Fabio (Pinco11)
GREAT WESTERN TRAIL ARGENTINA (GWTA) – PRIME IMPRESSIONI
Nel 2016 esce Great Western Trail, di Alexander Pfister, titolo che si afferma in poco come uno dei migliori gestionali di sempre agli occhi degli amanti del genere. Mescola efficacente deck building, gestione risorse e costruzione di motori produttivi, proponendosi ad un livello di difficoltà (apprezzato a 3.70 dagli utenti di BGG) relativamente elevato (che lo rende idoneo comunque per utenti esperti), ma non esagerato. Tuttora è al numero 13 della classifica di sempre di BGG ed il detentore del primo posto assoluto nella classifica TOP 100 del nostro blog.
Nel 2021 esce la sua versione aggiornata, mentre l’anno scorso (sempre ideato da Pfister ed edito da Eggertspiele e per l’Italia da Ghenos Games), ecco la sua reimplementazione ambientata in Sud America, ovvero Great Western Trail Argentina (1-4 giocatori, 75′-150′, 12+, difficoltà 3.89).

GWTA IN POCO – LE DIFFERENZE DA GWT ORIGINALE
Si tratta di una reimplementazione dell’originario Great Western Trail, per cui rinvio chi non sapesse di cosa stia parlando alla recensione del predecessore e mi focalizzo qui soprattutto sulle differenze.
Il motore centrale del gioco resta infatti invariato, con il proprio omino da muovere sino a 5 caselle sul percorso del tabellone, eseguendo l’azione prevista dalla casella raggiunta (o meglio dall’edificio che è contenuto in essa), le principali delle quali restano quelle che consentono di assumere lavoratori e di acquistare carte mucca da aggiungere la proprio mazzo.
Le cose diverse sono incentrate qui sulla previsione di un ulteriore livello di complessità, che è realizzato tramite: A) la consegna delle mucche consente ora di piazzare dischetti sulle ‘navi’ che idealmente le consegneranno oltreoceano, aprendosi un sottogioco a ciò dedicato ; B) la ferrovia ora si percorre anche per poter consegnare anticipatamente le mucche, grazie alle ‘scorciatoie’ aperte dal treno ; C) non si sono più le tessere ‘minaccia’ precedenti, che sono sostituite ora da tessere ‘contadino’, che si possono prelevare se si hanno sufficienti punti ‘falce‘ (che si ottengono da lavoratori e/o acquisendo carte ‘fatica’ che appesantiscono la mano di carte) ; D) compare una nuova risorsa (grano) da spendere nel sottogioco della ‘nave’ e da acquisire in quello dei contadini.

COME SI PRESENTA
Le scelte grafiche di fondo restano le medesime, così come i componenti (gli omini, già dalla seconda edizione del 2021, avevano il cappello), per cui la presenza complessiva sul tavolo, che era buona, resta invariata. Piccoli errori sono stati commessi nelle poche scelte grafiche ‘nuove’, con le tre icone dei porti europei che risultano quasi uguali (tre ancore di tonalità appena diverse) e con gli spazi costruzione ‘grano’ che si identificano grazie a poco visibili campi di grano disegnati sotto.
L’ambientazione ha fini estetici, ma resta sufficientemente aderente (è sempre ‘il gioco delle mucche’) grazie alla grafica delle carte ed all’idea del lungo percorso da svolgere per consegnare mandrie del nostro mammifero preferito (da mangiare ..).

COME GIRA GWTA
Bene, anche perché, in senso assoluto, se mantieni l’80% delle meccaniche e del motore di base, il gioco resta, nella sua anima, lo stesso ed infatti GWTA gira in larga parte bene come il predecessore e vi anticipo che è possibilissimo addirittura anche disinteressarsi in larga parte dei due ‘sottogiochi‘ introdotti (spedizione per nave e grano), continuando a consegnare mucche come se non ci fosse un domani. Chi si concentrava sulla abbinata ‘vaccari e macchinisti’ sappia che potrà, almeno nelle prime partite, continuare a farlo, avendo il suo mandriano così cambiato la sede del suo lavoro (dal Nord al Sud America) ma non come lo svolge 🙂
Il 25% di coefficiente di novità (o forse qualcosina di più) però c’è ed in qualche modo ha portato gli utenti di BGG ad aumentare di un paio di decimi il coefficiente di difficoltà percepito, per cui ciò si risolve, come accennavo, nella presenza di un sostrato addizionale di difficoltà, la gestione del quale consente e richiede di elaborare nuove strategie, donando ulteriore longevità al gioco.
Nuovi edifici, nuove mucche, nuova risorsa e la possibilità di gestire anche l’uso dei ‘dischetti’ che partono per le schede ‘porti europei’ allo scattare di alcuni timer (nel percorso lavoratori’ da prelevare) si traducono quindi alla necessità di saper profittare anche delle opportunità che tutto ciò consente, cosa che richiederà a sua volta un buon numero di partite prima che il tutto (ri)diventi noto.

VALE LA PENA?
Anticipo qui (o comunque rispondo) alla domanda classica che immagino i lettori, così come i miei commensali, si chiedono, ossia se valga la pena di acquistare questo GWTA e rispondo che “dipende assolutamente da quanto abbiate sfruttato il predecessore e/o se lo possediate“.
Parto dalla seconda parte, per dire che, a livello del tutto soggettivo, se ancora non avete nessuno dei due titoli, personalmente partirei acquistando il primo, che risulta un pelo più lineare di questo, visto che è incentrato sulle medesime logiche, ma con un sottostrato di complessità in meno. E’ chiaro che se siete core gamers la complessità la mangiate a colazione, ma è anche probabile, se siete così core gamers, che il predecessore lo abbiate anche già acquistato ..
Quanto invece all’aver già sfruttato GWT, intendo dire che GWTA è la risposta giusta per poter continuare a mettere sul tavolo un gioco che da tempo avevate oramai iniziato a lasciare sullo scaffale, perchè vi piaceva, ma avevate oramai un poco esaurito quello spirito di novità che cercate. Vi rimarrà con GWTA la piacevole sensazione di sapere già una buona parte delle cose, che vi aiuterà ad entrare dentro al gioco già alla prima partita, ma sperimenterete anche la necessità di confrontarvi con le novità, capendo quanto tempo e denaro utilizzare, a scapito della costruzione dei vostri consolidati motori produttivi, per destinarli a costruire quelli nuovi (grano e navi).

CONCLUSIONI
GWTA è una reimplementazione, ambientata in Sud America, del classicissimo Great Western Trail, uno dei gestionali più conosciuti. Ne mantiene le logiche ed il cuore pulsante, introducendo però sufficienti novità per intrigare chi lo abbia in qualche modo ‘esaurito’, rappresentando una sorta di ‘versione 2.0 espansa’ del predecessore, dotata ora di un ulteriore sottostrato (e relativi sottogiochi) da esplorare.
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