simarillon (Davide)
Estate 1990 in una calda Torino.
“Dai Ale andiamo a convincere mamma e papà a giocare con noi a HeroQuest.”
“Ma fratellone abbiamo ormai finito il libretto delle avventure.”
“Ale non rompere lo sai che ne ho già inventate quasi una decina è arrivato il momento di provarne almeno una! Così vediamo se ti piacciono e, soprattutto se sono stato un bravo Master!”
“Va beh dai Davide ieri abbiamo giocato con il Subbuteo e come al solito hai vinto tu prendendo l’Alessandria [NdR che batté il Brasile, follia pura!], l’altro ieri eravamo soli a casa e abbiamo rotto la cornice del quadro (sshhh che non se ne è accorto nessuno!!!) mentre facevamo le Olimpiadi nel corridoio [NdR tennis, calcio, salto in lungo e getto del peso i primi sport che ricordo con piacere]; questa sera una partita mamma e papà ce la devono: una bella serata in cui si gioca tutti insieme e per una volta magari quel rompiscatole del nostro fratellino Marco si decide ad essere bravo e a giocare con noi.“
“Sicuro, sicurissimo, chiedo io a mamma e papà che sono più grande e poi lo sai Marco ha un debole per me, quindi se glielo dico io ci sono buone possibilità.”
Quaranta minuti dopo sul tavolo è apparecchiato; come è finita quella partita non lo ricordo, ma quell’estate spessissimo HeroQuest ha allietato le nostre vacanze torinesi.
Primavera 2022 sullo schermo di un PC Portatile (come cambiano i tempi).
“Gentile Davide, ti confermo che saremo al Modena Play e potrebbe essere interessante sentirci per capire se ci sono possibilità di collaborare durante l’evento [NdR in rappresentanza di GSNT, ovviamente].”
Mail arrivata dalla responsabile marketing di Hasbro Gaming e Avalon Hill (cioè Hasbro mi sta chiedendo di collaborare con loro!!!) e la risposta è, ovviamente positiva.
“Gentile Davide penseremmo di organizzare una sfida tra esperti alla nuova versione di HeroQuest, voi contro i ragazzi di Al4+ e fare anche un piccolo contest per i vostri supporter”.
No davvero, non ci posso credere a Play, allo Stand della Hasbro, a promuovere uno dei giochi che mi ha fatto crescere negli anni della gioventù e ha fatto la storia di questo hobby. .
Un paio di settimane dopo. Care G.* e V* è stato molto piacevole giocare con i ragazzi di Al4+; trovo sempre che se si divulga bene più si è a farlo e meglio è, e loro sono, nel complesso, bravi. Ed è stata anche divertente l’idea della gara [NdR l’abbiamo persa per una manciata di voti!, dovevate supportarci di più!]. HeroQuest fa sempre il suo, bravo il Master of Masters: sono tornato indietro di 30 anni quando giocavo con la mia copia del gioco a casa con famigliari o con amici. E se volete saper qualcosa di più di quella partita lo potete trovare qui.
Luglio 2022 sul lettino della sdraio del mare in uno stabilimento ligure in una torrida giornata:
ONE CARD DUNGEON HO SEMPRE AMATO I DC (sarà perché hanno le stesse iniziali del mio nome e cognome)!
One Card Dungeon
Oggi parliamo di One Card Dungeon, un gioco Little Rocket Games che appartiene alla Blue Collection (noi vi abbiamo già recensito Insert Coin to Play) ed è stato creato da Barny Skinner con alle matite Marco Salogni. Il gioco è un solitario che si può giocare a partire dai dieci anni, in partite di durata molto variabile (dipende da quanto riuscirete a sopravvivere nel dungeon) che la scatola del gioco indica in un range compreso tra 15 e 60 minuti.

I Materiali
La scatola di One Card Dungeon contiene:
- un blocchetto di fogli Salvataggio Dati;
- una carta Dungeon, fronte e retro;
- un dado verde, Avventuriero;
- quattro dadi rossi, Mostro;
- quattro dadi bianchi, Abilità;
- tre dadi neri, Energia;
- due carte classe (Ranger, Barbaro, Paladino, Mago).
Ripeto quanto scritto per Insert Coin to Play: [ci sono] due spunti interessanti: per primo il fatto che si è deciso di ricreare questa grafica particolare e soprattutto l’idea che il gioco appartiene alla Blue Collection, che in un qualche modo vuol ricordare, in entrambe le accezioni, le cartucce delle consolle degli anni Ottanta (nostalgia!) … e nel complesso ci riesca anche molto bene.
Qui trovate un video di unboxing delle Blue Collection.
Il gioco … ovvero eccovi le regole
Disclaimer: questo paragrafo (e le sue appendici) spiegano in maniera generale e non strutturale le regole del gioco e non si sostituiscono al regolamento
Il gioco si divide in due fasi: la fase avventuriero e la fase mostri. Nella Fase Avventurieri, dopo aver tirato i dadi ed averli piazzati secondo quanto ritiene più opportuno, il giocatore potrà spendere i proprio punti Velocità e Attacco per spostarci nel livello e attaccare i mostri. Ogni dado nero, tirato, verrà affiancato ai dadi bianchi e la somma dei due sarà il valore dell’abilità propria per il turno.
Muoversi ortogonalmente di una casella costa 2 punti movimento. In diagonale invece costa 3 punti. Per attaccare un mostro si deve essere in una casella vicina, oppure ad una distanza a portata della Gittata dell’eroe. Per gli attacchi a distanza vale lo stesso discorso dei movimenti.

L’avventuriero
Quando si attaccano i mostri si deve avere il valore dei dadi attacco pari o superiore a quello della difesa del mostro per togliergli 1 punto vita facendo ruotare il dado sul valore inferiore (se doppiamo il valore gli faremo due danni vita. Quando il valore scende sotto l’1 rimuoviamo il dado del mostro dal Dungeon e quando non ci sono più mostri il livello è superato. Ci sono poi piccole specificità sulla Gittata e sulla Linea di Vista.
I Mostri nel Dungeon
Nella fase Mostri i mostri si muovono per essere il più vicino possibile all’eroe che si muove nel Dungeon, quando tutti i mostri si sono mossi parte la fase di Attacco. In questa fase si somma l’attacco di tutti i mostri nella gittata o nella linea di vista dell’avventuriero ed infliggono danni divisi per punti difesa del nostro eroe arrotondati per difetto. I danni si infliggono ruotando il dado avventuriero.
Alla fine del dungeon superato con successo si può scegliere se una delle proprie abilità di un punto oppure riportare l’avventuriero a piena salute.

La firma di Davide … ovvero cosa si potrebbe imparare in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “ un eroe è un normale essere umano che fa la migliore delle cose nella peggiore delle circostanze“, dallo storico americano Joseph Campbell.
Ecco quindi in elenco le cose che si possono imparare aOne Card Dungeon:
- a vivere una avventura in un dungeon un po’ diverso dal solito e senza lussuose miniature e/o bellissimi effetti scenici;
- che quando con i dadi ti dice male l’unica via di uscita è … provare a scappare;
- a valutare bene ed ottimizzare l’utilizzo dei dadi;
- una volta i videogiochi avevano una grafica pixellosamente bella (nostalgia!) ed orrenda allo stesso tempo.
Considerazioni Personali / Impressioni
Geniale. Come di può definire diversamente un gioco che ci consente di affrontare dodici diversi livelli su un sola carte fronte e retro, con una griglia 5*5 e con un pugno di dadi e niente altro. la sensazione di esplorare il Dungeon c’è tutta, si gira e si fa a botte a più non posso in ognuno dei livelli, con l’asticella della difficoltà che sale mano a mano che il gioco procede e con il nostro personaggio la cui crescita, quando c’è, e comunque davvero molto lenta. Personalmente avrei anche aggiunto l’altra caratteristica dei Dungeon quella dell’esplorazione, che magari poteva regalarci qualche bella sorpresa come qualche difficoltà extra. Questo è un parere personale che non altera comunque bellezza e genialità del flusso di gioco. Altro pregio di One Card Dungeon è il fatto che il gioco ha una portabilità assoluta, sta davvero in una tasca o poco di più, ed, infatti, è stato portato spessissimo in spiaggia; conquistando più di uno degli amici del mare di Lorenzo.

Nel gioco ci sono quattro classi di eroi, partendo dai classicissimi Mago e Barbaro, che non mancano mai, passando per il Paladino e il Ranger, ognuno con un’abilità propria. Il suggerimento è quello di prendere il proprio avventuriero con una particolare classe sin da subito e non viverlo come una variante del gioco, come invece indicato nel libretto delle istruzioni. Il consiglio arriva considerando sia il fatto che qualsiasi abilità, per quanto piccola rende il gioco un po’ meno difficile (lasciando comunque la sfida sempre molto alta) sia per variabilità ed immedesimazione.
Un videogioco anni 80 sul tavolo
Molto carino il fatto che il gioco si possa interrompere a qualsiasi livello e riprenderlo quando si ha voglia e/o tempo; semplicemente scrivendo i dati su un foglio e poi vuoi mettere la bellezza si salvare la partita proprio come se fossimo in un vero videogioco.

Nel complesso forse è po’ scarsa l’ambientazione e non sempre si avrà la sensazione di essere di fronte ai ragni che infestano il dungeon piuttosto che a feroci orchi, i dadi di sicuro non aiutano ad immedesimarsi, e si deve lavorare un pochino con la fantasia per vedere dei cattivissimi ed aggressivi mostri. Alla fine di ogni livello la scelta è tra guarire ripristinando la forza del nostro eroe al valore ‘6’ oppure migliorare le abilità del proprio eroe. Questa è una delle scelte più interessanti nel flusso del gioco, anche se, dopo un po’ di partite, mi è sembrato ci siano delle strade migliori per portare avanti l’eroe nel dungeon (no spoiler su quali sono, ma ho avuto la netta sensazione che in alcuni momenti le scelte siano quasi obbligate).
Per chi ha una passione smodata per gli anni ’80 e per i pixel, beh sicuramente l’impatto visivo c’è a partire dal disegno del dungeon, ma, soprattutto, nelle carte classe, pixellosamente di impatto e nel genere davvero molto belle; in generale, tutta la grafica di One Card Dungeon è molto funzionale alle meccaniche di gioco (come già era per Insert Coin to Play) e coglie davvero nel segno.

Un sfida davvero difficile
La sfida è davvero molto difficile, ancora non sono riuscito a vincere dopo un buon numero di partite e similmente non è ancora riuscito a vincere mio figlio nelle sue partite con gli amici. Io sono nemico dei dadi e mi sono fermato al decimo livello, mentre Lorenzo è arrivato al dodicesimo, pur uscendone sconfitto.
Nelle frasi sopra c’è un significativo accenno ai dadi; che sono l’essenza del gioco: se la dea bendata decide di voltarci le spalle non ci sarà alcuna possibilità di vittoria; vero è che i dadi si tirano tante, tantissime volte e quindi la legge dei grandi numeri potrebbe venirci in soccorso.
Carino anche il meccanismo che ci fa essere quasi invincibili con un tiro fortunato, mentre con il tiro successivo potremmo essere un morto che cammina con un tiro davvero sfortunato. L’abilità del giocatore è saper ottimizzare i tiri fortunati e provare a resistere in quelli sfortunati (pur essendoci in certe volte nulla da fare, una tripletta di uno potrebbe essere davvero devastante).

Per finire
Il gioco è disponibile sullo store on-line Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.ite se siete impazienti e volete tutta la Blue Collection la trovate sempre su Egyp, qui: Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it



