Scritto ieri sera da
Figlio di Griffin
e da tutti gli impressionanti
Buona domenica e buona fatta Epifania!
Ieri sera sui nostri tavoli abbiamo cercato scampo nel buio, abbiamo preso più volte l’ascensore, abbiamo cercato di mettere luce là dove non ce n’era, abbiamo raccolto oggetti per le nostre stanze, abbiamo combattuto strenuamente e abbiamo riempito cesti e cesti di funghi.
Buona lettura!
PILLOLE
[Pietro-ZAKK_09] Nemesis • 1-5 giocatori • 14+ • 90′ • giocato in 3 • 120′ circa con spiegazione

E anche a me finalmente tocca provare questo gioco con tanta risonanza nel mondo ludico. Nel buco montagnoso dove ci siamo andati a ficcare per capodanno riusciamo comunque a trovare il tempo per giocare (fra le altre cose) a questo gioco. Durante il set-up, che facciamo con qualche spuntino in mezzo, mi spiegano il gioco che non mi pare troppo complicato: a parte il meccanismo di rumore e le azioni c’è poco altro.
Ovviamente parto a giocare con grandi aspettative vista la fama che accompagna la sua scatola scura. Siamo in tre, a quanto pare numero ottimale: capitano, soldato, ed esploratore (io). Il mio personaggio mi piace subito tantissimo, agisce senza fare troppo rumore e senza scatenare attacchi che lo porterebbero a morire velocemente.
All’inizio del gioco ci dividiamo i compiti: io e il soldato partiamo verso i motori, il capitano andrà a controllare la rotta. Fino ai motori (due o tre azioni) tutto bene. Riesco addirittura a vedere il motore di destra che è attivo, prima che nell’altro motore il soldato attiri un adulto su cui scarica un caricatore senza far nulla, e subendo qualche ferita.
Nei turni dopo la situazione è sotto controllo, qualche incendio, qualche malfunzionamento ma tutto ok. Controllo per sicurezza i motori che aggiusto e inizio a cercare il nido, che mi serve per il mio obbiettivo che richiede che trovi un uovo, lanci un segnale e mi iberni. Da qui in poi tutto precipita. Due nuovi adulti escono dall’oscurità bloccando il soldato.
Il gioco che mi stava deludendo a causa della banalità, sì era stato davvero troppo facile fino a quel momento, inizia a richiede una grande collaborazione. Ci frega proprio l’incendio che si espande prima che abbiamo il tempo di craftare l’estintore. La nave va a fuoco e con lui tutti i passeggeri che muoiono da qualche parte nello spazio dimenticato.
Il gioco ti lascia con una gran voglia di giocare ancora, ma la sfida è davvero complicata ed è difficile vincere senza un bel po’ di fortuna. A parte questo è davvero un gran giocone che è già sulla mia lista dei desideri. Davvero bellissimo.
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[Giuls-TheUncle] Fallout Shelter • 2-4 giocatori • 14+ • 60-90’ • giocato in 2 • circa 70′ con spiegazione

E venne il giorno…
Le vacanze di Natale mi portano, come tutti gli anni, il regalo più gradito di tutti, il ritorno del mio migliore amico in Italia. Pippo è un nerd come noi, mente analitica da ricercatore universitario e passione per i videogames, i telefilm e, ovviamente, i giochi da tavolo.
Ormai non chiede neppure, entra nello studio, adocchia 2/3 titoli, li mette sul tavolo e scegliamo quale intavolare in base al tenore della serata.
Questa volta sul tavolo ha messo un GDR, Fallout Shelter ed il nostro Terraforming Mars. Scartato il GDR e deciso che dopo il gioco avremmo visto un film horror, la scelta è ricaduta su Fallout. L’ho lasciato ad allestire il tavolo mentre io, in cucina, preparavo qualcosa da mettere sotto di denti.
Quando sono andato a chiamarlo per mangiare l’ho trovato seduto alla mia scrivania, davanti al PC, che si guardava un videotutorial sul gioco.
“Almeno dopo si parte con la partita al volo!” dice lui.
Ceniamo, torniamo nello studio e ci sediamo al tavolo. La partita comincia un po’ lentamente, con l’unico scopo di accaparrarsi tutti gli omini a disposizione per poi impegnarci nella costruzione del vault.
Il gioco, come sapete, è un piazzamento lavoratori molto semplice e graficamente molto accattivante. E’ uno dei pochi giochi da tavolo che fa rivivere le atmosfere del videogame, soprattutto nella fase di produzione risorse e di quella delle minacce da apporre sulle carte stanza.
Come sempre il Dio dei dadi mi ha appoggiato una mano su una spalla e dolcemente mi ha detto “NON TI FACCIO AZZECCARE MANCO UN TIRO”. Nonostante il suo (sempre) amorevole intervento sono riuscito ad arrivare in fondo alla partita lottando punto a punto con Pippo.
Come ho detto all’inizio… E venne il giorno…
La partita è finita 45 a 46.
Un punto solo di distacco.
A FAVORE SUO….
Lui alza lo sguardo, mi fissa “Ho vinto” sussurra. Poi fissa di nuovo il tavolo, mi guarda di nuovo “Ho vinto, contro te, per la prima volta, ho vinto…”. Sì, Pippo per la prima volta mi ha battuto e, felice come una Pasqua, mi ha detto che da ora in poi sarà quello il gioco che faremo quando tornerà a trovarmi.
Sì Pippo, credici. Sì…
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[Valeria-MeepleOnTheRoad] Blackout: Hong Kong • 1-4 giocatori • 14+ • 75-150′ • giocato in 2 • 120′ con spiegazione

Ultimo pomeriggio libero di queste vacanze natalizie. Ci sarebbe anche il tempo di togliere il cellophane a qualche scatola sullo scaffale della vergogna, ma non ho la testa di imparare cose nuove oggi. “Però niente filler, dai. Investiamo questo paio d’ore in qualcosa di più corposo.” “Allora scegli tu” mi dice il Riccio, sicuro che gli rifilerò qualcosa di strapesante. Faccio scorrere gli occhi sulle cinque Billy e penso che è un po’ che vorrei fargli provare Blackout: Hong Kong. Mi gioco la carta “ambientazione Cina” e faccio centro. Il Riccio è incuriosito e non si lascia scoraggiare nemmeno dalla durata importante impressa sulla scatola.
Comincio a fare il setup mentre gli racconto un minimo di background e gli spiego chi è Pfister. Questo nome non gli dice niente e io mi chiedo negli ultimi due anni con chi abbia giocato… Sigh. Pazienza, cominciamo. Il Riccio sceglie il mazzo del dragone – che prevedibilità – mentre io quello della tigre. Tanto non cambia niente, direte voi. Forse sì, ma è una questione di mindset, di come si approccia la partita. Ci impieghiamo un attimo a ingranare, ma poi seguendo i vari step stampati sulle plance dei giocatori tutto diventa più facile e super fluido.
Mettiamo in atto strategie opposte. Il Riccio punta a espandersi sulla mappa assoldando un sacco di esperti e completandone gli obiettivi. Esplora molto, ma questo gli costa un buon numero di persone in ospedale che poi non riesce a tirare fuori con un solo medico a disposizione. Cerca di sbloccare il quarto slot delle carte, ma per poco non ce la fa e gioca tutta la partita nella condizione iniziale. Nemmeno io sblocco il quarto slot, ma almeno riesco a sbloccare l’altro bonus, quello che mi fa riprendere carte in mano anche se ne ho ancora 5 o 6 e questo mi permette un bel po’ di flessibilità su quello che butto giù, tanto so che a breve tornerà disponibile. Faccio un gioco totalmente diverso: pochi esperti, ma molti piani di emergenza che mi regalano spunte da attivare a ogni round.
Arriviamo a finire il mazzo obiettivi che siamo quasi in parità. All’ultimo round il Riccio risolve altri due obiettivi che danno punti, mentre io chiudo ben due distretti in cui lui non è presente e lo riaggancio. Ce la giochiamo sul filo del rasoio. Contiamo. Lui raggiunge un sonoro 92 mentre io sono a 70 con il conteggio delle persone ancora da fare. Le conto davanti a lui una alla volta con lentezza, per aumentare il pathos. Mi servono 23 punti. Inizia quello che sembra un minuto infinito. Tre… Sette… Undici… Sedici… Venti… Ventuno. Ventuno. Ma seriamente?! Già, ventuno.
Il Riccio batte la Vale 92-91 alla sua prima partita a Blackout: Hong Kong. Con un gioco a tema Cina non avevo scampo. Li sente proprio, non ce n’è. Non abbiamo molti giochi basati sulla programmazione delle azioni con carte e lui ammette che la meccanica non gli è dispiaciuta. Io sono sempre contenta quando un gioco gli piace: una scatola in meno che prenderà polvere sullo scaffale!
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[Yuri-Sayuiv] Valley of the Kings – Premium Edition • 1-6 giocatori • 14+ • 45-60′ • giocato in 5 • 90′ con spiegazione

Questo gioco ha una storia dietro. Lo avevo per primo adocchiato circa un anno e mezzo fa in un negozio vicino casa mia, senza comprarlo. Fatte un po’ di ricerche, qualche mese dopo rivado al negozio per scoprire che non lo avevano. Passano altri mesi, e con mio figlio torniamo a far visita al negozio per vedere che lo avevano di nuovo.
Valley of the Kings è un deck building nato grazie a kickstarter, attraverso 3 differenti campagne che hanno offerto carte aggiuntive. Questa versione Premium è a cura di AEG che ne ha fatto un restyling grafico, ingrandito le carte e aggiunto direttamente le sleeves nella scatola. Abbiamo giocato una partita in 5, praticamente la prima per tutti, se si esclude la mezza partita che avevamo fatto io e mio figlio di prova. La particolarità di questo deck building è che si fanno punti solo per le carte che “sotterriamo” e quindi ci siamo ritrovati sempre di fronte al dilemma “tengo la carta perché la sua abilità mi è veramente utile, oppure la sotterro per fare punti a fine partita”.
L’equilibrio è labile, e tutti noi abbiamo sottovalutato la cosa, incominciando a sotterrare le carte un po’ troppo tardi nella partita. Gioco che scorre molto bene, se non fosse che alla prima partita ci ha preso più tempo di quello indicato perché dovevamo leggere tutte le carte che uscivano.
Mio figlio, Ale, ha iniziato alla grande, acquistando un paio di carte che gli permettevano di fare una bella combo. Io nel frattempo mi stavo concentrando di comprare carte di una certa categoria (i punti si fanno collezionando carte uniche di uno stesso set elevando al quadrato il numero di carte uniche). Mia figlia, Naomi (che può tranquillamente competere con il riccio di Valeria ;P ), invece si è smarrita sin da subito, sopraffatta dai tanti effetti che le carte proponevano e cercando di creare una strategia. Il suo ragazzo, Mahdi, invece a metà partita aveva un mazzo che gli girava bene, mentre il loro amico, Adam, anche lui un po’ scombussolato. La partita è finita con la mia vittoria, grazie alle 5 carte uniche del set libri che mi hanno garantito 25 dei 38 punti fatti.
Il gioco è piaciuto a tutti, tanto che Mahdi ha subito cercato online per vedere se riusciva a comprarlo. A distanza di qualche giorno, nonostante la partita non troppo soddisfacente, Naomi ha rimarcato la voglia di rigiocarlo ora che “conosce” le carte.
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[Yuri-Sayuiv] Maximum Apocalypse • 1-6 giocatori • 14+ • 45-90′ • giocato in 4 • 120′ con spiegazione

Ecco un altro gioco a cui stavo dietro da tempo di cui avevo sempre rimandato il suo acquisto. Anche questo nasce su kickstarter, un gioco di avventura che ci farà vivere delle avventure in un mondo post apocalittico a scelta tra inverno nucleare, virus, invasione aliena o rivolta robotica, che ci permette di affrontare rispettivamente mutanti, zombie, alieni e robot.
Come prima partita abbiamo scelto uno degli scenari facili, inverno nucleare contro i mutanti. Io nei panni del pompiere, Ale nei panni dell’ingegnere, Mahdi nei panni del chirurgo e Naomi nei panni della cacciatrice. Ogni personaggio ha il suo mazzo di carte con azioni ed equipaggiamenti. L’obiettivo dello scenario era quello di trovare il rifugio, portare almeno 5 porzioni di cibo, due coperte, due giornali e 3 taniche di benzina e riunirci lì tutti insieme e sconfiggere tutti i nemici rimasti.
Dopo aver creato la mappa con le tessere a faccia in giù in modo casuale, dovevamo scegliere dove piazzare la tessera del furgoncino come ingresso sulla mappa: mai scelta poteva essere peggiore! Prima e unica tessera che potevamo rivelare era il deserto, che ci faceva alzare la fame di 1 ogni volta che ci entravamo. Poi abbiamo incontrato una stazione di servizio, che fortunatamente ci permetteva una ricerca gratuito una volta rivelata. Purtroppo, le tessere circostanti erano due accampamenti di banditi, che se attraversati ci facevano perdere un equipaggiamento o subire 5 danni, e l’impianto nucleare, che ci dava un segnalino tossicità, che ci faceva subire un danno alla fine di ogni turno.
Dopo questo inizio in salita, riusciamo ad arrivare al centro della mappa dove riusciamo a trovare delle tessere più utili, soprattutto per cominciare a fare la ricerca degli oggetti che ci servivano. La fame è stata una minaccia costante, ma una delle abilità del chirurgo poteva farcela abbassare di 1 se nella stessa tessera. Purtroppo non è stato abbastanza, visto che in molti abbiamo dovuto girare la carta personaggio sul lato affamato che ci faceva perdere punti vita alla fine di ogni turno. I mutanti inizialmente non erano un problema, anche se i topi radioattivi aggiungevano segnalini tossicità a chi li rivelava. Anche qui il chirurgo aveva una abilità che ci permetteva di toglierli.
Circa a metà partita tutti tranne me erano ingaggiati con 1 o 2 nemici, con circa la metà dei punti vita a disposizione. Io, che voglio fare l’eroe della situazione, e forte del fatto di avere il maggior numero di punti vita a disposizione e il casco che diminuisce i danni presi di 1, decido di giocare la mia carta flare, che attira su di me tutti i nemici nei dintorni. Purtroppo avevo sottovalutato la portata del flare, ed oltre ad aggrarmi i nemici dei miei compagni, aggro anche 2 che non erano ingaggiati. Mi son ritrovato con tipo 7 nemici di fronte a me. Grazie alla mia fidata ascia ne riesco a far fuori un paio, ma mi becco una bella dose di danni. Nel suo turno Naomi mi aiuta a buttarne giù uno e Mahdi un altro.
Fortunatamente avevamo rivelato la tessera dell’ospedale, che ci ha permesso di curarci un po’ e riprendere fiato. Incominciamo ad ingranare, recuperare quasi tutti gli oggetti che ci servivano e a trovare il rifugio. Mancavano i giornali, ma non avevamo ancora trovato la tessere che ci permetteva di cercare nel mazzo dove erano presenti i giornali. Io causa fame e nemici ero ad un passo dalla morte.
Fortunatamente avevo diverse carte per curarmi. Sembra che ci stiamo riprendendo, ma alcuni tiri sfortunati degli spawn dei mutanti ci rimettono in pericolo. Riusciamo a trovare la tessera che ci serviva. Incominciamo a concentrare i nostri sforzi nella ricerca di questi benedetti giornali, ma i mostri ci stanno circondando, e ogni vol…
[F/\B!O P.] Bolets • 1 giocatore • 8+ • 10-15′ • giocato in solitaria • 20′ con lettura delle regole

Si è da poco concluso il 6° Calendario Ludico dell’Avvento di GSNT, in cui vi abbiamo presentato i 24 migliori roll-and-write print-and-play per 1-100 giocatori. Con l’occasione sono andato a riguardarmi il calendario del 2021, di cui invece erano protagonisti i nanogame (giochi con sole 9 carte). Nell’anno intercorso si è tenuto un nuovo design contest su BGG e così ho deciso di provare il vincitore.
Ci sono otto carte quadrettate che contengono bonus, malus, ostacoli, mura lungo i bordi e aperture di accesso, più una nona carta con i tracciati per la vita, i corvi e i punti. Cominciate impostando i valori iniziali e appoggiando la prima carta sul tavolo. Entrate poi in un ciclo di azioni, finché non esaurite le carte: pescate una nuova carta; sovrapponetela strategicamente alla precedente; tracciate un percorso da un ingresso a un’uscita (raccogliendo funghi, gestendo corvi, recuperando punti vita e deviando contro le rocce); aggiornate i tracciati.
Devo dire che mi è andata bene, perché il vincitore fa parte di quel genere di solitari che piace a me: brevi e dal sapor di rompicapo. A prima vista potrebbe sembrare che con una sola carta in mano non ci sia una grande scelta, ma non è così: primo, presenta 4 ingressi; secondo; ci sono una manciata di oggetti all’interno; terzo, può essere ruotata e sovrapposta con molta libertà (basta non coprire le pietre). Fatto ciò, il percorso va tracciato in linea retta, cambiando direzione soltanto dopo aver urtato un muro, una porta o una roccia. A proposito di queste ultime, oltre a quelle stampate ce ne sono anche di “piazzabili” sotto forma di cubetti: quelle rosse si ottengono ogni 4 punti e quelle gialle costano 1 vita. Infine una menzione agli infamissimi corvacci, che se ne lasci visibili 5 perdi la partita, ma ognuno su cui passi sopra costa 1 vita. Ce ne sono quindi di cosette da tenere in considerazione e i suoi pochi minuti sono belli densi, veramente gustosi. Come la torta che mi ha fatto la nonna per essere arrivato alla sua casetta sull’ultima carta con 21 punti: chi prova a battermi? Consigliato!
CONTENUTI AUDIO E VIDEO
Questa settimana sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo abbiamo in video due volte il sorriso della nostra Vale-MeepleOnTheRoad.
Nel primo video il disinscatolamento di Tokaido Duo, la versione per due giocatori del famoso e rilassante Tokaido.
Nel secondo abbiamo un trailer delle fasi di gioco [in 60″].
Questa settimana il podcast vi regala la prima parte di una chiacchierata sui migliori titoli (GDT, GDR, Librigame) del 2022!
ENIGMI E SALUTI
“Sarò buono… come il gioco che dovrete indovinare… prima che lo stesso venga mangiato dai bambini” nascondeva La Casa di Pan di Zenzero e nessuno è riuscito a trovarne la soluzione in due settimane!
Con “proverete di nuovo” invece Francesco ha subito associato, giustamente, Seconda Chance.
Allora voglio proprio mettervi alla prova con questo nuovo indovinello: per risolvere il tuo mistero i tuoi occhi dovranno essere quelli degli altri.
A domenica prossima!
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