[Gioca con me] Harry Potter: Hogwarts Battle – Difesa Contro le Arti Oscure

scritto da MeepleOnTheRoad (Valeria)

“«Con te sono pronto a battermi in qualsiasi momento, da solo» disse Malfoy. «Se vuoi, anche stanotte. Un Duello tra maghi. Soltanto bacchette… niente contatto fisico. Be’, che cosa c’è? Non hai mai sentito parlare di duelli tra maghi?»” [Il Duello di Mezzanotte, da Harry Potter e la Pietra Filosofale]

Tempi oscuri ci attendono. Il ritorno del Male spinge il preside di Hogwarts, Albus Silente, ad autorizzare lezioni pratiche di Difesa Contro le Arti Oscure affinché gli studenti imparino a proteggersi da eventuali attacchi. HARRY POTTER: HOGWARTS BATTLE – DIFESA CONTRO LE ARTI OSCURE è un gioco competitivo 1VS1 creato da Kami Mandell e Andrew Wolf e portato in Italia quest’anno da Asmodee. Si ispira all’omonimo gioco del 2016 degli stessi autori, ma è totalmente uno stand-alone e non ha bisogno del titolo padre per essere giocato. È pensato per giocatori di età 11+ e una partita può durare dai 30 ai 60 minuti.

In HARRY POTTER: HOGWARTS BATTLE – DIFESA CONTRO LE ARTI OSCURE ognuno dei due giocatori veste i panni di uno studente fittizio di una delle quattro case di Hogwarts e attraverso due sole meccaniche – Deck Building puro e Take That – cerca di stordire l’avversario sottraendogli punti Salute prima di essere stordito a sua volta e concludere, così, il round. Chi riesce a stordire l’avversario per tre volte decreta la fine della partita e si aggiudica la vittoria. E, mi raccomando, niente avada kedrava qui: vogliamo solo impratichirci con qualche incantesimo senza uccidere nessuno…

MATERIALI

In una scatoletta compatta 15x23cm sono contenute 184 carte spesse (divise tra Carte Hogwarts, Carte Fattura, Carte Libro e Carte di Partenza), 4 carte Casa fronte-retro fatte in modo che i due giocatori possono scegliere di appartenere anche alla stessa Casa (cos’è, non ditemi che non avete mai visto il mitico duello di allenamento tra i Grifondoro Ron e Hermione nella Stanza delle Necessità?!), 5 segnalini Stordito di metallo (meravigliosi!), 8 indicatori Casa di cartone con 2 basette di plastica su cui montarli e 30 segnalini vari già defustellati di un bel cartoncino spesso. Questi segnalini sono totalmente INUTILI ai fini del gioco (non lo dico io, ma lo riporta il regolamento stesso!) e servono solo a tenere il conto degli effetti guadagnati con le carte; di fatto, gli effetti possono essere applicati immediatamente senza dover accumulare i segnalini. Per vedere un po’ come sono tutti questi materiali, vi rimando al mio video di unboxing pubblicato settimana scorsa!

COME SI GIOCA
Giocare a HARRY POTTER: HOGWARTS BATTLE – DIFESA CONTRO LE ARTI OSCURE è semplicissimo perché le regole sono davvero due di numero e non si discostano molto da quelle alla base di tutti i giochi fondati sul deck-building. I giocatori hanno un mazzo di partenza identico (cambia solo l’animale domestico che scegliamo come primo alleato) e giocando carte e innescando effetti – tutti scritti sulle singole carte, non c’è bisogno di imparare a memoria nulla – si cerca di sottrarre punti Salute all’avversario colpo di bacchetta dopo colpo di bacchetta, finché l’altro giocatore viene stordito.

Man mano che i turni avanzano, potremo comprare nuove carte più potenti e liberarci di quelle meno efficaci “ripulendo” il nostro mazzo grazie alla possibilità di esiliare le carte che consideriamo meno utili alla nostra strategia. Deck-building nudo e crudo. Le carte nuove che possiamo acquisire si dividono in Incantesimi, Alleati e Oggetti e generano effetti che dobbiamo attivare immediatamente perché poi a fine turno scarteremo tutto ciò che abbiamo in mano, come nei classici giochi di duello con carte. Gli effetti sono vari e spaziano dal colpire l’avversario al pescare carte extra, dal curare le nostre ferite a potenziare Oggetti o Alleati in gioco, e così via. Molte carte hanno effetti speciali che possono essere attivati solo se apparteniamo alla stessa Casa identificata dal colore della carta oppure se abbiamo tra le nostre fila un alleato di quel colore: ho vinto una partita stupenda appartenendo a Grifondoro e avendo come alleati il Professor Allock (Corvonero), Gregory Doyle (Serpeverde) e Cedric Diggory (Tassorosso)… ma ve lo immaginate un team così nella realtà?!

Per vedere come si fa il setup e capire nel dettaglio come girano i vari turni di gioco, perché non vi guardate il mio chiarissimo e semplicissimo tutorial appena pubblicato?!

IMPRESSIONI
Ma quanto mi piace questo gioco! Lo so, lo dico sempre. Ma stavolta è davvero così. Sarà perché sono cresciuta con i libri di Harry Potter, sarà perché da ex giocatrice di Yu-Gi-Oh amo il deck-building sopra ogni altra cosa, sarà per l’effetto nostalgia di impersonare i personaggi della mia adolescenza… Boh, mettetela come volete. A me questo HOGWARTS BATTLE – DIFESA CONTRO LE ARTI OSCURE fa impazzire.
Peso leggero, è abbordabile da tutti, neofiti e non, appassionati di Harry Potter e non. Certo, vi devono piacere i giochi di carte e l’interazione diretta, altrimenti non fa per voi. Non serve assolutamente conoscere la storia di Harry Potter per giocare; sicuramente vi permette di immergervi maggiormente nella partita, ma non è essenziale. Il gioco scorre via liscio senza intoppi una volta entrati nella dinamica “pesco carte, gioco carte, scateno effetti, scarto carte” e la soddisfazione che si ha giocando cresce man mano che si affina il mazzo e si acquistano carte più potenti.

L’aspetto visivo non è certo il massimo, dopotutto ci sono solo montagne di carte e una plancia semplicissima. Per questo ho voluto arricchire un po’ la mia scatola… Ve li ricordate i “wizzis” di Harry Potter che si ottenevano in regalo facendo la spesa in un noto supermercato? Ecco che hanno infine trovato il loro utilizzo! Giocare con questi personaggi invece che con i segnalini di cartone è davvero tutta un’altra cosa: mi dà proprio l’impressione che Luna stia sconfiggendo Malfoy a suon di Stupeficium!

Il manuale è ben scritto, non ho avuto bisogno di cercare sul web chiarimenti o approfondimenti. Le carte riportano tutti gli effetti in modo cristallino, non è davvero possibile comprendere una cosa per un’altra. Ne guadagna la fluidità del gioco, naturalmente.
Le carte sono talmente tante che non possono esistere due partite uguali, né tantomeno è possibile applicare sempre la stessa strategia. Si tratta comunque di un gioco per metà strategico e per metà tattico. La parte tattica è facile da vedere: devo adeguarmi alle carte che si possono comprare nel mio turno e alle mosse del mio avversario per reagire di conseguenza. La parte strategica è più sottile. Essendoci 3 animali domestici tra cui scegliere, già nel momento in cui decidiamo con quale giocare stiamo ponendo le basi per una strategia: difensiva con il Rospo, di attacco con il Gatto e di potenziamento del deck sul lungo termine con il Gufo. Inoltre, decidere quali carte acquistare e quali esiliare è di per sé una strategia che “si spera” si realizzi: pescando sempre al buio e rimescolando di continuo il nostro mazzo, l’alea c’è e può accadere che le nostre carte ci escano perfettamente in combo così come ci arrivino in mano in modo che non possano essere utilizzate insieme. Per di più, sono talmente tante che dopo circa 10 partite, ancora non le ho viste tutte. Questo garantisce senza dubbio elevata variabilità, rigiocabilità e longevità del titolo. Per aumentare la rigiocabilità ulteriormente, abbiamo deciso di inserire una home-rule per cui non scegliamo il nostro animale domestico di partenza, ma lo peschiamo al buio: adattare il nostro gioco al punto di forza dell’animale, implementando strategie diverse, rende il tutto ancora più divertente.
Infine, l’interazione: c’è, ovviamente. Forte, preponderante, totale. Sono io contro di te. Io gioco esclusivamente per togliere punti a te, attaccarti e farti perdere. Siete più da giochi in cui vi prendete cura del vostro orticello e non vi interessa di quello che fanno gli altri? Allora questo non va bene per voi.

CONCLUSIONI

HARRY POTTER: HOGWARTS BATTLE – DIFESA CONTRO LE ARTI OSCURE può potenzialmente piacere a tutti, purché siate non dico appassionati di giochi di carte, ma almeno interessati alla meccanica. Come già accennato, non serve essere fan dei libri o dei film di Harry Potter, ma sicuramente aiuta nell’immedesimazione. L’ambientazione ce la mettiamo noi Potterhead, con l’effetto nostalgia e gli occhi lucidi ogni volta che lanciamo un Petrificus Totalus o quando chiediamo aiuto a Silente con i suoi poteri.
Oggettivamente parlando, gli trovo solo un difetto – che è contemporaneamente il suo più grande pregio: l’elevatissimo numero di carte, che garantisce variabilità e rigiocabilità – a volte fa sì che non escano mai carte esilio. Questo vuol dire che non si riesce a ripulire il mazzo e si perde tutto il senso del deck-building. Avrei preferito una regola grazie alla quale si potevano eliminare carte in qualche altro modo senza aspettare necessariamente altre carte per poterle esiliare. Non fraintendetemi, le carte esilio ci sono e sono tante, ma ci è capitato in una partita intera che ne uscisse solo una, ahimè.
A chi si lamenta del fatto che i tre animali domestici iniziali non siano equilibrati, rispondo che ho vinto e perso con tutti e tre. Sicuramente l’attacco del Gatto è forte, ma se ho un Rospo che mi permette di curarmi a ogni turno o un Gufo con cui posso arricchire il mazzo più rapidamente, non c’è Grattastinchi che tenga. Per ora la statistica mi dice che non c’è squilibrio, vedremo continuando a giocare.
L’età di 11+ consigliata è assolutamente veritiera, anche se i più piccoli non saranno molto smaliziati nel capire quali carte giocare in combo. Credo però sia tutta questione di pratica. Il tempo stimato per ogni partita, 30′-60‘, è realistico, in quanto potrebbero bastare 3 round così come servirne 5. Per me 10 minuti a round sono un tempo accettabile, ma il round potrebbe durare molto di più, se un giocatore continua incessantemente ad attaccare e l’altro a curare le ferite, in una sorta di ping-pong. Ma l’esperienza mi dice che prima poi arriva quella carta che sblocca la situazione di stallo.

Un’ultima curiosità per i fan della saga del maghetto: trovo fantastico che nel mazzo ci sia una copia dell’incantesimo Crucio e una dell’incantesimo Imperio, ma zero dell’anatema che uccide. Sarebbe stato poco credibile inserirlo, visto che il nostro obiettivo deve essere stordire l’avversario, non eliminarlo. Dettaglio apprezzato.

Io mi fermo qui. Anche perché se si parla di Harry Potter potrei andare avanti ore senza rendermi conto di annoiarvi e farvi addormentare più di un Distillato Soporifero. Alla prossima e GAME ON!
Come sempre, ricordo che il gioco è disponibile nel Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
“È importante combattere, combattere ancora e continuare a combattere, dal momento che il Male può essere tenuto a bada, ma mai sradicato.” [Albus Silente, Harry Potter e la Camera dei Segreti]
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