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Dopo Fish tank, vi presento un altro gioco che strizza l’occhio agli acquariofili, basato su meccaniche di set collection e piazzamento squame per i famosissimi goldfish: The finest fish edito da Last Night Games.
Ideato da Nathan e Jake Jenn, il titolo intrattiene da 2 a 4 giocatori di età superiore agli 8 anni, per una durata di 30-60 minuti circa.
L’acquariofilia è un hobby competitivo! Ogni proprietario di pesci desidera vincere l’ambito premio Best in Show al concorso nazionale per pesci rossi, ma per avere l’animale domestico più attraente, è necessario pianificarne attentamente i colori e il design.
COMPONENTI
La scatola è nel formato 28×28 cm al suo interno troviamo:
- 4 tabelloni sagomati a forma di pesce rosso;
- 1 tabellone avanzamento;
- 1 tabellone vasca pesci;
- 1 segnalino avanzamenti;
- 1 token pesce rosso;
- 180 segnalini squame;
- 45 carte;
- borsa di stoffa;
- blocchetto segnapunti;
- regolamento.

È soprattutto attraverso l’ambientazione e il suo materiale particolare e colorato che si distingue: i tabelloni sagomati a doppio strato a forma di pesce rosso, il segnalino in legno e i numerosissimi componenti in legno concavi che rappresentano le squame.
Nell’insieme abbiamo dei componenti di ottima qualità con una produzione curata e un buon impatto d’insieme sul tavolo, soprattutto a fine partita quando i pesci rossi avranno la livrea completa.
COME SI GIOCA
Il gioco si svolge in una serie di round in cui i giocatori pescano e posizionano squame sui propri pesci, tentando di creare motivi e gruppi di colori adiacenti per guadagnare punti.

Il setup è rapidissimo: si posizionano le squame di legno nel sacchetto, ogni giocatore prende un pesce e riceve una carta obiettivo, mentre al centro del tavolo vengono disposte 3 carte obiettivo e la plancia avanzamento.
All’inizio di ogni round vengono predispoti un numero di set pari al numero di giocatori, composti da tre squame casuali.
Il giocatore attivo deve scegliere uno di questi set e poi può effettuare una di queste azioni:
- piazzarle sul suo pesce rosso, iniziando dall’estremità anteriore del pesce procedendo verso la parte posteriore;
- acquistare nuove carte obiettivo;
- fare uno scambio con quelle presenti nella vasca dei pesci.
Le squame offrono più punti se sono adiacenti ad altre dello stesso colore/pattern o se il loro posizionamento coincide con gli obiettivi delle carte.
Quando un giocatore ha completato il pesce, gli altri partecipanti concludono il proprio turno e si procede con il conteggio dei punti dato da: 3 punti per le carte obiettivo completate, 1 punto per ogni squama nera e un punto per ogni squama che fa parte di un gruppo composto da almeno 3 dello stesso colore. Chi ha più punti è il vincitore.

CONSIDERAZIONI
The finest fish è un titolo originale, vanta un’ambientazione peculiare e componenti attraenti, che cattureranno facilmente l’attenzione. Si basa fondamentalmente sulle meccaniche di collezione set e piazzamento tessere/squame, dove cerchiamo di manipolare l’aspetto e lo schema del nostro pesce rosso in modo che diventi il più bello.
Il piazzamento delle squame segue regole semplici, si parte sempre dall’estremità anteriore e una squama deve avere almeno uno dei lati concavi adiacenti a un’altra, ma rapidamente i livelli si infittiscono e gli spazi disponibili secondo il colore e/o l’obiettivo diventano più esigui.
Ci siano diversi modi per guadagnare punti: soddisfando i modelli delle carte, creando gruppi dello stesso colore e ottenere punti speciali per le squame nere, che sono anche una livrea per i pesci rossi più pregiata. Ho trovato questo sistema ben realizzato e stratificato, starà ai giocatori riuscire a massimizzarlo in modo efficiente.

La progressione del punteggio non è visibile così come le carte obiettivo, perciò è difficile sapere quanti punti ogni giocatore sta maturando. C’è anche il modo di mitigare un set poco fortunato con squame che non si adatterebbero, scambiandole con quelle che sono nella plancia apposita o acquistendo nuove carte obiettivo.
Il tema si coniuga bene con la meccanica del piazzamento tessere e sebbene il gameplay sia semplice, il titolo richiede diverse valutazioni nonché una visione ampia, non si può tergiversare troppo tra scambi e acquisti di carte, dato che la partita termina quando un giocatore ha composto il pesce rosso. L’interazione comunque è prevalentemente indiretta, ma in alcuni momenti clou si fa sentire.

Lati negativi? Il pesce a doppio strato conserva bene tutti i pezzetti di legno, ma se siete un po’ maldestri è richiesta un po’ di attenzione.
Il regolamento, in inglese, è chiaro e dotato di utili esempi esplicativi, ma il gioco è indipendente dalla lingua. La curva di apprendimento è rapida, sarete in grado di giocare in pochi minuti dopo una breve spiegazione. Il titolo risulta estremamente accessibile, un buon introduttivo, giocabile anche in famiglia.
Il gioco scala bene in tutte le configurazioni previste, anche se in 4, se al tavolo ci sono pensatori seriali, i tempi potrebbero dilatarsi. Pure in 2 giocatori ci sono alcuni meccanismi utili per aggiornare l’offerta del mercato, grazie al sistema di avanzamento dei round, così che la partita scorra bene, senza che i giocatori rimangano bloccati sulle stesse opzioni.

CONCLUSIONE
The finest fish si è rivelato un buon introduttivo, basato sulle meccaniche di set colletion e piazzamento tessere / squame, vanta un’ambientazione particolare e componenti attraenti. L’obiettivo del gioco è manipolare l’aspetto del nostro pesce rosso per creare motivi e gruppi adiacenti di colori. La curva di apprendimento è rapida e il titolo risulta estremamente accessibile, riuscendo ad offrire un’esperienza di gioco piacevole e interessante grazie ad un sistema di punteggio stratificato.
Scala bene in tutte le configurazioni, con un buon flusso e azioni mirate, anche se i tempi potrebbero dilatarsi se al tavolo sono presenti pensatori seriali.
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