scritto da Bernapapà
È tornato! Finalmente è tornato. Dopo un po’ di anni in cui ha cincischiato sulle proprie idee proponendo rivisitazioni di se stesso in tutte le salse, lucrando – così pensano i maligni – sul proprio successo, finalmente è uscito con un gioco nuovo, bello, profondo, come solo lui sa fare, che come un missile, a mio avviso, arriverà almeno nei primi 100 della classifica BGG.
Sto parlando del mitico Uwe Rosenberg, che dopo anni di produzioni di medio peso o di scarso successo, a ben 4 anni dall’uscita dell’ultimo vero successo La Festa per Odino, nell’anno appena trascorso ha ideato questo nuovo gioco, Hallertau, edito dalla Lookout Games, che a brevissimo vedrà la sua versione italiana grazie alla Asmodee, prevista per i primi giorni del 2022.
Catapultati nella regione bavarese, famosa per la produzione del luppolo, Hallertau appunto, saremo chiamati, da 1 a 4 giocatori, a espandere la propria azienda agricola, utilizzando meccaniche di piazzamento lavoratori, gestione risorse e uso di carte, in un mix veramente innovativo e intrigante.
L’AMBIENTAZIONE
Premesso che giocando non si senta proprio il profumo del luppolo, ammesso che il luppolo abbia un profumo, l’ambientazione potrebbe essere applicata ad una qualsiasi industria agricola in espansione, ed in questo senso l’ambientazione si sente, a partire dalla gestione dei campi, che se lasciati a riposo l’anno dopo producono di più, all’avanzamento della capacità produttiva con l’espansione della fattoria, ed i vari obiettivi da raggiungere per fare crescere una florida industria agricola: interessante anche la dinamica delle pecore che, con il passare delle stagioni, possono morire se non vengono prima macellate per produrre carne e pellame.
I MATERIALI
Il tabellone delle azioni rappresenta una griglia, suddivisa in 4 settori: ogni settore riporta 4 azioni disponibili, che necessiteranno di un numero di lavoratori crescente.
Ai bordi del tabellone troveranno posto le 4 tipologie di carte, con gli slot atti a ospitare i lavoratori per poterle pescare.
I 4 tipi di carte contemplano le carte fattoria, le carte cancello, le carte bonus e le carte obiettivo.
In tutte le carte possiamo trovare o condizioni di applicabilità o risorse da spendere per ottenere altre risorse, piuttosto che punti vittoria, rendite o bonus di gioco (rendite fisse).
Nella scatola troverete ben 4 mazzi sia per le carte cancello, che per le carte fattoria.
Ogni giocatore viene dotato di una plancia che rappresenta la propria azienda, con una parte che scorre, a forma di casa, a rappresentare l’espansione dell’azienda stessa.
Sulla destra della casa verranno posizionati, su 5 righe, 5 edifici con riportate le risorse necessarie per farli crescere, spesa che crescerà di turno in turno.
Nella finestrella della casa è indicato il numero di lavoratori che si possono usare, e che aumenta se si riesce a ingrandire la propria azienda.
Su ogni riga sono riportati dei detriti, rappresentati da sassi cartonati, che sarà necessario rimuovere prima di poter espandere gli edifici; quando tutti gli edifici hanno liberato la colonna a destra della casa anche la casa stessa viene fatta scivolare, rivelando punti vittoria e aumentano il numero di lavoratori a disposizione.
C’è poi la plancia campi per la innovativa meccanica di produzione dei materiali, rappresentata da una griglia dove nella prima colonna si contano i materiali sulla base del livello dove è posizionato il corrispondente meeple (da 1 a 5), mentre le altre otto colonne sono destinate ai campi da coltivare, la cui altezza rappresenta la capacità produttiva (da 2 a 5).
Ogni giocatore è anche dotato di una plancetta stalla che, oltre a fungere da segnaturno, ospitando le carte fattoria, consente lo stazionamento delle pecore fino a quando non è possibile metterle nel recinto sottostante.
I lavoratori sono rappresentati da cubetti che andranno a posizionarsi, sulla base del numero richiesto (da1 a 3), sugli spazi azione, e sono comuni a tutti i giocatori.
Le risorse prodotte dalla terra sono il lino, la segale, l’orzo e, ovviamente, il luppolo, mentre l’allevamento delle pecore potrà portare cibo, latte, pelli e lana.
I mattoni concludono le risorse del gioco; ognuna di queste risorse gode del proprio segnalino sagomato.
La ricchezza, in gioielli, sarà riportata su una plancetta numerata che userà un anello come segnaposto.
Terminano la dotazione i token degli attrezzi, i campi, il token primo giocatore e il riassunto del turno di gioco.
I materiali sono di buona fattura: bonus per tutte le risorse sagomate e colorate; la grafica è appannaggio del solito Franz Klemens, che ci sguazza dentro questo tipo di ambientazioni.
La simbologia utilizzata nel gioco, soprattutto nelle carte, è molto chiara già dopo i primi turni.
LE REGOLE
Ogni giocatore posiziona la casa sulla sinistra della sua plancia, gli edifici alla destra della casa, e i detriti ancora più a destra, ad uno spazio uno dall’altro.
Riceve poi 6 carte fattoria che posizionerà sulla plancia, coperte, nella stalla, e 4 carte cancello ed una carta punti, che invece terrà in mano.
Le risorse iniziali sono rappresentate da un lino, una segale e un orzo, che piazzerà sulla prima riga della plancia campo che indica la quantità 1; riceverà inoltre 3 campi da mettere sulla stessa plancia in posizioni predefinite.
Si parte con soli 6 lavoratori.
Il gioco si sviluppa in 6 turni, organizzati in alcune fasi; dopo aver spostato la carta contadino del turno in corso, perdendo eventualmente le pecore precedentemente situate su di essa, si passa alla fase di incasso delle rendite assicurate dalle carte bonus giocate nei turni precedenti.
La fase più importante, ovviamente, riguarda le azioni dove è possibile posizionare i lavoratori nella plancia azioni.
Le azioni possibili sono molto varie e spaziano dall’ottenere o scambiare risorse, ottenere mattoni, piantare sementi, ottenere campi o renderli più produttivi, ottenere gioielli.
Ci sono poi gli spazi azione che consentono di pescare nuove carte, ottenendo così il talloncino di primo giocatore.
E’ anche possibile utilizzare i lavoratori per ottenere utensili con tasso 1:1.
Tutte le risorse vengono posizionate sulla plancia dei campi, mentre le pecore vengono posizionate sulla carta inferiore al turno in corso per i primi tre turni, mentre finiscono direttamente nel recinto negli ultimi tre turni.
Le carte possono essere giocate in qualunque momento, ed alcune consentono di pescare ulteriori carte.
Terminata la fase azioni, la carta contadino viene rivelata, e può essere direttamente giocata se sussistono le condizioni.
Successivamente si passa alla gestione dei propri campi: i campi non seminati aumentano il livello di produttività, mentre quelli seminati producono il raccolto: di fatto il frumento coltivato passa dal campo alla dispensa mantenendo lo stesso livello; il campo corrispondente riduce la sua produttività.
Dopo si passa alla mungitura delle pecore, ossia ogni pecora produce un latte.
Si passa quindi alla fase di espansione dell’azienda, dove è possibile spostare gli edifici di uno spazio alla volta, pagando il costo, sulla base di quanto richiesto dagli edifici stessi, e dal turno in corso; è possibile spostare macerie utilizzando gli utensili, che nei primi 5 turni non vengono spesi, ma solo “utilizzati” (ossia gli stessi rimarranno buoni anche per il turno successivo).
Ogni gioiello consente di sostituire il costo completo di spostamento di un edificio.
Terminato lo spostamento degli edifici, se possibile, si sposta la casa che rivelerà quindi un numero maggiore di lavoratori da utilizzare nel turno successivo, e dopo ulteriori spostamenti, si otterranno punti vittoria.
Alla fine del turno tutte le macerie si spostano in modo da lasciare uno spazio fra di loro ed uno spazio con gli edifici.
Prima di iniziare il turno successivo, vengono eliminati dalla plancia azioni, solo i lavoratori del livello più alto, e se si gioca in meno di 4, nemmeno tutti questi. In definitiva questa modalità farà crescere il costo delle azioni da turno a turno.
Il gioco si sviluppa su sei turni, alla fine dei quali si ha l’ultima occasione per giocare carte, allo scopo di massimizzare i punti vittoria.
Si contano quindi i punti che saranno dati da quelli visibili sulla plancia azienda, cui si sommano il numero di pecore possedute, il numero di gioielli, i punti riportati sulle carte giocate, e la somma delle risorse, compresi gli utensili ed il livello dei campi, con tasso 1:5.
Chi possiede il maggior numero di punti è il vincitore: a parità vincerà che ha il resto maggiore nel calcolo del punti per le risorse.
LE IMPRESSIONI
Che dire: bello, bello, bello!
Lo so, io sono un entusiasta del mitico Uwe, ma onestamente alcune sue opere recenti non mi sono piaciute per niente.
Con questo lavoro, invece, il nostro è tornato agli antichi splendori, inanellando una serie di meccaniche, sempre centrate sulla gestione risorse, che contengono comunque una buona dose di innovazione: l’azienda che si amplia faticosamente, ma che aumenta le capacità di gioco, il sistema dei campi e dello stoccaggio delle risorse, il giochino delle pecore nella stalla, e poi le carte, di 4 tipi per dirigere il proprio gioco variando la propria strategia, in un crescendo che, di turno in turno, aumenta le possibilità di gioco, ma rimane stretto per il corrispondente aumento del costo delle azioni e dell’espansione dell’azienda.
Forse niente di nuovissimo, quindi, ma shakerato in un mix davvero convincente, e da questo punto di vista sicuramente innovativo.
Come oramai nelle sue recenti produzioni, la dea bendata non è completamente assente dal tavolo: la pesca delle carte con i relativi effetti può talvolta favorire delle situazioni di gioco, piuttosto che risultare assolutamente inutilizzabili, specialmente se pescate verso la fine della partita.
L’interazione, benché indiretta, risulta molto presente, proprio a causa del costo delle azioni che va aumentando (o diventano addirittura infattibili in quel turno) per il posizionamento dei lavoratori da parte degli avversari: in questo senso non può essere considerato un solitario di gruppo.
Per il resto, però, ognuno coltiva il proprio orticello, cercando di disegnare una strategia che porti al maggior profitto: in questo senso è necessario muoversi su più fronti: sicuramente importante avere rendite tramite le carte, ed investire in utensili che sono utilizzabili per tutta la partita, ma è anche necessario dotarsi delle risorse per poter espandere la propria azienda il più possibile.
Perché il segreto è, almeno una volta a turno, ma sarebbe auspicabile più volte, poter espandere l’azienda, che oltre a portare punti, consente di disporre di maggiore manovalanza: ma le risorse sono sempre risicate, così, al solito, è necessario giocarsele con equilibrio.
Non ci sono componenti “asfissianti” come il dover dare da mangiare ai lavoratori, ma l’accumulo delle risorse per la fase di espansione, ricalca un poco questo stesso solco: se non si progredisce, si rimane indietro ed è poi complicato recuperare.
Diventa quindi di fondamentale importanza la pianificazione delle azioni, cercando di ritagliarsi anche soluzione alternative nel caso in cui le azioni pianificate risultino troppo onerose o oramai non più disponibili.
Tante azioni disponibili, quindi, ma alta concorrenza sulle stesse, per cui alla fine, la azioni importanti al fine della propria strategia potrebbero rivelarsi troppo onerose, dato che la massima capacità di lavoratori, sul finale della partita è di 12 lavoratori a turno, e le azioni, sempre sul finire della partita. scosteranno 2 o 3 lavoratori ognuna… insomma, bello stretto!
Giocare sulle carte è abbastanza importante, ed i puristi dei german potrebbero storcere il naso, in quanto è possibile che la pesca delle carte porti un lieve squilibrio, ma è altrettanto vero che il fulcro del gioco è l’espansione della fattoria, e che per ottenere tale risultato è necessario massimizzare la produzione delle risorse: per ottenere questo è possibile percorrere diverse strade, anche a seconda dell’occupazione delle azioni sul tabellone: quindi strategia, ma anche una buona dose di tattica.
La scalabilità è garantita proprio dal maccanismo di “pulizia” del tabellone, che dipende dal numero di giocatori.
A livello di longevità, questa presenza importante delle carte fornisce necessariamente partite sempre diverse.
Tirando le somme, il gioco mi è molto piaciuto per questo innovativo mix di meccaniche già collaudate, facendo emergere il gioco, nella mia personalissima classifica delle uscite del 2021, decisamente fra i primi 5.
Si ringrazia la Asmodee Italia per la gentile concessione della copia recensore.
Il gioco è già disponibile, nella Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it, sul sito del Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.
Alcune immagini riportate nell’articolo sono tratte da BGG: tutti i diritti appartengono ai loro proprietari, e saranno cancellate dietro semplice richiesta. Sono state qui riportate come gradita forma di presentazione del gioco.
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
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