scritto da Simarillon (Davide)
Ho l’onore e l’onere di tenere a battesimo la rubrica nonsolograndi su nuovo sito (e chi altri se non io!) e per allinearci proprio all’idea del nuovo sito il gioco che vi presento oggi è Rush Hour della ThinkFun (Ravensburger); qualcuno potrebbe pensare: “e cosa c’entra con il nuovo sito?”, semplicissimo vogliamo essere a tutti gli effetti il BGG italiano dei giochi in scatola e quindi non è possibile che nella nostra rubrica manchi la recensione di Rush Hour, gioco che passa anche nelle pubblicità in TV e che si può trovare sugli scaffali della GDO e che ha una storia consolidata tra i giochi di logica. Inoltre i giochi di logica individuali mi affascinano sempre (e infatti ne ho recensiti diversi) e mi affascina, soprattutto, vedere come vengono approcciati dai più piccoli. Come le altre della ThinkFun (noi abbiamo già recensito, in stretto ordine alfabetico, Circuit Maze, Code Master, Lunar Landing, Roller Coaster Challenge e Chocolate Fix) riporta 1+ come numero di giocatori, indicando che la scatola contiene un solitario multigiocatore, in una durata che si colloca tra i pochi minuti per le sfide più semplici e anche un quarto d’ora abbondante per quelle più difficili.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI

Per una volta la TV non ha fatto danni, niente caccole, scimmie o salsicciotti, ma la bella pagella di Letizia e i suoi desideri espressi ai nonni hanno fatto sì che Rush Hour, nella versione deluxe, entrasse nella nostra collezione.
I QUESITI
Il gioco ha materiali attraenti, soprattutto in questa versione (ma direi anche nella versione classica) e ha il notevole pregio di poter essere affrontato in solitario; i nostri piccoli giocatori sfideranno sé stessi nella soluzione del gioco e noi, affianco, potremmo sicuramente aiutarli, ma anche essere impegnati in qualche altra attività..
Sicuramente positivo il fatto che ci siano differenti livelli di difficoltà, progressivamente crescente, così da poter approcciare il gioco a step e, allo stesso tempo, il gioco abbia la possibilità di crescere con il crescere dell’esperienza di gioco, aiutando a sviluppare l’attitudine alla logica e al ragionamento. Ci sono ben cinque livelli differenti e se i primi sono semplici, anche per i più piccoli, i quesiti dell’ultimo livello, invece, risultano sfidanti anche per gli adulti.
Fondamentale l’idea della soluzione sul retro del quesito, così da non lasciarci con il grosso punto interrogativo sul come risolvere la situazione; questa soluzione non è di lettura intuitiva e, quindi, non invoglia a dare quella sbirciatina per aiutarci a risolvere i quesiti più complicati, o almeno quelli con cui ci troviamo in difficoltà. La sfida con sé stessi dà valore al gioco e fa sentire i giocatori davvero bravi quando sono in grado di superare il quesito proposto, a Letizia sono brillati gli occhi (e tanto!) quando da sola, senza nessun suggerimento, è riuscita a risolvere il quesito numero cinque. Una riflessione sulla disponibilità delle sfide che nella versione Deluxe sono sessanta, un numero di per sé non piccolo, ma che se il gioco piace molto si potrebbero esaurire un po’ troppo in fretta (e tra l’altro la versione non deluxe presenta ‘solo’ quaranta sfide), ma ci sono comunque disponibili diversi mazzi di espansione, quindi se Rush Hour è la vostra cup of tea, avrete di che sollazzarvi.

Ovviamente essendo un solitario multigiocatore lo si può giocare in singolo, ma allo stesso tempo si può vivere ogni sfida come un quesito di gruppo da affrontare tutti quanti i giocatori insieme, anzi affrontare la sfida insieme è bello perché aiuta a confrontarsi per risolvere al meglio il problema; proprio in questo ‘al meglio’ credo ci sia l’unico difetto del gioco, ovvero che andando a tentativi, senza starci troppo a pensare, o ci si incasina troppo o alla fine ad una soluzione si arriva; mi sarebbe piaciuto avere sul fronte della carta la segnalazione del numero di mosse ottimali per la soluzione e magari un piccolo marcatore che ci ricordi invece quante mosse abbiamo usato noi per risolvere il quesito (soluzione che avevo visto ed apprezzato in Prof. Marbles).
Altre Indicazioni
Credo che l’indicazione degli otto anni come limite per giocare sia abbastanza corretta; dal momento che i quesiti, soprattutto dopo i primi due livelli, non sono proprio semplici da risolvere; anzi i nongrandi di 8 anni per quella che è la mia esperienza, riescono ad approcciare bene i primi due livelli, ma dal terzo fanno una discreta fatica; questo e un punto a favore per un gioco che porrà anche gli adulti di fronte a quesiti non banali che richiedono un certo sforzo per essere risolti (… anche se poi qualche zio è andato in difficoltà già al primo livello). L’idea della difficoltà progressiva è ottima, come ho già scritto, ma mi sembra non sempre rispettata, con quesiti di primo livello che potevano sicuramente essere posti al livello successivo.
Il gioco ha vinto numerosi premi, che se di per sé non sono sintomo di ottimo gioco, forniscono comunque un generale apprezzamento dello stesso; tra i vari premi posso segnalare la selezione per il MENSA e il TOYS of The Year nell’anno 2009.
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO

Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del gioco e che “gli ingorghi piacciono, altrimenti non vi parteciperebbe tanta gente”, da Pino Caruso.
Ecco quindi in elenco le cose che Letizia (o gli altri bimbi – ed adulti – che lo hanno giocato) ha imparato giocando a Rush Hour:
- la visione spaziale;
- la programmazione per l’ottenimento del risultato;
- il ragionare in modo astratto e deduttivo;
- le sfide sono difficili, soprattutto negli ultimi livelli e quindi aiuta a raffrontarsi con realtà complicate da affrontare;
- è possibile giocare anche da soli e sfidare il gioco con problemi di difficoltà via via crescente;
- che il traffico ci dà sempre problemi.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Sulla scatola compare 8+, che lascia intendere come il gioco si adatto a tutte le età e non c’è un vero e proprio limite massimo per giocarci, Letizia è riuscita a coinvolgere zii, nonni, amici di mamma e papà, insomma tutti i grandi che le sono capitati a tiro.
PERCHE’ GIOCARE CON PAPA’ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA

Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.
Il gioco soprattutto nei quesiti più difficili e/o con i bimbi un po’ più piccoli, richiede quasi naturalmente la presenza di un adulto con cui giocare insieme, per confortarlo e aiutarlo e, quindi, papà e mamma non avranno scuse per non stare con il proprio piccolo impegnati a risolvere la sfida proposta dal gioco e così non avranno nostalgia di tutto il traffico evitato con lo smart-working!
I MATERIALI
La scatola di Rush Hour contiene:
- quindici tra macchine e camion metallicI in diversi colori;
- la macchina rossa che deve uscire dal traffico;
- sessanta carte divise in cinque livelli differenti (beginner, intermidiate, expert, advanced, grand master;
- la griglia del traffico.
Questo l’elenco completo dei materiali.
Un plauso sicuramente ai materiali che fanno la loro bella figura con la griglia e soprattutto le macchine e i camion a farla da padrone, e in una scatola Deluxe non potrebbe essere diversamente.
IL GIOCO IN POCO

Scopo del gioco è quello di far uscire l’automobile rossa dal traffico, dopo aver completato il posizionamento sulla griglia dei veicoli come indicato dalla carta sfida.
L’unico limite è quelo che le auto non posso mai staccarsi dal piano di gioco e posso muoversi solo o in avanti o indietro.
Tutte le carte presentano su di un lato la sfida da risolvere e sull’altro la soluzione alla sfida
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it