Scritto da
LucaCiglione
Guru è un party game nel quale dovremo diventare un vero e proprio Guru del web imparando a parlare dicendo sciocchezze come se fossero verità assolute. Edito nel 2025 da Red Glove questo gioco creato da Francesco Putzu ed illustrato da Ferdinando Batistini è pensato per 3-5 giocatori dai 10 anni e ha una durata di circa 15-20 minuti.
“Ti sei mai chiesto perché alcune persone hanno sempre qualcosa da dire? Non è talento: è metodo. Con GURU impari a parlare, convincere e conquistare in pochi minuti. E’ semplice, veloce e garantito: dopo la prima partita non sarai più lo stesso. Scopri l’arte di dire tutto, anche quando non hai niente da dire. Inizia oggi il tuo percorso verso l’illuminazione ludica“

COMPONENTI E MATERIALI (Guru Edition)
Parliamo ora dei componenti, perché ogni vero influencer che si rispetti sa che il contenuto passa anche dal contenitore. La scatola di Guru firmata Red Glove, che con le sue dimensioni di 19×23×3 cm entra comodamente nello zaino. Al suo interno contiene:
- Un FONTE BATTESIMALE da 120 chili, presente solo nella versione Deluxe, usabile come pedina primo giocatore
- 155 CARTE Contenuto
- 10 carte Argomento
- 17 gettoni Personaggio
- 1 gettone Influencer
- 1 plancia
La produzione è volutamente semplice ed economica, con una grammatura leggera che non vuole impressionare per opulenza, ma che risulta comunque funzionale allo scopo del gioco: parlare, parlare tanto e possibilmente con convinzione.
I 17 gettoni Personaggio meritano una menzione speciale: rappresentano in maniera equilibrata tutti i sessi e le etnie, incarnando davvero il concetto di PARI OPPORTUNITÀ. Una scelta che permette a chiunque di sentirsi rappresentato al tavolo e di entrare nel gioco senza barriere, perché l’inclusività è anche un segreto per aumentare follower e prestigio online.
Elemento centrale dell’esperienza è ovviamente il CELLULARE (non incluso), perché Guru vive in simbiosi con la sua web app: oltre a fare da timer per pensare ed esporre il discorso, l’app pesca parole e riferimenti dai trend reali del momento, dando a ogni partita quella sensazione di attualità che fa sentire tutti un po’ esperti di tutto.
Le illustrazioni sono affidate al sempre ottimo Ferdinando Batistini già illustratore di VUDÙ, che con il suo stile quasi da FUMETTISTA caratterizza le carte Contenuto, donando loro personalità e riconoscibilità. Le carte Argomento, invece, sono più standardizzate, ma arricchite da hashtag dedicati, a ricordarci che, nel web come nella vita, basta una parola giusta per sembrare credibili.

COME SI GIOCA (Guru Edition)
Giocare a Guru è un po’ come tentare di diventare un influencer alla VELOCITÀ DELLA LUCE: ogni turno ti lancia in una corsa contro il tempo, tra pensieri che devono diventare parole e parole che devono sembrare pensieri, e pensieri che devono diventare MAGIA. Scalare la CLASSIFICA del GIOCO non è semplice, perché non basta conoscere le parole: bisogna usarle bene, inventare frasi con collegamenti credibili e convincere gli altri giocatori.
A turno, ogni giocatore pesca delle carte che indicano parole obbligatorie e un macro-argomento: dallo sport alla politica, dalla musica alla tecnologia. Come veri PARENTI, siamo chiamati a sostenere chi ci sta vicino, e come veri SUPEREROI, dobbiamo salvare la coerenza del discorso, mantenendo tutte le parole insieme senza farle volare via. La sfida sta nel creare un discorso che abbia senso, anche se magari non lo ha, ed inserire un mucchio di parole a caso per allungare il brodo (anche usando degli incisi o delle parentesi), perché tutti gli altri giocatori hanno il compito di fare CRITICA: se almeno uno trova il vostro intervento credibile, le parole valgono follower e secondi extra, altrimenti rischiate di rimanere fermi al livello di Farneticatore. (Primo livello della plancia).
E se pensate che sia tutto finito qui, vi sbagliate di grosso: la web app oltre a essere un timer include anche carte speciali e riferimenti ai trend reali, per portare a livello MECCANICA QUANTISTICA la vostra capacità di improvvisare. Ogni parola non detta o fuori contesto viene girata, senza generare follower, mentre quelle utilizzate correttamente restano vincolate ai discorsi successivi, aumentando progressivamente la sfida e il divertimento.
Qualora arriviate prima di tutti e della pedina influencer al livello Guru vincerete la partita ma è anche probabile che se succede vi facciano un TEST ANTIDOPING: diciamocelo parlare bene non è mai stato il vostro forte.

OPINIONI e DINAMICHE (Guru Edition)
Giocare a Guru è un’esperienza che mescola divertimento e tensione: il timer integrato nella web app spinge ogni giocatore al massimo della creatività, ma aumenta anche il livello di ANSIA, perché ogni parola conta e il tempo scorre rapido.
È un gioco che genera momenti di puro AMORE per l’inventiva, ma anche di legittimo disagio per chi si trova sotto i riflettori: potenzialmente delirante, capace di far morire dal ridere, va però giocato con le persone giuste. Altrimenti rischiate una laconica lettura delle carte e tonnellate di imbarazzo.
In un mondo digitale dove le MONETE VIRTUALI valgono oro, giocare a GURU è come trovare un COMPUTER e aprire una FINESTRA su infinite possibilità. Ogni racconto da parte del giocatore di turno diventa una sfida creativa, e le carte del gioco si trasformano in un puzzle di parole che devono trovare la giusta RIMA (chi Guru vuol diventare, una sproloquiata deve fare).
Potrete delirare scrivendo frasi apparentemente senza alcuna attinenza logica, come se aveste chiesto all’INTELLIGENZA ARTIFICIALE di scrivervi la recensione e lei avesse avuto qualche allucinazione, inserendo frasi random. Le INFRADITO in dotazione sono molto resistenti e rendono le partite decisamente comode.
Alla fine, ogni partita di Guru si trasformerà in momenti di divertimento, ma anche di tifo, con alcuni che srotoleranno gli STRISCIONI ULTRAS o altri che vi grideranno addosso denunciando dubbi REATI DI OPINIONE; ma, se arriverete alla fine, scoprirete non solo di aver giocato, ma di avere sconfitto la timidezza e la noia.

IN QUANTI CI GIOCO
Guru si gioca in 3–5 giocatori, un player count che già di per sé suona strano, quasi sospetto: non è il classico 2–4 rassicurante, né il “siamo in tanti, vediamo cosa succede”. Eppure è esattamente in questo modo che il gioco trova il suo equilibrio ideale
In tre si crea il minimo sindacale del caos controllato: uno parla, due giudicano, e il peso del discorso è tutto sulle spalle del povero oratore. In quattro e cinque, invece, la pressione sale, il tifo aumenta, le critiche diventano più feroci e ogni parola detta è osservata, analizzata e potenzialmente smontata. La pressione su chi è d’accordo e pensa che il discorso sia valida è massima per fargli cambiare idea e lasciare l’oratore senza nemmeno una persona a spalleggiarlo.
Poi in realtà si può giocare un po’ in quanti si vuole perché Guru è più di un gioco è una palestra di vita e di orazione.

LE ETÀ PER GIOCARCI
Guru è pensato per giocatori dai 10 anni in su, perché è proprio in questa fascia che la creatività comincia a farsi audace e la capacità di improvvisare diventa divertente. I bambini più piccoli potrebbero avere difficoltà a gestire la pressione del timer, conoscere tutte le parole necessarie e cogliere l’ironia dei trend e del web. Consiglio quindi davvero in questo caso di attenersi alle raccomandazioni dell’editore.

CONCLUSIONI
In conclusione, Guru è un titolo che fa una scelta chiara e coerente: non vuole piacere a tutti, ma funzionare molto bene con il gruppo giusto. È un gioco che mette al centro la parola, l’improvvisazione e la capacità di sostenere un discorso anche quando il contenuto è fragile, trasformando un’abilità quotidiana in una sfida ludica leggera ma intelligente.
La durata contenuta, la dipendenza dalla web app e il focus sull’esposizione orale lo rendono un’esperienza immediata, ideale come filler o come apertura di serata, soprattutto con giocatori disposti a mettersi in gioco.
Detto questo, Guru è KRYPTONITE pura per chi non ama parlare in pubblico, si sente giudicato o preferisce restare dietro le quinte: giocarlo in queste condizioni rischia di trasformarsi in un’esperienza stressante e poco divertente. A meno che non lo si voglia usare come una vera e propria palestra per sciogliere la timidezza, in quel caso può diventare uno strumento prezioso.
Ringraziamo Red Glove per la copia Review.
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