionate le carte Zen (ce ne saranno sempre 4 a disposizione) che possono essere pescate dai giocatori attraverso una meccanica di open draft e che una volta terminate innescheranno la fine della partita. Le carte sono fin troppo spesse tanto che alle prime partite risulterà particolarmente complicato maneggiarle in quanto tendono a rimanere “appiccicate” tra di loro o al cartone del tabellone. Per fortuna la situazione migliora dopo qualche partita.
Le tessere esagonali invece sono veramente ben fatte ed ergonomiche. Non avrei mai pensato che il risultato finale potesse essere cosi d’impatto e maledettamente somigliante ad un vero bonsai. Probabilmente gran parte del merito è della grafica e dei colori (tinte pastello) che aiutano ad immergersi nell’atmosfera del gioco.

Menzione d’onore per il regolamento che oltre a esporre perfettamente le regole del gioco ha una sezione interamente dedicata all’arte dei bonsai molto piacevole da leggere. Tutte le pagine poi sono illustrate in maniera eccellente il che rende il fascicolo di 12 pagine una vera chicca.
Vi segnalo infine due note di colore che però mi ha fatto molto piacere trovare nel regolamento: gli autori hanno riservato un ringraziamento speciale a Paolo Mori per aver ideato il gioco Augustus, a cui si sono ispirati per gli obiettivi di Bonsai.
Inoltre il gioco è stato realizzato da dV Games cercando di minimizzare l’impatto ambientale, infatti grazie alla collaborazione con Trees for the Future, saranno piantati nuovi alberi per recuperare terreni agricoli nell’Africa sub-sahariana.






COME SI GIOCA
Volendo ridurre all’osso l’impianto regolistico di Bonsai potremmo dire che ogni giocatore al proprio turno potrà scegliere tra 2 azioni:
- Meditare, che consiste nello scegliere una delle carte disponibili nel mercatino centrale e mettere nella propria riserva le tessere Bonsai associate alla carta prelevata;
- Coltivare che consiste nell’aggiungere una delle tessere Bonsai esagonali, presenti nella propria riserva, al proprio bonsai rispettando le restrizioni di posizionamento.
Quando verrà rivelata l’ultima carta del mazzo i giocatori avranno un altro turno a disposizione prima di procedere al conteggio dei punti dato dalle tessere che costituiscono il proprio bonsai, dalle carte Aiutante, Maestro e Pergamena raccolte durante le fasi di meditazione e dalle tessere obiettivo previste per la partita in corso e che saranno stati conseguiti nel corso della partita.
Com’è facilmente intuibile, con un impianto regolistico così semplice, Bonsai risulta immediato e di facile apprendimento anche per giocatori non esperti. Di seguito però mi soffermerò su qualche aspetto che maggiormente influisce sulle dinamiche che si sviluppano al tavolo, lasciando a chi volesse approfondire maggiormente la lettura del regolamento che è possibile scaricare direttamente dal sito di dV Games.
Le tessere esagonali di Bonsai sono di quattro tipi: legno, foglia, fiore e frutto. Ogni tipo ha le proprie regole di posizionamento. Il legno che costituisce il fusto del vostro alberello, può essere posizionato solo adiacente ad altro legno; le foglie possono essere posizionate solo adiacenti al legno, ma possono condividere i bordi con altri tipi di tessere. I fiori devono essere adiacenti alle foglie, ma possono essere adiacenti ad altri tipi. I frutti devono essere adiacenti ad almeno due foglie adiacenti tra loro e non possono mai essere confinanti con altri frutti. Queste regole apparentemente complesse, sono facilmente intuibili osservando la grafica delle tessere e questo è uno dei grandi “plus” di questo gioco.
Alla fine della partita ogni tipo di tessera correttamente posizionata porterà un diverso punteggio. Il legno vale zero punti, ogni tessera foglia ne vale tre, ogni fiore vale un punto per ogni lato libero, ovvero non adiacente ad altre tessere e ogni frutto vale sette punti.

Come detto, quando un giocatore sceglie di meditare, potrà mettere nella propria riserva un certo numero di tessere; tale numero però è limitato a cinque (anche se ci sono le carte Strumento che permettono di innalzare tale limite) e analogamente quando si decide di coltivare si possono aggiungere al proprio bonsai solo un certo numero di tessere, di tipo ben preciso. Anche in questo caso nel mercato centrale troviamo le carte Crescita che ci permettono di piazzare tessere aggiuntive rispetto ai limiti iniziali.
Quando si sceglie una carta, si guadagnano le risorse, se sono indicate sotto lo spazio in cui si trovava, dopodiché si fanno scorrere tutte le carte verso destra e si riempie lo spazio più a sinistra dalla cima del mazzo. Come in ogni mercatino che si rispetti le carte più a destra offrono tessere di maggior pregio, mentre se si sceglie quella appena voltata, non si ottiene soltanto la carta senza tessere aggiuntive.
Oltre alle carte Strumento e Crescita di cui vi ho appena parlato ci sono le carte Aiutante che permettono di aggiungere immediatamente al proprio albero tessere del tipo indicato dalla propria scorta personale e le carte Maestro che fanno guadagnare tessere dei tipi indicati che vanno direttamente nella riserva personale. Infine, le carte Pergamena forniscono punti bonus alla fine della partita: ad esempio, 1 punto per ogni tessera legno o 2 punti per ogni tessera aiutante e così via.
Per finire, bisogna menzionare: le tessere Obiettivo. Queste tessere illustrano traguardi che si possono raggiungere durante il gioco in base al numero di tessere di un certo tipo presenti nel nostro bonsai o alla forma dello stesso. Ci sono cinque tipi di obiettivi suddivisi per colore, ognuno dei quali è suddiviso in tre livelli. Durante il setup iniziale se ne selezionano casualmente tre tipi e si mettono le corrispondenti tessere dei livelli sul tavolo. Non appena un giocatore raggiunge i requisiti per il primo livello di un obiettivo, può decidere se accettarlo prendendo l tessera corrispondente o rinunciarvi nel tentativo di passare al livello successivo. Se si rinuncia a un obiettivo, non si può più richiederlo in seguito. Quando invece si decide di prendere una tessera non è più possibile concorrere per il livello successivo dello stesso obiettivo.
Come detto si continua a giocare fino all’esaurimento del mazzo, poi tutti fanno un ultimo turno e si segnano i punti.

La modalità solitario che mutua le regole da quelle per 2 giocatori (fondamentalmente ci sono carte Zen e tessere obiettivi in meno rispetto a quelle in 3/4 giocatori) prevede 4 livelli di difficoltà crescente a ad ognuno dei quali è associato un punteggio da battere. Per il resto sia dopo l’azione Meditare che Coltivare si dovrà scartare una carta dal mercatino per far diminuire il mazzo di carte Zen che come nelle partite multi giocatore scandisce il termine del gioco.
Nel regolamento poi ci sono anche una serie di scenari precostituiti (di difficoltà crescente) pensati appositamente per esplorare particolari strategie. Normalmente prevedono carte Obiettivo specifiche oltre a particolari obiettivi di punteggio e in alcuni casi propongono anche qualche piccola variazione regolamentare.
IMPRESSIONI
Bellissimo! Bonsai esteticamente è un piccolo gioiello. Non pensavo che disponendo delle tessere esagonali una a fianco all’altra e per di più seguendo una serie di restrizioni così stringenti, si potessero creare bonsai così realistici e d’impatto.
Oltre alla grafica e all’appeal estetico però Bonsai è un gioco di piazzamento tessere con un impianto solido che potrà divertire sia i novizi, che giocatori più scafati, pur restando un gioco abbastanza semplice che si colloca nella nutrita schiera dei cosiddetti titoli “family”.
Se l’apprendimento è facile e intuitivo grazie anche ad una grafica che in certi casi risulta auto-esplicativa, non sono altrettanto semplici le scelte da fare durante le partite perché bisogna tenere sempre sott’occhio gli obiettivi a disposizione e anche le strategie dell’avversario valutando attentamente quando reclamarne uno sperando di mettere in difficoltà gli altri giocatori che magari avevano scelto la nostra stessa strategia e impedendo loro di raggiungere il livello successivo.

Anche la scelta delle carte dal mercatino non è così scontata: a volte dovrete scegliere una carta che, anche se non vi fa guadagnare tessere immediatamente, idealmente vi farà ricavare molti punti in futuro; altre volte potreste prendere una carta, solo per negarla al vostro avversario; altre volte le tessere associate non potranno finire nella vostra riserva perché già piena. Tutto questo vi costringe a rivedere di volta in volta la strategia.
Il mazzo di carte che scandisce l’andamento delle partite, potrebbe far pensare ad un’ importante dipendenza dalla fortuna; in realtà questo meccanismo aggiunge un tocco di casualità che rende le partite sempre diverse ed insieme agli obiettivi, che variano di volta in volta, rendono Bonsai un titolo altamente rigiocabile e sufficientemente vario.
Nonostante il fatto di non potersi disinteressare di quanto fanno gli altri, l’interazione in Bonsai è piuttosto limitata: al massimo ci si può rubare a vicenda una carta tra quelle disponibili e comunque si troverà sempre una via alternativa, quindi gli amanti dell’interazione diretta e cattiva possono passare oltre. Tuttavia, rispetto ad altri giochi con cui è possibile confrontarlo (qualcuno ha detto Kanagawa?), Bonsai non è un solitario di gruppo e scala molto bene con qualsiasi numero di giocatori al tavolo; in due si avrà un maggiore controllo sull’andamento della partita e spesso si raggiungeranno gli obiettivi quasi in contemporanea, mentre in tre o quattro sarà più importante riuscire ad avere una strategia flessibile e adattabile. In modalità solitario, ho fatto solo qualche partita, ma gli scenari mi sono sembrati piuttosto sfidanti e vista la durata contenuta, può rivelarsi in ottimo passatempo per gli amanti delle sfide in solitaria.
Devo dire che negli ultimi tempi, mal sopportavo la meccanica del piazzamento tessere, dopo aver fatto mille mila partite a Carcassonne, avevo esaurito l’entusiasmo per questa meccanica e Bonsai mi ha nuovamente fatto apprezzare questo meccanismo grazie anche ad un flusso di gioco estremamente fluido ma non banale, per cui ho dovuto trovargli un posto in libreria.

CONSIDERAZIONI FINALI
Bonsai di dV Games è un family game che si presenta molto bene grazie a materiali molto buoni e ad una grafica accattivante ed evocativa: l’illustratore Davood Moghaddami ha fatto davvero un gran lavoro e i piccoli alberi che si sviluppano con l’avanzare dei turni fanno un “figurone” sul tavolo, catturando l’attenzione di chi guarda. Le carte possono risultare fin troppo spesse da maneggiare, soprattutto durante le prime partite, ma nel complesso l’iconografia e l’ergonomia dei materiali sono molto buoni e ben amalgamati con le meccaniche di gioco, donando al tutto un senso di ordine e precisione.
Il regolamento di Bonsai è un ottimo esempio per qualità e completezza dei contenuti: certo le regole non sono particolarmente complicate, ma qui tutto è reso perfettamente e c’è anche una parte dedicata all’arte dei bonsai che soddisferà i più curiosi.
Il gioco scala perfettamente con qualsiasi numero di giocatori a fronte di insignificanti modifiche regolistiche e anche la modalità solitario e solida e sfidante, segno che le meccaniche sono state rifinite con attenzione. La rigiocabilità è buona e se le azioni tra cui scegliere sono soltanto due, le scelte da prendere non sono banali e l’uscita casuale delle carte Zen unitamente alla scelta randomica delle tessere obiettivo garantiscono variabilità ad ogni partita.
L’interazione è indiretta e appena accennata, ma nonostante questo non siamo di fronte ad un solitario di gruppo tanto che tattica e strategia hanno un loro peso nella vittoria finale, nonostante non si tratti di un gioco di peso.
Pur non essendo particolarmente originale nelle sue meccaniche di base, Bonsai risulta fluido ed elegante e le partite scorrono via veloci anche in meno dei 40 minuti indicati nella scatola.
Concludendo, ritengo Bonsai un buon gioco di piazzamento tessere per famiglie, bello da vedere e soddisfacente da giocare per giocatori alle prime armi e godibilissimo anche da giocatori più esperti quando vogliono staccare da titoli di maggior peso.
Come al solito vi segnalo che potete acquistare Bonsai, oltre a numerosi altri titoli, Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it

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