scritto da Figlio di Griffin
Cari amici ludici, vi ricordo che in [Giù dal mio tavolo] verranno presentati ogni volta due giochi “simili” (per meccanica, ambientazione o solo per sfizio insindacabile del possessore dei titoli) e se ne vedrà uno cadere dal tavolo accompagnato dai rimproveri e dai difetti urlati dal redattore di turno…
Dopo avervelo preannunciato nella puntata di [Ieri Sera sui Nostri Tavoli] in cui vi ho parlato di una prima partita fatta a Canvas, oggi metterò quest’ultimo a paragone con Kanagawa: i due titoli condividono ambientazione artistico-pittorica e bellezza (sia visiva che tattile) dei materiali.
Canvas è un gioco apparso su KS nel 2020 che ha raggiunto poi i nostri tavoli (e le nostre pareti) nel 2021, spinto da ben 16000 sostenitori internazionali che ne hanno fatto un prodotto di successo, col forte richiamo dato dalla scatola “appendibile” a mo’ di quadro, per salvare così un posto a scaffale…
Un gioco da 1 a 5 “artisti” per impegnarsi alla realizzazione di tre dipinti ciascuno, con la necessità di combinare e sovrapporre tre carte trasparenti, più una carta sfondo (indifferente ai fini del punteggio), per ogni singolo dipinto.
Ci saranno ogni volta quattro carte requisito da poter soddisfare, da tenere in considerazione per realizzare dipinti sovrapponendo proprio quelle carte con i simboli utili a creare set e condizioni richieste per fare punti.
Un titolo che sfrutta quindi carte trasparenti già viste in altri titoli (Mystic Vale, Gloom) ma che lo fa esaltando le stesse, rendendole con forza parte integrante e imprescindibile per meccaniche e – soprattutto – per ambientazione. Un titolo gioca e ammira.
![]() |
| Tre quadri realizzati con tre carte sovrapposte |
Kanagawa nasce invece nel 2016, dal prolifico Bruno Cathala in collaborazione con Charles Chevallier, come gioco family da 2 a 4 giocatori e tutt’oggi mantiene un solido e lusinghiero voto di 7.1 su BGG.
Un rilassante titolo per calarsi nei panni degli allievi del Grande Maestro Hokkusai, il famoso artista giapponese realizzatore dell’ancor più famosa opera pittorica La Grande Onda di Kanagawa appunto.
Questo titolo ci vedrà sfidarci nella realizzazione della sequenza pittorica più armoniosa in base alla scelta delle carte da sfruttare o come parte del dipinto (utilizzando il loro lato più grande coi soggetti rappresentati) o come parte dello studio di pittura (utilizzando il loro lato più stretto con le doti pittoriche indicate e colorate).
Un gioco che in partita fa sentire abbastanza le calme e sognanti atmosfere dell’arte e dei paesaggi giapponesi.
![]() |
| Sequenza pittorica in alto e abilità in basso |
Entrambi i giochi condividono – oltre che ambientazione e bellezza dei materiali – una certa linearità di gioco con totale assenza di interazione diretta. L’unica cosa che potremo fare ai nostri avversari sarà soffiar loro una carta più utile oppure farli morire d’invidia per una realizzazione artistica più bella e armoniosa date dalla nostra combinazione di carte sul tavolo (tre carte dipinto per Canvas e undici carte in sequenza per Kanagawa).
Eccoci giunti però alla scelta richiesta. Sarebbe bello e molto più facile chiudere l’articolo scrivendo del titolo che mi piace di più tra i due. E invece no.
Qui devo scegliere “chi” buttare giù dal tavolo e perché. Scelta crudele e ingenerosa che vedrà riversare su uno dei titoli tutta la mia frustrazione ludica.
Sono pronto: DAL TAVOLO FACCIO CADERE… Kanagawa!
Alla fine Kanagawa è un gioco senza troppo mordente che si limita a far gestire al giocapittore, con molta tranquillità – anche troppa – il proprio orto fatto di sequenze pittoriche in alto e bonus punteggio in basso. Si riesce sempre a trovare un modo per piazzare le carte e non si viene mai messi veramente in difficoltà dal gioco o dagli altri giocatori. Il regolamento non è poi così chiaro come pure la padronanza su alcuni bonus non risulta immediata: soprattutto in riferimento all’indicazione del primo giocatore data dalle pedine del Grande Maestro e di quella assistente.
Un gioco competitivo che non fa sentire affatto la competizione in partita, ma soltanto una accennata sfida alla realizzazione del dipinto più lungo e, possibilmente, più ricco.
Lascio adesso a Voi lettori, redattori e detrattori la difficile domanda: CHI BUTTATE GIÙ DAL TAVOLO TRA CANVAS E KANAGAWA?
Sono curioso di leggere la scelta di chi li possiede entrambi…per me è stata davvero dura!
Se questo format continua a piacervi, nei commenti suggeriteci qualche altro scontro e magari anche a firma di quale redattore lo vorreste leggere (dell’astrattologo Valerio, del cavaliere solitario White Winston, della viaggiatrice MeepleOnTheRoad…).
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it





