scritto da
FΛB!O P.
Buona domenica a tutti!
Oggi con le nostre partite vi porteremo tra brevi esperienze amicali a lunghi percorsi familiari, passando da scatole uscite l’altro ieri ad altre del millennio scorso. Ma quanto sono meravigliosi i giochi da tavolo, anche in questo?
Buona lettura.
[F/\B!O P.] Fiabe di Stoffa • 2-4 giocatori • 7+ • 60-90′ • giocato in 3 • 111 minuti

Come scrissi mesi fa, quando finimmo il Wonder Book, questa è la pillola della settima e ultima storia di Fiabe di Stoffa, ma riassume in sé un po’ tutta la nostra esperienza dentro questo libro spiralato. Assumiamo dunque i ruoli di tre stoffini che cercano di sistemare il Cadigiù!
Il libro si apre per rivelare una mappa colorata con le scelte, la storia e le regole speciali sulla pagina opposta. Al vostro turno, pescate 5 dadi dal sacchetto. I loro colori determinano le azioni/opzioni a disposizione: bianchi per guarire, rossi per attacchi in mischia, verdi per attacchi a distanza, gialli per ricercare, blu per azioni speciali e viola come jolly. Potete conservare i dadi per un secondo momento, combinarli per azioni più incisive o usarli per spostarvi. Quando si accumulano abbastanza dadi neri, i nemici attaccano!
Ambra ha usato il personaggio di Flops (un coniglietto, come il suo peluche preferito) per tutte e 7 le storie; io ho cominciato con Stitch (pupazzo di stracci), ma a un certo punto c’è stata una svolta narrativa e sono passato a uno di quelli che non sono disponibili all’inizio; Monica è rimasta fedele a Lumpy (elefantino) sino al finale, in cui ha preso Theadora (orsetto) giusto per vederli un po’ tutti sul campo. Le meccaniche sono semplici e la nostra bimbella, sul finire dei suoi 8 anni, le ha fatte sue in fretta.
Non so se siamo noi particolarmente propensi al lato narrativo e discussivo, ma la durata indicata è stata quasi sempre sforata, spesso di parecchio. La campagna ci ha impegnato per un totale di 1074 minuti di gioco (17h54′), che ci porta a una media di circa due ore e mezza (storia più corta 1h17′, più lunga 3h42′). Scrivo questo solamente per mettere in guardia chi pensa di incastrare una partita tra una cosa e un’altra, perché almeno per noi è risultato impossibile. Però sono state ore ben spese, che ci siamo godute dal primo all’ultimo minuto. Inoltre la partita interrotta si “salva” con molta semplicità al cambio di pagina.
La difficoltà è bassina e non siamo mai stati in grosso pericolo: nessuna sconfitta, nessuna partita da rigiocare. Sicuramente la trama e i bivi ci hanno tenuti incollati alla storia che si dipanava, sebbene – come per Wonder Book – quelle (poche?) pagine saltate non mi motivano al punto di ricominciare da capo. In compenso, per non staccarci troppo in fretta da questo mondo, ho scaricato e stampato la storia ufficiale gratuita #1: per sapere se merita, segnalatemi il vostro interesse nei commenti e potrei farne una pillola specifica. Cari lettori, aiutatemi per il prosieguo: Storie di Famigli o Mice and Mistycs?
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[Antonio-Figlio di Griffin] Unmatched: Cobble & Fog • 2-4 giocatori • 9+ • 30′ • giocato in 2, in 3 e anche in 4 con partite in media sotto i 60′

Questo schirmish sta conquistando il nostro gruppo di gioco, tanto da averci fatto acquistare ben 4 scatole (quella Cobble & Fog è la mia). I personaggi e i loro mazzi sono ben tematizzati e portano sempre una affascinante personalizzazione allo stile di gioco, molto aderente alle caratteristiche del personaggio interpretato. Questa edizione l’abbiamo giocata tanto e in configurazioni diverse. Rispetto alle altre edizioni ha anche un tabellone doppia faccia che aumenta quindi la variabilità degli scontri. A me è piaciuto tantissimo giocare con l’Uomo Invisibile che, tra le altre abilità, ha quella (figherrima) di “sparire letteralmente” dal tabellone per ricomparire al turno successivo. Stiamo approfondendo, come detto, anche altre edizioni e la cosa ci sta entusiasmando non poco al tavolo. Le partite sono sempre terminate con estremo equilibrio e con lo scarto di pochi punti. Lo abbiamo valutato ottimo in 2 più che in altre configurazioni perché si sente e si vive ancora più tensione ed equilibrio durante tutta la partita. Si evita infatti la possibilità che in 3 due si accaniscano sul terzo e che in 4 alla morte di uno ci sia uno strapotere di coppia difficile da contrastare poi senza compagni. Io ero (e lo sono) sempre refrattario a giochi con molto testo sulle carte ma questo titolo mi ha conquistato senza alcuna fatica. Il testo non lo “soffro” in questo caso ma lo amo come parte dell’esperienza di gioco che, come ho già indicato, è ben alimentata dalle belle tematizzazioni dei personaggi (per le loro abilità e tattiche). Lo consiglio e consiglio in particolare questo edizione per cominciare…
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[Antonio-Figlio di Griffin] Cthulhu: Death May Die • 1-5 giocatori • 14+ • 90-120′ • prima partita in 4 e seconda partita in 3 • meno di 90′ a scenario

Ci siamo calati in sessione molto “american” nell’ultimo periodo e la scoperta di questo titolo mi ha molto sorpreso (in positivo). La produzione di materiali è di qualità alta e l’immersività favorita dai personaggi è abbastanza appagante. Io in entrambe le partite ho controllato Rasputin che aveva una abilità propria molto potente e molto figa (la possibilità di non morire e per più di una volta). Il gioco dipende tantissimo dal tiro di dadi ma le facce coi tentacoli regalano tanta variabilità dando avanzamenti sul tracciato della sanità mentale e sbloccando, in determinati punti, alcune abilità… ovviamente con la morte ad attenderci alla fine dello stesso tracciato (anche se ti chiami Rasputin)! Un’altra cosa che mi ha colpito è stata la leggibilità delle poche e chiare azioni e la facilità di padroneggiarle. Tutto chiaro ed estremamente immersivo (almeno per gli amanti del genere). Lo consiglierei anche ad occasionali con la presenza di un giocatore esperto al tavolo. Superato il primo scenario con il mio Rasputin che nel momento finale incenerisce il Grande Antico con un mio tiro di dadi spettacolare (leggi anche molto fortunato)! Secondo scenario perso con il mio Rasputin rimasto solo contro Cthulhu in miniatura!
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[Antonio-Figlio di Griffin] Metro • 2-6 giocatori • 8+ • 45′ • giocato in 3 • 35′ compresa spiegazione delle semplici regole (di piazzamento e conteggio punti)

Gioco leggero di fine serata a casa di Salvatore dopo botte da orbi ad Unmatched! Io e Antonello ascoltiamo la veloce e semplice spiegazione delle regole (versione non avanzata) e subito siamo in grado di piazzare tessere con l’obiettivo di chiudere tragitti da una nostra stazione a un’altra nostra stazione con il rischio di favorire chiusure anche di tragitti avversari. Il gioco, come scrivevo, è molto lineare e semplice da padroneggiare: piazzo tessere (orientandole solo in un senso nella versione non avanzata) e faccio punti in base al numero di tessere contigue sul percorso, se chiuso. Questo è e questo offre un gioco di fine anni novanta. Lo abbiamo trovato carino ma senza quella scintilla o quel brio che si può trovare in altri titoli con idee altrettanto semplici ma forse più interattive e più accattivanti. Un po’ troppo legato alla fortuna il piazzamento senza la possibilità di girare la tessera a proprio piacimento, quindi mi riservo di dargli un voto più alto nella versione avanzata.
CONTENUTI AUDIO E VIDEO
Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo questa settimana ho pubblicato il gameplay di Japanese: The Game. È una partita in solitaria col mazzo base: se vi ha incuriosito, posso registrare un tutorial o un’altra partita con il mazzo Anime.
Questa settimana il podcast chiude la stagione e vi dà appuntamento alla prossima con una puntata tutta estiva!
ENIGMI E SALUTI
La soluzione all’indovinello giocherò con voi senza parole era Imagine.
Invece riuscite a riconoscere la copertina che è finita dentro al caleidoscopio?

Giocate, pensate e commentate: alla prossima settimana!
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