Siete affascinati dall’Egitto? Avete letto tutti i libri di Christian Jacq? Il vostro sogno è una crociera lungo il Nilo con visita alle piramidi? Ci siete andati in luna di miele? Se avete risposto “sì” ad almeno una di queste domande, allora potreste vedere in Pylos (o Pyraos secondo alcune versioni) un’ambientazione che proprio non c’è, perché è il classico astratto di casa Gigamic ^_^
La sua maledizione, scagliata da David G. Royffe, colpisce 2 giocatori alla volta, intrappolandoli per 10 minuti. Età suggerita 8+, ma anche meno con la variante bimbi. È la 19ª tappa della nostra maratona, uno degli ultimi astratti che incontreremo lungo il tracciato.
IL GIOCO IN UNA FRASE
Avvicendatevi nel posizionare le sfere, cercando di sfruttare le mosse che ve ne fanno risparmiare, perché chi colloca una delle proprie in vetta vince!
COMPONENTI
La scatola contiene il tabellone, il regolamento e 30 sfere (15 chiare e 15 scure).
Il tabellone presenta un solco perimetrale, per contenere la riserva delle sfere, e 16 incavi disposti in una griglia 4×4, per ospitare il piano terra della piramide.
È tutto in legno, ben rifinito, piacevole da maneggiare.
COME SI GIOCA
Il regolamento (IT) è davvero breve.
Ognuno dei giocatori ha 15 sfere nella propria riserva. Nel proprio turno si può scegliere tra:
- piazzare in un incavo una sfera presa dalla propria riserva;
- piazzare su un quadrato 2×2 una sfera presa dalla propria riserva;
- spostare una delle proprie sfere già in gioco, impilandola su un quadrato 2×2 (lecito solo se tale sfera sale di uno o più piani e se non sorregge altre sfere sopra di sé).
Un giocatore che forma un quadrato 2×2 di sfere del proprio colore rimette immediatamente nella riserva una o due delle proprie sfere, basta che non ne sorreggano altre.
Vince chi completa la piramide.
CONSIDERAZIONI
Una delle cose simpatiche di quando spiego questo gioco è che, iniziando col dire che vince chi piazza la punta, i più scaltri a fare i conti esclamano: “Eh ma allora chi inizia perde!”. Quando aggiungo le due regolette per risparmiare sfere, tutti i pezzi vanno al loro posto 😉
Spesso la partita ha un inizio guardingo e un finale automatico, ma nel mediogioco c’è parecchio da sbizzarrirsi. In questa parte non è molto chiaro chi è in vantaggio e anche una singola mossa può capovolgere le sorti del gioco.
Uno schema a cui stare attenti (per cercare di realizzarlo o per imperdirne il conseguimento all’avversario) è quello a T: mettendo quattro proprie sfere in questa disposizione è possibile formare uno (o magari più) quadrati 2×2 del proprio colore. Se riuscite a piazzarne 5 a croce ancora meglio.
Trovo che le due regole speciali siano ambivalenti, il che è un bene. Quella del quadrato del proprio colore dà la possibilità di riprendere 2 sfere, che sembra la scelta migliore, perché rifornisce maggiormente la riserva. Quasi sempre però è preferibile toglierne solo una per provare a riformare un quadrato. Similarmente, l’opportunità di spostare una sfera già in gioco può apparire come l’azione giusta da fare, ma lo spazio liberato potrebbe dar modo all’altro giocatore di completare un quadrato o liberare alcune sue sfere precedentemente bloccate da quella sopra. In pratica, il gioco vi fa pianificare le mosse future in tre dimensioni. A ruoli invertiti potreste tendere una trappola per indurre l’avversario a sollevare una sfera, restituendovi l’accesso alle vostre. Se invece lasciate Pylos ben in vista, la trappola sarà per chi passa da casa vostra, che inevitabilmente vi chiederà di giocare.
Le varianti insistono entrambe sulla regola che permette di recuperare 1 o 2 sfere: ai bambini la toglie del tutto, mentre ai giocatori esperti aggiunge anche le linee da 4 sfere (al piano terra) e quelle da 3 (al primo piano) oltre al quadrato 2×2. Chiaramente bisogna stare molto più in guardia!
Lati negativi?
Quelli degli astratti da due (vedere qui).
MIA MOGLIE DICE COSE
«Prima di tutto è molto carina l’idea di formare una piramide. Inoltre il fatto di vincere posando la pallina in cima, mi fa immaginare un uomo che dopo mille fatiche termina la scalata di una vetta impervia. Mi è piaciuto subito il gioco, nonostante le prime volte non abbia mai vinto. Le dinamiche sono veloci e le partite sono rapide, ma questo non è sinonimo di banalità. Bisogna valutare bene le proprie mosse. All’inizio è importante sfruttare la possibilità di riprendersi due sfere, quando si forma un quadrato del proprio colore.»
On line si può giocare su Board Game Arena, in tempo reale.
Lo trovate anche nel negozio online Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
— Le immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it




