scritto da
FΛB!O P.
Merv di Fabio Lopiano è nella mia top3 dei giochi pubblicati nel 2020. Di conseguenza avevo delle grandi aspettative per questo Zapotec, alla ricerca di un peso medio che durasse metà tempo. Il passaggio all’editore Board&Dice, famoso per la sua serie-T (Teotihuacan, Tekhenu, Trismegistus, Tawantinsuyu, Tabannusi), era un’altra cosa che mi faceva ben sperare. Per completare il giro di nomi, i pennelli sono di Zbigniew Umgelter e Aleksander Zawada. Caratteristiche tecniche: 1-4 giocatori, età 12+, durata 60-75 minuti.
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Ringrazio l’editore per la copia recensore.
IL GIOCO IN UNA FRASE
Ogni turno, scegliete simultaneamente e calate una carta dalla vostra mano (determina l’ordine di turno, le risorse che raccoglierete attivando la vostra plancia e dove potrete costruire sul tabellone), poi svolgete turni individuali costruendo, ottenendo abilità speciali e facendo sacrifici agli dèi: dopo cinque 5 round vince chi ha segnato più punti tra piramidi, sacrifici e carte rituale.

COMPONENTI
La scatola di Zapotec (297×297×71mm) contiene il regolamento, 1 tabellone, 4 plance personali, 45 tessere edificio (15 villaggi verdi, 15 campi gialli e 15 templi rossi), 4 tessere palazzo, 36 tessere scambio (12 per livello), 9 tessere punteggio, 15 gettoni per ciascuna risorsa (legno, mattoni, pietra, mais, oro e sacerdoti), 27 carte azione, 10 carte rituale, 27 carte Cocijobot, 4 carte riferimento. Completano la dotazione i componenti nei quattro colori arancione, nero, viola e blu: 9 case, 5 dischi, 3 punte di piramide, 2 livelli intermedi e 1 base di piramide.
In mezzo a una marea di materiali standard (gettoni e tessere di cartone, dischetti e casette di legno, carte mini euro), spiccano sicuramente le piramidi in plastica piena. Sono dettagliate, brillanti e si incastrano perfettamente: vien subito voglia di erigerne una. Se le illustrazioni sono soggette al gusto personale, posso tranquillamente affermare che il grafico ha fatto un ottimo lavoro su tabellone e carte per rendere il tutto (costi, punteggi, vincoli, abilità, requisiti) intuitivo e di facile lettura. Chiara pure la plancia personale, che tuttavia non è in cartone, ma in cartoncino leggero. Infine il regolamento va diretto al punto, con esempi visuali per i passaggi più delicati. Le ultime pagine sono occupate da un’appendice con tutte le tessere scambio e le carte rituale, utilissima come le carte riferimento sul turno di gioco e sul punteggio finale.
Ho girato anche un video di unboxing:

COME SI GIOCA
Lasciandovi come sempre al regolamento (EN) per una lettura più dettagliata, ve ne faccio una sintesi.
Sistemate il tabellone al centro e le risorse intorno. In base al numero di giocatori: coprite gli spazi opportuni con tessere edificio e tessere punteggio; preparate il mazzo azioni, la sua offerta e formate le mani. Create l’offerta delle carte rituale e delle tessere scambio. Infine i giocatori, oltre ai componenti del loro colore, ricevono 1 legno + 1 pietra + 1 mattone + 1 tessera palazzo e collocano i loro dischi all’inizio del tracciato punti e sacrifici.

LE DUE FASI
Il round di Zapotec è diviso in due. Nella prima fase scegliete simultaneamente una carta dalla vostra mano per determinare l’ordine di turno, le risorse da raccogliere e dove potete costruire. Come? Le carte azione presentano tre zone: in basso un numero indica l’iniziativa (precedenza ai valori minori), al centro è raffigurata la caratteristica degli spazi su cui potete costruire, in alto c’è il simbolo di una risorsa (che attiva una colonna o riga della griglia 3×3 sulla vostra plancia, inizialmente vuota). Ogni spazio del tabellone ha una terna di caratteristiche: appartenere all’angolo con la statua verde/gialla/blu, essere in pianura/collina/foresta, ospitare campi/villaggi/templi.
Nella seconda fase, in ordine di turno, incassate le rendite dalla vostra plancia in base alla riga/colonna attivata. Dopodiché potete eseguire le azioni capitale: comprare tessere scambio (abilità monouso, una volta per round o continuative), costruire un livello della piramide, prenotare una carta rituale (tante quanti i livelli che avete costruito) o avanzare di 1-5 passi sul tracciato sacrifici (ricevendo tutti i bonus delle caselle percorse). Quindi potete costruire case dove la vostra carta ve lo consente e pagandone i costi.

TERMINE DEL TURNO E FINE DELLA PARTITA
Il turno si conclude guadagnando 2 punti per ogni casa che avete con la caratteristica mostrata sulla carta bonus, una carta azione appoggiata al centro del tabellone durante la preparazione. Infine selezionate dall’offerta una nuova carta azione, tenendo presente che quella che nessuno sceglierà diventerà la carta bonus del prossimo round di Zapotec.
Dopo cinque round la partita termina e segnate i punti finali per le vostre carte rituale (i requisiti sono stampati sopra), la vostra posizione sul tracciato sacrifici (9/6/3 PV al 1/2/3° giocatore) e per le vostre piramidi. In che modo? A ciascuna di esse, chi ha iniziato la costruzione ha abbinato una tessera punteggio con stampata una delle 3+3+3 caratteristiche degli spazi sul tabellone. Ora moltiplicate il numero dei vostri livelli in quella piramide per le case che avete sugli spazi con tale caratteristica. Se la piramide è completa, ogni livello vale 5 PV extra. Vince chi ha più punti vittoria.

CONSIDERAZIONI
Definirei Zapotec un fillerone per giocatori abituali: fillerone, perché comunque i suoi 45-60′ li prende; per gamer, perché non perdona. Se carte multiuso, costruzione di un motore, gestione della mano e influenza sulle aree non sono esattamente novità, tuttavia l’incastro con cui sono assemblate è di quelli eseguiti con maestria.
Incastrarvi è quello che dovrete fare anche voi per mettere d’accordo i tre utilizzi delle carte: potreste voler costruire nell’angolo della statua gialla, ma per la sua iniziativa non sarete tra i primi; potrebbe servirvi una pietra per attivare la produzione sulla riga relativa della vostra plancia, ma la stessa carta permette magari di costruire solamente villaggi (che non richiedono pietra!). Il sistema delle carte è dunque decisamente interessante e costringe a tenere in conto più fattori allo stesso tempo. La mano di carte (che scala coi giocatori) ha una dimensione adeguata per lasciarti spazio di manovra senza esplodere di possibilità.
Mettete questo dentro ai 5-round-5 e si capisce quanto siano stringenti le decisioni. Si potrebbe/vorrebbe fare così tanto, però non è possibile. Le regole non particolarmente ingarbugliate e, come detto, la resa dell’impaginazione grafica sono essenziali per tenere bassi i tempi. Di conseguenza il flusso dei turni risulta scorrevole, dato che è la selezione simultanea della carta a impegnare principalmente il cervello. Alcune combinazioni delle tre carte rituale (e pertanto dei rispettivi punteggi) possono essere meno immediate di altre, ma essendo pubbliche possono essere discusse apertamente, per accertarsi che tutti abbiano presenti gli obiettivi (c’è sempre l’appendice consultabile).
NON PERDONA
Accennavo al fatto che Zapotec è punitivo, poiché in 5 turni non potete permettervi di perdere tempo. Indicativamente i primi 2 vanno impiegati per assemblare il motorino sulla vostra plancia, che ammicca infingarda con tre bonus una tantum in caselle non allineate, ma voi non cedete! Non aggiungo altro, per non togliervi il piacere delle prime batoste (eventualmente continuiamo questo discorso nei commenti, sotto il tag #SPOILER). Analizzate le carte rituale, scegliete una linea di condotta e attenetevi a quella: se tergiversate nei primi 2 turni non recupererete più.

Nei turni 3-5 spingete sulla tavoletta del vostro motore: la griglia per forza di cose sarà incompleta, ma anche in questo caso la qualità deve prevalere sulla quantità. Ora è il momento di fare quello per cui vi siete preparati: risalire il tracciato sacrifici, costruire piramidi in sinergia con le vostre case, prenotare carte rituale per il punteggio finale. Ognuna di queste azioni richiede sacerdoti, perciò sarà cruciale aver costruito dei templi…
ALEA E LONGEVITÀ
Tutto questo parlare di carte può far temere per l’incidenza della fortuna, tuttavia l’alea sta solo nella mano iniziale, dopodiché dipende dalla carta che selezionate a fine turno dall’offerta. Ovviamente pure le tessere edificio sugli spazi del tabellone, le tessere punteggio da abbinare alle piramidi, le carte rituale per i punteggi finali e le tessere scambio a disposizione sono frutto del caso, ma queste cose rientrano nel generatore randomico che garantisce partite sempre diverse.
In quanto a rigiocabilità e longevità, infatti, Zapotec è in buona salute. Questo in particolare è dovuto alle carte rituale: oltre ad usarne 3 su 10, sono di varie tipologie. Sei di esse si concentrano su dove costruite quali edifici, mentre le altre quattro riguardano risorse avanzate, tessere scambio acquistate, passi sul tracciato sacrifici e livelli di piramide costruiti. Facciamo alcuni esempi. In una partita con tre carte sugli edifici, non ha senso avanzare risorse e percorrere il tracciato sacrifici è soltanto funzionale a ciò che ottenete istantaneamente. All’estremo opposto (nessuna carta sugli edifici), questi ultimi saranno importanti prevalentemente per la costruzione del motore e per i punti di fine round. Nei casi intermedi possono nascere delle sinergie o dei conflitti di interesse che è bene imparare a individuare, in maniera da sfruttarli o evitarli.
IN TANTI, IN POCHI
Chiaramente ci sono anche le decisioni dei giocatori a dare forme distinte alle partite, le quali peraltro cambiano leggermente faccia a seconda del loro numero. Ci sono diversi elementi che si adeguano al numero dei giocatori (tessere edificio, tessere punteggio, carte azione) e la scalabilità di Zapotec è buona, ma non esattamente lineare. In 2 ci sono 27 edifici, quindi 13,5 a testa; in 3 salgono a 36, scendendo a 12 cadauno; infine in 4 sono 45 per un quoziente di 11,25. Tutti questi conti per mostrare che le partite con un controllo maggiore (in 2) sono pure quelle con il tabellone meno congestionato. Ciò non significa che in 2 fa schifo e che in 4 è ingiocabile (mi sono divertito in tutte le taglie), ma obiettivamente l’esperienza è un tantino differente. Quel che non cambia mai è l’importanza cruciale dell’ordine di turno.

Contro il bot del solitario ho fatto solamente una partita: è del genere con mazzetto dedicato e regole diverse dal giocatore umano. Si gestisce con facilità già al primo colpo e costruisce più di Occhidoro Manodargento. Ho vinto, sudando un po’, a livello normale. Un’idea carina è che le carte Cocijobot mostrano sul dorso un indizio del fronte, per cui è possibile cercare di ostacolarlo. Chicca nella chicca: l’informazione rivelata potrebbe essere fuorviante quando la carta ha un’iniziativa elevata.
DIAMOCI DEL FASTIDIO
L’interazione in Zapotec non è mai diretta, però può essere comunque molto fastidiosa. Se chi vi precede costruisce esattamente dove volevate farlo voi, dovrete ripiegare su uno spazio sub-ottimale o addirittura non costruire proprio. Discorso analogo per l’offerta delle tessere scambio. Inoltre è possibile che il primo di mano selezioni carte azione con iniziativa bassa per rimanere ancora primo. Tuttavia questo è bilanciato dal fatto che l’ultimo di turno decide la carta bonus del round seguente a suo vantaggio (o a svantaggio di chi conduce). Un altro frangente in cui fare due conti è al completamento di una piramide, perché così facendo ogni livello assegnerà 5 punti extra a chi l’ha costruito. Ha senso che prenda 5 punti per darne 10 a Monica? Se non lo faccio io lo farà lo stesso qualcun altro?
Per riprendere l’apertura del post, questo gioco mi è piaciuto e Lopiano non mi ha deluso. Ora devo provare Autobahn!
Lati negativi?
Al tavolo, Zapotec ha sollevato anche critiche, quasi sempre da hard core gamer: la partita finisce troppo presto. Chi si aspettava un titolo da 2 ore in cui tenere il motore su di giri è rimasto deluso. Non è così, per scelta. Personalmente, proprio in forza di questo, significa che ogni decisione è ancora più pesante.
Ad altri sono capitate partite in cui le tre carte rituale uscite non spingevano esageratamente sulla costruzione delle piramidi. Per un gioco che le sbandiera, dalla copertina ai componenti più appariscenti, questo è parso un controsenso. Come spiegavo prima ne giova la rigiocabilità, ma nel respiro di una partita può deludere.
Il mio rammarico principale è che carte e plance per renderlo asimmetrico siano disponibili soltanto come promo e non già inserite nella scatola base.

È DIVERTENTE PERDERE A QUESTO GIOCO?
Il senso di questo paragrafo lo potete leggere meglio qui, ma in sintesi mi chiedo: la sconfitta mi lascia la voglia di tornare nuovamente su Zapotec?
Sì, perché la densità e il peso delle scelte da fare, in una durata che a regime sta sotto l’oretta, sono significativi. Valutare le priorità: ordine di turno? cosa attivare? dove costruire? Sono state le mie decisioni, nel bene e nel male, a portarmi al risultato finale.
Sì, perché qui è facile imparare dai propri errori (tassativo costruire due case nel primo round!) e, grazie a una durata accettabile, si possono giocare anche due partite di fila.
Sì, perché con così pochi round non si può far tutto e di partita in partita bisognerà valutare attentamente le carte rituale uscite, per adattare la propria strategia a quello che il tavolo offre.
Sì, perché il motorino produttivo nella griglia 3×3 è semplice da assemblare, però renderlo efficace nel breve termine è un’impresa gustosa e quando gira oliato dà soddisfazione in ogni caso.

MIA MOGLIE DICE COSE
«Appena Fabio mi ha proposto il gioco, ho desiderato costruire le piramidi. Tutto il resto andava in secondo piano. Ho quasi quarant’anni, ma l’età non frena certe pulsioni. Per cui ho giocato con l’idea fissa di realizzare almeno una piramide intera.
Poi, però, ho tenuto d’occhio anche il resto, perché – forse l’avrete capito negli anni – preferisco vincere.
E infatti alla fine ho vinto e pure costruito la piramide! Ye-ye!
Zapotec è carino nell’insieme, le piramidi sono l’in più che in realtà fa la differenza, soprattutto per i giocatori che amano le cosette curate (tipo me) e hanno già molto titoli in casa.
Una cosa che apprezzo è la possibilità di fare punti in più modi, il che crea prima di tutto rigiocabilità e poi la possibilità di aggiustare la strategia durante la partita.»
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Online si può giocare a Zapotec su Tabletopia, qui.
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— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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