scritto da
FΛB!O P.
Quando leggo che tra le meccaniche principali di un gioco c’è il colpo d’occhio, so già che in casa non avrò alcuna possibilità di vincere. Ma che dico “vincere”? Potrò ambire al secondo posto soltanto quando giocheremo in due e anche il quel caso mia figlia Alice sottolineerà che in realtà sono arrivato ultimo. Tuttavia non m’importa, perché so con altrettanta certezza che mi divertirò, a prescindere dal risultato: non è meraviglioso? Non dovrebbe essere sempre così? Nutrivo dei dubbi invece sulla longevità di Mysterix e le parecchie partite fatte hanno gettato luce su questo aspetto. È un prodotto appena pubblicato da Djeco sulle idee di Grégory Kirszbaum e Alex Sanders (quest’ultimo ne è pure l’illustratore). Le partite in 2-5 giocatori di 4-12 anni durano circa 10 minuti.
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Ringrazio l’editore per la copia recensore.

I COMPONENTI
La scatola di Mysterix, di dimensioni 120×85×29mm, contiene:
- il regolamento in 10 lingue (DK, NL, EN, FR, DE, IT, PT, RU, ES, SE);
- 54 carte (9 scenari × 6 carte ciascuno).
Come avrete intuito, è il classico mazzetto di carte Djeco con la robusta scatolina a cassetto. Materiali adatti allo scopo, con le carte che si mescolano un’unica volta a partita. I disegni di Alex Sanders hanno la giusta varietà e similitudine per far funzionare il gioco alla perfezione. Le regole stanno sul fronte + retro di una carta, immediate e chiare.
Ho girato anche un video di unboxing:

LE REGOLE, OVVERO: COME SI GIOCA?
Preparazione: Mescolate le 54 carte e appoggiate il mazzo coperto sul tavolo.
Svolgimento: Quando siete pronti e attenti, il giocatore attivo gira la prima carta e la posa a faccia in su. Tutti cercano contemporaneamente l’intruso sulla carta: un piccolo oggetto o un animale che non si adatta al tema raffigurato. Il primo giocatore che pensa di averlo trovato mette il dito sull’oggetto e ne grida il nome: se ha ragione, vince la carta e inizia un nuovo round; se sbaglia, il round continua senza di lui. La partita finisce quando il mazzo è esaurito: vince chi ha conquistato più carte!
Il regolamento completo di Mysterix lo potete trovare qui.

CONSIDERAZIONI & IMPRESSIONI
Devo ammettere in tutta onestà che ero prevenuto rispetto a questo gioco, perché mi dicevo: “Vabbe’, per un paio di partite si tratterà di colpo d’occhio, poi sarà tutto mnemonico!” Però da una parte la fascia d’età adatta ad Alice, dall’altra una meccanica per cui ho un debole mi hanno convinto a provare lo stesso. La prima partita l’ho affrontata con più curiosità che aspettative e forse questa è sempre l’attitudine migliore con cui approcciarsi alle novità.
Dunque? La soluzione escogitata da autori e casa editrice, che immagino abbiano riscontrato il problema in fase di playtest, è tanto semplice quanto efficace: gli scenari. Cosa sono? In buona sostanza le 54 carte sono suddivise in 9 tematiche o ambientazioni: i gatti, i dinosauri, i fiori, i cibi, i vestiti, eccetera. In questa maniera non è più possibile andare a memoria (ad esempio dinosauri-scarpa), ma bisognerà ogni volta perlustrare l’illustrazione in cerca dell’intruso.
Ci sono fondamentalmente scenari di due tipi. Il primo è quello che potremmo definire bicolore: uno per lo sfondo e uno per i soggetti, che saranno quasi inevitabilmente silohuette. Il secondo, quello multicolore, ha sempre lo sfondo a tinta unita, però gli elementi sono più variopinti e dettagliati. Non ce n’è uno più facile o più difficile dell’altro, poiché ciascuna tipologia ha le sue specificità, che emergono già alla prima partita a Mysterix.
Per esempio guardate la foto dei pesci rossi qui sotto: purtroppo l’immagine digitale non rende giustizia alla realtà, tuttavia vi assicuro che il contrasto rosso/azzurro mette a dura prova il nervo ottico. Nella stessa foto, spostate ora lo sguardo sulle carte coi vestiti: in quel carnevale di colori lo spaesamento non è da poco. Io personalmente riesco meglio con le sagome, altri amici invece peggio, le mie donne sono dei fenomeni in ogni condizione.

L’interazione è indiretta, in quanto si concorre tutti contemporaneamente per la stessa carta e – come appena accennato – in casa mia non c’è storia. Quando giochiamo tutti e quattro, grosso modo i punteggi si aggirano intorno alla quaterna 16-16-16-7 ed è inutile dirvi che il perdente per distacco sono io. Le statistiche, ricavate dalle mie partite a questo e ad altri giochi basati sulla stessa meccanica, sembrano dire che le donne abbiano una certa propensione all’occhio svelto…
Il mio miglior risultato è stato di 25 contro i 29 di Alice, ma ero in trance agonistica e già così mi sentivo un campione. Quando siamo in tre con Ambra, ho provato a proporre come regola domestica che se io arrivo a 10 vinco a prescindere da quante carte conquistino loro. La mozione non è passata… e in ogni caso non ce l’ho mai fatta. Comunque assistere alla loro prontezza di riflessi è uno spettacolo ^_^
In giro, da amici o parenti, siamo riusciti a provarlo pure in 5 e, con lo spazio adeguato, sono sicuro che avremmo potuto farlo anche in 6. La scalabilità infatti non soffre di alcun problema, poiché tutti svolgono la stessa azione in simultanea sulla medesima carta in palio. Siccome la durata dipende soltanto dall’esaurimento del mazzo, anch’essa è invariata rispetto al numero dei giocatori. L’unica accortezza è che ognuno deve vedere bene l’illustrazione.
Insomma, non ci siamo ancora stufati di Mysterix e la rigiocabilità è buona: sebbene si compia sempre la stessa dinamica (gira la carta, cerca intruso) per 54 volte, la sequenza con cui la fortuna fa uscire le carte e la durata veramente esigua (siamo più sui 5 minuti che sui 10 dichiarati) creano un ritmo serrato e adrenalinico che non stanca. Ridotto è pure il volume occupato, per cui scatolina salta in tasca che ti portiamo con noi!
Di lati negativi veri e propri non ne ho trovati, però posso dare l’avvertenza standard per i giochi che hanno solamente una meccanica: se proprio colpo d’occhio e velocità non sono il vostro forte, allora statene alla larga, tuttavia non sarei la persona giusta per dirlo, dal momento che sono scarsissimo e mi diverto lo stesso XD

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Ecco qui in elenco le cose che Alice (4 anni e 6 mesi) e gli altri bambini che hanno giocato con lei hanno potuto imparare – o ripassare – giocando a Mysterix:
- ad allenare i riflessi e il colpo d’occhio;
- che alcune combinazioni di colori e/o forme sono molto più difficili da distinguere di altre;
- che cambia poco chi gira la carta (se lo fa onestamente);
- che ci sono giochi in scatola anche senza turni, in cui agiscono tutti allo stesso tempo, con dita che s’intrecciano, mani che cozzano, sguardi che dardeggiano;
- che le unghie stanno bene corte anche per motivi ludici.

LE ETÀ GIUSTE PER GIOCARCI
Il regolamento di Mysterix riporta 4-12 e onestamente trovo corretto solo l’estremo inferiore. Alice ha cominciato a giocarci a 4 anni e mezzo, subito competitiva, ma avrebbe potuto riuscirci anche a Natale scorso, quando invece con Dobble faticava. Alla fine il meccanismo base è semplice e i soggetti sono particolarmente graditi ai bambini, tanto che la scatolina può finire spesso in tasca e portata in bici, in vacanza, dai nonni e dagli amici. Per quanto riguarda il limite superiore delle medie, se da un lato personalmente ci gioco volentieri pure tra soli adulti (ma ho già ammesso di avere un debole per la meccanica), dall’altro il famoso gioco con le carte tonde è consigliato dai 7 anni, pertanto questa potrebbe già essere vista come un’età di passaggio. Volendo in aggiunta c’è sempre il nostrano Vedo Doppio.

MIA MOGLIE DICE COSE
«Ammetto che, appena capito come funzionava Mysterix, già mi ero domandata: “Eh, andrà a finire che si impara a memoria le carte.”
Per adesso, devo dire di no. Ogni carta assomiglia ad altre, per cui non è possibile andare a memoria, bisogna guardare. E guardare bene.
Ovviamente è un tipo di gioco che mi piace molto: il colpodocchio è una delle mie specialità.
Sono contenta, perché Alice lo apprezza ed è davvero brava nell’individuare l’intruso.
Credo che alla lunga sia un gioco che si perde con l’età, ma per la fascia fine asilo e inizio elementari è davvero un buon prodotto.
Lo consiglio. È pratico, agevole da portare con sé e ci si gioca volentieri anche da adulti.»
MIA FIGLIA DICE COSE
«È divertente! E poi sono brava. La carta col paperotto la voglio sempre io, perché è il mio peluche preferito. Lo consiglio agli altri bambini, perché piacerà anche a loro.»
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— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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