scritto da F/B!O P.
Come anticipato
alla fine dell’intervista
al Centro Studi Erickson, oggi sono qui a recensirvi una delle loro
scatole. Ho pensato di partire da questa, principalmente per il fatto di
averla data ad Ambra durante la settimana di Halloween ^_^
La paura, a
partire dal titolo, permea tutta l’esperienza di gioco, ma non nel modo in cui
ci si aspetterebbe comunemente. Anche gli orchi hanno paura (2018) è un
cooperativo che intende stimolare i bambini, i ragazzi e pure gli adulti, a
sviluppare nuove strategie per sconfiggere le proprie paure. Attraverso i De
Orchis, una famiglia di orchi alle prese con le paure instillate da uno
spirito, si giocherà tutti insieme cercando di aiutarsi a vicenda, inventando
storie e facendosi coraggio insieme.
Ne è autore Carlo Scataglini,
che l’ha pensato per 2-5 squadre da 1-5 giocatori di almeno
6 anni. La durata non è dichiarata, ma nella nostra esperienza siamo
sui 15-35 minuti. È tratto da un libro sempre suo, sempre edito da Erickson, del 2008.
Per saltare direttamente alla sezione MMDC seguite questo collegamento⤵.
Si ringrazia Erickson per la
copia recensore.
Noi orchi siamo dei grandi fifoni! Non prendeteci in giro, non è colpa
nostra. Esiste uno spirito, uno “Spaventaorchi”, che gira di notte di casa
in casa e ci soffia in faccia le paure. Noi lo chiamiamo Terribilius. La
mattina ti svegli… e zac! hai paura di qualcosa. Però se uniamo le forze
tutti insieme possiamo sperare di batterlo. Allora, volete aiutarci a
sconfiggerlo?
I COMPONENTI
La scatola, di dimensioni
266×206×50mm, contiene:
- il regolamento in italiano;
- 20 carte Paura;
- 20 carte Coraggio;
- 20 carte Parlane;
- 5 pedine sagomate con supporti;
- il tabellone piegato in quattro, con il percorso e gli spazi per i mazzi;
- 1 dado standard a 6 facce;
- 1 spinner.
I materiali sono nella norma, senza particolari cadute. Quello che piace di
più ai bambini sono le illustrazioni, tutt’altro che paurose, e soprattutto
girare la lancetta dello spinner. Il regolamento è semplice, ben
scritto e impaginato, chiaro e con una premessa e una pagina sul ruolo
dell’adulto molto interessanti.
Ho girato anche un video di unboxing ^_^
LE REGOLE, OVVERO: COME SI GIOCA?
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| Preparazione per 5 giocatori |
Una precisazione: parlerò sempre di “giocatore”, ma la parola
può essere intesa come “squadra da 1 a 5 giocatori”.
Preparazione:
sistemate il tabellone al centro del tavolo, mischiate i mazzi e posizionateli
sui loro posti. Ogni giocatore sceglie una pedina, la posiziona sulla
rispettiva casella di partenza e riceve un numero di Carte Paura pubbliche in
base al numero di giocatori.
Svolgimento: il giocatore di turno
tira il dado e muove la sua pedina in senso orario di tante caselle quanto è
il risultato. A seconda di dove termina il movimento pesca una Carta Coraggio,
Parlane o Paura oppure vince un turno bonus. Dopo lo spostamento, può decidere
di utilizzare una Carta Parlane o una Carta Coraggio per rimuovere una delle
Carte Paura in gioco. Infine passa il turno.
Come si rimuovono le paure?
Ogni giocatore ha delle Carte Paura ben visibili a tutti. Per rimuoverle è
necessario utilizzare PRIMA una Carta Parlane e POI una Carta Coraggio.
Dopodiché viene scartata e torna in fondo al rispettivo mazzo. La Carta
Parlane va posizionata sul relativo angolo della Carta Paura di cui si vuole
parlare, sia essa propria o altrui. Poi viene girato lo spinner e in base al
risultato si dovrà: dare un consiglio, raccontare un’esperienza, inventare una
storia. Chi infine piazza la Carta Coraggio deve cercare di trovare delle
soluzioni o dei consigli concreti su come affrontare e superare quella
determinata paura.
Si vince tutti assieme solo se si sono eliminate tutte
le Carte Paura in gioco.
Il regolamento completo lo potete trovare
qui.
CONSIDERAZIONI & IMPRESSIONI
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| Piazzamento delle carte: paura sconfitta! |
Ad Ambra è piaciuto
oltre le mie attese. Io lo vedo un po’ come il naturale proseguimento del
discorso iniziato con
I colori delle emozioni, in cui il Mostro dei Colori deve rimettere a posto le sue emozioni.
Stringendo il focus su una sola, la paura, pensavo che la questione sarebbe
state più spinosa, invece grazie alla mediazione della storia della famiglia
De Orchis tutto avviene con naturalezza. I piccoli giocatori infatti possono
far riferimento al loro personaggio e parlare delle sue paure, quando in
realtà stanno raccontando le proprie. Il bambino può quindi approfittare di un
coinvolgimento meno diretto, ritrovandosi agevolato nel cercare delle
soluzioni per la pedina che tiene in mano, ma anche per sé: in fondo le paure
di questi orchi non sono poi così differenti dalle nostre. C’è massima libertà
nel dire ciò che può aiutare maggiormente a sconfiggere una certa paura e
l’adulto può sicuramente indirizzare. Non serve che la soluzione sia
universale, garantita e totalmente efficace: basta che chi gioca la Carta
Coraggio affronti attivamente il problema, senza far finta di niente o
nascondersi.
Riporto alcuni passaggi del regolamento, perché non saprei
scriverli meglio.
Fare un elenco delle paure più ricorrenti non è certo difficile e ciascuno
manifesta la propria in modo diverso: chi si nasconde dietro una scusa
qualsiasi, chi nega di essere spaventato, chi si chiude in un silenzio
terrorizzato, chi fugge dal problema. In tutti i casi si determina un vero e
proprio malessere. È però ragionevole credere che la paura si possa superare
utilizzando le giuste strategie. Per prima cosa è essenziale riuscire a
riconoscere e ad ammettere, principalmente a se stessi, che l’emozione che
si prova è proprio paura. Poi, è necessario riuscire a capire cosa realmente
spaventa. Il vero punto di svolta, tuttavia, nel percorso per risolvere le
proprie paure è quello di riuscire a condividerle, parlandone con gli altri.
La comunicazione di ciò che si prova nell’essere spaventati di qualcosa, la
scoperta che anche gli altri, perfino gli adulti, hanno le loro paure, il
tentativo di trovare, parlando, una via d’uscita sono tutti momenti che
alleggeriscono il carico emotivo che la paura provoca in ciascuno di noi.
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| Orchidea, Tronky, Agreste, Matriorka e Orcobaldo De Orchis |
L’interazione è molto forte. Ognuno può giocare una sola carta a
turno, pertanto è fondamentale un buon lavoro di cooperazione. Durante l’uso
delle Carte Parlane chiunque può fare domande a chi sta raccontando. Alcune di
esse hanno un simbolo che le rende usabili fuori turno a sostegno del
giocatore attivo. Per liberarsi delle proprie paure bisogna aprirsi, parlarne
e, successivamente, ascoltare i consigli degli altri. È bello assistere al
momento in cui i bambini capiscono che le Carte Paura vanno eliminate tutte e
che perciò loro possono essere di aiuto agli altri.
A livello di
fortuna, c’è sia il dado che lo spinner a introdurre casualità. Questo
ci ha portato ad avere sia partite parecchio variegate, sia sessioni in cui la
freccia non ha quasi mai puntato un particolare spicchio oppure in cui la
durata si è protratta, perché finivamo sempre sulle caselle in cui pescare
Carte Paura. Ai bambini tirare il dado, contare i passi con la pedina e girare
la freccia piacciono molto, per cui è stata più una cosa sentita dai
genitori.
Come rigiocabilità il gioco in qualche modo diventa più
difficile con l’aumentare delle partite, perché è noioso dire ogni volta le
stesse cose, di conseguenza si viene stimolati a sforzarsi sempre più per
esprimere consigli, racconti e storie nuovi. Il doppio delle Carte Paura
sarebbe di certo stato accolto favorevolmente. La scalabilità non ha
problemi, perché le Carte Paura da battere dipendono dal numero di
giocatori.
Come aspetto negativo posso dire, come per altri
collaborativi di questo target, che non abbiamo mai perso. A livello pratico
credo sia molto difficile venir sconfitti. Da regolamento vince l’antagonista
Terribilius se i giocatori decidono di interrompere prima la partita, si
arrendono o si rassegnano. Se cercate un gioco più canonico, questo potrebbe
smorzarvi; tuttavia se vi interessa un’esperienza non solo ludica, ma anche
emozionale, questo fattore non disturba eccessivamente. Noi abbiamo introdotto
la regola che si perde quando devi pescare una Carta Paura, ma sono esaurite.
Comunque non abbiamo ancora perso, però almeno verso fine mazzo la tensione al
tavolo è palpabile…
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| Alcune paure |
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Ecco qui in elenco le cose che Ambra (6 anni e 4 mesi) e gli altri
bambini che hanno giocato con lei hanno potuto imparare – o ripassare –
giocando ad Anche gli orchi hanno paura:
- il rispetto delle regole, cioè obbedire al dado qualunque faccia mostri;
-
il concetto di turno, perché non è facile aspettare che tocchi di nuovo a te
quando vorresti girare lo spinner sempre tu; -
la cooperazione, ovvero si gioca con un obiettivo comune e si vince o si
perde tutti insieme; -
a conoscere e confrontarsi con le proprie paure, a sviluppare nuove
strategie per sconfiggerle; -
che ognuno di noi ha paure differenti… pure la mamma e il papà possono
averne!
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| Alcune Carte Coraggio: leggetele… |
FINO A QUANDO CI SI PUÒ GIOCARE
La scatola mostra
l’indicazione 6-99 anni: noi l’abbiamo testato anche con una bambina di
5 anni e si è divertita, senza particolari difficoltà per quanto riguarda le
meccaniche né il racconto delle sue paure. Come limite superiore il 99 è
chiaramente simbolico: non ci si giocherà mai tra adulti, però genitori,
nonni, zii e amici ci faranno volentieri una partita con qualche nongrande, se
non altro per sentire i loro consigli su come superare le paure.
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| Carte Parlane, Paura e Coraggio |
MIA MOGLIE DICE COSE
«Il gioco ha il pregio di far parlare i bambini di paure, ma soprattutto di
trovare un modo per affrontarle e batterle.
Ha, invece, il difetto di
essere un po’ noioso come gioco in sé, non c’è nessun modo per rompere la
monotonia del percorso e dopo 3/4 partite si conoscono già le paure e non è
facile non ripetersi e far sembrare la partita una fotocopia della
precedente.
Per cui lo consiglio per chi vuole davvero lavorare,
sviscerare, le paure dei bambini e aiutarli a superarle.
Come gioco
solo per divertirsi, no, lo sconsiglio.
Come strumento educativo è
efficace, come svago no.»
MIA FIGLIA DICE COSE
«Girare la lancetta è divertente, ma non sono ancora molto brava. Mi
piacciono molto i disegni, perché sono colorati fuori dai bordi come faccio
io. Mi piace anche tirare il dado e spostare la bambina, ma non mi piace
finire su Terribilius e pescare una Carta Paura!»
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— Alcune immagini sono tratte dal sito ufficiale, i vari diritti
appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state
riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno
rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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