simarillon (Davide)
[Mi sento un po’ il papà di nonsolograndi e penso sia indubitabile che con questa rubrica siamo stati i primi a parlare di giochi per bambini in maniera strutturata; dal 6 febbraio del 2014 siamo cresciuti come rubrica e come genitori-papà-recensori. Sono oramai più di cinquecento le nostre recensioni (qui raccontiamo la nostra storia) e da quest’anno vogliamo aggiungere il marchio di qualità a quei giochi che ‘hanno una marcia in più’. Quei giochi che, con la nostra esperienza pluriennale, vi consigliamo di aggiungere alla Ludoteca dei vostri figli.
Questo bollino ‘APPROVATO NONSOLOGRANDI‘ vuole diventare riferimento ludico per voi lettori (e speriamo in un futuro anche per gli editori). Un marchio di qualità e un vanto per quei giochi che potranno fregiarsene].

Piratz, gioco dell’editore tedesco Igel-Spiele è il titolo nonsolograndi di oggi ed è il primo gioco che presentiamo con il bollino ‘approvato nonsolograndi‘. L’editore è lo stesso editore di cui vi avevamo parlato per l’ottimo Golden Ei; il titolo è opera di Oliver Igelhaut, mentre per le illustrazioni il riferimento è Christof Tisch. A questo piratesco gioco di push-your-luck si può giocare a partire dai 7 anni, da due a quattro giocatori in partite di quindici minuti circa.

I Materiali
La scatola di Piratz, di dimensioni contenutissime, contiene:
- cinquanta carte tesoro;
- quattro carte vanga;
- una carta punteggio per i tesori;
- dodici cubi punteggio in quattro colori differenti (tre per ognuno dei colori: giallo, grigio, marrone e nero).
La scatola è davvero super trasportabile e diventa anche una piccola parte integrante del gioco, le illustrazioni sono complessivamente piacevoli e le carte di buona grammature. Pur parlando di un gioco di dimensioni super compatte e con carte come quasi unico elemento della scatola, mi sento di promuovere ampiamente i materiali.
Qui trovate il mio video di unboxing con la piccola Letizia.
Il gioco … ovvero eccovi le regole
In Piratz al proprio turno ogni giocatore rivela carte dal mazzo sino a quando si ferma; questo può succedere per due motivi o perché il giocatore decide di fermarsi (ed eventualmente) di reclamare un certo tipo di tesoro, oppure perché scopre la seconda carta con un ratto. Quando il giocatore reclama un tesoro prende tutte le carte con quel tesoro e smette di giocare per il turno; se, invece, svela il secondo ratto prenderà come consolazione una delle due carte con il ratto, e, similmente, smette di giocare per il turno.
I turni vanno avanti così sino a quando finisce il mazzo dei tesori. Per ogni tipo di tesoro (anelli, monete, conchiglie, cocco), i giocatori contano quanti di questi oggetti hanno sulle loro carte, con il giocatore che ha il maggior numero (e il secondo in una partita con più di due giocatori) che prendono un cubo punteggio per il tipo di tesoro che si sta valutando. Una volta che tutti i cubi sono stati reclamati, si somma il valore dei propri cubi per vedere chi vince, con i cubi che sono stati piazzati casualmente sulla carta punteggio ad inizio partita e possono avere il valore scalare da 1 a 4.
Abbiamo girato con Letizia anche un piccolo video in cui raccontiamo così le regole di Piratz:
Considerazioni Personali / Impressioni
Il punto forte del gioco è di avere un’interessante meccanica di push your luck, facile da capire nelle sue logiche per i nongrandi e allo stesso tempo il meccanismo di ‘dai una mano alla tua fortuna’ è una meccanica che in questo gioco può essere giocata ed apprezzata anche dagli adulti.
La ‘carta consolazione’ toglie un pochino il brivido del rischio sapendo che ci sarà comunque una presa anche in caso di sfida eccessiva alla fortuna, ma, allo stesso tempo, permette ai piccoli di non vivere in maniera troppo penalizzante il loro turno di gioco; questione di prospettive, insomma, per quello che può essere un pregio ed un difetto a seconda dei punti di vista da cui lo si guarda.
La presenza scalare delle varie tipologie di tesori, i punteggi differenti per ogni tesoro – oltretutto impostati ad ogni inizio partita – permettono ragionamenti di interesse per i piccoli giocatori, come ad esempio valutare quale è il tesoro più prezioso nel round in corso per rarità e valore di punteggio (e a dire il vero questo è un ragionamento interessante anche per i più grandi). Bisogna, inoltre, seguire sempre il gioco, anche nel turno degli altri giocatori dal momento che osservando quali tipi di tesori hanno raccolto finora i compagni di gioco potremmo avere un’idea più chiara nel nostro turno sulla convenienza dello scegliere un tesoro piuttosto che un altro.

Regole, Punteggio e Tesori
Il meccanismo di punteggio è sicuramente particolare, cambiando ad ogni partita, dona variabilità e profondità al gioco. inoltre il fatto che ci sia una tabellina per tre o quattro giocatori ed una per due giocatori dimostra una certa attenzione al dettaglio dell’editore. Aggiungo ancore che il fatto di premiare, in più di due giocatori, sia il primo sia il secondo tesoro, rende il ragionamento di sicuro interesse, perché ci sono situazioni in cui potrebbe essere più facile / conveniente cecare di ottenere un secondo posto su una tipologia di tesoro, piuttosto che un primo su una tipologia differente.
Quello che ho trovato di non semplicissima lettura ed un po’ ad interpretazione dei giocatori è stato il regolamento, presente nella scatola solo in tedesco e disponibile on-line nella sua versione inglese (qui). Spero di aver interpretato il tutto al meglio … ma anche non fosse questa mi sembra la versione migliore da applicare al turno di gioco.
Un paio di riflessioni per chiudere le considerazioni, la prima sul formato della scatola, davvero super compatto e che permette di portarsi il gioco, piacevolissimo da giocare, sempre ed ovunque cose. In conclusione seconda scatola della serie Igel-Minis dell’editore e secondo gioco che mi convince appieno dell’editore per una linea evidentemente ben studiata e con spunti di gioco interessanti per i nostri nongrandi.
Racconto a chiudere un fatto personale per strappare un sorriso ai lettori. Con Lorenzo, ovviamente, siamo cresciuti a nonsolograndi, ma i suoi dodici anni, oramai, gli danno prospettive assolutamente diverse rispetto a quando abbiamo iniziato a giocare. Quando ho spiegato il meccanismo del punteggio con i cubetti colorati lui ha detto: “ma sì papà è chiaro l’ordine di importanze che viene assegnato: giallo: oro; grigio: argento; marrone: bronzo; nero: carbone à oramai ha l’animo del giocatore (anche german!).

Cosa si impara in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che “la fortuna teme i forti e schiaccia i paurosi” da Lucio Anneo Seneca.
Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo e Letizia hanno imparato (o ripassato) giocando a Piratz:
- a valutare quando si può rischiare e quando, invece, è conveniente fermarci;
- che i pirati non si accontentano mai;
- a conoscere gli amici brutti dei topi: i ratti;
- che i punteggi possono essere valutati in maniera differente in partite differenti.

Le eta’ giuste per giocarci
Sulla scatolina di Piratz compare 7+ il gioco si fonda sul push-your luck e credo si possa affrontare come uno dei primi giochi per nongrandi con questa meccanica; probabilmente anche anticipando leggermente (pur avendo i piccoli giocatori magari meno cognizione nelle proprie scelte). La meccanica in sé è spendibile sempre ed ovunque e direi che non c’è un vero e proprio ‘fine vita’ per questa scatola; che potrà sempre essere giocata con piacere, soprattutto da adulti e figli insieme … e Piratz può essere un ottimo introduttivo per Port Royal.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
Il gioco è disponibile direttamenre dall’editore tedesco. Spedendo una email a post@igel-spiele.com e aggiungendo nell’oggetto della e-mail Giochi sul Nostra Tavolo i costi di spedizione saranno ridotti a 4 Euro.
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