Scritto ieri sera da
Figlio di Griffin
e da tutti gli impressionanti
Ieri sera sui nostri tavoli abbiamo riempito fogli e fogli e ancora fogli, cercando di trovare un ordine e un giusto colore predominante.
Buona lettura!
PILLOLE
[F/\B!O P.] Blankout • 1-99 giocatori • 6+ • 5-15′ • giocato in 6 • 15′ con spiegazione

Nei cinque mesi di playtest che ho dedicato al Calendario Ludico dell’Avvento 2022, la mia famiglia di origine ha avuto una parte fondamentale nell’aiutarmi a spuntare la lista di titoli che avevo a mio carico. Nel corso delle settimane anche loro sono diventati più esigenti e critici nei confronti dei candidati: è naturale e giusto che non tutti abbiano passato la scrematura. Quelli che avevano una casella a settembre, magari si son ritrovati senza a novembre, se non adirittura in dicembre.
Il primo della serata è Blankout, uno dei più semplici: tira un dado a 6 facce e piazza la forma corrispondente (girata e ruotata, se credi). Se non ci riesci, sei fuori. L’ultimo sopravvissuto vince.
Proponibile a chiunque, immediato, pulito, quasi familiare nei suoi polimini. Offre addirittura due plance giocatore differenti per una maggiore rigiocabilità, ma è più un vezzo dell’ideatore, perché tanto ci pensa il dado a metterti in guai sempre diversi. Ho tenuto duro quasi fino alla fine, tuttavia ha vinto mia sorella. Perché non è nei top24? Troppo basico: tra quelli già svelati che vertono sui polimini nel calendario lo superano Paleontologists: Snowman Edition, Tetreats e The Blob that Ate the City.
[F/\B!O P.] Dicedoku • 1-99 giocatori • 8+ • 15-20′ • giocato in 4 • 20′ con spiegazione

Dopo il simil-Tetris, tengo i giocatori occasionali (mia mamma e mio papà) a loro agio con un simil-sudoku.
Ad ogni round si tirano 5 dadi: il primo individua un tetramino tra i sei disponibili, gli altri quattro generano i valori da scrivere nei quattro quadretti del tetramino. Fatto ciò, va piazzato nella griglia, con l’obiettivo di riempire righe colonne e rettangoli coi numeri da 1 a 6. Ci sono dei bonus per i più veloci e dei modificatori per i dadi. Quando un giocatore resta con 4 caselle vuote, scatta la fine della partita (le caselle vuote sono un malus).
La cosa carina di questo gioco è che i piazzamenti possono anche sovrapporsi parzialmente ai numeri già presenti in plancia, senza sovrascriverli. “Troppo facile così!”, penserete voi. Ditelo a mio papà, che abusando di questa libertà ha pagato una montagna di malus e ha concluso con un imbarazzante -1 totale. Perché non è nei top24? Secondo me è stato disegnato con l’Excel. Grattano lo stesso prurito Xmas Sweater e Abstract: puntate su quelli piuttosto.
[F/\B!O P.] Rolling Alnite • 1-99 giocatori • 12+ • 10-20′ • giocato in 5 • 25′ con spiegazione

Vuoi non finire la cena con un contorno di insalatona di punti? Mini-giochi come stelle in una notta tersa?
Lancia 4 dadi e assegnane 1-2 alle sezioni che vuoi utilizzare: sequenze, coppie, coordinate, schemi, operazioni, griglie, eccetera. Ottieni simboli dalle sezioni completate e, più ne hai di uguali, più punti segni. Dopo 9 round vince chi ne ha di più.
Anche in questo caso siamo di fronte a un titolo che non ha pecche nelle meccaniche e funziona a dovere. I mini-giochi nelle sezioni sono pure abbastanza originali. Questa volta ho prevalso io di un soffio su mia sorella, perché sono riuscito a specializzarmi nei pentagoni. Perché non è nei top24? Pur essendo stampato su un A4, i numeri risultano piccolini e alcuni sono scritti in colori poco visibili; inoltre il tema drug queen non richiama moltissimo il Natale XD Nel nostro calendario, con la selezione simultanea delle azioni garantiamo su Anyday Funnies, Super Dice Heroes e Roll n Cook.
[Andrea P.-White Winston] Caos nel Vecchio Mondo • 3-4 giocatori • 13+ • 60-120 • giocato in 4 • 150′ circa compresa spiegazione

Dopo averne sentito parlare per anni, dopo aver comprato la scatola in italiano che era a prendere polvere sullo scaffale di un negozio, ho finalmente recuperato anche questa pietra miliare dei giochi american, quel capolavoro conclamato di Lang che pare aver fatto da progenitore di molti dei suoi titoli successivi. Da appassionatissimo dell’ambientazione di Warhammer, non ho avuto problemi a calarmi nei panni di Nurgle e a sentirmi parte di quell’eterna lotta tra male… e male!
Il gioco non è complicato affatto, un po’ come tutti quelli di Lang, però ha dei twist interessanti e a conti fatti, nonostante i suoi 13 anni sulle spalle, dimostra di essere ancora pienamente sulla cresta dell’onda come meccaniche (risulta forse maggiormente invecchiato per grafica e materiali). In questo gioco il bilanciamento lo fanno certamente i giocatori al tavolo, facendo pressione da un lato o dall’altro, a seconda delle necessità.
Non conoscendo bene il gioco, ed essendo alla nostra prima partita, ha vinto naturalmente Khorne, il più immediato da giocare e il più letale se non contrastato fin dall’inizio. Ci siamo alzati però tutti molto soddisfatti, con la voglia di riprovarlo con maggior consapevolezza e poterlo gustare al 100%. Probabilmente è il gioco di questo genere che ad oggi è piaciuto di più nel mio gruppo… in accordo con molti giudizi concordi al riguardo. Questo la dice lunga sul fatto che non sempre i giochi più nuovi sono necessariamente gli unici da prendere in considerazione…
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[Antonio-Figlio di Griffin] Kitara • 2-4 giocatori • 10+ • 40′ • giocato in 3 • 60′ con rilettura (e rilettura) del regolamento con due alla loro seconda (e aggiungerei vera) partita

Questa volta abbiamo anticipato la serata del mercoledì a martedì cambiando anche location e ci siamo ritrovati a casa di Max. Dopo aver fatto mangiare il piccolo Edoardo e averlo lasciato alle cure della madre in veste di Morfeo, siamo passati al tavolo io, Max e Antonello per fare un paio di partite. Abbiamo cominciato con Legend Raiders (di cui però vi ho già parlato, in pillola, di una partita a 3 giocatori) con vittoria di Max che mi ha superato di qualche punto, con la fortuna del principiante alla prima partita (…e infine capirete che sarà la serata dei principianti!).
Siamo passati poi a Kitara che Antonello e Max avevano già giocato…o forse no. In verità abbiamo cominciato per ben 3/4 volte la partita perché in corso di primi turni si sono accorti di avere interpretato male, e spesso, il regolamento la volta precedente. Alla fine siamo riusciti a capire le lacune e a cominciare la partita con le giuste regole. In Kitara ognuno comincia con una carta azione uguale a quella degli altri che permette (in ordine) di scegliere due carte dal mercato comune, di piazzare tre guerrieri in una regione e di fare fino a due movimenti. Il gioco è un controllo territorio con scontri basati e risolti sulle maggioranze.
La particolarità del titolo è data dalla gestione delle carte azione che vanno pescate, giocate e poi mantenute grazie alla presenza/posizionamento dei propri guerrieri sulle zone gialle della mappa.Tre guerrieri su altrettante regioni gialle permettono di mantenere tre carte, nel caso avessimo quattro carte a terra dovremmo scartarne una togliendo anche i segnalini che quella carta ci aveva fatto mettere sulla mappa). In partita si è rivelato un gioco molto profondo e basato su poca strategia ma su estrema tattica, portata all’estremo proprio dalla difficoltà di mantenere certe carte acquisendone via via sempre di nuove, diverse e più potenti.
Max ha impostato la sua partita espandendo inizialmente i suoi omini, puntando a fare punti con la loro presenza sulle radure verdi mentre io Antonello abbiamo cominciato a sgomitare in una zona lanciandoci attacchi a vicenda. Gli attacchi, una volta eseguiti e risolti, permettevano di pescare gettoni punteggio alla cieca. È grazie a questo particolare che siamo riusciti poi a contenderci la vittoria finale lasciando un po’ più indietro lo stanziale Max. Come scrivevo prima è stata la serata dei principianti, infatti questa volta ho vinto io alla mia prima partita a Kitara! Punteggio finale: 63-58-47. Il gioco è piaciuto molto a tutti e tre perché è risultato appagante e non banale nonostante le poche mosse a disposizione.
Non è molto intuitivo e immediato quindi richiederà al tavolo giocatori con esperienza, anche se parliamo di un peso medio-leggero, nello sviluppo di gioco sicuramente ma non nelle scelte che andranno ragionate e ponderate bene soprattutto con l’avvicinarsi del fine partita che arriverà con la rivelazione della prima carta della quinta era all’interno del mercato comune.
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CONTENUTI AUDIO E VIDEO
Questa settimana sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo abbiamo di nuovo tre unboxing da una coppia di redattori (non una vera coppia come Panda&Procione).
Il primo è quello di Valeria-MeepleOnTheRoad con l’apertura della scatola di GET ON BOARD: NEW YORK & LONDON di Saashi, edito da IELLO e localizzato in italiano da Mancalamaro.
Il secondo è quello di F/\B!O P. con l’apertura della scatola di Scotland Yard: Sherlock Holmes Edition, di Projekt Team III, edito da Ravensburger.
Il terzo è sempre del buon F/\B!O che ci apre la scatola di C’era un Pirata, di Gianluca Daffi, edito da Erickson.
Nella puntata del podcast di questa settimana Matte e Simarillon parlano di giochi con alla base la costruzione reti.
ENIGMI E SALUTI

F/\AB!O settimana scorsa ha lanciato un quiz grafico con sei carte prese dal gioco Covil: The Dark Overlords (Luís Brüeh, Vesuvius Media). Immagini già utilizzate con la rubrica #trovalacitazione del nostro profilo Twitter. I commenti (compreso uno mio) hanno trovato 4 dei 6 riferimenti che stavolta vi svelerà lo stesso promotore in una riga risolutiva qui sotto.
«La lampada di Aladino, la maschera di Saw – L’enigmista, la Spada di Sangue di Demone di Adventure Time, l’Unico Anello, la Granata Sacra di Antiochia dei Monty Python/Holy Bomb di Worms, la Spada dei Presagi di Lion-O (Thundercats).»
E a proposito di sotto, mi sapete dire che gioco vi viene in mente se…“dovete mettere sottosopra un’intera stanza per giocarlo”?
A voi le belle cose.
Alla prossima domenica ludica!
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