scritto da LucaCiglione
Come promesso la settimana scorsa, dopo aver analizzato il nuovo Deckscape, è ora la volta di Decktective: Il testamento senza erede è un gioco edito in Italia da dV Giochi, creato da Silvano Sorrentino e Martino Chiacchiera, illustrato da Cristiana Leone. È un’avventura investigativa one-shot da 60 minuti circa per 1-6 giocatori dai 12 anni in su.
“Olanda, 1698. Cornelius Kloos, l’anziano presidente della Compagnia commerciale Kloos, viene trovato morto…La cassaforte dello studio è aperta: dentro c’è un testamento ancora sigillato. Sete di potere? Avidità? vendetta? Cosa ha portato a questo tragico epilogo?”
SE AVETE GIÀ GIOCATO I PRECEDENTI CAPITOLI
La cosa migliore per voi veterani è andare immediatamente a guardarvi il mio video, con tutte le impressioni dedicate a questa particolare scatola.
NON HO MAI GIOCATO A DECKTECTIVE
Sei nel posto giusto, ecco qui tutto ciò che devi sapere.
MATERIALI
Come dV Giochi ci ha abituato, questa serie investigativa, così come il cugino Deckscape, è composta principalmente da un mazzo di carte extra-large (dimensioni 11 × 8,5 cm) che di fatto riempono alla perfezione la scatola.
In questo caso abbiamo 60 carte e oltre a esse, troviamo nei materiali 7 fermagli rossi che serviranno per segnare le risposte sulle carte al momento di dare la soluzione.
Ecco, una cosa che mi piace di Decktective è la dimensione delle carte che sono chiare e leggibili e, qualora contengano al loro interno indizi segreti, non dovremo fare una sorta di “pixel hunting” per trovarli.
Se seguite il podcast di Giochi sul Nostro Tavolo saprete della mia battaglia contro la Lobby degli Oculisti e in questo caso ringrazio dV Giochi per aderire alla mia battaglia e salvaguardare la vista dei giocatori.
GAMEPLAY
Lo scopo del gioco è, ovviamente, risolvere il caso che ci viene proposto o, entrando nel dettaglio, rispondere correttamente alle 5 domande a risposta multipla che ci verranno fatte alla fine della partita.
La peculiarità dei Decktective è di iniziare subito badando al sodo: nessun regolamento inutile quindi, ma si comincia subito a giocare, ricevendo mano a mano le istruzioni necessarie.
Una seconda particolarità del titolo è la creazione di una scena del crimine in 3D che viene assemblata utilizzando le prime carte del mazzo, scena che muterà con il verificarsi degli eventi e che conterrà importanti indizi per portarci alla risoluzione del mistero.
A seconda del numero dei giocatori ognuno riceverà un numero di carte compreso tra una e cinque. Ognuna di esse ha in alto a sinistra un numero: esso indica il numero di carte presenti nell’archivio necessario affinché la carta possa essere giocata.
Al proprio turno, infatti, si potrà decidere di giocare la carta scoperta in modo che tutti la vedano, oppure coperta nell’archivio. In questo secondo caso il contenuto non potrà essere reso pubblico nella discussione fino al momento di dare la soluzione e anche in quel momento si dovrà, in ogni caso, fare affidamento solo sulla propria memoria.
Ogni volta che giocheremo una carta ne pescheremo una nuova.
Pescando potrà accadere – terza peculiarità del gioco – di voltare una carta “Colpo di Scena”.
Queste carte fanno avanzare la trama, ci danno nuovi indizi e solitamente vanno a modificare la scena 3D del crimine, scandendo il tempo della partita e rendendola movimentata.
Continueremo così fino a che sarà il momento di dare la soluzione del caso: ci verranno poste cinque domande a scelta multipla e per ogni risposta esatta riceveremo un punteggio. Molto interessante il fatto che a volte potremo usare più di una graffetta, ma che sarà a nostra completa discrezione.
Il totale dei punti raccolti ci dirà se la missione sia stata o meno risolta con successo.
IMPRESSIONI
Come anticipato nei paragrafi precedenti mi piace che le carte di Decktective siano grandi e chiare e oltre a questo devo dire che il ritmo di gioco è serrato e rapido e si riesce sempre a stare nell’ora di gioco promessa.
I turni sono rapidi e alla fine dobbiamo solo decidere se le carte che abbiamo in mano contengano o meno indizi utili. Poiché le carte sono pescate in ordine saremo in qualche modo guidati, avremo quasi sempre le informazioni necessarie per una scelta consapevole e quindi difficilmente portati a scegliere a caso; resterà comunque la nostra capacità di deduzione la protagonista della partita.
La scena in tre dimensioni del crimine non è fine a se stessa, ma, come già successo nelle precedenti avventure, offre preziosi spunti e indizi utili alla soluzione finale.
Relativamente a questa scatola abbiamo un caso che definirei “classico”. Siamo catapultati nell’Olanda di fine 1600, abbiamo una stanza chiusa, un magnate morto, un testamento e diversi sospettati, ognuno con un possibile movente. Dovremo quindi fare le giuste deduzioni e le giuste investigazioni. La scena del crimine come sempre ci fornirà importanti indizi e il bello è che sono davvero davanti ai nostri occhi fin da subito, ma dovremo essere bravi a interpretarli.
Mi è piaciuta? Ho amato il fatto di dover procedere per esclusione in alcuni frangenti (raccogliendo un indizio dopo l’altro) e l’essere riuscito a grandi linee a capire tutto il plot dietro all’omicidio. Rispetto a tutte le precedenti indagini si raggiunge in questa una certa maturità, senza particolari forzature di trama.
Ma… io da Silvano e Martino mi aspetto sempre, oltre alla concretezza, anche i fuochi d’artificio e qui non ci sono. Forse sono semplicemente abituato troppo bene, ma mi aspettavo un effetto wow che stavolta è assente.
Si badi bene, questo non è un difetto e consiglio assolutamente la scatola e l’indagine che vi appassionerà e divertirà, si tratta piuttosto di una mia aspettativa.
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
Ringraziamo dV Giochi per la copia recensore.
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it




