scritto da Figlio di Griffin e da tutti gli impressionanti
Buona domenica a tutti!
Ai giocatori di filler belli e
ai giocatori di filler brutti. Questa settimana abbiamo
allestito sui nostri tavoli una sestina che ci ha fatto tirare dadi, usare
matite, spostare carte, scambiare carte, incastrare pezzi e maneggiare monete.
Insomma, abbiamo utilizzato quasi tutti i materiali tranne plasticose
miniature.
Buona lettura!
• 40 minuti con spiegazione
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| New York Zoo |
L’ultimo gioco a base di polimini di Uwe Rosenberg, che unendo i suoi pezzi
forti, puzzle e animali, ci metterà nei panni di progettatori di zoo. A
turno muovendo l’elefante intorno alla plancia potremo scegliere tra 2
opzioni, costruire un nuovo recinto o prendere nuovi animali. Le tessere
recinto sono disposte in modo che all’inizio si possano prendere solo le
tessere più grosse e via via le tessere più piccole. Riempendo i recinti di
animali della stessa specie si svuotano e si prendono delle tessere
attrazioni bonus, utili per riempire gli spazi. Quando l’elefante attraversa
uno spazio riproduzione, contemporaneamente tutti i giocatori che hanno una
coppia di quell’animale possono aggiungerne uno in più. Il gioco è una corsa
a completare per primi il proprio zoo, quindi niente punteggi, ma tutto
molto semplice e pulito. Sarà importante trovare il giusto equilibrio tra le
2 azioni disponibili, creando un motore di animali e alternando saggiamente
la raccolta dei recinti migliori all’acquisizione degli animali,
considerando che i recinti più grandi ingrandiranno più velocemente lo zoo,
lasciando però facilmente dei buchi da riempire e costringendo a mettere
molti animali per reclamare una tessera bonus. La riproduzione fa sì che
bisogni temporizzare in modo da avere la coppia di animali giusta al momento
giusto, in più in 2 e 3 giocatori si ha una riproduzione extra di un’altra
coppia di animali a scelta. Il gioco scorre lineare e costringe sempre a
stare attenti anche nei turni degli avversari, per via delle riproduzioni di
animali e per i calcoli sulla migliore tessera o coppia di animali da
prendere. Per me quindi si è rivelato un piacevole family game adatto
a tutti e i 126 animali-meeple multicolori (canguri, suricati, volpi
artiche, pinguini e fenicotteri) aggiungono quel qualcosa in più!
• 15-30′ a partita • giocato in 4 • 25 minuti con spiegazione
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| Minute Realms |
Ho tirato fuori questo fillerino a fine serata, per far rilassare un
po’ la mente dopo due gioconi impegnativi. La spiegazione ai 3 amici, che
non lo avevano mai sentito, è stata rapidissima e siamo entrati subito nel
vivo dell’accaparrarci le carte altrui e quelle in centro per costruirci il
nostro “reame minuto”. Il numero preciso di carte e turni fa terminare la
partita in un soffio. Solitamente abbastanza vivace, questa partita è stata
ahimè sottotono: tutti fifoni, abbiamo affrontato gli invasori solo 2 volte
e con valore di attacco molto basso, per giunta. Quindi abbiamo pensato
esclusivamente al nostro orticello, cercando di massimizzare, chi puntando
sulla collezione di set e chi sui punti secchi. Purtroppo qui il fatto che
io sapessi giocare bene ha un po’ falsato la partita, perché, a differenza
mia, i miei avversari si sono trovati spesso senza monete oppure non hanno
intuito il forte potere di alcune carte. Nessuno di loro però si è annoiato
e questo mi conferma la validità del titolo come introduttivo per la
meccanica di draft. Tutti innamorati delle monete plasticose e giganti, mi
toccherà farle sparire… prima che me le facciano sparire i miei amici!
35′ con lettura regolamento
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| Judge Dredd: The Cursed Earth |
Sono sempre stato attratto da
La Spedizione Perduta
e ho sfruttato l’occasione che Osprey stava facendo sconti per prendere
questo, che è una ritematizzazione in salsa Dredd, con l’aggiunta di un
paio di regole. Veloce da intavolare, bellissimo il senso tattile con
queste mega carte, il gioco offre un livello di sfida notevole. Mi piace
la sua natura “puzzle”, che mi ha portato spesso a soffermarmi su quali
carte giocare e quando, nonché quali decisioni prendere su ognuna di esse,
cercando di pianificare molto in anticipo. Purtroppo son morto male. Mi è
capitato un round con tutte carte “negative” e io a corto di risorse.
Esperienza positiva, sicuramente lo intavolerò spesso quando ho una
mezz’ora libera. Onestamente, credo si presti a giocare in solo: la
modalità cooperativa non mi ispira molto, mentre quella competitiva, 1
contro 1, mi ispira parecchio!
15′ • giocato in 4 con tre neofiti • 15 minuti con spiegazione
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| Papageno |
Titolo portabilissimo ispirato all’opera de Il Flauto Magico di Mozart.
Classico giochino di carte della Helvetiq con regole semplici, ma –
stavolta – non proprio immediate. L’obiettivo è avere davanti 6 carte col
minore valore possibile sommando, alla fine, le due righe. Ogni giocatore
parte con tutte le 6 carte coperte davanti girandone una immediatamente e
grazie alla pesca di altre carte (dal mazzetto centrale o da quello degli
scarti) le sostituisce posizionando le nuove, scoperte. Il fine partita si
attiva quando uno dei giocatori riesce ad avere scoperte tutte le sue 6
carte. Per arrivare a questo è possibile anche attivare i poteri di 3
carte speciali, che possono modificare alcuni valori, attivare
sostituzioni aggiuntive o creare un balletto/scambio di carte tra i
giocatori. I materiali e la velocità del gioco sono indiscutibili punti
forza, il debole però, dalla mia esperienza, è stato dato dal poco
divertimento. I miei compagni, seppur neofiti, si sono messi con impegno a
gestire le poche regole con eccezioni, ma alla fine della partita (fine
partita innescato troppo presto, quando tutti stavano cominciando a capire
bene i giri) non si sono divertiti (me compreso) e mi hanno chiesto di
cambiare gioco. Della stessa linea, al momento, Bandido gli è
tre-quattro spanne sopra e glielo preferisco per maggiore immediatezza e
maggiore e indiscusso divertimento.
Optimus 2)
• 2-4 giocatori • 8+ • 30′ • giocato in 2 • 35 minuti
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| Doppelt so Clever |
Visto il successo tra le mura casalinghe di
Ganz Schön Clever
(poi arrivato in Italia con il nome Optimus), ecco approdare sul
mio tavolo il seguito del gioco di dadi di maggior successo degli ultimi
anni. Il concetto è sempre lo stesso (tiri i dadi e cerchi di ottimizzare
le scelte per avere bonus), ma le aree sono abbastanza diverse, specie
quella relativa al nuovo dado grigio. Un po’ queste novità, un po’ il
fatto di non aver avuto molta fortuna con i lanci di dadi, la partita è
finita con punteggi molto bassi e con un sapore agrodolce in bocca. Come
detto poco sopra, il gioco è fedele alla linea tracciata dal capostipite,
ma queste “complicazioni” rendono sì il gioco più interessante e con una
difficoltà maggiore nelle scelte da fare, ma di contro rendono il gioco
più pesante (e pensante) che stona con la leggerezza vista in precedenza.
Non è una bocciatura, ma solo un gioco diverso che chiede maggior
attenzione e anche un maggior calcolo. Lo riproveremo, sicuri che, con le
regole chiare in testa e magari con una giornata più leggera sulle spalle,
ci potrà creare dipendenza come il primo aveva fatto a suo tempo.
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| Welcome to Dino World |
Al colloquio me l’avevano descritto come il posto dei sogni quello per cui mi avrebbero assunto in questa sorta di Jurassic Park: 8 turni di lavoro, stessi valori tutti, costruisci recinti per dinosauri, fai la manutenzione ai generatori di corrente per le reti elettrificate, tracci e sistemi i vialetti, gestisci la fattoria (!) didattica, cerchi di attirare i turisti migliori, cose così… Peccato che poi per usufruire degli assurdi bonus statali devi piazzare tutte le gabbie lungo il muro perimetrale oppure tenere gli erbivori a 4 passi dagli ingressi o ancora cercare di offrire al pubblico tutti i tipi di dinosauri che l’ingegneria genetica offre. Certo, sulla carta mi avevano dato la massima libertà di disegnare il parco a mio piacimento, però è stato molto sfidante far stare tutto ottimizzando le azioni con la superficie. Alla fine in questo test attitudinale sono stato più bravo dell’altra candidata e mi sono aggiudicato il ruolo! Ora posso dire che la prima giornata è stata divertente e stimolante: cose viste altrove, ma anche di nuove, molto potere decisionale, bonus gratificanti. L’unico dinosauro che non ho ancora conosciuto è il brachiosauro, tuttavia conto di tenere questo impiego a lungo e recuperare in seguito. Se riesco a migliorare e a passare a un grado più avanzato, mi aspettano pure le mansioni riguardanti la sicurezza, gli animali acquatici e quelli alati: non vedo l’ora!
una doppietta e avrebbe potuto addirittura portarsi il pallone a casa(*)
se il VAR (Video Assistant Review) non gli avesse annullato il
terzo centro per espansione.
Ducks in Tow, già segnalato in una pillola che trovate
qui, con la sua mini-espansione The Angry Goose.
un gioco educativo creato da due insegnanti di scuola primaria e edito
dal Centro Studi Erickson (qui trovate l’intervista alla responsabile della la linea giochi per un post del nostro Boardgame World).
fatto portare il tabellone a casa(*)?
casa” lo porta il giocatore autore di tre gol in una stessa partita.
autori, in parte tratte da BGG
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