simarillon (Davide)
La Casa Stregata, ecco il titolo di Red Glove che ci fa compagnia oggi. Autore del gioco Francesco Ballerini, mentre le illustrazioni sono di Ferdinando Batistini; ecco poi le informazioni sul gioco: da due a quattro giocatori, a partire dai 5 anni, in partite di 30 minuti circa.
La leggenda narra che nella notte più lunga dell’anno, nella stregata Whippole Manor, il terribile Fantasma Buu e i suoi scagnozzi si risveglino e vadano in giro per la città a spaventare gli abitanti. Solo un coraggioso eroe può fermarli, trovando dentro la casa l’unica cosa che calma Buu e lo fa tornare al suo secolare riposo… il suo orsacchiotto fantasma!

I materiali
La scatola de La Casa Stregata, in formato quadrato, contiene:
- una Tessera Entrata;
- una Tessera Stanza del Fantasma;
- due Tessere Corridoio;
- sessantatré Tessere Casa, divise in tre piani differenti, ventisei con il tetto blu, ventuno con il tetto verde, sedici con il tetto marrone;
- ventotto Tessere Torcia;
- quattro Stand-up di plastica con i personaggi;
- un Dado 6 facce con i numeri 1-2-3.
I materialo sono nello standard dei giochi di questa categoria di Red Glove, tessere spesse e stand-up fanno la loro figura senza lasciare a bocca a parte, giustamente due maschietti e due femminucce, simpaticamente disegnati e spaventati (mi hanno ricordato un po’ gli stand-up di Brivido). C’è anche, per ogni piano, una tessera che può essere disegnata per realizzare la propria stanza personale. Il vero colpo a sorpresa sono le tessere fluorescenti, che si illuminano al buio, difficile giocare in queste condizioni di illuminazioni, ma così il gioco è davvero suggestivo!

Il regolamento ci lascia anche un qrcode da scannerizzare, dove troveremo un breve video che ci spiega il gioco. Nel complesso direi che i materiali sono sicuramente ampiamente promossi.
Il gioco… ovvero eccovi le regole
Dopo aver posizionato le tessere in modo da rappresentare una casa stregata, dividendo i tre piani della casa, aver assegnato un personaggio ad ogni giocatore e soprattutto avergli dato la corrispondente torcia, si può iniziare a giocare, cercando l’orsacchiotto fantasma per portarlo a Buu che così si riaddormenterà. Inizierà per primo l’ultimo giocatore ad essersi spaventato.
Al proprio turno i giocatori tirano il dado e dovranno muoversi di quell’esatto numero di stanze, fermandosi ad ogni passo ed applicando l’effetto della tessera, dopo averla girata. Ci si po’ muovere in orizzontale o in verticale, nelle prime due stanze dovremo trovare la chiave per aprire il corridoio superiore, mentre nell’ultima stanza dovremo trovare l’orsacchiotto di Buu e solo quando si trova la chiave si può accedere al piano superiore, con il giocatore che ha trovato la chiave che ‘aprirà il piano successivo’. Le tessere stanza hanno effetti sia negativi sia positivi, ma il gioco si basa tutto sulla nostra torcia (un piccolo puzzle di 7 pezzi), che ci può far muovere per le stanze che, quando scarica, ci obbligherà a tornare al punto di partenza del piano (entrata o corridoio).

Considerazioni Personali / Impressioni
Quando non abbiamo troppi impegni il nostro sabato mattina inizia sempre con Letizia che si sveglia e arriva nel lettone di mamma e papà dove si fa raccontare una spaventosa storia di fantasmi in una Case Stregata, con papà che si inventa fantasmi su fantasmi, che caratterizzano, in modi differenti, le stanze della casa. La Casa Stregata, quindi, non poteva che essere uno dei titoli della nostra collezione di giochi.
Atmosfere di Halloween
Le atmosfere de La Casa Stregata sono spaventosamente simpatiche; è un gioco da avere ed usare, in particolare, in occasioni come Halloween o in quei pomeriggi/serate nelle quali voler ricostruire quell’atmosfera HORROR (ma anche allegra) per giocare e divertirsi insieme in famiglia … o tra soli bambini.
Per le stanze
I giocatori girano per le stanze cercando, ad ogni piano, una tessera obiettivo, che sia questa una chiave o l’orsacchiotto; la fortuna è sicuramente parte importante, si può girare e non trovare nulla, come avere l’intuito della carta giusta subito ai piani. Chi trova la chiave apre il corridoio e si ricarica la torcia, ma libera la strada a tutti, magari anche avvantaggiandoli. Chi porta l’orsacchiotto a BUU vince, quindi, tutta la parte precedente dalla partita si rivela inutile, per quello a noi piace di più che ogni tessera assume un punteggio e chi arriva primo a calmare BUU acquista punteggio, rendendo la partita un po’ più svincolate proprio da un unico evento (variante presente nel regolamento ufficiale).
2.0 ed Ergonomia
Mi ha lasciato stupito la scelta di usare lo stesso titolo di un gioco già a catalogo in Red Glove in passato, con la possibilità di creare un minimo di confusione nel momento di analisi e di ricerca del gioco, personalmente avrei cercato un titolo differente. Questo è un piccolo dubbio, molto più grande il dubbio, invece, per quante riguarda l’ergonomia del gioco. Avremo spesso l’esigenza di accendere o spegnere la nostra torcia, il fatto è che queste tessere torcia sono molto carine, ma assolutamente disfunzionali, non incastrandosi e avendo un solo appoggio a creare la fila di tessere.

Cosa si impara in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che “Perché raccontare storie di fantasmi? Perché leggerle o ascoltarle? Perché trarre piacere da storie che non hanno nessuno scopo tranne quello di spaventare? Non lo so. Non del tutto“, da Neil Gaiman, in ‘Ghosts in the Machines’.
Ecco, quindi in elenco le cose che Letizia hanno imparato (o ripassato) giocando a La Casa Stregata:
- a creare un percorso;
- che la fortuna può essere molto importante in un gioco;
- che i fantasmi sono simpatici e non fanno paura;
- che una Casa Stregata non manca mai!
Le età giuste per giocarci
L’indicazione della scatola è 5+ indicazione sicuramente corretta dal momento che il gioco è davvero semplice essendo un tira e muovi a cui si devono applicare degli effetti una volta che si arriva sulla casella; che spesso è intuitivo anche solo guardando la tessera stessa. Andando avanti nel tempo perderà di appeal, anche se proprio l’essere un tira e muovi permette di giocarlo con nonni, zii, etc… e con chi, in generale, non è abituato a giocare. In autonomia penso prederà il suo appeal alla fine del ciclo della scuola elementare.
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it