Scritto con grande felicità da
LucaCiglione
Deckscape: Tokyo Blackout è una Escape Room cooperativa creato da Silvano Sorrentino e Martino Chiacchiera ed illustrato da Alberto Bontempi. Edito in Italia nel 2023 da DV Games prevede partite della durata di circa 60 minuti per 1-6 giocatori di almeno 12 anni di età.
“Il Blackout è solo l’inizio. Un improvviso attacco Hacker lascia al buio l’intera città di Tokyo. Intervenite subito in qualità di agenti internazionali del Team Black. preparatevi ad affrontare un problema di proporzioni GIGANTESCHE! “

DECKSCAPE CHE?
Per chi non lo sapesse, Deckscape è una serie di escape room composta da diversi titoli, ognuno contenente esclusivamente carte o quasi, il che la rende estremamente portatile e giocabile ovunque, in modo intuitivo e senza alcuna preparazione necessaria. Questa caratteristica è sicuramente uno dei punti di forza del gioco.
Gli autori, Silvano Sorrentino e Martino Chiacchiera, si sono impegnati nel corso degli anni a divertire, stupire ed entusiasmare il pubblico, sfidandosi a creare nuove uscite della serie con tematiche e meccaniche differenti. Grazie a questo impegno, attualmente esistono ben 11 titoli tra cui scegliere, ed ognuno permette un’esperienza unica.
Tra le diverse opzioni, è possibile trovare escape room competitive come “Ciurma contro Ciurma,” o ambientazioni più horror come “Il Castello di Dracula,” solo per citarne alcuni esempi. La vasta gamma di tematiche e stili permette a ogni giocatore di trovare una scatolina adatta ai propri gusti e preferenze.

COSA TROVO NELLA SCATOLA
La scatola di Deckscape: Tokyo Blackout si conferma ancora una volta estremamente compatta e ben pensata. Come di consueto, all’interno troviamo il mazzo di Carte ExtraLarge, che misurano 9×12 cm, e che permettono una visualizzazione chiara e dettagliata delle illustrazioni e dei testi.
In questa particolare uscita, troveremo un elemento aggiuntivo che contribuirà a rendere la sfida ancora più interessante: un poster da dispiegare durante la partita che aggiunge un tocco intrigante all’avventura, garantendo il senso di scoperta mano a mano che verrà aperto sul tavolo.
COME SI GIOCA (UN RIASSUNTO DELLE REGOLE)
Ogni scatola di Deckscape offre un meccanismo di gioco estremamente immediato e intuitivo, senza bisogno di alcun manuale. La confezione include un mazzo di circa sessanta carte, ognuna delle quali è a doppia faccia e numerata in alto a sinistra. La magia del gioco sta nel fatto che ogni passo si svela naturalmente, poiché le istruzioni si trovano sulle carte stesse. Basta iniziare a leggere il testo presente sulla prima carta e seguire le indicazioni fornite.
Quando ci si imbatte in un enigma o un rompicapo i giocatori si trovano a esaminare le carte a loro disposizione e, collaborando, ipotizzano una soluzione. Una volta che tutti concordano, si gira la carta e sul retro si trova la soluzione. Occorre prestare attenzione perché rispondere in modo errato comporta penalità, che influenzeranno il punteggio finale.
Le sfide proposte in Deckscape sono incredibilmente varie: alcune richiedono di individuare rapidamente schemi o forme, altre di seguire sequenze logiche, e talvolta bisogna cogliere il significato di piccole frasi in relazione ai disegni proposti. Inoltre, ci sono oggetti all’interno del gioco che devono essere combinati per comprendere come procedere, poiché contengono utili indizi per risolvere certi enigmi o quesiti.
Se mai ci si trova di fronte a carte che sembrano bloccare il percorso, la sfida consiste nell’accettare di prendere una penalità e continuare, senza mai perdere il ritmo o la voglia di proseguire.

Durata e MiniGiochi
Una delle caratteristiche che rende Deckscape così apprezzato è la sua durata. L’intera esperienza si risolve solitamente nell’arco di un’oretta o poco più, mantenendo l’attenzione dei giocatori costantemente alta e promettendo una sessione di gioco coinvolgente e soddisfacente all’interno della scatola stessa.
In Deckscape: Tokyo Blackout, seguendo l’esempio della precedente uscita dedicata ad Alice, le carte sono ancora una volta utilizzate in modo ingegnoso per introdurre appassionanti minigiochi all’interno dell’esperienza di gioco. Questo approccio creativo e innovativo aggiunge un ulteriore livello di coinvolgimento e divertimento al titolo.
OPINIONI
Non vedevo l’ora di questa nuova uscita, specialmente perché era trascorso esattamente un anno dall’ultima. In Deckscape: Tokyo Blackout, gli autori ci immergono in un’avventura ancora inesplorata, dove saremo chiamati a salvare Tokyo e, chissà, forse persino il mondo intero. Il nostro personaggio assumerà il ruolo di capo del team Black, un servizio segreto incaricato dell’organizzazione internazionale per la sicurezza mondiale, il che aggiunge un livello di coinvolgimento e adrenalina al contesto.
Nonostante la trama non brilli per originalità, ciò che conta è come gli autori abbiano saputo reinterpretare alcuni elementi tipici del genere letterario catastrofico in un modo coinvolgente. Le sequenze e i vari passaggi nel gioco sono ben orchestrati, permettendo ai giocatori di rimanere immersi nell’avventura dalla prima all’ultima carta.
Come sempre nei vari enigmi, le cose non sono sempre come sembrano e gli autori giocano molto su alcuni enigmi che dipingono un quadro che si rivelerà notevolmente diverso dalla realtà. Pertanto, giocando a Tokyo Blackout, è necessario prestare ancora più attenzione del solito a TUTTE le carte che saranno in gioco durante la partita.

I minigiochi
La presenza di minigiochi, è sempre un’arma a doppiotaglio.
A me, ad esempio. piacciono per diversi motivi. In primo luogo, ritengo che aggiungano un elemento di interattività e coinvolgimento all’esperienza complessiva del gioco. I minigiochi possono offrire una pausa piacevole dalla trama principale, consentendo al giocatore di sperimentare sfide diverse e divertenti. Inoltre, quando i minigiochi, come in questo caso, sono ben progettati e si integrano armoniosamente nella trama, possono arricchire ulteriormente il mondo di gioco e fornire un contesto più ampio alla storia.
Tuttavia, capisco perché ad alcuni l’idea possa non piacere. Potrebbe essere che preferiscano concentrarsi esclusivamente sulla trama principale del gioco senza distrazioni o interruzioni. I minigiochi potrebbero essere considerati una sorta di deviazione dalla storia che potrebbe interrompere il flusso dell’esperienza di gioco. Inoltre, alcune persone potrebbero sentirsi frustrate se i minigiochi sono troppo difficili.
Peer fortuna fallire in queste fasi di gioco non penalizza particolarmente il punteggio ed alla fine si è liberi di saltarli o guardare la soluzione qualora proprio non si riesca o non si voglia venirne a capo.

IN QUANTI CI GIOCO
Sottolineo che Deckscape a mio parere possa dare il meglio di sé con un gruppo di 2-3 persone, poiché questo numero permette di avere abbastanza “menti” al tavolo per affrontare le sfide in modo collaborativo e allo stesso tempo, rende più agevole la gestione delle carte e dei materiali di gioco.
Tuttavia, è importante notare che giocare in solitario o in un gruppo più numeroso non priva l’esperienza del suo fascino. Anzi, può offrire sfide diverse e un’opportunità per i giocatori di mettersi alla prova in modi diversi. In modalità solitaria, i giocatori devono fare affidamento esclusivamente sulle proprie capacità e intuizioni, rendendo l’avventura un’esperienza più personale e riflessiva. D’altra parte, in un gruppo più ampio, ciò che potrebbe mancare in termini di ergonomia è spesso bilanciato dalla varietà di prospettive e approcci che ciascun giocatore può portare alla partita.

CONCLUSIONI
Le conclusioni relative a una scatola di Deckscape risultano spesso simili, poiché il sistema dimostra di essere vincente grazie alla sua portabilità, all’approccio intuitivo al gioco e alla varietà delle sfide presentate. Gli autori hanno creato un’esperienza coinvolgente e intrigante, offrendo ai giocatori la possibilità di immergersi in avventure uniche all’interno di un formato compatto. Chiunque sia alla ricerca di un’esperienza di escape room stimolante e divertente troverà nei titoli di Deckscape una scelta eccellente.
Ma cosa distingue questa scatola dalle altre? La consiglierei?
Come già menzionato in precedenza, ogni scatola ha le sue peculiarità uniche, e quindi la scelta di consigliarla o meno dipenderà dalle preferenze personali. Riguardo a Deckscape: Tokyo Blackout, ho apprezzato particolarmente l’inclusione di un segreto da scoprire in modo peculiare. I minigiochi hanno aggiunto divertimento all’esperienza, e l’integrazione fluida tra enigmi e narrazione è stata ben gestita.
Per quanto riguarda la trama, ho avuto l’impressione che essa si ispirasse a stilemi già visti nei disaster movie, i quali potrebbero risultare un po’ inflazionati. Inoltre, ho provato un po’ di frustrazione nel venir fregato dagli autori nello stesso modo nei miei unici due errori commessi durante il gioco (naturalmente, ciò è espresso in modo scherzoso e non come un giudizio negativo nei confronti degli autori! Quei Maledetti!).
In sintesi, se già siete appassionati di Deckscape, non dovreste perdervi questa avventura. E se amate i disaster movie, troverete sicuramente interessante questa scatola.
Ringraziamo DV Games per la copia review.

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