scritto a da Chrys
I tempi in cui le uscite erano quasi solo in concomitanza con Essen, Lucca e Play sono ormai un lontano ricordo e, per quanto molti titoli si concentrino ancora lì per svariati motivi, ormai ogni mese escono nuovi titoli, anche molto interessanti.
Tra le uscite di settembre troviamo appunto Seconda Chance (1-6 giocatori, 10-15 minuti) ideato da Uwe Rosenberg, autore famoso per Agricola, Patchwork, Le Havre, La Festa per Odino, Cottage Garden e moltissimi altri titoli. Il gioco ci arriva completamente in italiano grazie a MS Edizioni.
Non fatevi trarre in inganno dalla scatola, che potrebbe farvelo sembrare un Roll&Write: in realtà di dadi non ce n’è l’ombra e si tratta di un “draw&write” come il famoso Welcome To. Questo fa sì non solo che le forme da disegnare siano uguali per tutti, ma anche che si possa fare una certa pianificazione, perché le carte con le varie forme sono in numero noto e limitato.
In queste righe di solito parlo dell’ambientazione ma… be’, questo è sostanzialmente un astratto, come Level 9 o il Tetris, quindi… affiancate polimini nel modo più furbo e riempite più che potete la vostra griglia, tenendo anche conto delle forme già uscite.
LA SCATOLA
La confezione molto compatta (18×12 cm) contiene un blocco di 100 fogli fronte/retro (quindi 200 schede), 13 carte iniziali, 40 carte tessera e 3 carte delle varie forme e relativa quantità. Troviamo anche un sacchettino con 6 matite e un regolamento che sta in una pagina fronte/retro, ricco di esempi e illustrazioni.
COME SI GIOCA
A inizio partita ogni giocatore riceve un foglio, dove si trova una griglia di 9×9
quadrati, e due carte dal mazzetto iniziale: ognuna di questa carte presenta una figura differente, che occupa 8 caselle e che andrà posta in modo che almeno una delle caselle sia quella centrale. A questo punto tutte le carte iniziali possono essere messe via e si mescola il mazzo di 40 carte.
quadrati, e due carte dal mazzetto iniziale: ognuna di questa carte presenta una figura differente, che occupa 8 caselle e che andrà posta in modo che almeno una delle caselle sia quella centrale. A questo punto tutte le carte iniziali possono essere messe via e si mescola il mazzo di 40 carte.
Ad ogni turno verranno girate due carte
dal mazzo in centro al tavolo, comuni per tutti. Ogni carta del mazzo rappresenta una figura geometrica composta
di 1-7 quadretti (la maggior parte sono da 4-5 quadretti). La distribuzione di queste figure è disomogenea, ma è comunque un dato pubblico e le carte repilogative mostrano quante figure di ogni tipo sono presenti nel mazzo. Come si può notare dalle foto, quelle con meno quadretti sono più comuni.
dal mazzo in centro al tavolo, comuni per tutti. Ogni carta del mazzo rappresenta una figura geometrica composta
di 1-7 quadretti (la maggior parte sono da 4-5 quadretti). La distribuzione di queste figure è disomogenea, ma è comunque un dato pubblico e le carte repilogative mostrano quante figure di ogni tipo sono presenti nel mazzo. Come si può notare dalle foto, quelle con meno quadretti sono più comuni.
Delle due carte estratte ogni giocatore ne sceglierà solamente una da disegnare, orientandola come preferisce e, volendo, anche specchiandola. Ogni pezzo disegnato dovrà avere un tratteggio differente da quelli vicini (cosa utile a individuare le forme inserite, ma anche maledettamente bella in termini estetici. ^__^
Se però non fosse in grado di far stare nessuna delle forme uscite, allora entrerà in gioco la “seconda possibiltà”, che dà il nome al gioco: il giocatore pescherà una singola carta e se non
riuscirà a disegnare nemmeno quel pezzo sarà fuori dal gioco. Se invece ci riesce continua normalmente, eventualmente affrontando pure altre “seconde chance”.
riuscirà a disegnare nemmeno quel pezzo sarà fuori dal gioco. Se invece ci riesce continua normalmente, eventualmente affrontando pure altre “seconde chance”.
Quando
l’ultimo giocatore è eliminato il gioco finisce e si determina il vincitore, che potrebbe però non essere l’ultimo uscito dal gioco. Infatti per determinare chi ha vinto si guarda il numero di spazi liberi e il vincitore è, ovviamente, chi ne ha meno. L’ordine di uscita lo si guarderà solo come criterio di spareggio.
l’ultimo giocatore è eliminato il gioco finisce e si determina il vincitore, che potrebbe però non essere l’ultimo uscito dal gioco. Infatti per determinare chi ha vinto si guarda il numero di spazi liberi e il vincitore è, ovviamente, chi ne ha meno. L’ordine di uscita lo si guarderà solo come criterio di spareggio.
Infatti un giocatore potrebbe aver giocato 3-4 turni in meno, ma aver sempre piazzato figure più grandi e aver quindi meglio coperto il proprio foglio.
MODALITÀ IN SOLITARIO
Triste e abbastanza inutile… richiede di giocare tre partite da soli senza possibilità della “seconda chance”. Dopo tre partite se si è rimasti con 10 spazi vuoti o meno (sommando quelli dei tre fogli) la partita è vinta. Boh.
CONSIDERAZIONI FINALI
Qualcuno potrebbe erroneamente vedere Seconda Chance come un gioco di fortuna, ma non è così… anzi, è un titolo in cui pianificare saggiamente è fondamentale. Infatti è chiaro che più si va avanti e più diventa difficile inserire nuovi
pezzi, ma la cosa fondamentale è scegliere bene il pezzo e piazzarlo saggiamente anche in vista di cosa ancora deve uscire, cercando al contempo di coprire al meglio la maggiore superfice possibile.
pezzi, ma la cosa fondamentale è scegliere bene il pezzo e piazzarlo saggiamente anche in vista di cosa ancora deve uscire, cercando al contempo di coprire al meglio la maggiore superfice possibile.
Nell’insieme è un gioco carinissimo con il giusto equilibrio tra strategia e valutazioni sul momento, senza risultare mai pesante o lento. In generale è un gioco che mi sento di consigliare a tutti gli amanti di puzzle game e Tetris e a chi ha adorato Patchwork (e anche questo gira bene in 2) o le sue varie incarnazioni multigiocatore.
In questo caso naturalmente il feeling è comunque completamente diverso dai giochi sopra elencati e ci troviamo con qualcosa che, probabilmente per il suo essere ridotta alla quintessenza del Tetris, risulta molto fresco nonostante l’autore abbia riciclato l’idea dei polimini in una griglia (wow, Rosenberg che riprende una sua meccanica per farci più giochi, sono proprio sorpreso… se non si fosse capito sono ironico).
La durata di una partita si attesta sui 15-20 minuti ed è quindi molto rapido e facilmente intavolabile, anche perché il setup è letteralmente nullo e la spiegazione non occupa più di due minuti. Questa è una cosa per me molto importante.
Proprio la semplicità delle regole lo rende adattissimo anche per introdurre al gioco da tavolo amici e parenti che sono fuori da questo mondo.
A questo aggiungiamo verso fine partita quel brivido del rischio dato dal girare le carte del turno (che ormai i pezzi iniziano a stare stretti e aspettiamo con ansia specifiche forme) e ancora di più la nostra “seconda chance”: girare quella carta contiene tutti i brividi del gioco d’azzardo (senza però nessuna delle controindicazioni). 😉
La grafica è estremamente minimale e di conseguenza ha un aspetto pure molto elegante. Ho apprezzato molto il fatto che lo stile grafico
del titolo sia sostanzialmente neutro, perché in un certo senso ci rende
protagonisti. Il risultato finale, se ci si dedica un po’ di
attenzione, potrebbe finire in un bel quadretto ed è divertente anche
inventarsi riempimenti diversi… almeno se come me siete persone a cui
piace fare scarabbocchi e disegnare texture varie sui fogli a quadretti.
Dopo una partita una mia amica è andata a cercare le biro a gel
colorate per fare una seconda partita più “colorosa”. XD
del titolo sia sostanzialmente neutro, perché in un certo senso ci rende
protagonisti. Il risultato finale, se ci si dedica un po’ di
attenzione, potrebbe finire in un bel quadretto ed è divertente anche
inventarsi riempimenti diversi… almeno se come me siete persone a cui
piace fare scarabbocchi e disegnare texture varie sui fogli a quadretti.
Dopo una partita una mia amica è andata a cercare le biro a gel
colorate per fare una seconda partita più “colorosa”. XD
La scalabilità è ottima e il titolo gira benissimo da 2 a 6
giocatori senza differenze sensibili. Invece se giocato da soli perde
davvero il suo senso: la versione a un giocatore si presenta come una
specie di solitario con le carte, ma porta via un sacco di tempo (3
partite sono 30-45 minuti) e risulta poco interessante. Sembra una
variante messa lì da Rosenberg, arrafazzonata all’ultimo giusto per
mettere quell’1-6 sulla scatola.
In soldoni siamo davanti a un titolo semplicissimo da giocare, che fa pensare il giusto, giocabile con chiunque, spiegabile in 2 minuti scarsi ed economico.
Il prezzo di listino è 14,90 e direi che è un delitto non averlo a disposizione; come sempre vi segnalo che Seconda Chance Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.
— Le immagini sono tratte da dal
manuale, scattate da noi o prese dal sito della/e casa/e produttrice/i
(MS Edizioni) alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui
si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la
cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco.
—
manuale, scattate da noi o prese dal sito della/e casa/e produttrice/i
(MS Edizioni) alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui
si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la
cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco.
—
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it






