scritto da Figlio di Griffin e da tutti gli impressionanti
Buona domenica a tutti!
Ai giocatori di german belli e ai
giocatori di german brutti. Questa settimana siamo stati parchi con
soli 5 titoli, ma sappiate che 5 è il simbolo del Giocatore Universale e che 5
sono i suoi sensi: non è un giocatore chi non si è mai incantato di fronte
alla propria libreria (VISTA); non è un giocatore chi non si è mai divertito a
far tintinnare le monete in ferro durante una partita (UDITO); non è un
giocatore chi non si è mai messo a giocare coi cubetti tra le dita o con le
fiches (TATTO); non è un giocatore chi non è mai stato tentato di addentare un
meeple sagomato o le bacche di gomma (GUSTO); non è un giocatore chi non ha
mai annusato un regolamento nuovo (OLFATTO).
Quindi visto che Noi e Voi
siamo giocatori con tutti e 5 i sensi a posto, andiamo a vedere le impressioni
a caldo di questi 5 titoli.
Buona lettura!
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| Harry Potter: Hogwarts Battle |
[Yuri-Sayuiv] Harry Potter: Hogwarts Battle • 2-4 giocatori •
11+ • 30-60′ • giocato in 3 per 45 minuti • giocato in 4 per 60 minuti
Ripreso
dopo tanto tempo, fermo al terzo scenario. I miei amici ne sono rimasti
stregati, tanto che ci siamo fatti una giornata piena (dal pomeriggio fino a
dopo cena) e ci siamo fatti dal terzo fino al settimo scenario.
Deck-building davvero davvero ben fatto. Ogni scatolina che si
apre è una sorpresa, un nuovo componente, una nuova meccanica, altre carte,
nemici e quant’altro. Gli scenari seguono le storie dei film, e per chi ne è
appassionato i riferimenti sono davvero tanti. Se devo trovargli dei difetti,
sono i soliti dei deck-building “vecchio stampo”, ovvero la difficoltà
aumenta all’aumentare dei giocatori, in particolare qui poi la sequenza con
cui escono i nemici può essere a volte penalizzante. Per assurdo le difficoltà
maggiori le abbiamo avute al terzo scenario, dove le carte da comprare non
sono ottimizzate e si cominciano ad affrontare due nemici alla volta. Dal
quarto al settimo invece li abbiamo fatti in fila senza fallire.
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| Village Green |
[Fabio-Pinco11] Village Green • 1-5 giocatori • 30′ • 14+
• giocato in 2 per 25 minuti • giocato in solo per 10 minuti
Puzzle game essenziale ideato dal talentuoso Peer Sylvester e prodotto dalla
prestigiosa Osprey, mi ha subito attirato come un magnete. Nel corso del gioco
peschi carte “giardino” (che poni formando una griglia 3×3) e obiettivo (che
poni sopra e a sinistra di esse), con le quali costruisci una semplice
griglia 4×4. A fine partita ogni carta obiettivo attribuisce punti sulla base
di come le carte nella sua colonna o riga soddisfano i suoi requisiti. Detto
così sembra facile, ma giocarlo ti restituisce sensazioni alla Sudoku
incrociato con SimCity e le regole di piazzamento danno i giusti spunti di
riflessione. L’interazione è limitata al timing di fine partita e i
materiali, pur essendo i disegni gradevolissimi, soffrono per un piccolo
difetto di stampa del colore giallo, che rende meno visibili a colpo d’occhio
i tipi di carte di quel colore. La modalità solo play sembra utile solo per
imparare. In 2 gira in tempi contenutissimi, anche se soffre di una ricircolo
limitato delle carte. Nell’insieme più che intrigante, anche se con luci ed
ombre.
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| Red Outpost |
[Giulio-TheUncle] Red Outpost • 1-4 giocatori •
10+ • 30-60′ • giocato in 2 • 60 minuti con studio del regolamento
Prodotto Kickstarter finanziato con successo il 31 dicembre dello scorso
anno, questo gioco si propone di portare l’utopia comunista sui tavoli dei
giocatori. Grazie alla meccanica di piazzamento lavoratori, i Leader
(giocatori) dovranno produrre quante più risorse possibili, facendo attenzione
al morale dei lavoratori, che darà, alla fine delle due giornate di lavoro, i
punti vittoria necessari per esser proclamati migliori Leader dell’avamposto.
Molto interessante l’idea, realizzata davvero bene sia graficamente sia nel
regolamento che nella scelta dei materiali (adoro i giochi che usano il
legno). I disegni sono assai evocativi, i dettagli e i richiami al
comunismo sono molto forti. Le risorse prodotte, ad esempio, non appartengono
ai giocatori, ma vengono stoccate in un magazzino comune, che sarà a
disposizione di tutti i giocatori: d’altra parte, si sa, “non esiste proprietà
privata”. Sulla mappa troviamo strutture punitive (campi di lavoro) e addirittura un palazzo del Soviet dove poter fare le proprie donazioni per la
causa comunista. L’alea è limitata alla pesca carte laghetto (pesca) e
astronave (risorse bonus) e questo fa capire il forte orientamento strategico
del titolo. Il gioco gira molto bene, le meccaniche sono in fin dei conti
semplici e lineari e offrono un ottimo livello di sfida. Credo, vista
l’esperienza, che possa dare il meglio se giocato in 4 giocatori, perché,
essendoci solo una mossa a turno, l’entropia generata dal movimento dei
lavoratori sarebbe davvero bassa. Al momento il gioco è reperibile su eBay e Amazon USA: ho contattato il produttore per chiedere se ha in programma una
ristampa e attendo la risposta. Per quanto riguarda infine la dipendenza
dalla lingua vi posso dire che è praticamente nulla, dato che sulle carte e
sulla mappa non vi è alcun testo e che è possibile trovare il manuale in
italiano su BoardGameGeek.
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| Pepper & Carrot: The Potion Contest |
Ambientazione: streghe e incantesimi, tratta dal webcomic gratuito e open source eponimo. Regole: bisogna usare la carta azione del round per manipolare i gettoni ingrediente sulla plancia personale, in modo da collegarli replicando le ricette sul tabellone comune. C’era molta attesa da parte mia per questo gioco, un po’ perché sono un fan del fumetto da cui deriva, un po’ perché il Kickstarter è arrivato con moltissimo ritardo. Il regolamento propone tre livelli di difficoltà e noi abbiamo provato il Principiante, consigliato per la prima partita. Col senno di poi, avremmo potuto tranquillamente osare di più. Nonostante la natura di rompicapo astratto, più nelle mie corde che in quelle di Monica, la mia signora ha completato per prima una ricetta ed è sempre rimasta davanti, fino alla terza che le ha dato la vittoria. Lei dice che è stata aiutata da una disposizione iniziale casuale migliore della mia, ma secondo me – per una volta – ha semplicemente avuto una visione spaziale più efficace dello scrivente. Questo livello di difficoltà è davvero poca cosa: archiviato finché Ambra non chiederà di provarlo. La scatola resta a portata di mano, perché già a livello medio le tre ricette hanno lunghezze diverse tra loro e la plancia personale si amplia. Poi, come molti figli del crowdfunding, fin dalla scatola base è presente una mezza dozzina di espansioni. Sono sicuro che, in quanto condivide lo stesso spirito di quei giochini per cellulare in cui trascini, scambi e ruoti caselle/tessere/gemme/eccetera, potrebbe incontrare i gusti di molti come gradevole filler.
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| 50 Clues: Il destino di Leopold |
Ed eccoci al terzo e ultimo capitolo della trilogia. È oggettivamente molto
difficile parlare di questo capitolo senza fare spoiler, ma proviamoci.
si è sperimentato un nuovo approccio del tipo “vai via quando hai terminato
le cose da fare”, che ricorda molto alcune avventure punta e clicca, ma che
qui mi ha fatto un po’ storcere il naso, non fosse per la mancanza di un
feedback da parte dell’app. La storia non presenta le sorprese trovate nel
secondo capitolo e ci porta al finale, in quale mi ha lasciato un po’ deluso, dato
che è un cliffhanger in previsione di una seconda trilogia.
l’essere spezzati in tre è una gentilezza dell’autore, dimodoché ci si può
fermare in caso non siamo soddisfatti dopo la prima parte, ma giocarlo non
in sequenza non ha alcun senso.
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due disinscatolamenti di due “mezze” novità del 2020 grazie a F/B!O e
Davide.
Cominciamo prima dalle donne, con Valeria che spiega come mettere in campo i
nostri maghi e le nostre streghe con
Harry Potter: Hogwarts Battle – Difesa Contro le Arti Oscure.
che apre Unicorn Fever, reimplementazione a tema unicorni del
famoso Horse Fever.
The Castles of Burgundy, la quale, rispetto alla prima edizione, presenta
una serie di espansioni, con una che permetterà anche la modalità in
solitario.
restrizioni con le vostre belle scatole che riportano “giocatori 1-X”?
in settimana sarà bollato come una persona
miseramente babbana!
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