scritto da F/B!O P.
Metto le mani avanti: è un gioco di
avvio al coding, sarò
un po’ di parte. Non che parli di computer o linguaggi di programmazione o altri aspetti
così vicini all’informatica, tuttavia le sfide che propone e gli strumenti che
offre per superarle sono sicuramente propedeutici a sviluppare un certo
pensiero computazionale… divertendosi!
È un rompicapo spaziale per
1+ giocatori di almeno 6 anni, ideato da Eva Pigliapoco e
Ivan Sciapeconi per il Centro Studi Erickson, che l’ha
pubblicato nel 2019 con le illustrazioni di Samuele Prosser. Si tratta di un
piazzamento tessere e costruzione rete: le partite durano 10-20 minuti,
ma sono liberamente modulabili per lunghezza e difficoltà.
Per saltare direttamente alla sezione MMDC seguite questo collegamento⤵.
Si
ringrazia Erickson per la copia recensore.
Nello spazio stellare dovrai compiere sfide sempre più complesse e
difficili da capire. Dovrai riuscire a mettere in ordine tutte le tessere
del gioco, in modo da poterti muovere liberamente tra pianeti, satelliti e
stelle, evitando asteroidi e alieni pericolosi. Solo gli astronauti più
abili e attenti possono farcela!
I COMPONENTI
La scatola, di dimensioni
224×164×52mm, contiene:
- il regolamento in italiano con le soluzioni;
- 60 carte missione suddivise in 3 livelli di difficoltà;
- un tabellone fronte/retro con due diversi scenari;
-
12 tessere (con in più 4 tessere bianche da usare eventualmente come
ricambio).
I materiali sono semplici e la qualità è quella che ci si aspetta. Le carte
sono più grandi della media (120×80mm), anche perché devono contenere fino a 5
pianeti disegnati (livello 1, Primi Voli) o 10 righe di testo (livello
2 e 3, Voli Esperti e Voli Galattici). Le illustrazioni hanno un
loro stile ben riconoscibile e aver umanizzato i corpi celesti con occhi e
bocca fa presa sui nongrandi. Il regolamento è breve e comprensibile:
ha tante pagine solamente perché sono stampate 60 soluzioni. Apprezzo la
presenza extra delle tessere sostitutive.
Ho girato anche un video di unboxing ^_^
LE REGOLE, OVVERO: COME SI GIOCA?
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| Lato Primi Voli e Voli Esperti con 10 caselle |
Preparazione: sistemate il tabellone in maniera che mostri il
lato di Primi Voli/Voli Esperti (10 caselle) oppure di Voli Galattici (12
caselle). Posizionate lì accanto le tessere. Selezionate le carte missione che
intendete affrontare.
Svolgimento: i giocatori guardano la carta
missione di turno. A seconda dei casi può presentare:
- stimoli grafici nel livello base 1 (Primi Voli);
- istruzioni sintetiche e dirette nel livello intermedio 2 (Voli Esperti, ad esempio “Parti dalla TERRA e raggiungi MARTE”);
-
testi complessi e narrativi nel livello avanzato 3 (Voli Galattici,
ad esempio “La colonia su MARTE ha bisogno degli aiuti presenti sulla
TERRA”).
I giocatori piazzano le tessere disegnando un percorso, in modo da risolvere
il problema proposto dalla sfida, che può indicare dei passaggi obbligati
oppure dei punti da evitare. Ogni carta è risolvibile in diversi modi e la
soluzione proposta nel libretto è una delle possibili.
Il regolamento
completo lo potete trovare
qui.
CONSIDERAZIONI & IMPRESSIONI
Io partivo
prevenuto, ma Ambra forse ancora di più. Primo, alla prima vista della scatola
si è messa a saltellare di gioia per il soggiorno. Quando sono riuscito a
calmarla un attimo, mi ha detto che ce l’avevano anche ai centri estivi fatti
questa estate e che le era piaciuto tantissimo. Secondo, ha un libro che porta
lo stesso titolo, che parla del nostro sistema solare e che ciclicamente
sfoglia e rilegge con curiosità.
Il gioco, nella sua essenza, ha la
stessa struttura di altri basati su carte sfida e problemi da risolvere (Roller Coaster Challenge,
Code Master
e
Circuit Maze, per citarne tre che abbiamo già recensito), tuttavia
Missione spazio, da un punto di vista didattico, favorisce la
pianificazione strategica in un contesto di problem solving. Grazie
alle carte di tre tipologie (grafiche, testo semplice, testo complesso) è una
proposta interdisciplinare. Il fatto che siano divise in tre livelli di
difficoltà consente al gioco di crescere con il bambino e al genitore magari
di introdurre gradualmente le novità per accompagnare fianco a fianco i passi
evolutivi dei nongrandi di casa: il passaggio dai Primi Voli ai
Voli Esperti e a quelli Galattici potrà essere occasione di
celebrare una tappa evolutiva, piccola forse, però evidente e tangibile.
Gli
autori hanno fatto un buon lavoro nel mettere in ordine di difficoltà le
missioni, sebbene ciò non sia proprio oggettivo o infallibile. Ad esempio una
stessa sfida potrebbe richiedere 30″ a un giocatore e 2′ a un altro, per poi
veder ribaltata la situazione con quella dopo. Come rigiocabilità 60 carte non
sono malissimo: noi mediamente abbiamo giocato sessioni da 5 carte in 20
minuti, fanno 12 partite per un totale di 4 ore. Ambra mi ha chiesto giusto
qualche giorno fa, quando ce ne mancavano poche: “Ma possiamo continuare a giocarci anche quando le avremo finite?” Non immagino grosse difficoltà: le sfide non sono tali da imparare gli
schemi a memoria e ora che le abbiamo viste tutte possiamo pure mescolarle.
Poi voglio proporre alla mia bimbella di non svuotare il tabellone dalle
tessere al cambio di carta, ma di andare in modifica della rete
esistente…
![]() |
| Da Mercurio a Plutone passando per la Luna |
A proposito di tessere: inizialmente Ambra partiva con uno
schema fisso. Prima usava i sottopassi, poi gli incroci e infine le curve. Ben
presto si è resa conto che una “ricetta” sempre valida non esiste e che
pertanto deve adattarsi alla situazione. Ad esempio curve e sottopassi sono
utilissimi quando è richiesto di evitare/tagliar fuori specifici posti, mentre
gli incroci sono deleteri in questo senso, perché collegano tutto a tutti.
Un
aspetto che l’ha coinvolta tantissimo sono i pianeti con la faccia: una
cosa che per me era una scelta illustrativa come altre, per lei ha aperto un
mondo (anzi, più mondi) di storie. Ecco che la missione da Venere a Urano è la
mamma che va dal bambino oppure i cugini (Mercurio e Titano) portano a spasso
il cane (Plutone).
Le regole sono pochissime e si assimilano velocemente.
Il tempo di preparazione è pressoché nullo e si può cominciare a giocare in un
attimo.
Alla voce lati negativi, l’unico rammarico che ho è sulla
scalabilità. Seppur la scatola riporti 1+ come numero di giocatori, in realtà
il regolamento dà indicazioni molto blande sul multigiocatore: “Il numero dei giocatori (da 1 a più) modifica in modo significativo
l’atteggiamento nei confronti del gioco. Mentre nella modalità «in
solitaria», il giocatore ha l’opportunità di progettare e verificare la
propria strategia, nel lavoro di gruppo ogni scelta andrà concordata con i
compagni di gioco. In questa seconda modalità, quindi, le competenze sociali
e la mediazione tra pari rivestono un’importanza fondamentale.” Tecnicamente MS non è neanche un gioco da tavolo in senso stretto,
dato che non esiste una partita vera e propria o un modo per perdere. Forse
sarebbe bastato un piccolo sforzo extra per aggiungere qualche regola più
esplicita. Magari in futuro…
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
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| I tre tipi di missione |
Ecco qui in elenco le cose che Ambra (6 anni e 5 mesi) e gli altri
bambini che hanno giocato con lei hanno potuto imparare – o ripassare –
giocando a Missione spazio:
-
a valutare le proprie capacità e a scegliere perciò delle missioni di
livello adeguato; -
a passare da indicazioni grafiche/testuali (sulle carte) a una rete 2D (sul
piano di gioco), interpretando le richieste; -
che affrontare i livelli per gradi è più semplice che partire subito da
quelli super-difficili; -
che si può giocare anche da soli, decidendo in autonomia quante missioni
affrontare o quando fermarsi; - a concentrarsi su un obiettivo comune, se collaborano più giocatori;
- a coltivare i primi germogli di pensiero computazionale e avvio al coding;
-
a mettere in pratica le proprie capacità di ragionamento logico e di
risoluzione dei problemi visivi e linguistici.
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| Le 10 tessere base |
FINO A QUANDO CI SI PUÒ GIOCARE
La scatola riporta
6-99 e come al solito il limite superiore è lì più per simpatia che per
vera indicazione. Il gioco, di per sé, può essere tirato fuori anche da un
adulto come solitario rompicapo, se magari ha un ritaglio di 5 minuti e vuole
giocare un paio di carte. Di sicuro i grandi possono assistere o cooperare
volentieri alle partite dei bambini, che saranno comunque abbastanza autonomi
nelle meccaniche. Su 60 carte, 40 presentano del testo: ecco che i 6 anni sono
un’età limite e il supporto dell’adulto può essere necessario nella parte di
comprensione della missione. Ambra ha imparato a leggere da sola, stampatello
minuscolo compreso, durante il lockdown di primavera, mettendo insieme
l’alfabeto
preso da un gioco
e osservando i testi dei tanti libretti che leggevamo ad alta voce per lei: la
nostra presenza al suo fianco è più per suggerire alternative e sbrogliare
qualche nodo.
MIA MOGLIE DICE COSE
«È un gioco dalla grafica davvero carina e lo trovo molto interessante per
aiutare i bambini a cercare di risolvere problemi, a cercare nuove strade.
Dire che è divertente forse è eccessivo, ma è stimolante e piacevole.
Purtroppo è un gioco “solitario”, per cui il bambino fa il percorso e
l’adulto gli sta accanto.
Sarebbe carino in futuro se si aggiungesse
una variante con interazione tra pari.»
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| Lato Voli Galattici e le due tessere aggiuntive |
MIA FIGLIA DICE COSE
«Non mi piacciono le invasioni aliene, però mi piace prendere il tunnel
spaziale. Il mio pianeta preferito è Ariel, che è una luna di Urano. Nettuno
è il nonno, papà è la Terra e la mamma è Venere. I Voli Galattici sono
meglio, perché c’è anche la Base Spaziale SSI.»
Per tornare su seguite questo collegamento⤴.
— Alcune immagini sono tratte dal sito ufficiale, i vari diritti
appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state
riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno
rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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