simarillon (Davide)
By the Book. Un Gioco di Equilibri, ecco il gioco di logica individuale che arriva oggi in nonsolograndi. Il gioco è consigliato a partire dagli 8 anni ed è indicato per un giocatore, con partite che dureranno 10 minuti circa. Opera di Gilit Metuki, Ronnie Manor e Theora Concept LTD, mentre il design grafico è di Orit Zohar. Il gioco è in Italia grazie ad Asmodee.
I materiali
Nel gioco si possono trovare:
- Due Mensole in Legno;
- Quaranta Carte sfida
- Dodici Libri (A-L) in Legno in diverse forme e grandezze
- Un Gatto in legno
- Una Livella a Fioriera.
Colpo d’occhio molto bello ed interessante, come spesso capita per i solitari multigiocatore; ma qui un plauso lo merita anche la scatola con dettagli che rivelano proprio la massima cura messa nel prodotto, infatti ogni libro è identificato da una lettera che è riportata sullo stampo per non dimenticarsi dove deve essere posizionata.
Il gioco … ovvero eccovi le regole
Scelta la ‘Carta Sfida’ che si indica quali saranno i libri da usare e quali le condizioni da rispettare (ad esempio il libro ‘A’ deve essere collocato orizzontalmente) si deve costruire uno scaffale con le seguenti caratteristiche:
- lo scaffale superiore deve essere in piano, con controllo della bolla della livella;
- almeno due libri devono toccare lo scaffale superiore;
- se il gatto è presente deve essere collocato su un libro e in mezzo a due libri.

Considerazioni Personali / Impressioni
Molti dei i puzzle game di logica si presentano con livelli di difficoltà differenti e progressivamente crescente (qui qualcuno dei titoli di questa tipologia che personalmente preferisco: Prof. Marble, Rush Hour, …) e anche per By the Book è così.
Il retro delle carte fornisce: una possibile soluzione al quesito. Doppia riflessione in questo caso, ovviamente buona la comune idea di porre la soluzione sul retro del quesito, anche se qualora si sia in difficoltà potrebbe far venire voglia di voltare la carta e dare una sbirciatina per aiutarci a risolvere i quesiti più complicati, o almeno quelli con cui ci si trova in difficoltà. Quaranta le sfide proposte (e non è che possiamo inventarcene noi): questo è un numero che se il gioco piace rischiano di esaurirsi un po’ troppo in fretta (e forse non giustifica appieno la spesa) e se si ha un poco di memoria non si possono nemmeno rigiocare dopo poco tempo.
Le soluzioni sono, potenzialmente, molteplici e questo potrebbe mettere un minimo in crisi chi prende come punto di riferimento; la soluzione della carta, il giocatore potrebbe pensare di aver sbagliato mentre più volte è capitato che anche la soluzione alternativa proposta fosse corretta.

Ovviamente essendo un solitario multigiocatore lo si può giocare in singolo, ma allo stesso tempo si può vivere ogni sfida come un quesito di gruppo da affrontare tutti quanti i giocatori insieme. Il gioco diventa così o un modo per una sfida contro sé stessi o un bel modo per cooperare a risolvere la sfida. By the Book ha materialo molto belli, ma non sempre le sfide proposte sono all’altezza di questi, risultando un po’ troppo semplici. Un solitario multigiocatore che vi terrà impegnato, ma che potrebbe esaurire il suo fascino un po’ troppo presto.
Cosa si impara in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del gioco e che “i libri sono gli amici più tranquilli e costanti, e gli insegnanti più pazienti”, dall’educatore statunitense Charles W. Eliot che fu presidente dell’Università di Harvard dal 1869 per quarant’anni.
Ecco, quindi in elenco le cose che Letizia (o gli altri bimbi – ed adulti – che lo hanno giocato) ha imparato giocando a By the Book:
- la visione spaziale e la progettazione per l’ottenimento del risultato;
- il ragionare in modo astratto, e poi mettere in pratica l’astrazione;
- le sfide sono difficili, soprattutto negli ultimi livelli e quindi aiuta a raffrontarsi con realtà complicate da affrontare;
- è possibile giocare anche da soli e sfidare il gioco con problemi di difficoltà via via crescente.

Le età giuste per giocarci
Mi ha lasciato molto, molto perplesso il limite per iniziare a giocare a By the Book, il gioco, infatti, propone una sfida visiva e molto pratica, non richiede particolari abilità e credo si possa tranquillissimamente affrontare a partire dai 6 anni; non trovo un solo motivo per l’indicazione 8 anni. Le prime sfide in particolare sono molto semplice e si possono sicuramente affrontare presto. C’è un limite superiore per giocarci? Direi di no, una partita sporadica, alle sfide di livello superiore saprà coinvolgere e divertire a stimolare a qualsiasi età.
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