scritto da Valerio ed *Ele*

Oggi vi parlerò di una
casa editrice specializzata in giochi astratti che mi sta molto a cuore per le sue
produzioni di qualità tutte di legno per veri intenditori.
Sto parlando di Clemens Gerhards e in particolare tratterò del mio gioco preferito tra la loro linea, ovverosia Fendo, gioco per 2 giocatori di Dieter Stein, autore tedesco di giochi astratti con all’attivo una trentina di titoli, nel quale su una scacchiera 7×7 i giocatori cercheranno di racchiudere aree più grandi possibili muovendo i loro pedoni e utilizzando muri in comune.
MATERIALI
Nella scatola di 26,5 x 26,5 x 4 cm sono presenti:
- 1 tabellone da 7×7 caselle in legno massiccio di faggio;
- 7 pedoni bianchi e 7 pedoni arancioni (più 1 di scorta per colore);
- 50 bastoncini neri (muri);
- 1 sacchetto di stoffa per contenere i pedoni;
- 1 regolamento in inglese, francese e tedesco.
COME SI GIOCA?
I giocatori prendono ognuno i 7 pedoni del proprio colore (attenzione che nella scatola ce ne sono 8) e ne collocano uno al centro della prima riga del tabellone di fronte a sé. I muri sono posti accanto al tabellone a formare una riserva comune.
Prima di iniziare la spiegazione è opportuno dare alcune definizioni.
Spazio chiuso: un’area del tabellone completamente racchiusa dai muri e dal bordo del tabellone, contenente 1 solo pedone che ne indica il proprietario. Non ci possono essere spazi chiusi con più pedoni o senza alcun pedone.
Spazio aperto: tutta l’area del tabellone
non racchiusa e contenente più pedoni. Ci può essere un solo spazio aperto durante tutta la partita.
Inizia il bianco. Al proprio turno un giocatore può scegliere tra 2 azioni:
1. Muovere un pedone nello spazio aperto e costruire un muro: il pedone
può muoversi in orizzontale o verticale di quanto si desidera e cambiare
direzione di 90° al massimo una volta durante il suo movimento. Non si
possono superare altri pedoni né muri. Dopo il movimento, bisogna
collocare un muro su uno dei 4 lati adiacenti al pedone appena mosso. Il
pedone può anche non muoversi e collocare un muro.
Non è possibile effettuare una mossa se al termine non si può collocare un muro secondo le regole sopra descritte.
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Il pedone bianco contrassegnato
non ha nessuna mossa disponibile,
perché
non è possibile costruire alcun muro
in nessuna delle potenziali caselle di
destinazione o nella casella di partenza. |
2. Collocare un nuovo pedone: si prende un pedone dalla propria riserva e lo si colloca su una casella dello spazio aperto che sarebbe raggiungibile da un altro proprio pedone secondo le regole di movimento sopra descritte. In questo caso non si colloca un muro.
Se il giocatore non ha mosse legali passa il turno.
Il gioco termina quando non esiste più lo spazio aperto e tutto il tabellone è stato suddiviso in spazi chiusi. A questo punto i giocatori contano le caselle degli spazi occupati dai propri pedoni e chi ne ha di più è il vincitore (non esiste la parità).
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| In questo caso il bianco vince 25 a 24. |
Nel caso in cui i giocatori abbiano abilità diversa, si può dare un handicap al giocatore più forte facendogli usare solo 6 o anche 5 pedoni.
ASTRATTOMETRO 
Il gioco è un astratto puro, come tutti i giochi prodotti da questa casa editrice. I materiali di legno sono molto belli, ma servono solo a restituire un migliore feeling al giocatore e non per creare una qualsivoglia ambientazione.
Fendo: 10/10
IMPRESSIONI
Io ed *Ele* abbiamo intavolato questo gioco insieme e abbiamo quindi pensato di evidenziare le nostre impressioni.
Inizio le mie impressioni con una menzione speciale per la qualità dei componenti in legno del gioco prodotto da Clemens Gerhards, assolutamente eccezionali e insuperabili.
Per quanto riguarda il gioco, siamo di fronte a un astratto puro, a informazione completa, zero elementi di fortuna, composto da poche e semplici ma eleganti regole, che danno al titolo una profondità elevata, facile da imparare, ma difficile da padroneggiare.
Riuscire a suddividere i 49 spazi della scacchiera in diverse zone chiuse, conquistando più spazi rispetto all’avversario, pone il giocatore di fronte a numerose decisioni, mai banali. Ad ogni turno si può muovere una delle proprie pedine in linea retta, effettuando una virata di 90° (opzionale) e quindi posizionare un muro su uno dei 4 lati del quadrato su cui si è fermata la pedina; l’azione, quindi, è molto ampia e crea un alto numero di combinazioni possibili, i diversi fattori da tenere sotto controllo fanno sì che ogni movimento debba essere attentamente valutato e ponderato, comprese anche le possibili mosse successive dell’avversario.
Per dare un’idea di quanto la mossa delle proprie pedine vada pensata, si può vedere nel regolamento un esempio di mossa pericolosissima, tanto da risultare sconfitti in un istante 48 a 1. Proprio per questa ragione la prima partita potrebbe un attimo spiazzare, perché sembra di non riuscire a tenere tutto sotto controllo ed è un attimo rimanere incastrati in aree minuscole, ma già dalla seconda le idee e i movimenti diventano più fluidi e calcolati: a quel punto ci si ritroverà a intavolare più sfide in successione, sia per puro divertimento sia per migliorare continuamente la propria strategia di gioco.
Fendo mi è piaciuto moltissimo, devo ringraziare infinitamente Valerio che me lo ha fatto conoscere ^_^ è un gioco brillante e originale, dotato di ottima profondità che saprà stupire, assicurando partite tese e avvincenti sino alla fine, stra-consigliato a tutti gli appassionati di giochi astratti.
Il gioco è molto coinvolgente, bello da vedere e piacevole da giocare anche grazie agli ottimi materiali di legno.
Fendo riprende il filone dei giochi di controllo aree, di cui il capostipite è il go. Tuttavia con i pedoni in movimento e il concetto di racchiudere l’avversario (anche se in questo caso non è lo scopo principale) ricorda pure il gioco delle Amazzoni.
Infatti è importante cercare di ridurre sempre di più lo spazio dell’avversario non solo con i muri, ma anche con i propri pedoni che funzionano benissimo pure come blocchi e poi all’occorrenza possono diventare letali, chiudendo aree anche senza muoversi, anzi il non movimento piazzando solamente il muro adiacente a un pedone è una risorsa strategica molto rilevante nel gioco. L’importante è cercare di tenere l’avversario alle strette, rimpicciolendogli sempre di più lo spazio a disposizione, ritagliandosi per sé lo spazio più grande possibile.
Il gioco è molto strategico senza elementi di fortuna: solitamente chi calcola meglio avrà il sopravvento sull’avversario, ma per questo esiste anche una possibilità di introdurre un handicap con meno pedoni a disposizione del giocatore più forte per bilanciare la partita.

La regola essenziale di
Fendo è indubbiamente quella che
vieta una mossa che dividerebbe lo spazio aperto in due aree contenenti ognuna più pedoni, il che può portare a sorprese interessanti e tattiche ingannevoli.
Un altro fattore importante è quando piazzare i propri pedoni, perché si inizia con uno solo, in dotazione ce ne sono 7 e il giocatore ha la piena libertà di scegliere se piazzare un nuovo pedone, tenendo conto che in quel caso non collocherà un muro, o muovere quelli già in campo. D’altra parte la scelta di quando piazzarli è importante, perché avere dei pedoni ancora da piazzare contro l’avversario che li ha già piazzati tutti può riservare brutte sorprese.
Nonostante il gioco abbia solo fino a 7 pedoni e si giochi su un tabellone con 15 caselle in meno di una scacchiera, è ricco di decisioni interessanti da prendere ad ogni turno e tutta questa profondità e ricchezza strategica la si ha in partite dalla durata contenuta.

Un’altra caratteristica che amo nei giochi da tavolo è la
non esistenza del pareggio e questo gioco è perfetto senza aver dovuto aggiungere regolette particolari, semplicemente essendo le 49 caselle dispari un giocatore avrà sempre un’area complessiva maggiore dell’altro.
Come lati negativi di tutta la linea editoriale riporto la scatola, che non fa una bella scena rispetto al suo contenuto (però rientra in una scelta di design minimale), e i prezzi un po’ alti, ma giustificati dalla qualità dei materiali e dalle basse tirature (essendo prodotti di nicchia).
Fendo si è classificato 3° al premio MinD-Spielepreis 2018,
l’equivalente tedesco del premio Mensa americano assegnato dalla sezione
tedesca dell’associazione mondiale per persone dotate, nella categoria
“Kurze Spieldauer“, ovverosia con tempo di gioco breve.
Concludendo Fendo è consigliato a chi cerca una sfida breve, ma profonda e appagante, per 2 giocatori. Il gioco è sicuramente indirizzato agli appassionati dei giochi astratti, ma le facili regole che possono essere apprese e assimilate da tutti e i materiali caldi del legno potrebbero incuriosire e far avvicinare anche chi non è solitamente avvezzo a questo genere di giochi, che potrebbe rimanere piacevolmente sorpreso, come mi è capitato di constatare personalmente in molte occasioni.
Per chi fosse interessato a questa casa editrice riporto il
sito ufficiale.