scritto da
Simarillon (Davide)
Dopo un po’ di tempo ritorna qui Luma World, e, soprattutto, fa il suo esordio con una recensione che non è nella categoria nonsologarndi, nello specifico parliamo di Alpha Steel, gioco pensato per 3 – 4 giocatori a partire dai 10 anni di età in partite che dureranno all’incirca trenta minuti.
Luma non ci lascia i crediti di autore ed illustratore, anche se
sappiamo che coinvolgono il team interno di sviluppo come ci aveva
raccontato Venkat in questa intervista.
Ci
sono giochi che si incamminano su una strada e poi, durante le prove di
gioco per le recensioni, prendono delle svolte inaspettate e questo è
esattamente quello che è successo con questo gioco, che partito per
nonsolograndi è arrivato a questa recensione.
I MATERIALI
La scatola di Alpha Steel di forma rettangolare e che ricorda un po’ le scatole MB degli anni Ottanta e Novanta contiene:
-
quattro
carte in cartonato molto spesso Robot ‘principiante’ e quattro carte in
cartonato molto spesso Robot ‘esperto’ con i talloncini per fare in
modo che diventino simil stand-up; - quaranta carte Power;
- il tabellone / arena;
- sessanta token energia in cartone;
- centocinque
token AZOL (la moneta del gioco) divisa in tagli da 5.000 (quaranta
token), 30.000 (venti token) e 50.000 (cinque token); - due dadi a sei facce personalizzati, con i simboli Attacco, Energia, e Azol.
La
scatola è simile per ‘concept’ a quella degli altri giochi di Luma,
rettangolare e con occupazione di spazio non indifferente, insieme i
giochi fanno un’ottima figura sullo scaffale anche se sicuramente
‘prendono più spazio del dovuto’. La scatola ha alloggiamenti comodi per
tutto il contenuto del gioco, che è ottimamente organizzato,
regolamento solo in Inglese.
IL GIOCO … OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Disclaimer: questo paragrafo (e le sue appendici) spiegano in maniera generale
e non strutturale le regole del gioco e non si sostituiscono al regolamento
Ogni
giocatore riceve un carta Robot Principiante, due Carte Power, dieci
Token Energia, e 70.000 Azol; si piazza la plancia e si mettono i Robot
Esperto scoperti e si aprono dal mazzo anche cinque Carte Energia. Al
proprio turno il giocatore tira i dadi, applicandone gli effetti, poi
può giocare una Carta Energia – e tutti i giocatori possono giocare la
loro Carta Energie – eventualmente il giocatore di turno può comprare
e/o vendere Carte Energia ed eventualmente uscire od entrare nell’Arena.
I dadi possono farci guadagnare token energia, guadagnare Azol, ma,
soprattutto, attaccare gli altri giocatori. Qui c’è la parte più
interessante del gioco, si può attaccare da dentro l’Arena danneggiando
(ovvero facendo perdere punti energia) tutti gli altri giocatori o da
fuori dalla stessa, colpendo il solo giocatore nell’Arena; se questo
viene eliminato si deve entrare con il proprio robot. Quando rimangono
solo due giocatori entrambi entrano nell’Arena e ce le si fa di santa
ragione sino ad arrivare alla proclamazione del vincitore. Trovate le
regole, in formato video, a questo link.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Se
qualcuno ha letto il regolamento non ha non potuto immediatamente
pensare a King of Tokyo! Ci sono sicuramente riferimenti al gioco a
partire del fatto che un solo giocatore può stare nell’Arena, ma
dall’Arena colpisce tutti, al fatto che ci sia questo alternarsi tra
l’entrare e l’uscire all’Arena stessa.
Alpha Steel mi ha dato
sensazioni contrastanti, in alcune partite mi è sembrato essere troppo
lungo rispetto all’esperienza di gioco offerta, mentre in altre partite,
magari un po’ di sfortuna con i dadi ha fatto sì che ci fosse
un’eliminazione davvero un po’ troppo precoce (qualche correttore dalle
carte ai tiri sfortunati sarebbe stato gradito). L’idea della
possibilità di acquistare un robot esperto è davvero una buona idea,
così come quella di poterlo comprare abbattendo i costi rivendendo il
nostro robot matricola, ma anche qui ho avuto delle sensazioni
contrastanti, quattro Robot Esperto sono davvero troppo pochi e forse si
poteva pensare a crearne di più e allo stesso tempo a qualcosa per
caratterizzarli maggiormente (il primo esempio che mi vien in mente e
che Robot poteva attaccare anche un giocatore fuori dall’Arena, non sono
un game designer, ma c’erano davvero molte possibilità non sfruttate).
Il
fatto di poter rivendere, ad un prezzo inferiore, le carte già
acquistate mi sembra nuovamente un’ottima idea come quelle di rendere
premiante con 30.000 Azol il fatto di passare un intero round in Arena;
anzi personalmente l’avrei fatto più premiante e magari con una crescita
esponenziale del valore di Azol acquisiti.
Quando il
giocatore tira un dado attacco può decidere se entrare o meno
nell’Arena, in accordo con il giocatore che già la occupa, che deve
uscirne; anche qui c’è una sfumatura che non mi convince completamente
rispetto al flusso di gioco e, in generale, alle meccaniche … non saprei
esattamente cosa, ma c’è, forse avrei fatto in modo che se un giocatore
volesse assolutamente entrare questo fosse possibile, magari
ricompensando chi costretto ad uscire.
Con questo gioco ho
concluso la mia prima esperienza con Luma World e con i loro prodotti.
Devo dire che, ovviamente, ho una mia classifica personale e nel momento
in cui qualcuno mi chiedesse quale dei giochi recensiti preferisco non
avrei nessun dubbio ad indicargli Guess the Fence sia per il modo in cui
ha saputo rivitalizzare un classico sia per i materiali sia, per
finire, per come si possano imparare nozioni interessanti davvero
divertendosi.
SOMIGLIANZE LUDICHE
Rubo quanto introdotto da Cogo nella recensione di Furnace e lo cito testualmente “questo
nuovo capitolo in cui proverò ad accostare al gioco appena analizzato
altri titoli che per qualche motivo sento di poter accostare a quello
appena provato per via di meccaniche simili, o per le dinamiche che
creano attorno al tavolo, o semplicemente perché ho ritrovato sensazioni
simili nel giocarli”
King of Tokyo,
gioco simile, a partire dagli stand-up che i giocatori hanno a
rappresentarli; chi è dentro Tokyo prende e dà mazzate, i dadi ci
suggeriscono cosa fare, c’è sempre una disponibilità di carte da
prendere che ci garantiscono effetti migliorativi durante il gioco.
Insomma tanti, tanti punti di contatto.
Terra Loop, gioco di Luma che più mi ha ricordato Alpha Steel, sia per l’idea che si gioca con i Robot,
sia
per questo uso della moneta e per la possibilità di capitalizzarla o di
perderla (dando un preciso valore a quanto raccolto) e per finire ho
riscontrato un difetto simile che è quello del rischio che ci possano
essere partite che si protraggono troppo a lungo rispetto all’esperienza
di gioco.
LA FIRMA DI DAVIDE … OVVERO COSA SI POTREBBE IMPARARE IN QUESTO GIOCO Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “copiamo pure, non vergogniamoci di copiare da chi fa le cose meglio. Ma impariamo a farle meglio anche noi”, Ubaldo Scannagatta.
Ecco quindi in elenco le cose che si possono imparare a Alpha Steel:
- a valutare quando e quanto rischiare, per capire quando e quanto stare nell’Arena;
- a capire come ci possa essere un deprezzamento dei propri beni e a capire i concetti di prezzo, profitto e perdita;
- per i più piccoli capire le percentuale e le operazioni con i soldi.
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Si ringrazia l’editore per la copia di review fornita in cambio di una recensione imparziale ed intellettualmente onesta.
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