CON IL PREZIOSO AIUTO DI TUTTI I REDATTORI DI NONSOLOGRANDI
simarillon (Davide)
Ogni bambino fa storia a sé ed è impossibile, se non deleterio, generalizzare, ma tre anni per molti dei nostri figli è stata l’età perfetta per farli iniziare a giocare.
Soprattutto nei primi anni di vita, anche pochi mesi possono fare una grande differenza a livello di capacità, senza tener conto di indole personale, gusto e propensioni (abbiamo pensato di accontentare tutti fornendo diverse tipologie e meccaniche di gioco). Prendete i nostri suggerimenti con lo spirito giusto e non fissatevi troppo sul numerino stampato in copertina: come il gattonare, come
il camminare, come il parlare, così il giocare da tavolo ha tempi diversi per ognuno.
Quello che si impara in queste scatole sono i mattoni fondanti di tutti i regolamenti futuri: il rispetto delle regole, il concetto di turno, fare le primissime scelte, accettare la sconfitta.
Buon gioco e ricordate la nostra regola principale: giocate con i vostri figli, non limitatevi a farli giocare!
Il Frutteto (HABA)

È il collaborativo dei nongrandi per eccellenza, in cui si vince o si perde tutti insieme. Un tabellone enorme, 40 frutti in legno colorato, 4 veri cestini gli conferiscono un impatto visivo sempre bello. La meccanica base è semplice (tira un dado e svolgi l’azione che esce), ma una delle facce permette ai piccoli di casa di scegliere che frutti prendere. L’emozione di quando mancano pochi frutti da raccogliere è pari alla tensione di quando il corvo è quasi arrivato a mangiarseli. E se volete esagerare c’è anche la versione gigante.
Recensione approfondita
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Balloons (Chicco)

Ecco in una scatola più compatta e leggera un’esperienza ludica molto simile alla precedente (un filino più impegnativa) a un prezzo nettamente inferiore. Sempre collaborando dovremo far arrivare i quattro palloncini sulla tessera del Sole prima che la nuvola lo copra. Uno dei punti di forza di questa scatola è avere un regolamento a due livelli, uno adatto dai 3 anni e uno dai 5, che permettono al gioco di crescere col bimbo. Vengono introdotti un secondo dado e alcune tessere speciali, che offriranno ai nongrandi qualche piccola scelta in più da fare.
Quicky Quack (LOGIS)

Terzo titolo cooperativo: Quicky Quack. Bellissima la scenografia, l’arcobaleno con il sole che avanza, mamma papera e i paperotti, ma soprattutto i buchetti sul lago in cui si tuffano a fine percorso, dove dobbiamo arrivare con tutti i paperotti per poter vincere. La mamma deve stare davanti a tutti e guai a passarle oltre. Il dado ha due facce malus invece di una. Può sembrare piccola come differenza e in fondo un passo indietro cosa vuoi che sia? Tuttavia, siccome in Quicky Quack gli spostamenti ragionano per simboli, arretrare di una casella potrebbe scoprire proprio quel simbolo che fa sprecare un turno in più. Insomma, un passettino in più per un titolo ottimo nella sua fascia di età.
Pin Pon! (Djeco)

Chiudiamo la quartina con questo titolo collaborativo nel quale, tutti insieme, bisognerà far avanzare il camion dei pompieri nel traffico per raggiungere la casa prima che le fiamme la brucino. Gioco basato principalmente sul tiro di dado grazie ad una ambientazione che piace tantissimo ai più piccoli, quella dei pompieri, e a una interessante gestione delle macchine per far muovere la nostra autopompa nel traffico è un gioco entry level perfetto (e per qualcuno della nostra redazione persino più bello dei già sopracitati Frutteto e di Balloons). Materiali eccezionali, la macchinina dei pompieri da sola forse vale il prezzo della scatola, con un gameplay intelligente ecco l’alchimia perfetta per un gioco davvero top.
Hush ‘N Rush (LOGIS)

Tiro del dado da cooperativo a competitivo. Si tira il dado e se esce 1/2/3 fate avanzare un vostro animale di altrettanti passi. Un animale può nascondersi perfettamente dietro a un cespuglio della sua forma o dietro a un ceppo. Se esce la faccia del dado con gli occhi, il lupo si desta: tutti gli animali dietro a un cespuglio di forma diversa dalla propria ritornano alla partenza. Vincete quando riuscite a portare all’arrivo tutta la vostra squadra di tre animali. Un gioco di percorso con lancio di dado: un classico dei giochi per bambini. Cos’ha Hush ‘N Rush per elevarsi dal genere, al di là dei componenti scenografici? Il poter attribuire il risultato del dado a una pedina a scelta: può sembrare poco, un’inezia, ma a 3 anni non è così. Inoltre chi è più vicino alla vittoria affronterà difficoltà sempre maggiori, concedendo un po’ di tempo in più agli altri per eventualmente raggiungerlo e sorpassarlo. Di fatto è il terzo animale a vincere la partita, che pertanto è aperta fino all’ultimo!
Scaccia i Mostri (Oliphante)

Arriviamo a una reimplementazione del classico memory, ovviamente con qualche trovata in più che lo distingue, a partire dal fatto che è collaborativo. Anche in questo caso abbiamo una presenza scenica –
è il caso di dirlo – da paura (in senso positivo!), con un bambino a letto al centro dell’area di gioco e una scatola-armadio con le ante che si aprono davvero, in cui infilare le carte dei mostri spaventati. Tra i suoi punti di forza c’è la modulazione della difficoltà della partita, rendendolo interessante sia per bimbi molto piccoli sia per quelli più grandi.
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Miconia (PlayaGame)

Veloce e compatto gioco di carte a tema “associazione logica” in cui i giocatore dovranno liberarsi più velocemente delle loro 5 carte oggetto scartandole in base al colore, forma o sensazione corrispondente all’informazione rappresentata dal dorso dell’ultima carta scartata su un’apposita pila posta accanto al mazzo di pesca. Le varie associazione non sono nettamente oggettive quindi lo scopo del gioco è spingere i bimbi a spiegare ed argomentare il perché di quell’abbinamento, se la spiegazione è convincente allora è possibile permettere ai nostri nongrandi di giocare la carta.
Fantastory (Chicco)

Un gioco di story-telling per bambini. WOW. In sostanza un mazzo di carte dalle illustrazioni evocative genera spunti per una narrazione condivisa. La cosa migliore è che funziona benissimo. Da noi per un certo
periodo ha sostituito i libretti ed è diventato il gioco della buona notte.
Dopo qualche decina di partite saranno i vostri figli a chiedervi di poter essere i narratori. Anche qui si esercita la memoria, perché dopo il racconto si mescolano le carte e bisogna ricostruire l’intera sequenza. Come ultima cosa sottolineo la presenza di due set di regole, che consentono al gioco di crescere con il bambino e al genitore magari di introdurre gradualmente le novità per accompagnare fianco a fianco i passi evolutivi dei nongrandi di casa.
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Little Arrow (Chicco)

Questo è un gioco che coinvolge tutto il corpo, migliorando la coordinazione psico-motoria e la percezione dello spazio circostante. Ad occhi chiusi e svolgendo il movimento dettato dal dado, il giocatore dovrà appoggiare la pedina su una delle aree disegnate o dei bersagli mobili sparsi per il tabellone. Il valore dei gettoni conquistati in caso di centro è direttamente proporzionale alla loro dimensione, per cui a fine partita vince chi ha la fila più lunga. Il gettone del castello è il più grande, ma l’unico che può cambiare di mano: i nongrandi dovranno valutare rischi e benefici. Come per gli altri titoli della Chicco, pure in questo caso
abbiamo due livelli di regole e il bollino di approvazione dell’ANPE, l’Associazione Nazionale dei Pedagogisti Italiani.
Namasté (CreativaMente)

Non dovete aspettarvi un vero e proprio gioco da tavolo, quanto piuttosto l’approccio a una metodologia dello yoga che passa attraverso il gioco. Il metodo Giocayoga© è stato ideato dall’Associazione Italiana Yoga per Bambini (AIYB), unendo il meglio della disciplina dello yoga, declinata secondo i metodi più moderni della pedagogia. Il regolamento suggerisce cinque differenti modalità e i materiali si prestano a creare le proprie. L’aspetto maggiormente positivo è il fornire 40 posizioni non troppo complesse da eseguire, con la spiegazione di come raggiungere ognuna e cosa ci deve trasmettere la stessa.
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