[Gioca con me] Cities: Skylines – Il Gioco da Tavolo

scritto da MeepleOnTheRoad (Valeria)

“Non sapersi orientare in una città non vuol dire molto. Ma smarrirsi in essa, come ci si smarrisce in una foresta, è una cosa tutta da imparare.” [Walter Benjamin – filosofo, critico e saggista]
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Nel 2015 la Paradox Interactive sviluppa Cities: Skylines, videogioco gestionale di city-building. Nel 2019 Rustan Håkansson ne riprende il concetto di base e dà vita a CITIES: SKYLINES – IL GIOCO DA TAVOLO, pubblicato da KOSMOS e localizzato in terra nostrana da Ghenos Games. Collaborativo per 1-4 giocatori dai 10 anni in su, offre partite di circa 70 minuti. Titolo basato sul piazzamento tessere (i classici polimini), sulla gestione di una mano di carte e sulle diverse possibilità offerte da un tabellone modulare, nonché sulle differenti opzioni date dai poteri variabili dei giocatori.

CITIES: SKYLINES è un gioco di costruzione su plancia in cui bisogna creare una città da zero e preoccuparsi della felicità degli abitanti affinché la città prosperi. Si evolve dalla prima partita, in cui vengono spiegate le regole di base, fino alla quinta con una logica di inserimento di scenari nuovi a difficoltà crescente che vengono presentati uno alla volta e che alla fine è possibile giocare tutti insieme o mescolare a piacimento.

La scatola è ricca di materiali, tutti di un bel cartoncino pesante: dalle plance di costruzione ai segnalini denaro, dai polimini colorati di forme diverse allo Skyline che si costruisce in verticale. Completa il tutto un centinaio di carte di buona fattura, divise in mazzetti da usare in base allo scenario che si sta giocando. L’artwork sulle carte, a mio avviso, non è eccezionale, in quanto riprende per lo più screenshot del videogame, mentre quello delle plance e dei polimini è piacevole e funzionale al gioco. La grafica è invece estremamente chiara e comprensibile al colpo d’occhio, senza necessità di avere sempre sotto mano il regolamento per controllare le varie icone.

Per una descrizione più dettagliata dei materiali vi rimando al mio video di unboxing.
IL GIOCO IN BREVE
CITIES: SKYLINES vede i giocatori nei panni di consiglieri di una sorta di giunta comunale che deve costruire una città e farla evolvere edificio dopo edificio, stando attenti ai consumi di acqua, energia e rifiuti, impegnandosi a tenere sotto controllo i livelli di criminalità, inquinamento e traffico, e cercando di gestire al meglio il tasso di occupazione. Tutti questi elementi influiscono sul livello di felicità degli abitanti che determinerà, alla fine, il grado di successo della città e, di conseguenza, di bravura del gruppo.
A turno i giocatori possono svolgere una tra tre azioni disonibili: giocare una delle carte edificio che hanno davanti a loro (pagandone i costi, ottenendone eventuali benefici e piazzando fisicamente la tessera corrispondente sulla plancia della città); cambiare una carta che non piace loro al costo di 2 segnalini denaro; completare una milestone.

Quando si completa una milestone, si trasferisce il valore attuale di felicità sullo Skyline e si estende la plancia di costruzione, ampliando il terreno su cui è possibile edificare. Il gioco prosegue in quetso modo finché viene completata l’ultima milestone; si guarda quindi sulla Tabella del Successo qual è il punteggio ottenuto dal gruppo. Naturalmente, è possibile anche perdere immediatamente contro il gioco, senza alcuna speranza di proseguire oltre, se si verificano alcune condizioni particolari, come lo svuotamento delle casse comunali o l’impossibilità di svolgere azioni durante il proprio turno. Trattandosi di un puro cooperativo, ogni decisione presa dai giocatori è concordata in anticipo ed è importante coordinarsi per giocare le carte nell’ordine che fornisce più vantaggi possibili.

Per una spiegazione dettagliata del setup e delle regole, nonché per una rapida descrizione degli scenari aggiuntivi al gioco base, vi consiglio di guardare il mio tutorial appena uscito sul nostro canale YouTube.
CONSIDERAZIONI GENERALI

CITIES: SKYLINES è un peso medio-leggero che basa il proprio appeal sul successo avuto dal videogioco in questi anni. La possibilità di aggiungere gli scenari uno alla volta permette di entrare in confidenza con il sistema di gioco in modo graduale, provando anche più volte lo stesso scenario, se necessario, prima di passare al successivo. Il suo essere ul titolo collaborativo non fa minimamente sentire il peso della partita, perché comunque tutte le scelte sono condivise: si parla, si ragiona, si sceglie la strategia migliore e tutti danno il proprio contributo. Non c’è nemmeno il rischio di imposizione da parte di un giocatore alfa, in quanto tutti a turno devono giocare una carta a scelta fra le proprie e chi è di mano ha sempre l’ultima parola, a prescindere da quello che dicono gli altri. Ancora di più quando si gioca con lo scenario dei Ruoli, in cui ognuno cerca di massimizzare le abilità della persona che sta rappresentando a vantaggio di tutto il gruppo.

Naturalmente si tratta di un titolo a interazione totale, ma proprio perché tutto viene fatto in sintonia, non certo per mettersi i bastoni fra le ruote o per sottrarsi a vicenda le carte migliori: non avrebbe alcun senso.

Il flusso di gioco di CITIES: SKYLINES è estremamente lineare perché comunque a ogni turno possiamo svolgere solo una tra tre azioni possibili, non c’è il rischio di fermarsi a pensare ore. Inoltre, la collaborazione fra più cervelli implica una divisione naturale dei compiti: chi è più attento ai consumi, chi ha più l’occhio sulla disposizione degli edifici – perché magari ha un passato di campione di Tetris e incastri! – chi tiene sotto controllo le carte che escono e così via. Una volta capito come gira il turno, non c’è alcun intoppo… se non quando ci si rende conto di essere vicini a una possibile sconfitta immediata. È qui che allora tutti si spremono le meningi per evitare l’inevitabile!

CITIES: SKYLINES è un titolo quasi esclusivamente tattico in cui si può definire una strategia di massima generale sull’uso del denaro o su come sfruttare le abilità dei Ruoli, ma in realtà, di fatto, si tratta di riuscire a usare al meglio le carte che escono: è un puro gioco di reazione a ciò che si ha e ogni carta che si gira determina azioni diverse, che magari sono ben lontane da quello che il gruppo aveva inizialmente ipotizzato. È un continuo riadattarsi e provare a sfruttare ciò che l’alea offre. Già, l’alea. Ho detto la parolina magica. Il Fattore F sta tutto nelle carte che si pescano per lo più al buio: se aspettiamo un parco per mettere giù quattro zone residenziali e quel parco non esce, non possiamo farci niente, se non provare a cambiare le carte, se abbiamo soldi; se invece abbiamo davanti a noi tutte zone indistriali che fanno alzare l’occupazione e non abbiamo carte per abbassarla, non c’è speranza. Siamo in balia delle carte che escono e la bravura del gruppo sta proprio nel gestire al meglio quello che la Dea Bendata offre.

CITIES: SKYLINES non pone alcun problema di scalabilità: giocato in due, tre e quattro, non abbiamo notato molte differenze. Con più giocatori al tavolo sono al lavoro più occhi e più cervelli – e questo è certamente un vantaggio – ma ognuno ha meno carte ed è più alta la possibilità che arrivi un turno in cui non si riesca a giocare, perdendo la partita. Con meno giocatori, ognuno ha più carte, quindi più possibilità tra cui scegliere, ma è più probabile che qualcosa scappi, visto il minor numero di menti all’opera. Secondo me, è godibile in tutte le formazioni. Non mi posso esprimere sulla variante in solitario perché cerco di non giocare mai da sola, se ne ho la possibilità, ma mi verrebbe da dire che diventi una sorta di puzzle: ho le mie 7 carte edificio e li devo incastrare al meglio sulla plancia. Naturalmente non ho nessuno che mi aiuta e si perde il senso del gioco collaborativo… e a me questo non è che esalti poi molto. Come diceva una nota pubblicità, “du gust is megl che one”.

 
CITIES: SKYLINES ha un’elevatissima rigiocabilità, data non solo dai 5 scenari presenti giocabili singolarmente e/o combinabili a piacimento, ma anche dalla possibilità di configurare a caso le plance di costruzione, dando vita a paesaggi sempre nuovi. L’elevato numero di carte e il fatto che escono al buio garantiscono poi partite diverse. Infine, la vera differenza nell’esperienza di gioco la fa il gruppo: essendo un collaborativo lontano da Pandemic o Charterstone (in cui bisogna giocare sempre con le stesse persone), provatelo con amici diversi e vedrete come cambiano le dinamiche. Il titolo ha una buona longevità, soprattutto se non si hanno molti giochi collaborativi nella propria ludo-libreria: CITIES: SKYLINES è semplicissimo da spiegare, si gioca dopo cinque minuti e anche i neofiti saranno catapultati nel flusso di gioco in men che non si dica; quindi si può davvero tirare giù dallo scaffale in qualsiasi momento, anche a distanza di tempo, viste le pochissime regole da ricordare.

IL CONTRIBUTO DEL RICCIO

Non avendo io mai giocato al videogame che ha ispirato il titolo, per un breve confronto fra gioco padre e figlio lascio la parola a chi in questo caso può dare un parere con maggiore cognizione di causa.
“Il gioco da tavolo di CITIES: SKYLINES riprende in linea di massima l’idea generale del videogioco, ma i due presentano numerose differenze dovute, naturalmente, al diverso mezzo. Nella versione digitale, per esempio, le tue scelte riguardano dettagli molto precisi della costruzione di una città: puoi decidere al centimetro dove piazzare una fermata dell’autobus o un semaforo e questo influirà direttamente sul traffico; nel gioco in scatola le scelte sono più immediate e semplici, ma potenzialmente più penalizzanti, perché una volta piazzato un edificio non lo sposti più. Il tempo di gioco fa una grande differenza: ciò che costruisci ora nel videogioco potrebbe influenzare la vita dei cittadini fra un mese (reale), ma è chiaro che i tempi del gioco in scatola sono diversi. In digitale si gioca da soli, non c’è alcuna cooperazione con gli altri: sei tu con le tue capacità gestionali contro il mondo che avanza. Nel videogioco non c’è niente di definitivo e potenzialmente irreparabile: basta riuscire a investire denaro per poter riparare a un danno; il gioco in scatola da questo punto di vista è più punitivo. In entrambi i casi c’è il concetto degli scenari, che in digitale si traducono in vere e proprie espansioni a pagamento, mentre in analogico in piccole aggiunte che danno un po’ di variabilità. CITIES: SKYLINES videogioco stimola maggiormente la creatività nella creazione degli edifici; il gioco da tavolo ti limita un po’ con i polimini prestampati: magari avrebbero potuto fare un sistema di cartoncini colorati da sagomare, lasciando ai giocatori un po’ di fantasia e di controllo. Personalmente credo che i creatori del gioco in scatola abbiano voluto quasi approfittare del successo del videogioco, ma con scarsi risultati: se avessero realizzato un semplice gioco di city building senza il nome di CITIES: SKYLINES impresso sopra, probabilmente il titolo avrebbe avuto una risonanza minore, confondendosi nel mare di giochi con i polimini esistenti, ma non avrebbe neanche dovuto subire l’onta del paragone – confronto che il videogioco vince a mani basse – e avrebbe avuto molti più pregi evidenti. Non mi dispiace una partita al gioco da tavolo ogni tanto, ma preferisco il senso di sfida maggiore che offre il videogame.” Parola di Riccio.
Allora, a chi consiglio questo gioco? Innanzitutto a chi ama i collaborativi, a chi ha apprezzato My City e chi adora i giochi a incastro alla Tetris. CITIES: SKYLINES piace ai neofiti, che in genere non hanno molta esperienza di titoli collaborativi, e alle famiglie, che puntano a una serata di condivisione leggera. La vera domanda è: gli hard gamer lo apprezzerebbero? Sì e no. Credo che ne comprederebbero il valore dal punto di vista cooperativo e dell’idea, ma davanti alla durata, mai inferiore alle due ore, sarebbero forse un po’ restii a intavolarlo e sceglierebbero probabilmente qualcosa di maggior peso.
Per quanto mi riguarda, lo terrò nella mia ludo-libreria ancora un po’, anche perché, seppur giocando con diversi gruppi, non sono mai riuscita a ottenere un punteggio decente e la cosa mi ferisce nell’orgoglio di super-campionessa di Tetris. Quindi, pronti per un nuovo setup e… GAME ON!
Come sempre, vi segnalo che il gioco è disponibile sullo Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.
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“Cambiare la struttura urbanistica di una città significa cambiarne la morale.” [Raffaele La Capria – scrittore e sceneggiatore]

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