scritto da
FΛB!O P.
Affinché un gioco sia indipendente dalla lingua, bisogna far ricorso a colori, a numeri e – più in generale – a simboli universalmente riconosciuti. E quali sono i simboli pittografici diffusi globalmente che utilizziamo ogni giorno? Ovviamente gli emoji! Tutto è cominciato agli inizi degli anni ’80 con due punti, un trattino e una parentesi chiusa: erano nate le emoticon (emotion icon). A fine anni ’90, in Giappone, è stato disegnato il primo set di emoji, che oggi ne conta oltre 50.000, recentemente proliferati per rimanere politicamente corretti. Arno Steinwender nel 2017 ne ha ricavato un giochino per 2-6 giocatori, adatto a tutti (età 8+) e rapidissimo (15 minuti). Si chiamata Emoji Twist! e Ravensburger Italia lo sta riportando in questo periodo nei negozi in un’edizione multilingua. Se volete sapere qual è l’emoji più usata, continuate a leggere!
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Ringrazio l’editore per la copia recensore.
IL GIOCO IN UNA FRASE
Per aggiudicarvi la carta in palio, contate quanti emoji mostra uguali a quello indicato dallo spinner: quando si esauriscono, chi ne ha di più vince la partita.

COMPONENTI
La scatola di Emoji Twist! (134×116×45mm) contiene il regolamento in 5 lingue (IT, DE, EN, FR, NL), 21 carte emoji, 11 carte numero (dal 5 al 15) e uno spinner (disco diviso in otto spicchi con freccia girevole).
Materiali semplici in una scatolina compatta, delle stesse dimensioni di quella di Paku Paku. La qualità è quella tipica di Ravensburger: una garanzia. Gli otto emoji presenti sullo spinner si trovano pure sul retro delle carte emoji, con il conteggio esatto di quante volte appaiono: è sufficiente girarle per avere una verifica immediata. Il lavoro grafico è firmato dal collettivo Kreativbunker. Il regolamento è un foglio solo fronte, alto e stretto, ripiegato più volte, chiaro e comprensibile.
Ho anche girato un video di unboxing:

COME SI GIOCA
Stavolta sarò più esauriente con il (facile) regolamento, perché online non ho trovato alcun file da linkarvi.
Mescolate le 11 carte numero e disponetele a faccia in su in un cerchio casuale intorno alla scatola, in modo che tutti i giocatori possano vederle e raggiungerle con facilità. Poi mescolate le carte emoji e inserite il mazzetto di traverso nella scatola, in modo che sporga leggermente da un lato lungo per facilitare la presa. Ovviamente le soluzioni sul retro non devono essere visibili.
Il giocatore di turno gira la freccia ed estrae la carta emoji in fondo al mazzo, appoggiandola in bella vista. Iniziate a contare il numero di emoji presenti sulla carta uguali a quella indicata sullo spinner. Non appena pensate di conoscere il numero corretto, prendete la carta numero corrispondente. Gli altri possono essere d’accordo e rinunciare oppure continuare a contare, nel caso abbiate commesso un errore. Non c’è limite di tempo. Quando tutti hanno fatto, girate la carta emoji e controllate il valore esatto. Chi ha risposto correttamente tiene la carta emoji, mentre le carte numero vanno rimesse nel cerchio. Lo spinner passa al giocatore successivo. La partita continua finché non sono state assegnate tutte le 21 carte emoji e chi ne ha di più è il vincitore.

CONSIDERAZIONI
Prima saldo i debiti: l’emoji più utilizzata è la faccina con lacrime di gioia, che non è tra le otto di Emoji Twist! 😂
Il gioco in sé è uno di quei fillerini da un quarto d’ora che si infilano alla perfezione nei ritagli di tempo, da una parte perché le partite sono effettivamente rapide e dall’altra perché non serve rispiegare le poche e semplici regole.
I suoi habitat ideali sono le famiglie con bambini delle elementari e i posti frequentati dai babbani (come i luoghi di villeggiatura, ma anche l’ufficio), i quali saranno incuriositi dall’uso ludico degli emoji e per nulla intimoriti, vista la familiarità con essi.
Ognuno ha i suoi preferiti, quelli che invia di più o che impiega in maniera creativa: ad esempio io uso il muso della volpe come “gentile promemoria”, in riferimento a quella barzelletta in cui essa va a parlare con il leone. Tra quelli presenti in Emoji Twist!, il favorito di mia figlia Ambra (9 anni) è – che sorpresa! – l’unicorno.
Un po’ come in Dobble, gli emoji sulle carte sono identici per forma e colore a quelli sullo spinner, ma potrebbero essere differenti per grandezza e orientamento spaziale. Spesso si toccano tra loro o sono leggermente sovrapposti. A completare il caos della composizione, ci sono pure emoji non stampati sul disco. Ovviamente quelli da contare non sono mai meno di 5 né più di 15.

INTERAZIONE, RIGIOCABILITÀ E SCALABILITÀ
Essendo la presa/prenotazione delle carte numero un’esclusiva del primo giocatore che ci arriva, l’interazione qui è di tipo indiretto: non posso agire “contro” di te, ma posso sottrarti quello che ti interessa. I round sono così rapidi, proprio perché contare un massimo di 15 elementi richiede pochi secondi e gli altri ci mettono poco di più a concordare o indicare un altro numero. Inoltre non serve fare tanta confusione, per cui si presta a essere l’ultimo gioco della serata.
Disporre le carte numero in ordine o casualmente o rimescolate a ogni round cambia leggermente le cose, senza essere uno sconvolgimento tettonico. Le 21 carte emoji e gli 8 emoji stessi generano 21!×8²¹ partite distinte (un numerone impronunciabile). È umanamente impossibile associare ciascuna delle 21 carte con gli 8 valori degli emoji, perciò è sempre necessario contare.
La scalabilità non risente molto del numero dei giocatori, in quanto si svolge praticamente tutto in parallelo. La partita dura comunque 21 carte e i tempi sono abbastanza costanti. Da 2 a 6 si gioca bene fintantoché tutti vedono la carta emoji e riescono a raggiungere ogni carta numero. Consiglio tavoli quadrati o tondi con i giocatori intorno equamente distanti. L’indicazione dell’età (8+) può essere un tantino abbassata, se i bambini sono veloci a contare e hanno una buona coordinazione occhio-mano.
Lati negativi?
Sebbene le partite risultino diverse le une dalle altre, di fatto per 21 volte si conta un emoji. La longevità non è il punto forte di questo titolo e raramente avrete voglia di giocarci due volte di fila.

È DIVERTENTE PERDERE A QUESTO GIOCO?
Il senso di questo paragrafo lo potete leggere meglio qui, ma in sintesi mi chiedo: la sconfitta mi lascia la voglia di tornare nuovamente su Emoji Twist!?
Sì, perché sebbene contro Ambra e Monica abbia poche possibilità di vittoria, anche una singola contata perfetta mi regala una grande soddisfazione, come pure non essere il primo del round, ma aver puntato il numero corretto. In ogni caso la pressione sviluppata dalla gara di velocità genera emozioni intense.

MIA MOGLIE DICE COSE
«Da 5 a 15, sapete contare più veloce degli altri, tra una marea di altri emoji, su una carta e senza sbagliare? Ecco, sembra una banalità, ma non è per niente facile.
Apprezzo molto l’idea del gioco: semplice, efficace e divertente. Si utilizza solo un mazzo di carte e uno spinner; è giocabile più o meno ovunque e da chiunque (esclusi i bambini piccoli piccoli).
Però un po’ mi annoia. Sarà che una partita con mia figlia Ambra è praticamente una sconfitta annunciata o forse il fatto che mi ricorda altri giochi e le novità, che innegabilmente ha, non mi emozionano più di tanto. Per cui, nonostante l’originalità e tutti i lati positivi del titolo, se devo scegliere, gioco ad altro. Mi rendo conto che, però, il mio giudizio è motivato dalla mia esperienza da giocatrice.
In conclusione: secondo me è un buon gioco, soprattutto se si vuole qualcosa da giocare con un numero abbastanza ristretto di persone. Inoltre può essere stimolante per i bambini che stanno imparando a contare (diciamo primi anni delle elementari), per aiutarli a sviluppare la capacità di stimare una quantità senza fermarsi su ogni singolo elemento, ma valutando i gruppi a colpi d’occhio.»
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— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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