[Ieri Sera sul Nostro Tavolo] Mercado de Lisboa, Zooloretto, TAGS e altri 2! (+ indovinello)

scritto da Matte e da tutti gli impressionanti

06/03/2022: La CogoCON ha avuto inizio ed è stata un successo. Ne abbiamo parlato anche nell’edizione domenicale subito successiva, dove i presenti hanno parlato di quanto hanno provato durante quella giornata.

[Matte] Bag of Chips • 2-5 giocatori • 8+ • 20’ • giocato in 4 • 30 minuti con spiegazione

Bag of Chips di Mathieu Aubert e Théo Rivière

Ricordo ancora la mattina della CogoCON: saluti, un paio di caffè al banco del bar e subito ai tavoli a giocare. Uno dei primi titoli è stato Bag of Chips, tirato fuori dallo zaino di Valerio proprio per cominciare a scaldarci e a rompere il ghiaccio. Il packaging è meraviglioso, sembra effettivamente un pacchetto di patatine, ma all’interno si cela un gioco immediato, adatto a tutti soprattutto ai più statistici.

Da una mano iniziale di 7 carte, andremo piano piano a scartarne fino a restare con 3. Il banco ad ogni mano pescherà nuove patatine dal pacchetto. Alla fine ogni giocatore dovrà posizionare le proprie carte in modo che due generino il maggior numero di punti positivi (soddisfando le condizioni delle carte) ed una generi il minor punteggio negativo (possibilmente 0 se non soddisfa la condizione della carta). La somma delle due carte positive meno quella negativa vi darà il vostro totale: chi avrà ottenuto più punti vincerà 2 patatine, il secondo 1. Chi per primo avrà 4 patatine o più, vince la partita.
Primo giro: punto su una carta che non ha un obiettivo facile da soddisfare ma sembra che tutto vada per il verso giusto, almeno fino all’ultimo turno. Sul banco esce una patatina piccante di troppo per la mia richiesta e quindi la carta mi varrà ben 0, come anche un’altra che avevo già programmato di mettere nella parte negativa: resto quindi con una sola carta positiva e dal punteggio nemmeno molto alto. Infatti chiudo fuori dalla zona punti, Luca e Valerio si prendono rispettivamente 2 e 1 punti vittoria.

La storia si ripete con il secondo giro: stavolta punto ad una carta buona ma non impossibile, sicuro di riuscire a soddisfarla ma la pesca del banco va contro ogni legge statistica (no, non è vero, ma le probabilità erano davvero poche…) ed ancora il mio gioco va a farsi benedire. LucaCiglione vince di nuovo davanti a Figlio di Griffin e quindi vince la partita, in modi quasi incomprensibili, forse perché tra tutti noi temerari lui ha mantenuto un profilo più cauto e conservatore? Chissà, ad ogni modo si è alzato dal tavolo con il suo solito aplomb, facendo beffe a tutti i suoi avversari.

[Matte] Mercado de Lisboa • 1-4 giocatori • 8+ • 30-45′ • giocato in 4 • 60′ con spiegazione

Mercado de Lisboa di Vital Lacerda e Julian Pombo

Approfitto della curiosità di Pinco11, Bernapapà e LucaCiglione verso questo filler by Lacerda per aggiungermi al tavolo dopo aver causato una clamorosa sconfitta a Biss 20. Nonostante sento ancora qualche imprecazione dal mio vecchio tavolo (“doveva solo dire ROSSO, non BLU!”) mi immergo a questo titolo che mi incuriosisce talmente tanto da averlo comprato direttamente da Valerio in occasione di questa giornata. Pinco legge velocemente le regole e partiamo: il gioco è davvero un filler, ed è davvero di Lacerda. Questa già è una notizia.

Tutto è veloce e snello nonostante alcune decisioni di piazzamento possano rallentare la partita, ma non ci sono grandi pensatori al tavolo e la partita scorre talmente veloce che ad un certo punto ci siamo resi conto che eravamo davvero ad un passo dalla chiusura: ancora una tessera nel mercato e sarebbe scattato il fine partita! Visto che non c’era nessuno davvero in vantaggio abbiamo tergiversato e giocato solo sui clienti da portare al mercato.

Un giro, due giri, tre giri e quando qualcuno (Berna) ha valutato di essere più avanti degli altri per monete raccolte, si chiude. Effettivamente ha fatto bene, vince Berna meritatamente. Io finisco alle sue spalle in un inaspettato secondo posto, Pinco sale sul gradino più basso del podio mentre LucaCiglione (che fino a quel momento aveva incassato solo vittorie) chiude all’ultimo posto.

Mercado de Lisboa potrebbe quasi essere un minigioco all’interno di un gioco “cinghiale” di Lacerda: le azioni possibili sono poche e ben equilibrate, l’ambientazione da mercato c’è (che effettivamente sia a Lisbona non direi, ma passiamoci sopra) e la durata contenuta permette di giocarlo facilmente. Anche la lettura e spiegazione delle regole non è stata molto lunga o pesante, quindi davvero un Lacerda che non ti aspetti!

[Matte] Fendo • 2 giocatori • 10+ • 45′ • giocato in 2 • 30′ con spiegazione

Fendo di Dieter Stein

Ecco che durante la giornata, con i vari cambi ai tavoli io e Valerio ci troviamo ad intavolare alcuni giochi espressamente per due giocatori. Di 101 Le Match vi avevo già parlato la volta scorsa, ma Valerio non poteva esimersi dal farmi provare un gioco astratto in legno. Niente Quarto o Pylos, nemmeno un Quoridor anche se a prima vista qualche analogia potrebbe esserci, andiamo proprio lontano dal mondo Gigamic per farmi provare Fendo, dell’editore Gerhards.

Mi spiega velocemente il gioco: nel tuo turno o aggiungi una nuova pedina sul tabellone, in uno spazio “raggiungibile” da una propria pedina già in gioco, oppure si può muovere una pedina in uno spazio libero raggiungibile. Qual è quindi la limitazione? In realtà sono due: 1. i movimenti permettono una sola svolta per turno, quindi non si potranno raggiungere tutte le caselle con un movimento, e 2. una volta terminato il movimento bisogna posizionare una recinzione su un lato dello spazio dove si trova la propria pedina. Queste recinzioni limitano gli spazi e sono il fulcro del gioco: a fine partita ogni area delimitata darà punti al proprietario (in ogni area chiusa deve essere presente una sola pedina) in base alla sua area.
La prima partita è stata una prova: credo di essere durato meno di 5 minuti. Alla seconda invece ho compreso meglio il gioco ed ho portato a casa un discreto risultato: 21 a 28. Valerio si conferma un ottimo giocatore, io ne esco comunque con una buona prova specie per essere alle primissime partite.

25/03/2022: Forse la CogoCON sta per finire, perché non è ancora terminata… Ad un tavolo ci sono ancora questi anziani fermi a giocare a The Crew da non ricordo nemmeno quanti giorni. E poi, tra tutti le persone della redazione perché dovevo rimanere io a Cremona?! Capisco tutto, ma solo perché su una dozzina di partite ne ho vinta una sola mi sono meritato tutto questo? Ed oltre a tutta questa situazione arrivano anche i messaggi di chi è a casa che gioca beato ai propri giochi preferiti:

[Davide-Simarillon] Zooloretto • 2-4 giocatori • 8+ • 45’ • giocato in 3 • 55 minuti con spiegazione

Zooloretto di Michael Schacht

Ogni tanto (come molti) ribalto in nostro hobby sul web con partite on line sul sito di BGA, una sera apro e vedo che è uscito Zooloretto: ottimo pretesto per spegnere il PC e andare a prendere la scatola fisica dallo scaffale della taverna. Si gioca in tre che è, probabilmente, la mia configurazione preferita per il gioco, perché esprime al massimo il suo potenziale e allo stesso tempo la partita scorre via veloce, senza quel minimo di downtime che può esserci in certi casi. Scopo dei giocatori è costruire uno Zoo con i recinti mono-specie possibilmente pieni e con i vari servizi a corollario dei recinti stessi. Al proprio turno, sostanzialmente, o si piazza una tessera su un vagone o si prende uno dei vagoni disponibili (eventualmente anche incompleto) o si spostano gli animali nel proprio zoo ottimizzando gli spazi.

I panda sono simpatici e nessuno vi rinuncia, tutti vogliono averne qualche esemplare nel proprio zoo, io punto dritto agli elefanti perché mi piace scegliere a priori una specie e ottimizzarne il recinto se e quando possibile, i primi turni escono monete chioschi e pochi animali, quindi è difficile capire come giocare, Lorenzo ha la fortuna di chiudere abbastanza in fretta un paio di recinti per re-investirli in anticipo nell’espansione dello zoo, io e Letizia ci divertiamo quasi di più a far nascere i cuccioli (se ci sono un papà e una mamma, verrà data in automatico la tessera del cucciolo, gli animali non genderizzati noi li abbiamo battezzati come zii) piuttosto che ad ottimizzare gli spazi.

Alla fine il gioco è una decisione nel perfetto timing del momento in cui prendere il vagone, rinunciando ad opportunità per ottimizzare la nostra scelta, tutti i giocatori, infatti, alla fine di ogni turno avranno portato almeno un vagone nel proprio zoo. Ho i miei cuccioli di elefante e di fenicottero nello zoo, ho giocato con i miei due cuccioli Lorenzo e Letizia e mi sono divertito, non ho vinto, ma tra qualche piccolo (e nascosto) aiuto a Letizia e la competitività e l’intelligenza di Lorenzo l’obiettivo era particolarmente difficile e anche i rari casi in cui ho provato un po’ di push-your-luck con la pesca dal sacchetto quando ultimo giocatore in gioco non sono stato così fortunato anzi … alla fine vince, ovviamente Lorenzo, con Letizia che va vicina nel punteggio e papà un po’ più indietro per una bellissima serata mentre la mamma era alla lezione di yoga.

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Ma tra uno snack ed un bicchiere per cercare di sopportare queste lunghissime partite a The Crew ormai eletto come unico gioco del ritrovo della bocciofila, arrivano anche altri messaggi da parte della redazione. Se questa è la punizione per aver vinto una volta sola (e pure a 7 Wonders Architect, che nemmeno mi era piaciuto!) o la prossima volta non farò sconti a nessuno o bisognerà giocare solo a La Tarma Imbrogliona!

[F/\B!O P.] TAGS • 2-4 giocatori • 10+ • 20-40′ • giocato in 4 alla prima partita • 40 minuti con spiegazione

TAGS di Spartaco Albertarelli

Torniamo da Michele ed Erika, che è la fata madrina di Alice, per un pranzetto con prosieguo ludico. Tra le 2-3 scatole che hanno nel cellophane decidiamo di provare TAGS, ritenuto indipendente dalla lingua dalla padrona di casa. In realtà non è così, perché le categorie sulle carte sono descritte, per cui aver preso l’edizione tedesca sarà motivo di prese in giro, gag e scenette politicamente scorrette. Ad ogni modo Erika mastica un po’ di tedesco e un po’ Google Translate, pertanto una volta spiegate a tutti i giocatori, i round girano senza intoppi.

I turni sono da 15 secondi di clessidra e bisogna individuare parole che corrispondano alle categorie sulle colonne e alle iniziali sulle righe. Per ognuna si raccoglie la biglia nell’incrocio corrispondente (vale punti in base al colore). Chi svuota una colonna prende pure la carta categoria, che vale altri punti. La sabbia che scorre rende lo svolgimento molto frenetico e anche il tempo fuori turno è preziosissimo, poiché va sfruttato al massimo per pensare a più parole possibili da sparare nei 15″, ricoprendo d’improperi chi nel frattempo esclami quel che avevamo in mente noi.

È la prima partita per tutti e siamo leggermente frastornati dalla velocità degli eventi, dunque almeno per me non c’è chissà quale strategia nel puntare alla biglie di maggior valore (che vengono sparse a caso sulla griglia forata ad ogni nuovo round) o a completare le categorie con più stelline. Faccio quel che riesco senza tanti calcoli, soprattutto cercando di evitare turni a vuoto da 0 punti. Alla fine sarò proprio io il vincitore, ma il divertimento è stato sicuramente condiviso e non sono mancati i complimenti trasversali per le parole particolarmente azzeccate o ispirate. Un party game di parole che voglio rigiocare provando le varianti.

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Siamo alle 19.23 di venerdì 25 marzo e finalmente la partita a The Crew è terminata, posso riprenderla per poi ripartire verso casa. Ringrazio ancora una volta la Buca del Coboldo per la disponibilità e guardo con la coda dell’occhio il gruppetto di anziani che ha giocato finora a The Crew… C’è un piccolo depliant sul tavolo, sbaglio o è un opuscolo della Vecchiacci?!

La situazione dopo 6 giorni è quasi uguale a quella di domenica mattina…

Finisco il giro di saluti, mi giro per andare a controllare quell’opuscolo ma non c’è più nessuno al tavolo. Tutti gli anziani se ne sono già andati non lasciando alcuna traccia, se non appunto un foglio ripiegato sul tavolo. Lo apro e leggo il suo contenuto:

Catapultato dall’altra parte del mondo,

piano piano nell’angoscia sprofondo,

non un suono, tutto tace,

impaurito mi chiedo… Chi ha spento la luce?

Rivedendo in questo enigma la mia situazione attuale, non posso pensare ad una semplice casualità. Mi guardo attorno ma nessuno dei presenti è stata una presenza fissa per questi giorni e tantomeno al tavolo non c’è più nessuno.

Perplesso prendo il foglio, lo infilo in una tasca dei miei jeans ed esco dal locale, salgo in macchina e finalmente riparto verso casa. Durante il tragitto in autostrada non riesco a non pensare a questo enigma ma non trovando una soluzione, mi fermo all’autogrill e tra un morso ad un Camogli ed un sorso di thè accedo con il cellulare al canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo e trovo che negli ultimi giorni sono stati caricati nuovi video.

Il primo è quello dell’unboxing di Bandida, il seguito del celebre Bandido di casa Helvetic, a cura di Figlio di Griffin:

Unboxing di Bandida

Trovo poi anche il video della puntata del podcast, registrata ormai non ricordo nemmeno più quanto tempo fa, dove io e LucaCiglione intervistiamo Martino Chiacchiera, autore di Wonder Book ma anche della serie Deckscape e di molti altri giochi, tra cui Ryozen, ancora in crowdfunding su Kickstarter:

Podcast con intervista a Martino Chiacchiera

L’ultimo video caricato è di Simarillon con l’unboxing di P’tit Market, gioco adatto ai più piccoli, edito da Djeco:

Unboxing di P’tit Market

Arrivato a casa, scrivo questo resoconto e mi affido a voi, cari lettori, nell’aiutarmi a trovare una soluzione all’enigma che ormai non mi da pace. Attendo le vostre risposte!

Buone letture e a presto!

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