scritto da White Winston (Andrea P.)
Quando leggo Viginio Gigli su una scatola, sento subito un tremito nella forza, e in particolar modo nel portafogli, che comincia a spalancarsi da solo. In questo caso, l’accoppiata è con Giovanni Fiore, un esordiente, e allora la curiosità sale ancora di più. L’ambientazione e il titolo rimandano subito al celebre Agricola dello zio Uwe, con il quale condivide anche la meccanica principale del piazzamento lavoratori (peraltro la mia preferita nel ventaglio di meccaniche euro), ed ecco che allora la curiosità diventa un tarlo nella testa, che se non lo estraggo, rischio di ritrovarmi col cervello a groviera e la materia grigia che fuoriesce. Non sia mai che possa sporcare la mia camicia bianca.
FRUTTICOLA
È un gioco competitivo di Giovanni Fiore e Virginio Gigli (Grand Austria Hotel, Lorenzo il Magnifico, Coimbra, Alma Mater), edito da Giochix nel 2021, per 2-4 giocatori, durata media 45-60 minuti.
Siamo negli anni ’50, in una piccola e ridente cittadina americana dedita alla produzione e vendita di frutta e marmellate. Lo scopo del gioco sarà di portare la nostra piccola azienda al successo, accumulando più soldi possibile e diventando i migliori produttori di frutta e marmellate del paese. Tutto ciò attraverso il più classico dei meccanismi di piazzamento lavoratori, condito con un mercato dei prezzi variabile e svariati bonus da mettere insieme.
Nel momento in cui sto scrivendo la recensione, Essen 2021 si è appena conclusa e Frutticola ha terminato la sua corsa con un “SOLD OUT”, piazzandosi al ventesimo posto della celebre classifica di “Das spielermagazin FAIRPLAY”. Non male, considerato che le uscite dichiarate quest’anno si sono assestate intorno a 500 titoli. Vediamo insieme quindi di sviscerare questo titolo smarmelloso!
GRAFICA E MATERIALI
Il primo capitolo della recensione porta subito con sé croci e delizie di questo gioco.
Per quanto riguarda il lato delizioso (e non mi riferisco alle marmellate!), abbiamo di fronte una graziosa grafica pop art anni ’50 (che strizza un po’ l’occhio a Food Chain Magnate, ma ci sta), condita con meeple sagomati, alberelli tridimensionali in cartone, frutti e marmellate sagomati in plastica e, udite udite, banconote!!! Era dai tempi del monopoli, credo, che non ritrovavo un gioco con le banconote e devo ammettere che questa scelta, seppur poco ergonomica, mi ha fatto fare un piacevole balzo indietro nel tempo. Effettivamente, in un gioco dove lo scopo è fare più soldi possibile, le banconote rendono molto più l’idea degli ormai standardizzati token a forma di moneta e donano una piacevole sensazione tattile. Maneggiare banconote, seppur finte, è sicuramente più simulativo che maneggiare pezzettini circolari di cartone!
L’altro lato della medaglia, quello amaro, mostra scelte ergonomiche non esattamente azzeccate, come frutti in plastica tanto pucciosi, quanto piccoli e scomodi (ve ne rotolerà in terra almeno 3-4 a partita), e alberelli che non si incastrano perfettamente nelle basi e che, soprattutto, non sono facilmente leggibili in 4 giocatori, dove la visuale a 360° non è possibile (qualcuno sarà costretto a vedere il retro e a doverli continuamente girare per controllarne gli effetti e piazzare i propri lavoratori).
In conclusione, se da una parte potrebbero essere proprio i materiali ad attirare la vostra attenzione, saranno poi gli stessi, come un boomerang, ad intralciarvi durante la partita. Plancette doppio strato, frutti e marmellate più grandi e una soluzione diversa dagli alberelli tridimensionali siffatti, avrebbero sicuramente messo il gioco al riparo da critiche, aiutando anche lo svolgimento della partita senza particolari fastidi.
REGOLAMENTO
Il regolamento, oltre ad essere sufficientemente chiaro ed esaustivo (soprattutto nell’appendice finale dedicata a carte e tessere), è anche piuttosto lineare, soprattutto se, come me, siete dei divoratori assidui di giochi german.
Parliamo infatti del più classico dei piazzamento lavori, con l’unica variante legata alla tipologia del meeple, lavoratore o contadino. Oltre ad essere presenti degli slot esclusivi per lavoratori o contadini, ci sono slot potenziabili, a condizione che usiate una specifica tipologia di meeple.
La partita si dipana attraverso 4 stagioni, al termine delle quali avverrà una vendita di Natale a prezzi ribassati di marmellate e frutti rimasti in magazzino, prima di contare i soldi di ogni giocatore e decretare il vincitore.
Il twist forse più interessante (l’unico vero a proprio a dire il vero), risiede nella scelta della carta da giocare nella fase di pianificazione iniziale di ogni stagione. A inizio partita, mediante il più classico dei draft, saremo infatti dotati di 5 carte diverse contenenti ciascuna:
- un potere speciale che modificherà la nostra prossima stagione;
- numero, tipologia e ordine di utilizzo dei lavoratori/contadini;
- un numero tanto più alto quanto più forti saranno i punti sovrascritti.
Nella fase di pianificazione ogni giocatore dovrà scegliere segretamente una di queste 5 carte e rivelarla contemporaneamente agli altri. L’ordine di gioco della stagione in corso sarà determinato dal numero della carta giocata, dal più basso al più alto; di conseguenza i primi a giocare saranno i giocatori con poteri più deboli e/o con un numero più basso di lavoratori/contadini, e viceversa.
PRO
- Con un comparto regolistico compatto e lineare, Frutticola riesce a ricreare un’esperienza euro di indubbia strettezza, che richiede un po’ di pianificazione strategica, sulla base delle carte scelte nel draft, e prontezza tattica data dalla tipica interazione indiretta del piazzamento lavoratori;
- Le caratteristiche enunciate al punto soprastante garantiscono una certa elasticità nel poter proporre il gioco sia ai gamer, con possibilità di interessanti combo potere carta-potere tessera potenziamento-slot di piazzamento, sia a giocatori un po’ meno scafati, in cerca di un’esperienza totalmente euro, ma magari meno complicata di un Agricola (tanto per citare il primo piazzamento lavoratori che mi viene in mente);
- La mano di Virginio Gigli c’è e si fa sentire. L’esperienza del noto autore di giochi german, porta ad un gioco pulito e privo di inutili orpelli, offrendo una fluidità di gameplay per niente scontata di questi tempi.
CONTRO
- Se considerate l’originalità un valore aggiunto o, peggio, un elemento indispensabile in un gioco da acquistare, Frutticola non fa per voi. Gli elementi che compongono il gameplay sono tutti più o meno già visti e, tolta l’ambientazione, non c’è davvero niente di nuovo sotto al sole;
- La poca praticità di certe scelte di design grafico e di materiali di gioco, vi potrebbero portare a criticare aspramente il gioco, prima ancora di aver terminato una singola partita.
ELEMENTI NEUTRI
- Frutticola è il classico gioco “via di mezzo” che potrebbe accontentare tutti o potenzialmente non accontentare nessuno. Troppo difficile per neofiti, troppo semplice per gamer abituati allo zio Uwe. Il suo target è certamente quella zona grigia che sta nel mezzo, che considera i titoli di Rosenberg e affini ancora troppo complicati, ma che è disposta a fare qualche passettino in più verso titoli più stretti e riflessivi degli introduttivi al genere;
- Al pari dei suoi fratelli maggiori di genere, Frutticola non presenta particolare interazione, se non quella indiretta (e meno bastarda di altri titoli direi). Di fatto è abbastanza un solitario di gruppo.
CONCLUSIONI
Frutticola è un buon gioco; partendo da meccaniche ampiamente consolidate e un regolamento snello e lineare, riesce a centrare il suo target, restituendo un gameplay sufficientemente stretto, e comunque bisognoso di un minimo di pianificazione strategica e di scelte tattiche.
Secondo me si inserisce nella categoria dei giochi tipo Wingspan e affini, pesi medo-leggeri dedicati ai giocatori in crescita, che cercano un’esperienza un gradino sopra agli introduttivi del genere euro, ma anche ai gamer che, trainati magari dalla passione per la meccanica base o dall’ambientazione, vogliono un piatto più semplice e veloce del solito, ma capace ugualmente di offrire una gara dove vince chi ottimizza e compie le scelte migliori.
Il vero tallone di Achille di questo titolo, oltre ad una produzione con alcuni errori di valutazione, risiede nell’assenza quasi totale di originalità, offrendo un gameplay basato sul classico piazzo un lavoratore, raccolgo qualcosa, trasformo, vendo, con poteri speciali a pioggia. A conti fatti è una minestra riscaldata, che però funziona bene e fa quel che promette. A voi la scelta!
Si ringrazia l’editore per la copia recensore, fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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